LAntico Regno ittita è la prima e più antica espressione di un regno ittita. In generale, la storia del regno ittita è divisa in due fasi, quella dell'Antico Regno (1650-1430 a.C.) e quella del Nuovo Regno, un periodo "imperiale", che va dal 1430 all'estinzione del regno ittita (1200 a.C. ca.).. Si tratta di una periodizzazione moderna, dato che mancano nella storia ittita cesure tali da giustificare una divisione in periodi diversi (come accade, ad esempio, per la storia egizia e assira). Durante i 500 anni della storia ittita, questo popolo fu governato da re appartenenti tutti a un ristretto numero di famiglie imparentate tra loro..

Il sorgere del Regno ittita va messo in connessione con le imprese di Pithana e Anitta, due dinasti originari della città anatolica di Kushshara. Il primo re dell'Antico Regno ittita attestato con sicurezza è Hattushili I..

L'Anatolia prima del Regno ittita

Il Bronzo medio inizia intorno al 2000 a.C. e appare come un periodo florido per l'Anatolia. Nella regione si sviluppò un'imponente rete commerciale assira, tesa ad accaparrarsi le riserve minerarie anatoliche. La rete aveva i propri estremi nella città assira di Assur e nelle pianure di Konya. I mercanti assiri costituirono tale rete in accordo con i signori anatolici, cui pagavano tasse e pedaggi, finendo per costituire delle colonie poste alla periferia di diversi centri. Queste colonie erano dette karu (al singolare, karum) e la più rilevante si trovava intorno alla città di Kanesh, da cui sono state tratte numerose tavolette che documentano i commerci.

Il commercio paleo-assiro in Anatolia fu prospero per circa un secolo. Nella seconda metà del XIX secolo a.C., l'Asia minore fu sconvolta da rivolgimenti politici e Kanesh (come anche il suo karum) finì distrutta in un incendio (tale evento traumatico segna la fine del livello II del karum di Kanesh: 1920-1850 ca.).. Dopo uno iato di qualche decennio, seguì una ulteriore fase di commercio (che corrisponde al livello Ib del karum di Kanesh), contemporanea al "regno dell'Alta Mesopotamia" di Shamshi-Adad I (1813-1781 a.C.); anche questa seconda fase dovette concludersi ancora una volta nel fuoco, intorno al 1740 a.C., ai tempi del re babilonese Samsu-iluna (figlio e successore di Hammurabi). Seguì poi un'età oscura, che precedé il sorgere nell'Anatolia centrale dell'Antico Regno ittita..

La relazione tra l'Anatolia dei karu e il posteriore mondo ittita è assai forte. Un esempio è relativo alla produzione ceramica. Lo stile detto "ittita", quando fu per la prima volta rintracciato in Anatolia, si sviluppò nel periodo delle colonie assire. L'arte figurativa di questo periodo sarà il nucleo su cui si fonderà la successiva arte ittita..

Pithana e Anitta Il periodo del livello archeologico Ib di Kanesh deve essere stato politicamente molto turbolento. È in questa fase che una svolta si produsse in Anatolia. Protagonista di questa svolta fu Pithana, re di Kushshara. Una iscrizione attribuita al figlio Anitta e detta Proclama di Anitta, di cui si conservano frammenti derivanti da tre copie posteriori, recita così:.

Kanesh divenne dunque la capitale del regno di Pithana e poi della dinastia di Kushshara.. Le campagne di Pithana furono proseguite dal figlio Anitta, a quanto pare con anche maggior successo. Quando si formò un'alleanza militare, capeggiata da Huzziya, re di Zalpa, e da Piyusti, re di Hattuš, tesa a contenerlo, Anitta fu in grado di sconfiggere il primo, conducendolo in ceppi a Kanesh, e di assediare Hattuš, prendendone gli abitanti per fame e poi distruggendola.. Nel suo Proclama, Anitta dichiara:.

Le campagne militari di Pithana e Anitta rivoluzionarono il panorama politico in Anatolia.. Il loro operato determinò l'unificazione di un'area assai significativa, dal Ponto a tutta la regione a sud dell'ansa dello Halys, fino a Purushanda. Kanesh può quindi essere considerata la prima capitale anatolica. e Anitta rimase nella memoria storica degli Ittiti. Il regno dei dinasti di Kushshara ebbe comunque breve vita. Dopo appena una generazione dalle imprese di Anitta, le colonie assire erano ormai sparite e con esse la prosperità della regione.

