Il personaggio più importante dei suoi racconti è Annemarie Braun, la figlia dai capelli biondi di un dottore, la cui vita è raccontata nei dieci libri della collana Nesthäkchen (I neonati). La collana si trova ancora oggi in libreria, anche se in versione ridotta e con uno stile desueto. Inoltre scrisse altri libri e racconti che si concentravano soprattutto su giovani donne e riportavano l'immagine tradizionale delle donne e famiglie borghesi.
L'autrice di racconti per bambini, conosciuta e amata prima durante il governo di Guglielmo II e dopo durante la Repubblica di Weimar, venne perseguitata durante il regime nazionalsocialista perché ebrea, venendo deportata nel campo di concentramento di Auschwitz dove morì.
Biografia
Gioventù
Else Ury era la terza figlia del tabaccaio berlinese Emil Ury e di sua moglie Franziska. Durante l‘infanzia di Else, sotto il governo di Wilhelm, la famiglia faceva parte della ricca borghesia liberale. Emil Ury apparteneva alla comunità ebraica. Le festività cristiane come Natale e Pasqua venivano festeggiate gioiosamente; la famiglia Ury era integrata nella comunità tedesca e si sentiva parte di essa.
Fino al 1905 la famiglia visse nel centro di Berlino. I fratelli maggiori Ludwig e Hans frequentavano il liceo e studiavano rispettivamente medicina e giurisprudenza. Else e la sorella minore Käthe invece frequentavano la Königliche Luisenschule, una scuola privata e prestigiosa, che si concentrava sul lavoro manuale e materie come conversazione inglese e francese, musica, disegno, ed etichetta. Nella formazione di entrambe le sorelle si riflette la divisione chiara dei ruoli tra i sessi, che prevedeva da una parte l'avviamento degli uomini a una carriera e dall'altra la collocazione delle donne nell'ambiente familiare e casalingo. Per entrambe le sorelle la decima classe fu l'ultima del loro percorso formativo come per tutte le bambine del loro tempo. Quando Else lasciò la scuola nel 1894 a Berlino non vi era ancora alcun liceo femminile. L'unico percorso formativo che secondo le convenzioni del tempo doveva essere intrapreso da una giovane donna proveniente dalla borghesia era il seminario per l'insegnamento. Else non imparò nessuna professione e rimase con i suoi genitori.
La prima opera dell'autrice a noi pervenuta è l'opera teatrale Im Bahnhofs restaurant Danziger Röss‘l (Il salotto della Danzica di Röss‘l) che scrisse nel 1898 per l'addio al nubilato di sua cugina Martha Davidsohn nel quale racconta anche di se stessa.
I primi libri Nel 1905 venne pubblicato il suo primo libro Was das Sonntagskind erlauscht (Cosa scopre il bambino di domenica), una serie di racconti che ha venduto copie dal 1927. Il libro si rivolgeva a un pubblico cristiano. Non è un caso che Else si dedicasse alla scrittura di racconti, infatti nei primi 30 anni del XX secolo era il genere più diffuso per l’infanzia. Nello stesso anno il trasferimento della famiglia a Charlottenburg nello stesso anno segnò la loro ascesa sociale.
Il suo secondo libro Studierte Mädel (La ragazza colta) si distingue per il suo tema. Else Urychiarisce che la formazione accademica delle ragazze non deve ostacolare la creazione di una famiglia e il matrimonio. Pubblicato nel 1906, periodo in cui le donne iniziavano gradualmente a essere accettate nelle università tedesche, fu accolto con entusiasmo sia dal pubblico che dalla stampa. Nonostante il tema trattato fosse moderno, non presentava lo spirito di emancipazione introdotto da autrici come Gertrud Bäumer e Clara Zetkin. Entrambe le protagoniste si sposano e il matrimonio sancisce la fine della loro formazione. Il libro non venne letto solo da ragazze ma anche da donne adulte. L’immagine negativa della borghesia riportata da Else Ury è insolita data la sua estrazione sociale. Nella letteratura dei primi anni del XX secolo le critiche alla nobiltà erano frequenti, ma la scrittrice le presenta solo in questo libro, che la rese famosa. Nel 1908 seguì un altro volume di favole e racconti intitolato Goldblondchen (La ragazzina biondo oro). Nel 1913 Else Ury ricevette grazie a questo libro il suo primo e ultimo riconoscimento letterario pubblico.
