Pescantina (Pescantìna in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Verona in Veneto. Si trova in Valpolicella.
Geografia fisica Territorio Pescantina sorge sulle rive del fiume Adige. Dista 12 chilometri dal centro storico di Verona e circa 6 chilometri dal confine con il comune di Verona. Rispetto al capoluogo è in posizione nord-ovest, verso il lago di Garda. Fa parte inoltre della Valpolicella, il cui confine meridionale è il fiume Adige, all'interno del territorio comunale.
Il territorio comunale si estende, in direzione nord-sud, dalle località di Nassar e Santa Lucia per circa e, da est a ovest, dall'Adige alla frazione di Ospedaletto per . In totale Pescantina occupa una superficie di 1 963,82 ettari..
Da un punto di vista morfologico, Pescantina sorge su di un sottile strato di suolo formato da materiale terroso costituito da detriti per la maggior parte silicei argillosi. Tale strato può apparire talvolta compatto e talvolta sabbioso. Esso poggia su di un'ulteriore stratificazione composta da ghiaia e ciottoli provenienti da detriti portati dal flusso delle acque dell'Adige. Ancora più in profondità si possono trovare formazione di epoca mesozoica caratterizzate da tufo e basalti compatti..
Il grado di sismicità della zona è considerato basso.
Clima
Il clima di Pescantina ha carattere dominante continentale, l'influsso più mite del lago di Garda influenza in maniera pressoché trascurabile il suo clima. Rispetto al capoluogo di provincia, Verona, da cui dista circa in linea d'aria, Pescantina risente molto marginalmente dell'isola di calore tipica dei grandi centri abitati. I monti Lessini, a nord, non proteggono sempre il paese dai freddi venti: infatti la zona di Pescantina è più soggetta al vento di favonio rispetto alla città e questo determina la minor frequenza della nebbia.
Le temperature sono mediamente inferiori di alcuni gradi rispetto a quelle registrate nel centro di Verona. Questa divergenza diviene più evidente soprattutto nei valori minimi notturni, questi risultano essere pressoché costantemente inferiori a quelli registrati nel centro e nell'immediata periferia cittadina. Nonostante queste piccole divergenze il clima è il tipico temperato umido della Pianura Padana, ovvero caldo e afoso durante la stagione estiva, rigido e freddo durante la stagione invernale. Tuttavia raramente la temperatura scende sotto lo zero e sale sopra i trenta gradi. La nebbia è meno presente rispetto al centro cittadino e in molti casi basta uscire dal paese in direzione sud-est-ovest di poche centinaia di metri per imbattersi nei primi banchi di nebbia..
Pescantina, come gran parte della Valpolicella presenta una nevosità superiore rispetto alla città e a molti altri luoghi della pianura veronese, esempio il 03/03/2005 a Pescantina si misurarono di neve mentre in città solamente , il 07/12/2012 a Pescantina 5/6 cm e in città solamente 1/2 cm. I motivi di questa divergenza al momento non sono ancora noti e attualmente sono oggetto di studio e ricerca ma in talune situazioni la parte nord-ovest della provincia è meno soggetta al favonio lessinico rispetto alla fascia pedemontana centro-orientale. Dal punto di vista legislativo, il comune di Pescantina ricade nella "Fascia climatica E" con 2 468 gradi giorno, dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile.
Di seguito i dati della stazione meteorologica di Verona Boscomantico, posizionata a pochi chilometri a sud-est rispetto al capoluogo.
Origini del nome
Storia Preistoria ed epoca romana Le origini del paese si perdono in tempi remoti. A differenza di altre località della Valpolicella, a Pescantina sono stati rinvenuti pochi reperti risalenti all'epoca preistorica e dunque è arduo affermare con certezza che la zona fosse abitata stabilmente prima dell'arrivo dei Romani.. Dagli antichi scrittori classici ci sono pervenute alcune notizie sui primi abitanti di Pescantina, Livio racconta di una popolazione che chiama Lebui o Libui, Plinio parla di Euganei e Retici, mentre per Strabone la zona fu abitata da Galli Senoni e Cenomani che vennero poi respinti dai Veneti.. Tuttavia, quello che appare abbastanza certo è che questi territori facessero parte di quel pagus arusnate ricordato in più di un'iscrizione e che riuniva gli agglomerati siti tra l'Adige e i Lessini occidentali.Gli Arusnati erano una popolazione probabilmente di origine retica-etrusca, la cui cultura era in buona parte affine a quella delle vicine popolazioni galliche e venetiche. È facile che queste popolazioni si fossero stanziate in zona poiché qui potevano trovare sostentamento grazie alla pesca e collegamenti tramite la navigazione fluviale..