Hattushili I

Nei decenni successivi al regno di Anitta, con la sparizione dei karu assiri, sull'Anatolia piomba un silenzio documentale pressoché impenetrabile. Non è chiaro chi abbia posto fine alla Kanesh di Anitta (il livello Ib, come detto, è distrutto dalle fiamme), se i Kaška (che saranno poi uno dei più fieri oppositori degli Ittiti), per la prima volta attivi nella regione, o se gruppi hurriti..

Quando la luce delle fonti riappare in Anatolia siamo nel Tardo Bronzo, in un periodo in cui la parte centrale della penisola è già dominata dagli Ittiti. Il primo re ittita sicuramente attestato è Hattushili I (salito al trono intorno al 1650.): è sotto di lui che le prime fonti ittite appaiono, ma ci è anche noto che la dinastia di cui faceva parte era sorta almeno due generazioni prima di lui, dato che lui stesso, nel cosiddetto Testamento di Hattushili, fa riferimento ad una rivolta a Sanahuitta (un centro probabilmente non lontano da Hattusha, a nord-est.) contro il nonno: è la notizia più antica che abbiamo dell'antico regno ittita.

Fonti su Hattushili I La figura di Hattushili (Hattušili) è nota attraverso diversi documenti, tra cui tre sono particolarmente importanti: gli Annali di Hattushili, il Testamento di Hattushili e lEditto di Telipinu..

Gli Annali di Hattushili (talvolta Autobiografia di Hattushili), scoperti nel 1957, sono un testo cuneiforme bilingue, in accadico e in ittita, giuntoci in una copia del XIII secolo a.C., quindi 400 anni circa dopo i fatti cui si riferisce; raccoglie le imprese militari del re per un periodo che appare di sei anni (dei circa 30 del suo regno). Questi sei anni sono in genere collocati dagli studiosi all'inizio del suo regno, ma è anche possibile che questi annali costituiscano una sorta di selezione delle gesta più significative del re e che riguardino tutti i 30 anni di regno di Hattushili. Nel complesso, Hattushili deve aver condotto numerose campagne militari, tanto in Anatolia quanto in Siria..

Il Testamento di Hattushili è una sorta di proclama lanciato dal re, ormai vecchio e ammalato, davanti a soldati e dignitari raccolti a Kushshara, in relazione alla successione; esso fornisce rilevanti informazioni sulla politica interna del regno ittita. Anche questo testo ci è giunto in copie tarde, tanto in ittita quanto in accadico. Non è chiaro in quale lingua il testo sia stato inizialmente redatto. In passato, si pensava che fosse stato redatto in accadico e poi tradotto in ittita, ma il testo presenta alcune caratteristiche dell'ittita dell'Antico Regno. Non si può nemmeno escludere che le due versioni siano state redatte al contempo..

LEditto di Telipinu (1500 ca.) è un documento con cui il nuove re ittita Telipinu, un usurpatore, avrebbe cercato di stabilizzare il processo di successione al trono ittita..

I predecessori di Hattushili La dubbia identità di Labarna

Si è cercato di colmare le lacune relative al periodo tra i karu e Hattushili ricorrendo a delle liste di offerte ai re deificati dopo la morte. In una di queste liste è menzionato un Labarna, forse da identificare con il Labarna menzionato decenni dopo dallEditto di Telipinu. Nel suo editto, Telipinu colloca Labarna come predecessore di Hattushili I.

L'esistenza storica di questo Labarna I (databile al periodo 1680-1650 ca.) è stata a lungo messa in dubbio: non esistono testi del periodo del suo regno e l'unica fonte che descrive in dettaglio le sue gesta attribuisce a Hattushili imprese talmente simili da far pensare ad una semplice reduplicazione. Ad aggiungere confusione alla confusione, Hattushili stesso assunse il nome "Labarna" come nome regale..

