La «Grande Finlandia» (in finlandese: Suur-Suomi, in estone: Suur-Soome, in svedese: Storfinland) è l'idea irredentista e nazionalista in base alla quale si auspica un'estensione del territorio della Finlandia. Secondo questa visione il territorio della Grande Finlandia è individuato da frontiere naturali e non limitandosi, quindi, alle sole aree abitate da finlandesi e careliani; secondo le più comune interpretazioni esso spazia dal Mar Bianco al lago Onega e dai fiumi Svir' e Neva, o più modestamente dal fiume Sestra—al golfo di Finlandia. Alcuni sostenitori includono anche la penisola di Kola (come parte delle frontiere naturali), la contea di Finnmark (in Norvegia), la valle di Tornedalen (in Svezia), Ingria (la zona intorno alla città di San Pietroburgo) e l'Estonia (un altro Paese abitato da ugrofinnici come la Finlandia).
Storia Frontiere naturali L'idea del cosiddetto confine dei tre istmi — definito dall'istmo Bianco (Mar Bianco), l'istmo di Olonets (tra il lago Onega e il lago Ladoga) e l'istmo careliano (tra il golfo di Finlandia e il lago Ladoga) — risale a diversi secoli fa, fin dal periodo in cui la Finlandia faceva parte della Svezia. Il confine tra Finlandia e Russia fu causa di molti contrasti nel tempo tra svedesi e russi. Il governo svedese considerava il confine dei tre istmi come il più facile da difendere.
Sebbene il termine "Grande Finlandia" non venne usato prima del XIX secolo l'idea di confini della Finlandia stabiliti da frontiere naturali risale a quei tempi. Nel 1837 il botanico Johan Ernst Adhemar Wirzén definì l'area di distribuzione delle piante selvatiche della Finlandia come il confine orientale del Mar Bianco, lago Onega e il fiume Svir'. Il geologo Wilhelm Ramsay definì il concetto Fennoscandia all'inizio del XIX secolo.
Carelianismo In Finlandia l'interesse per il paesaggio e la cultura della Carelia fu espresso per la prima volta da un fenomeno culturale tipico degli anni '80 dell'Ottocento, noto come "Carelianesimo", una corrente artistica del naturalismo finlandese che cercava spunti dalla tradizione popolare, paesaggi e gente della Carelia nello spirito dell'epopea nazionale, il Kalevala. Più tardi, alcune delle idee relative a questo movimento sarebbero state utilizzate dai promotori della «Grande Finlandia».
Il Carelianismo fu particolarmente popolare negli anni 1890. L'autore Ilmari Kianto, uno dei più importanti scrittori finlandesi del XX secolo, scrisse dei suoi viaggi nella Carelia Bianca nel suo libro del 1918 "Finland at Its Largest: For the Liberation of White Karelia"; Kianto vedeva nella Carelia orientale la culla primordiale del popolo finlandese e sosteneva l'annessione alla Finlandia della Carelia orientale, espressa anche nella sua famosa poesia "Grande Finlandia, Carelia libera (Suomi suureksi, Viena vapaaksi...).
Altri Paesi nordici Il popolo Kven, una minoranza della Norvegia del Nord, aiutò l'insediamento dei finlandesi, specialmente negli anni '60 dell'Ottocento. La Società Accademica della Carelia (Akateeminen Karjala-Seura, AKS) - società elitaria composta da nazionalisti finlandesi, creata originariamente per offrire rifugio a tutti i profughi ugrofinnici provenienti dalla Carelia orientale dopo il fallimento della rivolta contro i sovietici e diventata rapidamente il forum studentesco più importante della Finlandia negli anni a cavallo tra le due guerre mondiali - e la Finnish Heritage Association lavorarono attivamente con i Kven a partire dal 1927–1934, e i media finlandesi diffusero propaganda pan-finnica attraverso vari canali, sebbene con intensità minore a partire dal 1931–1934.