Alcuni umanisti veronesi del XIX secolo hanno proposto Pescantina come scenario di una battaglia delle guerre cimbriche in cui Gaio Mario colse un'importante vittoria, pur non portando forti prove a sostegno di ciò.. La costruzione della Via Claudia Augusta, tra il 15 a.C. e il 47 d.C., ha portato questa terra verso la definitiva romanizzazione. Sia in epoca romana, sia successivamente, tutta la bassa Valpolicella rivestì grande importanza strategica. Più eserciti, muovendo verso Verona, passarono l'Adige sfruttando probabilmente i guadi esistenti in questo tratto di fiume e traghetti occasionali o permanenti (è probabile che quello esistente presso la piazza del paese, data la felice collocazione, fosse di origini molto antiche). Secondo gli storici Procopio di Cesarea e Claudiano qui si sarebbe svolta anche la battaglia tra le milizie di Stilicone, generale di Onorio, e i Visigoti di Alarico.
Numerose sono le testimonianze dell'epoca romana e riguardano più località dell'attuale territorio comunale, quelle di epoca romana. Da questo lembo della Valpolicella provengono per esempio il cippo funebre di Lucio Tenazio Varo, ora custodito nel Museo maffeiano di Verona, quello di Marco Tenazio Labeone, ora al Museo archeologico, il frammento miliare noto come "miliare di Arbizzano", epigrafi latine e altri reperti. In loco rimangono il coperchio di un sarcofago con scene di caccia, astragali e fogliette (all'interno del campanile di San Lorenzo in una nicchia a livello del pavimento), un'ara con putti alati, strumenti sacrificali e motivi floreali.
Medioevo Nel Medioevo i villaggi di Arcé, S. Lucia (Pulio), Settimo e Pescantina risultano inseriti nella vallis provinianensis, una delle due zone in cui era diviso il territorio della Valpolicella. È quasi certo che solo ad Arcé fosse sorto un castello. Le vicende medioevali furono caratterizzate dal susseguirsi di influenze diverse, prima dai Carolingi e poi dagli imperatori tedeschi. Con Federico della Scala, nel 1311, la Valpolicella fino all'Adige divenne contea e formò un'unità amministrativa e giudiziaria indipendente che in seguito diventerà il Vicariato della Valpolicella. Nel 1404 e 1405 il territorio di Pescantina fu messo a ferro e fuoco dalla guerra tra Carraresi e Veneziani, nel corso della quale fu anche costruita, e successivamente abbattuta, una bastia (tra Arcé e Pescantina). Un secolo più tardi altri eventi bellici, che ebbero per protagonisti gli eserciti austriaci, spagnoli e francesi, apportarono nuove distruzioni.
Storia moderna
Col passaggio sotto il dominio veneziano, sancito dalla dedizione di Verona a Venezia del 24 giugno 1405, Pescantina entrò a far parte del Vicariato della Valpolicella, sorretto da un proprio statuto e con sede a San Pietro in Cariano.Il testo dello statuto si può trovare nel testo pubblicato nel 1635 dal titolo: Ordini e consuetudini che si osservano nellOffitio del Vicariato della Valpolicella. L'edizione del 1731 può essere visionata su Wikisource. La Serenissima riconfermò alla popolazione locale tutti i diritti e privilegi che le erano stati concessi durante il periodo scaligero, garantendole così una propria autonomia amministrativa e l'esenzione da alcuni gravami fiscali....
