Le relazioni bilaterali Cina-Taiwan sono le relazioni diplomatiche che intercorrono tra le due entità politiche, separate dallo stretto di Taiwan, nell'Oceano Pacifico: La Repubblica Popolare Cinese, comunemente nota col nome di "Cina" dal 1972 La Repubblica di Cina, nota oggi col nome di "Taiwan", ma nota col nome di "Cina" sino al 1972.

Le loro relazioni sono tutt'oggi complesse e controverse per la disputa sullo status politico di Taiwan dopo l'amministrazione dell'isola trasferita alla fine della seconda guerra mondiale nel 1945 dal Giappone alla Cina e lo scoppio nel 1946 di una guerra civile, oltre alla questione chiave della definizione dei confini delle acque che dividono i due paesi (chiamati nel complesso le "Due Cine").

Nel 1949, quando la guerra civile cinese si rivolse decisamente a favore del Partito Comunista Cinese, la Repubblica di Cina guidata dal Kuomintang si ritirò a Taiwan e vi pose la capitale provvisoria a Taipei, mentre la Repubblica Popolare Cinese proclamò appuntò un'altra repubblica in Cina con capitale Pechino.

Da allora, le relazioni tra i due governi di Pechino e Taipei sono state caratterizzate da contatti limitati, tensioni e instabilità, per il fatto che la guerra civile si è fermata solo formalmente con la firma del trattato di pace, ma i due paesi sono tecnicamente ancora in stato di guerra. Nei primi anni i conflitti militari continuarono, mentre i rispettivi governi competevano per ritenersi ciascuno il "legittimo governo della Cina". Più recentemente, la questione si è imposta sullo status politico e legale di Taiwan, che si è focalizzato nel possesso delle acque dello stretto di Taiwan e quindi in ultima analisi nell'unificazione dei due paesi o nel riconoscimento della piena indipendenza del Taiwan. La Repubblica Popolare Cinese rimane ostile a ogni forma di dichiarazione di indipendenza e mantiene le proprie pretese sul Taiwan. Nel contempo, si sono incrementati gli scambi non governativi o semi-governativi tra le due parti. Dal 2008, sono iniziati dei negoziati per ristabilire i "tre collegamenti" fondamentali per i due stati (trasporti, commercio e comunicazioni) che erano stati drasticamente tagliati dal 1949. Sono anche ripresi i negoziati tra i relativi governi.

Comparazione tra i due stati Nome comune Cina Taiwan Nome ufficiale Repubblica Popolare cineseRepubblica di Cina Bandiera Area 9.596.961 km² 36.193 km² Capitale Pechino Taipei Città più grande Shanghai Nuova Taipei Nome della popolazione Cinese Taiwanese Inno nazionale Marcia dei Volontari Zhōnghuá Míngúo gúogē Governo Repubblica socialista unitaria a partito unico Repubblica costituzionale unitaria semi-presidenziale Legislatura Assemblea nazionale del popolo Yuan Legislativo Lingue ufficiali Cinese mandarino taiwanese lingue formosaneHakka Scrittura ufficiale Caratteri cinesi semplificati Caratteri cinesi tradizionali Traslitterazione Hanyu Pinyin Bopomofo, Hanyu Pinyin Moneta Renminbi, Dollaro di Hong Kong, Pataca macaense Dollaro taiwanese Codici +86,+852,+853 +886 Dominio nazionale di internet .cn, .hk, .mo .tw

Storia Prima del 1949

I primi contatti storici tra Cina e Taiwan furono di tipo culturale, sociale e tecnologico.Zhang, Qiyun. (1959) An outline history of Taiwan. Taipei: China Culture Publishing FoundationSanchze-Mazas (ed.) (2008) Past human migrations in East Asia : matching archaeology, linguistics and genetics. New York: Routledge.Brown, Melissa J. (2004) Is Taiwan Chinese? : the impact of culture, power, and migration on changing identities. Berkeley: University of California Press A ogni modo, nei tempi antichi, nessuna dinastia cinese pensò mai di incorporare il Taiwan nei propri domini formalmente. Tra XVI e XVII secolo, il Taiwan attirò l'attenzione dapprima dei portoghesi, poi degli olandesi e infine degli spagnoli durante le loro esplorazioni. Nel 1624 gli olandesi stabilirono il loro primo insediamento nel Taiwan. Nel 1662, Koxinga (Zheng Chenggong), leale alla dinastia dei Ming, sconfisse gli olandesi e prese per sé l'isola, stabilendo il primo formale regime Han nel Taiwan. Gli eredi di Koxinga utilizzarono il Taiwan come base per lanciare dei raids verso la Cina propriamente detta e contro il Manchu durante l'era della dinastia Qing. Ad ogni modo, vennero sconfitti nel 1683 dalle forze Qing. L'anno successivo, il Taiwan venne incorporato nella provincia di Fujian. Nei due secoli successivi, ad ogni modo, il governo imperiale cinese tributò ben poche attenzioni al Taiwan.