Nei primi anni della propria indipendenza la Finlandia rivendicava la provincia svedese del Norrbotten, dove si parlava il finlandese, come reazione alla rivendicazione svedese delle isole Åland. Il governo finlandese istituì un comitato per espandere i movimenti nazionali finlandesi, mentre la Svezia impose l'utilizzo della lingua svedese nelle regioni settentrionali finnofone. Fino agli anni 1950, a molti studenti delle scuole del Norrbotten era proibito parlare in finlandese perfino durante le pause.
Guerra civile finlandese Gli scontri politici alimentati dalla necessità di formare il primo governo indipendente nella storia della Finlandia portarono a una situazione vicina alla guerra civile: da un lato i Rossi, che con la maggioranza del Partito Socialdemocratico Finlandese speravano di importare in Finlandia l'esperienza dei bolscevichi in Russia; dall'altro i Bianchi, sostenuti dalle forze di governo, che temevano un riassorbimento della Finlandia da parte della Russia.
Il 23 febbraio 1918, in piena guerra civile, il comandante in capo dell'esercito finlandese barone Carl Gustaf Emil Mannerheim, che si trovava nella città di Antrea (ora ribattezzata dai russi Kamennogorsk), proclamò un famoso ordine del giorno in cui egli giurava "in nome dell'esercito finlandese di non rinfoderare la spada prima che l'ultimo soldato di Lenin non sia stato espulso, non solamente dalla Finlandia, ma anche da Arcangelo e dalla Carelia".Massimo Longo Adorno, Storia della Finlandia contemporanea. Il percorso della modernità e l'integrazione nel contesto europeo, pag. 57, FrancoAngeli, 2014, ISBN 9788820450700.heninen.net's traduzione in lingua inglese. Sotto la guida del generale Mannerheim, e grazie all'intervento della Germania, i Bianchi fermarono i Rossi: era il mese di maggio 1918, e sei mesi più tardi il crollo della Germania avrebbe costretto la Finlandia ad abbandonare l'orientamento filo-tedesco e a rivolgersi verso gli alleati usciti vincitori dalla prima guerra mondiale.
Nel 1919 la Finlandia divenne una repubblica e il partito comunista fu dichiarato fuorilegge. Tra il 1919 e il 1920 i finlandesi sostennero con l'invio di truppe la guerriglia antisovietica delle forze bianche nella Carelia orientale, aspirando ad annetterne il territorio (nel quale era presente una consistente minoranza, i careliani orientali, ritenuta parte del popolo finlandese, anche se fra le due genti non era mai esistito alcun rapporto storico a parte la comune origine linguistica ugro-finnica), insieme a quello della penisola di Kola, per creare una "Grande Finlandia".Lauri Hannikainen, Raija Hanski, Allan Rosas, Implementing Humanitarian Law Applicable in Armed Conflicts: The Case of Finland, Martinus Nijhoff Publishers, 1992, ISBN 0-7923-1611-8., p. 32.
Heimosodat
Durante e dopo la guerra civile finlandese vennero lanciate diverse spedizioni militari di soldati volontari (heimosodat, traducibile come "guerre dei popoli affini") con l'obiettivo di "liberare" il "popolo fratello" careliano (e gli altri finnici del Baltico, con l'ambizioso scopo di creare una «Grande Finlandia») dai russi, senza successo.
Le truppe volontarie finlandesi, per esempio, effettuano operazioni militari sul territorio dell'Unione Sovietica e parteciparono alla guerra d'indipendenza estone (1918-1920). Durante le heimosodat fu teorizzato che tutti i popoli ugrofinnici del Baltico fossero raggruppati in un unico stato; questo desiderio esisteva anche nella parte occidentale della Carelia orientale, dove venne lanciata la spedizione di Viena (in finlandese: Vienan retkikunta, in svedese: Vienaexpeditionen) nel marzo 1918 per strappare la Carelia bianca (Vienan Karjala) alla Russia bolscevica. Sebbene la Carelia orientale russa non avesse mai fatto parte né dell'Impero svedese né del Granducato di Finlandia e fosse abitata a quei tempi principalmente da careliani e non da finlandesi (ormai la regione è stata quasi completamente russificata), i sostenitori della «Grande Finlandia» consideravano i careliani come una nazione "sorella" di quella finlandese e supportavano l'annessione alla Finlandia. Dopo la spedizione di Viena, Repola e Porajärvi si unirono alla Finlandia, ma furono poi restituite all'Unione Sovietica secondo il trattato di Tartu.