Sotto il dominio veneziano, caratterizzato da una duratura "tranquillità sociale", si svilupparono in notevole misura le attività legate al commercio sul fiume Adige, che diedero al paese ricchezza e notorietà. Per un paio di secoli e più Pescantina fu uno dei perni della navigazione atesina e godette di particolare benessere. In questo arco di tempo tuttavia il paese non risultò estraneo al verificarsi di grandi calamità: le spaventose pestilenze del 1576 e del 1630 decimarono più di metà dei suoi abitanti..
Storia contemporanea Nel 1796 l'esercito francese, con a capo Napoleone Bonaparte, conquistò Verona ponendo di conseguenza anche Pescantina sotto il proprio dominio. In seguito al trattato di Campoformio, che decretava la scomparsa della Repubblica di Venezia, venne soppresso il Vicariato della Valpolicella, che tuttavia venne ristabilito per un breve periodo in seguito alla cessione del Veneto all'Austria, per poi scomparire definitivamente in seguito alla pace di Presburgo del 1805, quando tutto il Veneto tornò sotto il dominio napoleonico. L'arrivo delle armate napoleoniche, alla fine del Settecento, portò ancora devastazione e ruberie e inaugurò un ventennio fitto di episodi bellici, nel quale si accentuarono i segni di declino dei traffici sul fiume. Durante le Pasque veronesi, nel 1797, gli abitanti di Pescantina bloccarono l'avanzata delle truppe francesi, rifiutandosi di cedere le barche per attraversare il fiume Adige. A seguito di questo rifiuto, le truppe francesi si vendicarono bruciando case e uccidendo 19 persone.Vedasi il materiale sul sito Traditio.it Con la Restaurazione e il Congresso di Vienna del 1814-15, Pescantina passò stabilmente sotto il controllo dell'Impero austro-ungarico..
Durante la dominazione austriaca, sofferta ma non particolarmente dura, Pescantina non fu toccata dalle guerre (i fatti del 1848 coinvolsero marginalmente la zona di S. Lucia), ma subì il collasso dovuto al crollo del commercio via acqua, soppiantato dal ben più economico trasporto su rotaie (è datata 1859 l'inaugurazione della strada ferrata tra Verona e Trento). Nel 1866, con l'unità, Verona e il Veneto tornarono all'Italia e si aprì un nuovo capitolo della storia del paese..
I conflitti mondiali di questo secolo chiesero il sacrificio di numerosi giovani del paese. Il loro nome è inciso sui monumenti ai Caduti in piazza S. Rocco e a Settimo. Nel primo monumento, opera dello scultore concittadino Giovanni Giacopini (1895-1948), vi sono ricordati 62 caduti della prima guerra mondiale,. a cui si aggiungono i nomi di sei militari che non fecero ritorno dalla guerra della Libia e dell'Abissinia e 17 caduti e 24 dispersi del secondo conflitto mondiale.. Settimo ha invece pagato 24 morti nei due conflitti..
Tra i due conflitti mondiali, la popolazione di Pescantina non aderì mai in maniera massiccia e spontanea al fascismo.. Gli abitanti dovettero pagare un grave tributo in occasione del secondo conflitto mondiale. La vicinanza con Verona, divenuta di importanza strategica e politica per i nazisti dopo il proclama Badoglio dell'8 settembre 1943, e con la ferrovia del Brennero, fondamentale via di comunicazione con la Germania, fecero sì che il paese venne bombardato giornalmente dall'aviazione angloamericana..
L'occupazione tedesca portò anche al reclutamento forzato degli uomini, chiamati al servizio militare o al lavoro obbligatorio nelle officine.. Si ricorda che durante la notte del 24 ottobre del 1944, una dozzina di militi irruppero in una casa di un giovane che non aveva voluto arruolarsi nell'esercito della Repubblica di Salò. Riuscendo egli a fuggire, i militi uccisero la madre e la sorella a colpi di mitragliatore. Due degli esecutori della rappresaglia vennero rintracciati dopo la Liberazione e, in seguito a un processo sommario, fucilati nel campo sportivo.. La strage di Corrubbio del 25 aprile 1945 recò molti danni anche a Pescantina..