La nazionale maschile di calcio dell'Iraq ( e ) è la squadra maschile maggiore di calcio che rappresenta la Iraq Football Association (la Federazione calcistica dell'Iraq affiliata alla FIFA, all'AFC e alla WAFF).

Si è laureata campione d'Asia nel 2007, battendo in finale l' per 1-0. Nell'occasione la selezione irachena fu autrice di una delle imprese sportive più clamorose nella storia del calcio, in considerazione della maggiore preparazione delle avversarie, che godevano di tutti i favori del pronostico, e alleviò in parte le sofferenze di un paese martoriato dalla guerra. In Coppa d'Asia conta anche due quarti posti, ottenuti nel 1976 e nel 2015.

Ha vinto, inoltre, quattro Coppe delle nazioni del Golfo, quattro Coppe arabe, una medaglia d'oro ai Giochi asiatici, una medaglia d'oro ai Giochi panarabi e un campionato dell'Asia occidentale, competizione in cui conta anche due secondi posti, un terzo posto e due quarti posti.

Ha partecipato a una fase finale della Coppa del mondo, nel 1986, chiudendo con l'eliminazione al primo turno, e a una edizione della Confederations Cup, quella del 2009, in cui la squadra è stata eliminata al primo turno. Alle Olimpiadi ha raggiunto come massimo risultato i quarti di finale quando ancora si trattava di un torneo riservato alle nazionali A, mentre a livello di nazionale Under-23 il miglior traguardo olimpico è il quarto posto raggiunto ad Atene 2004.

Nella classifica mondiale della FIFA, istituita nell'agosto 1993, l'Iraq vanta quale miglior piazzamento il 39º posto dell'ottobre 2004, mentre il peggiore è il 139º posto del luglio 1996. Occupa il 63º posto della graduatoria.

Storia Esordi Nel 1923 una squadra irachena nota come undici di Baghdad, controllata dalla Federazione calcistica di Baghdad, iniziò a giocare partite di calcio contro squadre dell'esercito britannico. Ben presto l'associazione calcistica di Baghdad fu sciolta.

L'8 ottobre 1948 fu fondata la Federazione calcistica dell'Iraq, che si affiliò alla FIFA nel 1950. La nazionale irachena giocò la sua prima partita il 2 maggio 1951 contro lundici di Bassora, pareggiando per 1-1. L'esordio internazionale dell'Iraq avvenne in a Beirut, Libano, il 19 ottobre 1957, nella seconda edizione dei Giochi panarabi: contro il finì 3-3, con reti irachene di Ammo Baba, Youra Eshaya e Fakhri Mohammed Salman. L'Iraq fu poi eliminato nella fase a gironi del torneo. Ammo Baba fu un discreto calciatore e poi un affermato allenatore in patria. Faceva parte di quella squadra anche Youra Eshaya, che nel 1954 divenne il primo calciatore iracheno a giocare in un campionato europeo vestendo la maglia del . Egli trascorse 18 mesi nella terza squadra e nella squadra riserve del club inglese, prima di fare ritorno in Iraq nel 1955.

Dal 1960 al 1980 Nel 1962 l'Iraq ingaggiò il primo commissario tecnico straniero, il rumeno Cornel Drăgușin. Vinse il suo primo trofeo mettendo in bacheca la Coppa araba 1964 organizzata in casa, con un bilancio di tre vittorie e un pareggio in quattro partite. Ai Giochi panarabi del 1965 al Cairo l'Iraq fece la sua seconda partecipazione al torneo, ma fu eliminato ancora una volta nella fase a gironi. L'anno dopo perse la finale del Torneo delle Fiere di Tripoli contro il Marocco, ma vinse anche la Coppa araba 1966 battendo in finale la per 2-1. Nel 1967 si aggiudicò il Torneo delle Fiere di Tripoli con due vittorie e un pareggio e due anni dopo finì quinto alla Coppa dell'Amicizia 1969 in Iran.

Nel 1972 ospitò la Coppa delle nazioni palestinesi, dove raggiunse la finale e perse contro l'. Esordì in Coppa d'Asia proprio nell'edizione del 1972, ma concluse il torneo senza vittorie.