La situazione cambiò radicalmente nel XIX secolo quando altre potenze iniziarono a puntare al Taiwan per la sua posizione strategica e le sue risorse. Per tutta risposta, l'amministrazione iniziò a modernizzarsi. Nel 1887 venne istituita con decreto imperiale la provincia di Fujian-Taiwan. Nel giro di 10 anni, il Taiwan era divenuta una delle provincie più moderne dell'impero. A ogni modo, la caduta della dinastia Qing fermò lo sviluppo del Taiwan, e nel 1895, a seguito della sua sconfitta nella prima guerra sino-giapponese, il governo imperiale dovette cedere il Taiwan al Giappone in perpetuo. I lealisti Qing cercarono di resistere al governo giapponese fondando la "Repubblica di Taiwan", ma l'ordine venne ben presto ristabilito dalle autorità imperiali giapponesi.

Il Giappone governò il Taiwan sino al 1945. Durante questo periodo, l'isola fu parte dell'impero giapponese e come tale da esso dipese a livello di relazioni estere, dapprima con l'Impero cinese e poi con la Repubblica. Nel 1945 il Giappone venne sconfitto nella seconda guerra mondiale e le sue forze dovettero cedere il Taiwan agli Alleati, sotto il governo del Kuomintang. Il periodo post-bellico (1945–1949) venne segnato da conflitti a livello locale come l'incidente del 28 febbraio 1947, iniziando a mostrare i primi segni d'indipendentismo.

La Cina era coinvolta in una guerra civile su vasta scala. Nel 1949 la guerra civile fece sì che il 1º ottobre 1949 il partito comunista cinese sotto la guida di Mao Zedong fondasse la Repubblica Popolare Cinese a Pechino, mentre una parte del governo decise di ritirarsi in Taiwan fondando la Repubblica di Cina a Taipei nel dicembre di quello stesso anno.

Stallo militare alla guerra diplomatica (1949–1979) I due governi continuarono a rimanere in uno stato di guerra sino al 1979. Nell'ottobre del 1949, la Repubblica Popolare Cinese tentò di prendere il Taiwan attaccando l'isola di Kinmen nella battaglia di Kuningtou, ma dovette fermarsi dall'avanzare verso Taiwan.Qi, Bangyuan. Wang, Dewei. Wang, David Der-wei. (2003). The Last of the Whampoa Breed: Stories of the Chinese Diaspora. Columbia University Press. . pg 2 Già nel 1950 erano state tentate delle operazioni di sbarco da parte dei cinesi a Taiwan sull'isola di Hainan, come pure la presa delle isole Wanshan al largo della costa di Guangdong (maggio–agosto 1950) e dell'isola di Zhoushan al largo di Zhejiang (maggio 1950).MacFarquhar, Roderick. Fairbank, John K. Twitchett, Denis C. (1991). The Cambridge History of China. Cambridge University Press. . pg 820.

Nel giugno del 1949, la repubblica in Cina decise di chiudere tutti i suoi porti.Tsang, Steve Yui-Sang Tsang. The Cold War's Odd Couple: The Unintended Partnership Between the Republic of China and the UK, 1950–1958. (2006). I.B. Tauris. . p 155, p 115-120, p 139-145 Dal momento però che la rete ferroviaria cinese era ancora arretrata, il Taiwan ebbe gioco facile a sfruttare liberamente le vie marittime dell'area.

Un gruppo di 12.000 soldati del Taiwan si portò quindi a Burma da dove continuò a lanciare degli attacchi di guerriglia alla Cina meridionale. Il loro capo, il generale Li Mi, era pagato e salariato dal governo del Taiwan e ricevette il titolo nominale di governatore di Yunnan. Inizialmente, gli Stati Uniti supportarono tramite la CIA queste operazioni ma dopo che il governo burmese si appellò alle Nazioni Unite nel 1953, gli Stati Uniti iniziarono a fare pressioni sul Taiwan perché ritirasse i propri uomini. Alla fine del 1954, circa 6000 soldati lasciarono Burma e Li Mi dichiarò sciolto il suo esercito. Migliaia a ogni modo rimasero e la Repubblica di Cina continuò a sostenerle segretamente.

L'insurrezione islamica del Kuomintang in Cina (1950–1958) venne combattuta proprio da questo esercito che si rifiutò di arrendersi alla Cina comunista tra gli anni '50 e '60.

Durante la guerra di Corea alcuni soldati catturati vennero rimpatriati in Taiwan.

Con l'allontanarsi del supporto statunitense, il Taiwan vide come sempre più fondamentali i propri possedimenti nella provincia di Fujian per una futura campagna per sconfiggere la Cina comunista e riprendere il controllo dello stato intero. Il 3 settembre 1954, la prima crisi dello stato di Taiwan benne iniziò quando l'Esercito Popolare della Liberazione iniziò a minacciare la presa delle isole Dachen. Il 20 gennaio 1955, l'esercito cinese prese la vicina isola di Yijiangshan, uccidendo o ferendo l'intera guarnigione di 720 uomini. