Gian Burrasca è un film televisivo musicale curato da Rita Pavone e Teddy Reno e diretto da Maurizio Pagnussat. Si tratta di un remake dello sceneggiato Il Giornalino di Gian Burrasca (1964), a sua volta tratto dall'omonimo romanzo di Vamba.

Trama Firenze, inizi del XX secolo. Giannino Stoppani, soprannominato Gian Burrasca per la sua capacità di combinare guai, è il figlio minore di un'agiata famiglia della città; a causa dei suoi scherzi e dalla sua incontenibilità, finirà per vivere numerose ed esilaranti avventure.

Produzione Il film fu ideato da Rita Pavone, interprete del protagonista nello sceneggiato originale, per celebrare i novant'anni dalla pubblicazione in volume del romanzo da cui esso era tratto. Per il ruolo di Gian Burrasca fu scelto un esordiente, l'undicenne Duccio Cecchi; gli altri personaggi furono invece interpretati da personaggi del mondo dello spettacolo come Gerry Scotti, Katia Ricciarelli, Alessia Mancini, Antonella Elia e Ambra Angiolini. La stessa Rita Pavone aveva un cameo nei panni della direttrice Gertrude.

La storia narrata nel libro e nello sceneggiato (comprendente 8 puntate) venne condensata in soli 180 minuti, in un film dallo spiccato carattere musicale: erano infatti eseguite gran parte delle canzoni e delle musiche originali di Nino Rota, riarrangiate per l'occasione e con i numeri di danza affidati a un corpo di ballo. Il film venne girato in un teatro di posa con fondali semoventi, per dare l'impressione che si trattasse di una rappresentazione teatrale; i cambi scena o le sequenze non filmate venivano narrate dalla stessa Rita Pavone, che interveniva in qualità di narratrice. Il film fu trasmesso in prima serata su Canale 5 il 6 gennaio 2001.

Accoglienza Il film fu visto da oltre 2 milioni di spettatori e ottenne delle recensioni miste. Fu criticato il fatto che, come lo sceneggiato del 1964, il personaggio di Gian Burrasca fosse stato edulcorato per renderlo più gradito al pubblico, facendogli così perdere gran parte del fascino; Aldo Grasso si espresse negativamente sulla recitazione dei protagonisti e sull'aggiunta di inserti rock e pop alle musiche originali di Nino Rota, e ritenne il film "un tentativo fallito di rendere omaggio allo sceneggiato originale, del quale non conserva né l'appeal né la freschezza", pur specificando che fosse "molto adatto per attendere l'arrivo della Befana, in particolare ai regolari fruitori della programmazione Mediaset per ragazzi". Furono invece lodate le performance del gruppo di ballo e la realizzazione tecnica complessiva. Il film non è mai più stato replicato.

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