Fu l’unica donna che in quell’anno ricevette un tale premio dalla commissione tedesca d’esame della letteratura per l’infanzia. Poco prima della prima guerra mondiale venne pubblicato Nesthäkchen und ihre Puppen (I neonati e I loro giocattoli) il primo volume della collana, che nel 1925 raggiunse i 10 volumi. I racconti la resero l’autrice di libri per bambini più conosciuta della Repubblica di Weimar e la sua figura principale Annemarie Braun, la figlia bionda di un medico di Berlino, divenne un personaggio in cui le generazioni femminili potevano rispecchiarsi. Negli anni 30 alcuni volumi vennero tradotti ed esportati in Francia, Norvegia e Paesi Bassi. Agli inizi del XXI secolo furono vendute quasi sette milioni di copie. Nesthäkchen (I neonati) mostra un mondo per bambini per lo più allegro, in cui ragazze e ragazzi possono mostrare gli stessi punti di forza e di debolezza e crescere giocando e misurandosi gli uni con gli altri.
La prima guerra mondiale Prima dello scoppio della prima guerra mondiale Else Ury pubblicò altri cinque libri grazie ai quali si arricchì. Mentre si trovavano nella loro casa vacanze in Polonia furono sorpresi dallo scoppio della guerra, motivo per il quale partirono immediatamente per Berlino. Else Ury condivise l’entusiasmo generale per l’inizio della guerra che si era diffuso nei primi giorni. 10.000 ebrei tedeschi si arruolarono volontariamente per prestare servizio per la patria. Il fratello di Else lavorò come dottore presso uno dei primi treni militari diretti verso la Francia. Else prese parte al corpo femminile volontario durante la guerra.
I temi del patriottismo e del deprezzamento della guerra sono presenti in alcune opere di Else Ury come Flüchtlingskinder (I bambini in fuga) (1918) e nel racconto Eine kleine Heldin (Una piccola eroina) del volume narrativo Huschelchen, pubblicato nel 1914. Non si sa nulla della reazione di Else Ury circa la perdita della guerra.
I successi letterari La collana Nesthäkchen si concluse nel 1925 con la pubblicazione dell’ultimo libro. Iniziò a lavorare a un'altra collana di libri per bambini intitolata Professors Zwillinge (I gemelli del professore), che avrebbe dovuto comprendere cinque libri. La collana Nesthäkchen apportò a Ury e al suo editore un grande successo finanziario.
Else supportò economicamente la famiglia di sua sorella, che soffriva delle conseguenze dell’inflazione essendo una famiglia di soli impiegati, e in più durante l‘estate accoglieva in casa suo nipote Klaus. Grazie al suo successo poté permettersi una casa nella regione tradizionale di villeggiatura di Krummhübel, che diventò una casa vacanze per lei e la sua famiglia. Già nel racconto Hänschen Tunichtgut (I ragazzi buoni a nulla) del 1920/1921 aveva espresso il suo entusiasmo per questa località di villeggiatura sui Monti dei Giganti, molto amata dai berlinesi. Il successo economico le permise anche di fare un viaggio in Italia insieme a suo fratello intorno all’anno 1927.
Verso la fine degli anni venti Else Ury prese vivamente parte alla società del tempo. Dal 1926 le sue storie vennero lette in radio. In occasione del suo 50º compleanno (1º novembre 1927), la casa editrice per giovani Meidinger organizzò per lei un ricevimento all'Adlon Hotel di Berlino. Questa casa editrice guidò la cosiddetta Nesthäkchenpost, grazie alla quale poté ricevere la posta da parte di ammiratori e rispondere al suo pubblico.
