La marcia (in francese marche; in inglese march; in tedesco Marsch; in spagnolo marcha) è una composizione musicale dal ritmo marcato, nata per accompagnare l'incedere di un'unità militare, e secondariamente di altri cortei (religiosi, civili), regolandone il passo in modo uniforme e cadenzato...... Ha quindi accenti metrici regolari ed è spesso solenne, sebbene il carattere muti in base alla concreta destinazione..
Molti inni nazionali condividono queste caratteristiche o sono quanto meno marciabili; spesso si tratta proprio di marce assurte a simbolo nazionale, sebbene la marcia sia per natura composizione puramente strumentale.. La marcia entra nella musica d'arte come parte di composizioni più ampie (opere, operette, balletti, sonate, sinfonie) ed è sfruttata anche in altri campi della cultura che impiegano la musica (colonne sonore cinematografiche).
Etimologia Il termine deriva dal verbo francese marcher, a sua volta dal francone *markôn («lasciare impronte»), e sta anticamente per «battere a piedi». All'epoca della guerra dei trent'anni (1618-1648) quest'accezione è già slittata verso la musica che accompagna gli spostamenti delle formazioni militari.. Un'etimologia alternativa è rintracciata nel galloromano *marcare, a sua volta dal latino marcus («martello»).
Storia Precedenti storici La marcia rappresenta il più elementare passo di danza e si evolve a partire dai segnali che, fin dagli albori della società umana, miravano a sincronizzare il cammino, il lavoro, la danza stessa, attraverso percussioni o squilli di tromba. Da questi singoli segnali, che spesso era necessario reiterare, è breve il passo verso la rudimentale cellula musicale di una progressione ritmica.
Già nel XVI secolo a.C. esiste testimonianza di musica eseguita per scandire il passo delle truppe,. e nel XIV Cretesi e Assiri introducono nella musica processionale strumenti estranei alla funzione di marcare il tempo (flauto, lira, arpa). Analoghe usanze sono in voga presso i Cinesi e altre civiltà orientali, più o meno remote (Persiani, Indiani), presso gli Egizi, gli Ebrei, i Greci, i Babilonesi.. Narra Tucidide che gli Spartani nella battaglia di Mantinea procedono al suono degli auloi per tenere regolarmente il passo.
Vasto è il novero degli strumenti in uso insieme ai tamburi: tra questi si ricordano il caratteristico sistro egizio e i diversi tipi di tromba (tuba, lituo, buccina) e corno, il cui impiego si estende dagli ebrei agli altri popoli, tra cui Etruschi e Romani. Questa musica svolge anche varie altre funzioni nell'ambito militare, dall'esaltazione dei soldati, all'intimidazione del nemico, allo svolgimento di parate e cerimonie solenni, alla celebrazione della vittoria.
Precoce è la recezione della musica processionale nelle celebrazioni religiose o civili: si ricordano in tal senso i cortei delle Dionisie greche del VI secolo a.C., accompagnati da fiati di grande potenza sonora, che eseguono tipiche melodie dal nome di πομπικά (pompiká) e trovano menzione nell'Iliade. Anche l'entrata in scena del coro in teatro con i canti aulodici pare seguire il solco di questa tradizione.
Nel medioevo la marcia trova i suoi antecedenti nella musica per fanfara - termine che designa al tempo stesso un tema musicale e un insieme di fiati e percussioni consolidatosi nel tempo tanto in Europa quanto nel Medio Oriente - e quindi nelle cacce dellArs nova italiana e francese del Trecento.. Altri precedenti sono i canti bassomedievali dei crociati e dei lanzichenecchi.
XVI secolo
La Musica getutscht und außgezogen di Virdung (1511) ricorda l'accoglienza riservata ai principi nelle città al suono di percussioni e fiati: il contesto solenne e l'organico lascia intendere che la musica di benvenuto avesse carattere di marcia. Nel corso del Cinquecento il ritmo di marcia, unitamente a temi di fanfara, appare nella Bataille de Marignan (1528) di Janequin (con imitazioni vocali di trombe e tamburi). ed è teorizzato nellOrchésographie di Thoinot Arbeau (1589);. segue, di poco, una raccolta di marce per virginale di Byrd note come The Battle (1591).