I Careliani di Uhtua (ora Kalevala, in Russia) desideravano un proprio stato e così istituirono il 21 giugno 1918 la Repubblica di Uhtua o Repubblica della Carelia orientale (in finlandese: Karjalan väliaikainen hallitus), con l'obiettivo di avere un Paese governato da finlandesi. Anche i finlandesi d'Ingria crearono un proprio stato, la Repubblica dell'Ingria settentrionale (in finlandese: Pohjois-Inkerin tasavalta) o Repubblica di Kirjasalo (Kirjasalon tasavalta), ma con lo scopo dichiarato di essere incorporati alla Finlandia. Entrambi gli stati cessarono di esistere nel dicembre 1920.
Anni 1920 e 1930
thumb|right|La Finlandia nel 1920–1940. A quei tempi, prima della cessione di territori all'Unione Sovietica, la superficie del Paese era pari a 382 801 km² (1938).. Nel 1920 il trattato di Dorpat, firmato con i sovietici, riconobbe ufficialmente alla Finlandia il diritto di esistere come nazione. Il trattato confermò anche il confine finlandese-sovietico, che avrebbe seguito il vecchio confine tra il Granducato di Finlandia e l'Impero russo; la Finlandia ricevette in aggiunta Petsamo, con il suo porto sul Mar Glaciale Artico (già nel 1860 lo zar Alessandro II di Russia aveva promesso di unire Petsamo alla Finlandia in cambio di una parte dell'istmo della Carelia). La Finlandia acconsentì anche a lasciare le aree occupate di Repola (unite alla Finlandia durante la Spedizione di Viena) e Porajärvi (unita con la Spedizione di Aunus).Nel 1921 si risolse infine la questione delle isole Åland, contese a lungo tra Finlandia e Svezia. La Società delle Nazioni attribuì alla Finlandia le isole, abitate da una popolazione di lingua svedese, anche se soltanto alla fine degli anni trenta, in seguito a episodi di violenza e ribellione, si raggiunse un compromesso rispetto alla questione linguistica con il riconoscimento della Finlandia come nazione bilingue, finlandese e svedese.
Per tutti gli anni venti e trenta i rapporti fra le due nazioni restarono ostili. La propaganda sovietica additò più volte la Finlandia come uno degli stati nemici della rivoluzione, inoltre il governo sovietico nutriva forti sospetti riguardo alla politica estera finlandese, poiché, nel 1918, la Finlandia aveva aperto il proprio territorio all'intervento delle truppe tedesche e, un anno dopo, aveva concesso l'uso delle proprie basi navali al Regno Unito per attaccare le navi russe. La Finlandia, dal canto suo, non abbandonò mai le proprie rivendicazioni territoriali sulla Carelia sovietica e fu periodicamente percorsa da agitazioni politiche provocate da movimenti di ispirazione fascista, quali il Movimento di Lapua e la Guardia Civile, che culminarono agli inizi degli anni Trenta in tentativi di colpo di Stato come la "marcia su Helsinki" e la ribellione di Mäntsälä. Nella propaganda dei "bianchi" finlandesi dominavano temi di odio etnico verso i russi, considerati una razza inferiore e il "nemico acerrimo",Olli Venviläinen, Finland In The Second World War: Between Germany and Russia, New York, Palgrave, 2002, ISBN 0-333-80149-0,p. 14. e non valse a mitigare la reciproca diffidenza la firma di un patto di non aggressione, stipulato nel 1932 e rinnovato nel 1934 per altri dieci anni.Ancora nel 1926, il 96,6% della popolazione della Repubblica socialista sovietica autonoma di Carelia (RSSAC) parlava careliano come lingua madre (mentre nel 1989 su 792.000 abitanti il 71% era di etnia russa e solo il 14% finlandese).