Bryce ritiene inconcepibile che possa essere attribuito a Telipinu un tale errore storico, in quanto il re ittita usurpatore doveva essere perfettamente al corrente della tradizione di assumere il nome labarna come titolo regale e doveva anche sapere che Hattushili non era il primo re della dinastia. Liverani, invece, rigetta del tutto la storicità di Labarna: lo studioso italiano sostiene che i due titoli portati dalla coppia regale ittita (labarna e tawananna) sarebbero stati trasformati in una coppia regale originaria. Scrive Liverani: "inconsistente storicamente, puro frutto di fantasia, è la duplicazione che Telipinu fa del regno di Khattushili in un precedente e archetipico regno di Labarna – che non è mai esistito come personaggio singolo ma è la personalizzazione dell'idea ittita di regalità".. Va a questo proposito notato che nel Testamento di Hattushili il termine tabarna/labarna non appare mai accompagnato da un determinativo, come accade invece per tutti gli altri nomi di persona nel resto del testo..

La storicità di Labarna parrebbe provata dal ritrovamento, nel 1986, di un sigillo cruciforme sul sito di Boğazköy (presso cui si trovano i resti dell'antica capitale ittita, Hattusha). Il sigillo attesta la sequenza Labarna (1680-1650 a.C. ca.), Hattushili, Murshili e indica come coppie regali Labarna/Tawananna e, a seguire, Hattushili/Kadduši..

Nel periodo imperiale (Nuovo Regno, XIV secolo), il significato di Labarna e Tawananna come titoli che indicavano la coppia regale è abbastanza certo. La tawananna, anzi, manteneva il proprio status regale anche dopo la morte del marito. Sempre dal Nuovo Regno, però, giunge documentazione che prova che il titolo di tawananna non era prerogativa della moglie del re (è il caso di Ašmunikal, sorella di ). In ogni caso, lo status della tawananna nell'Antico Regno è scarsamente documentato e oscuro..

La rivolta di Sanahuitta Nel Testamento di Hattushili, il re ittita ricorda una ribellione contro il nonno. Il testo dice:

Il testo è conciso, oscuro, e pone molti interrogativi agli studiosi. La Šanaḫuitta menzionata va forse individuata con la Sinahuttum dei testi paleo-assiri del periodo dei karu. Quanto a questo "nonno", il testo non offre il nome. Bryce ipotizza che si tratti di Labarna I, il fondatore (mitico?) della dinastia ittita.

Quanto al ruolo del Labarna menzionato, il passaggio, traslitterato dall'ittita, recita: ḫuḫḫašmiš [laba]rnan DUMU-šan URUŠanaḫuitti iškunaḫḫiš.. In genere, questo passo è interpretato seguendo Sommer e Falkenstein: "Mein Grossvater hatte seinen Sohn [Laba]rna in Sanahuitta als Thronfolger verkindet" ('Mio nonno ha proclamato suo figlio Labarna (erede al trono) a Sanahuitta'). La maggiore difficoltà è legata alla parola iškunaḫḫiš, un hapax legomenon, per cui ricorrono svariate interpretazioni..

Ad esempio, Bryce riporta la traduzione "My grandfather [...] appointed(??) his son Labarna in (the city of) Sanahuitta" ('Mio nonno [...] nominò(??) suo figlio Labarna a Šanaḫuitta') e intende che Labarna era stato inviato dal padre a Sanahuitta nella veste di governatore; per qualche ragione questa nomina non era stata gradita dai locali, che avevano sostituito Labarna con Papaḫdilmaḫ, forse un principe. Sia Bryce sia Beal offrono anche altre interpretazioni: "My grandfather [...] recognized(?) his son T/Labarna as heir in Šanaḫuitta" ('Mio nonno designò suo figlio Tabarna/Labarna come erede a Šanaḫuitta') o, ancora, "My grandfather [...] adopted(?) T/Labarna (as) his son in Šanaḫuitta" ('Mio nonno adottò Tabarna/Labarna a Šanaḫuitta'). Quale che fosse il volere del re di Kushshara, i membri della famiglia reale gli disubbidirono e Papaḫdilmaḫ fu messo al trono..

Bryce opina che Labarna potesse essere il genero dell'anonimo nonno nel testo, il quale avrebbe scontentato i propri figli adottando il genero Labarna. Dato che, nei suoi Annali, Hattushili dichiara di essere ŠA fTawananna DUMU ŠEŠŠU ('figlio del fratello di Tawananna')., ne risulterebbe la seguente discendenza: l'anonimo nonno del testo aveva un figlio (il padre di Hattushili) e una figlia, Tawananna; quest'ultima aveva sposato Labarna, poi adottato dal re..