LOrchésographie rappresenta una fondamentale e precoce testimonianza scritta della marcia, e rende già conto delle differenti tradizioni militari, ciascuna fornita di un ritmo identitario nazionale scandito dai tamburi. I soldati marciano alternando le note e le pause in modo da non confondere il ritmo e non ostacolarsi a vicenda. Ciò può avvenire anche su schemi metrici dispari (ternari), poiché i soldati posano il piede esclusivamente sul tempo forte (in battere).. Seguono alcuni esempi (le lettere L e R indicano qui il passo sinistro e destro dei soldati).
Tamburo francese (quaternario) (ternario) Tamburo svizzero Tamburo svevo
Su questi schemi il tamburo poteva introdurre variazioni combinando valori diversi sul tempo debole, secondo quanto capillarmente descritto nel trattato. Si tratta ancora di musica rudimentale, ma l'''Orchésographie, dopo aver descritto gli strumenti in uso presso i Romani e nel presente, testimonia anche il ricorso all'improvvisazione melodica da parte dei fiffari (o di altri flauti) sulla base ritmica delle percussioni. La forma musicale della marcia nasce quindi come ornamento di questa semplice base percussiva a funzione squisitamente pratica.
Un altro fattore di differenziazione nazionale della marcia è il canto dei soldati che accompagna la sua evoluzione e ricalca la canzone e la danza tipiche delle varie nazioni (come l'allemanda che forma il modello strumentale della marcia tedesca). Tal è la caratterizzazione nazionale delle marce che nel 1776 Hawkins potrà permettersi di distinguere le marce francesi «vivaci e agili» dalle inglesi «dignitose e gravi».
XVII secolo
Il regno di Luigi XIV, nella Francia del Seicento, vede notevoli innovazioni e un'autentica regolamentazione legale dei segnali sonori in uso nell'esercito. Del 10 luglio 1670 è l'ordinanza regale che disciplina le diverse batterie di tamburi impiegate nelle armate e nei reggimenti, tra le quali La générale di Lulli ha funzione di chiamare alla marcia tutta la fanteria... Le altre marce sono tipicamente differenziate a seconda del corpo militare..
Quasi tutta l'opera di Lulli nel genere della marcia è testimoniata dalla raccolta manoscritta custodita a Versailles nella quale Philidor il Vecchio trascrisse un centinaio tra marce, richiami e segnali militari, sia francesi sia esteri. Molti di essi sono inclusi in appendice al manuale di musica militare pubblicato da Kastner nel 1848....
Con Lulli, autore della Marche françoise in uso come marcia d'ordinanza fino al tempo della Rivoluzione, e con La retraite di Philidor si codifica lo schema di due riprese di otto battute ciascuna che - nonostante numerose eccezioni -. caratterizza la forma della marcia militare per le bande del re. Un'innovazione fondamentale negli anni 1660 consiste nella sostituzione del fiffaro con l'oboe che, potendo cantare in diversi registri, permette di dar vita a piccole orchestre (generalmente con tre oboi e spesso un fagotto al basso, oltre ai tamburi) negli ensemble tipici della Grande Écurie..
La marcia militare ha ormai caratteri funzionali ben definiti: così ad esempio il tempo, più lento nelle marce funebri o religiose, più movimentato nelle marce militari o trionfali, non potrà in ogni caso eccedere in un senso o nell'altro, pena l'umana impossibilità di seguire il passo. Da questo momento perciò il genere continuerà sì a evolversi, ma solo in senso puramente stilistico, complice la sua trasmigrazione nel campo della musica d'arte.
