La Toilette del mattino è uno degli ultimi quadri realizzati da Telemaco Signorini e raffigura il momento del risveglio in un bordello al centro di Firenze. Un'opera senz’altro impegnativa e di difficile comprensione, non solo per la dimensione del quadro, ma, soprattutto, per la scelta così voluta di mostrare un soggetto ritenuto difficile da accettare ancora in quegli anni. Descrizione La scena è ambientata in una casa di tolleranza sita in via dei Lontanmorti a Firenze.
La bellezza di questo quadro è dovuta alla capacità di Signorini di rappresentare con disinvoltura la scena, nel quale le ragazze compiono un gesto quotidiano, preparandosi e vestendosi dopo il risveglio mattutino.
Con questi temi Signorini si allontana dal tema dei paesaggi e si avvicina a una pittura più psicologica rivolta al ruolo dell'uomo all'interno della società come si osserva nella toilette del mattino, nel quadro Bagno penale a Portoferraio e nel quadro La sala delle agitate nell'ospizio di San Bonifacio. Signorini riesce a rappresentare una violenta realtà mai vista prima.
Sapendo dello scandalo che avrebbe provocato, Signorini non ebbe mai l'audacia di inviare il quadro a un'esposizione e lo tenne nascosto nel suo studio, ma dopo la morte questo opera divenne una delle sue opere più significative.
La toilette del mattino insieme a La sala delle agitate nell'ospizio di San Bonifacio e a Bagno penale a Portoferraio costituisce legittimamente un trittico naturalista-umanitario.trittico naturalista-umanitario dedicato ai tre inferni della società da allora le carceri i manicomi e i bordelli.
L'acquisto di Arturo Toscanini
Nel 1930, La toilette del mattino fu acquistata dal celebre direttore d'orchestra parmense Arturo Toscanini durante un'asta tenutasi a Milano. Fino a quel momento la tela era rimasta a lungo celata al grande pubblico: Telemaco Signorini l'aveva infatti tenuta nascosta, rivolta verso la parete, nel suo studio fiorentino di piazza Santa Croce, consapevole dello scandalo che la cruda rappresentazione dell'interno di una casa di tolleranza avrebbe suscitato nella società benpensante dell'epoca. L'opera venne immessa sul mercato solo decenni dopo, per decisione degli eredi dell'artista.
L'acquisizione dell'opera creò un iniziale disappunto in ambito familiare. La moglie del Maestro, Carla De Martini, criticò l'acquisto sia per il soggetto ritenuto inopportuno sia per l'esborso economico, arrivando a pretendere dal marito l'impegno scritto a incidere due nuovi dischi per ammortizzare la spesa. Nonostante le critiche, Toscanini, che fu un avido e attento collezionista della pittura macchiaiola, non volle relegare l'opera a uno spazio privato, ma decise di esporla orgogliosamente nel soggiorno della sua residenza milanese in via Durini, rendendola visibile a tutti i suoi ospiti.
Note
Bibliografia I macchiaioli (edizione illustrata), Raffaele Monti, Giunti editore, 1998, ISBN 8809760271, pag. 66 Catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, a cura di Laura Casone:Telemaco Signorini, 2010, CC-BY-SA. Il Nuovo dopo la Macchia, origini e affermazione del Naturalismo toscano, T. Panconi, Pisa, 2008. Signorini e il Naturalismo Europeo, Raffaele Monti, Roma, 1984. Signorini e il suo tempo, T. Panconi, Pistoia, 2010. I Macchiaioli: la storia, gli artisti, le opere, Silvestra Bietoletti, Giunti Editore, 2001, pag. 240. Telemaco Signorini e la pittura in Europa, Marsilio, 2009, ISBN 9788831798402, pag. 255.
Collegamenti esterni
Categoria:Dipinti di Telemaco Signorini Categoria:Dipinti su interni di edifici