Nel marzo 1973 l'Iraq giocò il suo primo match di qualificazione alla Coppa del mondo. Classificatosi secondo nel gruppo 2 delle qualificazioni AFC/OFC al , a un punto dalla capolista l', non poté dunque accedere al turno successivo. Per il resto degli anni '70 raggiunse il secondo turno dei Giochi asiatici del 1974, perse la finale della Coppa delle nazioni palestinesi 1975, perse la finale della Coppa delle nazioni del Golfo 1976, si piazzò quarto alla Coppa d'Asia 1976, perse due finali consecutive del Torneo Merdeka (1977 e 1978), si classificò quarto ai Giochi asiatici del 1978 e . La Coppa d'Asia 1976 sarebbe stata l'unica edizione con l'Iraq presente alla fase finale per i successivi vent'anni, dato che la nazionale irachena si sarebbe ritirata dalle successive quattro edizioni del torneo.

Anni 1980: l'epoca d'oro Gli anni '80 del XIX secolo furono senza dubbio l'epoca d'oro del calcio iracheno, anche se la nazionale iniziò il decennio in modo deludente, con l'eliminazione al primo turno delle qualificazioni al Mondiale di . Nel 1981 l'Iraq vinse per la prima volta il Torneo Merdeka e ottenne la medaglia d'oro ai Giochi asiatici del 1982, mentre la nazionale B ottenne il terzo posto nella Coppa Marah Halim del 1983. Nel 1984 la squadra si aggiudicò sia la Coppa delle nazioni del Golfo che la Coppa Merlion. Nel 1985 l'Iraq B si piazzò quarto nel Torneo calcistico della Coppa del Presidente, in Corea del Sud. La squadra vinse poi la Coppa araba 1985 e nello stesso anno fu medaglia d'oro ai Giochi panarabi.

L'Iraq coronò tutti questi successi centrando la prima qualificazione ad un Mondiale. Si assicurò, infatti, un posto tra le finaliste di eliminando la nello spareggio: 0-0 a Damasco e 3-1 a Ta'if. Si trattò della prima e sinora unica qualificazione al Mondiale degli iracheni. Avendo terminato al sesto posto la Coppa delle nazioni del Golfo 1986 (anche se aveva perso tutte e tre le partite di misura), l'Iraq era ritenuto tra le squadre più deboli del Mondiale messicano. Sconfitto per 1-0 all'esordio dal , in una partita in cui agli iracheni fu annullato un gol regolare, perse per 2-1 contro il e per 1-0 contro i padroni di casa del , uscendo pertanto al primo turno. Il solo gol dell'Iraq al Mondiale fu segnato, al 58º minuto di Iraq-Belgio, da Ahmed Radhi, secondo miglior marcatore della storia della nazionale con 62 reti, alle spalle di Hussein Saeed (autore di 78 gol).

Negli anni a venire l'Iraq raggiunse i quarti di finale dei Giochi asiatici del 1986, vinse la Coppa delle nazioni del Golfo 1988, raggiunse i quarti di finale del Torneo calcistico della Coppa del Presidente del 1988, vinse la Coppa araba 1988, fu eliminato al primo turno delle qualificazioni al Mondiale di e vinse la Coppa della Pace e dell'Amicizia 1989.

Complessivamente negli anni '80 l'Iraq si aggiudicò nove competizioni e disputò la fase finale di un Mondiale per la prima e unica volta nella propria storia della propria storia, risultati che fanno del decennio il periodo più fruttuoso della storia della nazionale medio orientale.

Anni 1990: l'epoca buia Ritiratasi dalla Coppa delle nazioni del Golfo 1990 dopo aver avanzato delle lamentele riguardo all'arbitro della partita contro gli , la nazionale irachena, dopo l'invasione del Kuwait di quell'anno, fu squalificata dal torneo e non vi avrebbe fatto ritorno fino al 2004. Per le stesse ragioni la squadra fu bandita anche dai Giochi asiatici e dalla Coppa araba e negli anni a seguire giocò solo partite amichevoli.

Nel Torneo internazionale giordano del 1992 l'Iraq fece registrare, il 18 agosto, la più larga vittoria della propria storia, battendo ad Irbid per 13-0 l'. In quel torneo l'Iraq raggiunse la finale, ma fu sconfitto dalla per 2-0. Nel 1993 partecipò alle eliminatorie del Mondiale di , dove giunse l'ultimo turno di qualificazione, giocato a Doha e concluso al quarto posto in classifica. La squadra non riuscì ad ottenere un posto nella fase finale della Coppa del mondo per due soli punti. Nell'ultima partita, pareggiando per 2-2 contro il , gli iracheni privarono i nipponici di un posto a USA '94, tanto che i media giapponesi parlarono di Agonia di Doha.