Essa avviene a partire dall'introduzione della marcia nei balletti, nelle opere (Lulli, Rameau) e negli oratori (Händel), dove la composizione assume il compito di introdurre i personaggi, analogamente ai canti aulodici dell'antichità e dunque in forma e stile di marcia processionale. Nasce così la marcia teatrale, più libera e capace di licenze strutturali e stilistiche, che spesso sfrutta i ritmi tipici delle danze cortigiane e perviene in un novero quasi illimitato di composizioni, incluse le suite per orchestra (Krieger) e per clavicembalo (Couperin) o di musica incidentale (Purcell)..
XVIII secolo Parallelamente, la tradizione militare della marcia prosegue e si rinvigorisce nel corso del Settecento. Nelle bande del Regno Unito, di fianco alle composizioni di autori locali si usano marce tratte proprio da opere e oratori, spesso di compositori stranieri. Altre volte le melodie provengono dalla tradizione popolare.. Le marce estratte da composizioni più ampie superano talvolta in popolarità l'opera stessa, come nel caso di quella che apre lo Scipione di Händel.
In Francia, dove Rousseau alla metà del secolo denuncia la scarsa qualità delle composizioni in confronto alle tedesche Dessauer, Hohenfriedberger e Coburger, tutte reputate migliori sul piano ritmico e più esaltanti in battaglia, le guerre della Rivoluzione e del Primo Impero daranno nuova linfa alla composizione di musica per uso militare. Specialmente importante è il contributo di Gossec, che fornisce il primo arrangiamento della Marsigliese e la cui Marche lugubre testimonia l'evoluzione e l'arricchimento degli organici.
Il ruolo dominante dell'oboe è stato ormai assunto dal clarinetto, mentre appaiono strumenti inusuali (serpentone), antichi (tuba curva) ed esotici (tam tam). Tra le percussioni entrano nella banda europea gli strumenti tipici della cosiddetta musica turca (grancassa, piatti, triangolo) di gran moda nel XVIII secolo.. L'evoluzione formale traghetta la marcia dal semplice schema lulliano dapprima a un ampliamento dei due ritornelli, portati fino a sedici battute ciascuno in una tendenza comune alle danze dell'epoca,. quindi all'aggiunta di un trio al quale segue tipicamente una ripresa da capo (schema ternario). L'affioramento del trio, che si stabilizzerà soltanto nel secolo successivo, è già presente in una marcia di Haydn, mentre all'inizio dell'Ottocento in Beethoven si trovano due trii caratterizzati dal cambio della tonalità di partenza.. Dallo schema ternario, mutuato dal minuetto, la marcia si amplierà poi ulteriormente tendendo alla forma del rondò (con più trii).
Sul versante colto, a frequentare il genere è una vasta schiera di autori dei più rilevanti, molti dei quali ne traggono movimenti di divertimenti e serenate. Tra questi gli stessi Haydn e Mozart, il quale ultimo tratta i movimenti di marcia come una breve forma-sonata e si serve di marce sulla scena di diverse opere (Idomeneo, Le nozze di Figaro, Così fan tutte, Il flauto magico). Haydn dal canto suo, oltre a dedicarsi alla composizione delle più classiche marce militari, pone l'organico bandistico alla base dell'intera sinfonia n. 100..
XIX secolo Man mano che si definiscono i tratti della marcia moderna, nell'Ottocento il suo impiego pratico travalica i limiti dello stretto ambito militare. La marcia è ora sfruttata nelle processioni, negli spettacoli, nelle cerimonie solenni. Con le innovazioni tecniche del periodo - come l'aggiunta di pistoni agli ottoni, di chiavi ai legni, o l'invenzione di nuovi strumenti tra cui l'intera famiglia del sassofono - gli organici delle bande si estendono fino a comprendere decine di elementi. La marcia celebra vittorie e personalità militari ed esprime sentimenti patriottici, l'interesse verso il genere è al suo apice. Il compositore di marce è tipicamente anche un autore di danze e non solo un direttore di banda.