La persecuzione
La presa del potere da parte di Hitler fu accolta con favore da molte persone, comprese quelle con opinioni politiche moderate. Nel suo ultimo romanzo Jugend voraus! (Avanti giovani!), pubblicato nel 1933, anche Else Ury mostrò toni e contenuti molto sciovinisti che assomigliavano al linguaggio dei nazionalsocialisti. Il racconto narra la storia di una famiglia con problemi finanziari dopo che il padre ha perso il lavoro. La madre decide quindi di iniziare a lavorare in ufficio, presumibilmente perché la patria ha bisogno della collaborazione di tutti, uomini e donne, per riacquistare forza, ma in realtà perché hanno urgente bisogno di soldi. Il lavoro che svolge il figlio durante le vacanze in una fattoria è visto come un supporto alla comunità agricola tedesca. Più probabilmente, però, ai bambini della città che lavoravano nelle campagne veniva dato il minimo per vivere in cambio di aiuto nelle fattorie. Il libro, che venne pubblicato dopo il boicottaggio nazista del commercio ebraico del 1 aprile 1933, la revoca delle licenze per i dottori ebrei e i roghi di libri, finisce con la manifestazione del 1º maggio a cui Hitler e Hindenburg erano presenti.
Marianne Brentzel in queste circostanze scrive di lei: «Else Ury fu una donna della borghesia tedesca apolitica e conservativa che cercava di combattere la miseria della disoccupazione con grande partecipazione e che vedeva in Hitler una possibile soluzione della profonda crisi economica. Nel 1933 ignorò la realtà politica dei fatti, come aveva fatto per tutta la sua vita. Ha voluto lasciare un segno al suo caro popolo tedesco.» L’abolizione dei diritti degli ebrei nel periodo del Reich tedesco fu graduale. Durante i dodici anni della dittatura nazionalsocialista e decreti che dal 1941 privarono gli ebrei in Germania dei loro diritti.
Il 6 marzo 1935 Else Ury fu espulsa dalla Reichsschriftumskammer (Istituzione Culturale Nazionalsocialista per la Letteratura) e le fu quindi vietato di esercitare la sua professione. I libri di Else Ury continuarono ad essere letti anche dopo il 1935, come dimostrato in un commento nel libro di racconti per i giovani del 1942: «Dalla Backfischliteratur (genere letterario) nascono le buffe ma comunque diffuse storie di Emmy v. Rhoden Der Trotzkopf (Il testardo) e i racconti dell‘autrice ebrea Else Ury, che è citata qui perché i suoi libri vengono ancora letti, senza conoscere le sue origini.» Else Ury nel 1938-39 cercò di tradurre le sue prime fiabe e racconti in inglese e di vendere in Inghilterra, ma non ebbe successo. Il motivo non era di origine antisemita: il nipote di Else, Klaus Heymann, dice che trovava le traduzioni orribili e che l‘editore Swifton rifiutò le sue storie definendole non consone al periodo.
Avendo partecipato alla prima guerra mondiale, i fratelli di Else Ury hanno usufruito del privilegio dei combattenti di prima linea e inizialmente hanno avuto il permesso di continuare a lavorare come avvocati e medici. Il fratello Hans, al quale Else era particolarmente legata, si suicidò nell'estate del 1937. Con l’ordinanza del 1938 fu vietato a tutti i medici e avvocati ebrei di esercitare la loro professione, questi ultimi potevano rappresentare gli interessi degli ebrei solo come consulenti. I passaporti degli ebrei furono contrassegnati con una J rossa, il cosiddetto timbro ebraico. Con un'ordinanza sul cambiamento di nome furono introdotti dei nomi obbligatori. Alcuni dei membri della famiglia di Else Ury emigrarono, i nipoti Fritz Ury e Klaus Heymann vivevano già a Londra dal 1936. Else Ury li andò a trovare per una settimana nel 1938, ma tornò in Germania per continuare a prendersi cura della madre disabile.
Nel 1948 Georg Kast, un dipendente della banca del commercio presso cui Else Ury aveva aperto dei conti, in una lettera al nipote di Ury, Klaus Heymann, raccontò di un incontro con lei avvenuto nel 1938: "Personalmente, ero molto vicino a sua zia e condividevamo molte idee. In un momento in cui era ancora possibile convincere la signorina Ury a emigrare, rifiutò con delle parole che ricordo ancora oggi: "Se i miei compagni di fede rimangono, allora ho abbastanza coraggio, carattere e ferma determinazione da condividere il loro destino“.