L'Iraq vinse sia la Coppa Nehru 1995 che il Torneo Merdeka 1995. Presenti alla Coppa d'Asia 1996, prima volta nel torneo dopo vent'anni, gli iracheni raggiunsero i quarti di finale, dove furono eliminati dagli a causa di un golden goal segnato da Abdulrahman Ibrahim. Nel 1996 l'Iraq occupò la 139ª posizione del ranking FIFA, il peggior piazzamento di sempre della squadra nella graduatoria mondiale.

Nel 1997 la nazionale irachena si confermò vincitrice della Coppa Nehru e fu impegnata nelle qualificazioni al Mondiale di , ma fu eliminata al primo turno dopo due sconfitte contro il . Ai Giochi panarabi 1999 raggiunse la finale contro la Giordania. Subiti quattro gol, a venti minuti iniziò una rimonta che ebbe dell'incredibile, portandosi sul 4-4 nell'arco di quattordici giri di lancette. Ai tempi supplementari il punteggio non cambiò e la Giordania vinse per 3-1 ai tiri di rigore, lasciando agli iracheni la medaglia d'argento.

Nel 1999 l'Iraq prese parte alla Coppa Internazionale dell'Amicizia, che vinse contro Emirati Arabi Uniti, e .

Questo periodo è noto come epoca buia, perché coincise con gli anni di gestione di Uday Hussein, figlio del capo di Stato Saddam Hussein, che fu posto al vertice del comitato olimpico nazionale e della rappresentativa calcistica nazionale. Uday Hussein non esitò ad utilizzare metodi violenti per torturare i calciatori accusati di prestazioni negative, che erano incarcerati, costretti a fare il bagno in acque non depurate, obbligati a tirare calci a palle di cemento o sottoposti al taglio integrale dei capelli.

Anni 2000: il primo trionfo continentale Gli anni duemila della nazionale irachena si aprirono con il terzo posto nella prima edizione del campionato dell'Asia occidentale, nel 2000. Nella Coppa d'Asia di quell'anno l'Iraq fu eliminato ancora una volta ai quarti di finale, ma stavolta fu sconfitto per 4-1 dal Giappone.

Giunto al secondo turno delle qualificazioni AFC al , l'Iraq perse cinque degli otto incontri disputati in questa fase, venendo dunque eliminato. Vinse per la prima volta il campionato dell'Asia occidentale nel 2002, battendo per 3-2 in finale la Giordania dopo i tempi supplementari, pur trovandosi in svantaggio di due gol. In questa partita Younis Mahmoud segnò il suo primo gol con la nazionale in partite ufficiali proprio allo scadere dei tempi regolamentari, portando la sfida ai supplementari. Mahmoud sarebbe divenuto anni dopo il primatista di presenze con la nazionale irachena.

L'attività della nazionale proseguì anche negli anni seguenti, nonostante la guerra che nel 2003 flagellò il paese. Alle Olimpiadi di Atene 2004 la nazionale Under-23 sfiorò persino la conquista della medaglia: dopo aver battuto le più quotate Portogallo e Costa Rica e perso con il Marocco nel girone, eliminò la favorita Australia ai quarti, ma fu eliminata in semifinale dal Paraguay e fu sconfitta dall'Italia nella finale per il 3º posto.

Nel 2004 l'Iraq si piazzò quarto al campionato di calcio della Federazione calcistica dell'Asia occidentale, raggiunse i quarti di finale della Coppa d'Asia 2004 e fu eliminato al secondo turno delle qualificazioni al e alla fase a gironi della Coppa delle nazioni del Golfo 2004. Nel 2004 occupò il 39º posto della classifica mondiale della FIFA, miglior posizionamento di sempre nella graduatoria.

Ai Giochi dell'Asia occidentale del 2005, alla prima partecipazione al torneo, l'Iraq vinse la medaglia d'oro battendo in finale la ai tiri di rigore. Il portiere Noor Sabri parò due rigori e ne segnò uno.