Rischiatutto è stato un programma televisivo italiano di genere telequiz, trasmesso dalla Rai dal 1970 al 1974 per cinque edizioni. Condotto da Mike Bongiorno, andò in onda sul Secondo Programma dal 5 febbraio 1970 al 25 maggio 1974.
Il programma L'idea originale fu presa dal format americano del programma Jeopardy!, ma invece del peculiare meccanismo secondo cui a una risposta bisognava trovare una domanda, la RAI optò per il classico meccanismo domanda-risposta. La trasmissione, inizialmente, doveva chiamarsi A repentaglio!, ricalcando il titolo originale del programma; il nome venne cambiato durante la fase di preparazione..
Autori del quiz erano Paolo Limiti e Ludovico Peregrini, con quest'ultimo che rivestiva anche il ruolo di capo della giuria. A causa della puntigliosità con la quale faceva applicare il regolamento (opponendo sistematicamente dinieghi alle richieste di deroga avanzate dal conduttore, il che dava luogo a siparietti), Peregrini venne soprannominato "Signor No". La regia era di Piero Turchetti, coautore del programma, che passò alla storia della televisione italiana insieme alla frase che il presentatore Mike Bongiorno usava per introdurlo:
La sigla di testa e le sigle di coda furono ideate e realizzate per la parte visiva da Sandro Lodolo. La scenografia era di Tullio Zitkowsky.
Nella conduzione Bongiorno fu affiancato per tutte le cinque edizioni da una giovane valletta italo-argentina, Sabina Ciuffini, studentessa universitaria a Roma. Fino a luglio 1970 il programma fu registrato nel Teatro delle Vittorie di Roma (insieme a Arrivi e partenze, fu l'unico programma condotto da Bongiorno a essere prodotto nella Capitale); nel settembre 1970 le riprese si spostarono negli studi della Fiera di Milano, con l'eccezione delle semifinali e finali del '72 e '74, ospitate nel più capiente Teatro dell'Arte, sempre a Milano.
A testimonianza della popolarità dei telequiz dell'epoca, è da ricordare che molti dei concorrenti ammessi al Rischiatutto avevano già fatto domanda di ammissione a Lascia o raddoppia?.
Revival
Il programma, sempre condotto da Bongiorno, avrebbe dovuto riprendere il suo corso su Sky Uno nell'autunno del 2009, con il titolo RiSKYtutto per evidenziarne la trasmissione sul satellite; il progetto saltò a causa dell'improvvisa scomparsa del conduttore, avvenuta l'8 settembre di quell'anno. In seguito, un revival omonimo andò in onda nel 2016 su Rai 3, con la conduzione di Fabio Fazio (amico di Mike, e con il beneplacito della famiglia Bongiorno) e la partecipazione dello storico autore Ludovico Peregrini.
In occasione dei settant'anni della Rai, nel 2024 ne viene prodotto un remake chiamato Rischiatutto 70, condotto da Carlo Conti e incentrato sulla storia della televisione italiana; inizialmente pensato come un'unica puntata speciale in onda il 3 gennaio, nell'anniversario dell'inizio delle trasmissioni ufficiali in Italia, in seguito ne vengono realizzate altre due puntate nel marzo successivo.
Regole del gioco A ogni puntata di Rischiatutto partecipavano tre concorrenti, che si presentavano come esperti di un determinato argomento. Il gioco era diviso in tre fasi: le domande preliminari, la fase del tabellone e il raddoppio finale.
Le domande preliminari In questa prima fase, i tre concorrenti affrontavano singolarmente dieci domande preliminari tratte dai testi indicati dai concorrenti stessi, a cui si doveva rispondere in cinque secondi. Ogni risposta esatta, in questa fase preliminare attribuiva al concorrente un premio di 25.000 lire.
Al termine di questa fase, il concorrente che aveva totalizzato il montepremi più alto acquisiva il diritto a essere il primo a scegliere la materia del tabellone; in caso di parità, si procedeva a un sorteggio col lancio della monetina.
Il tabellone elettronico
Alla fase preliminare, prettamente introduttiva, seguiva la fase più importante e seguita del gioco: i tre concorrenti, chiusi in tre cabine contigue, si sfidavano al tabellone elettronico scegliendo la materia della domanda cui rispondere e il valore del premio per la risposta esatta. Durante questa fase di gioco, acquisiva ogni volta il diritto di scegliere la domanda successiva chi dei tre concorrenti avesse risposto esattamente alla domanda precedente, ma rispondeva chi si era prenotato per primo, anche senza aver ascoltato l'intera formulazione della domanda. Il tempo per rispondere a una domanda era di 10 secondi.
Il valore dei premi, per ogni materia, andava dalle 10.000 alle 60.000 lire: al maggior valore del premio corrispondeva una maggior difficoltà della domanda. Le sei materie oggetto del gioco, prescelte dagli organizzatori, variavano a ogni puntata e spaziavano fra gli argomenti più disparati. Le categorie delle domande al tabellone riguardavano materie di carattere generale o di attualità, di cui più o meno tutti i concorrenti potevano conoscere qualcosa; di solito erano comunque garantite due materie per ogni concorrente.
Particolarmente innovativo e determinante nel destare l'interesse del pubblico verso la trasmissione fu l'inserimento nel "tabellone elettronico" di brevi filmati e diapositive a introduzione delle domande. Proprio questa innovazione tuttavia impediva che il programma venisse trasmesso in diretta: la tecnologia analogica dell'epoca imponeva infatti, dopo la scelta della domanda da parte dei concorrenti, l'interruzione della registrazione per permettere il montaggio del filmato corrispondente nel tabellone, in quanto in regia non si conosceva a priori l'esatto ordine delle domande e quindi la sequenza dei filmati da mandare in onda (lo stesso valeva per le domande basate su frammenti musicali).
Nel tabellone erano inoltre presenti caselle più o meno favorevoli ai concorrenti: le caselle "Jolly" e quelle "Rischio". Le prime permettevano al concorrente che ne avesse selezionato una di introitare il premio relativo a quella casella senza dover rispondere ad alcuna domanda; le caselle "Rischio", invece, consentivano al concorrente che le avesse selezionate di poter puntare una cifra a sua scelta (da 100.000 lire a 1.000.000) e a rispondere a una domanda in 30 secondi. In caso di risposta esatta la cifra veniva aggiunta al suo capitale di gioco, altrimenti gli sarebbe stata detratta: ciò consentiva repentini "colpi di scena" modificando e a volte capovolgendo completamente la classifica e il montepremi dei tre giocatori.
Se a una domanda del tabellone non si prenotava nessuno dei tre concorrenti, o se tutti e tre davano una risposta errata, la scelta della domanda successiva spettava al concorrente che in quel momento aveva il montepremi minore in valore positivo (i concorrenti con montepremi negativo non avevano tale possibilità). In caso di risposta errata di chi si era prenotato, l'ulteriore possibilità di rispondere passava al secondo che si prenotava.
Al termine della fase del tabellone, i concorrenti che avevano a disposizione un montepremi superiore a zero erano ammessi a partecipare al raddoppio finale.
Il tabellone del Rischiatutto verrà riproposto molti anni dopo a Telemike, ma con 24 caselle anziché 36.
Il raddoppio finale
La fase finale era quella del "raddoppio", nella quale ogni concorrente, singolarmente e isolato nella propria cabina (che veniva chiusa, mentre il concorrente indossava le cuffie), doveva rispondere a domande multiple sulla propria materia di competenza in un tempo massimo di un minuto scegliendo fra tre buste. Se il concorrente riusciva a rispondere in maniera esatta alla serie di domande, raddoppiava il montepremi in suo possesso, ma bastava anche solo una risposta errata (si derogava solo per le eventuali risposte fuori contesto rispetto al quesito, ovvero non errate in sé) a una delle domande poste per comportare la perdita dell'intera cifra accumulata.
Al termine del raddoppio, il concorrente che aveva accumulato più soldi veniva proclamato campione e aveva diritto a tornare la settimana successiva per difendere il titolo. Ai due concorrenti sconfitti veniva data in omaggio una scatola del gioco Rischiatutto; se avevano raddoppiato si aggiudicavano la cifra conseguita, se invece avevano fallito le domande dalle buste ricevevano un gettone d'oro del valore di 100.000 lire. In caso di parità, se nessuno dei tre concorrenti avesse risposto esattamente alla domanda in cabina o ci fosse stato un ex aequo sulle cifre vinte, si procedeva con le domande di spareggio dove chi rispondeva esattamente al maggior numero di domande veniva proclamato "campione in carica".
Il meccanismo delle domande finali e del raddoppio verrà poi ripreso in tutti i successivi quiz di Mike, fino a Telemike.
I concorrenti Tanti i concorrenti diventati famosi dopo la partecipazione alla trasmissione.
La prima campionessa in assoluto fu Silvana Guerriero di Napoli (rispondeva a domande sulla musica leggera), ma il primo "personaggio" del Rischiatutto fu Giuliana Longari, ossia Maria Giuliana Toro (tuttavia presentatasi col cognome del marito), una trovarobe che rispondeva a domande sulla storia romana e che fu definita «la madre di tutti i concorrenti». Rimasta nella storia della televisione italiana come la "Signora Longari", fece il suo esordio nella puntata di giovedì 7 maggio 1970, in cui sconfisse il campione in carica Ascanio De Gregorio: Longari, anche paragonata dalla stampa al coevo ciclista Eddy Merckx per la sua serie di vittorie, rimase campionessa ininterrottamente fino al 16 luglio dello stesso anno, giorno in cui fu sconfitta da Giuliana Boirivant.
Il pubblico venne conquistato dalla simpatia del farmacista fiorentino Andrea Fabbricatore, il quale fu campione di Rischiatutto dal 22 aprile 1971 (vinse su Corrado Taiuti) al 14 ottobre dello stesso anno, quando fu sconfitto da Roberto Bambagioni. Al farmacista si deve anche il primo "caso" nella storia del programma poiché, dopo essersi rotto un braccio, per un certo numero di puntate dovette presentarsi davanti alle telecamere con il gesso: a questo punto un altro concorrente insinuò che Fabbricatore potesse nascondere una ricetrasmittente dentro l'ingessatura, onde ricevere illegalmente dei suggerimenti, sicché per fugare il dubbio Bongiorno provvide a far certificare la medicazione dal dottore degli studi della Fiera. Oltre al succitato farmacista si ricorda anche lo studioso matematico Angelo Lucia Bosetti, che redigeva in diretta schedine del Totocalcio.
Il concorrente che più di tutti passò alla storia del quiz fu però il dottor Massimo Inardi, medico di Bologna, esperto di musica classica e con la passione della parapsicologia. Inardi fece la sua prima apparizione a Rischiatutto il 2 dicembre 1971, giorno in cui sconfisse Maria Grazia D'Andrea. Egli vinse l'allora stratosferica cifra di 48 milioni di lire, e devolse la vincita di un'intera puntata a un bambino bisognoso di un trapianto di reni. Dotato di una cultura molto vasta e di una notevole capacità di concentrazione, fu accusato dalla stampa di «leggere le risposte dalla mente di Mike» grazie alle sue competenze parapsicologiche, a tal punto che in una puntata le risposte delle domande del raddoppio non furono scritte sul foglio delle domande in possesso del conduttore, ma in un foglio a parte consegnato alla valletta, posta a grande distanza in modo che Inardi non potesse vederla; ella dovette controllare le risposte e confermarne l'esattezza alzando una paletta.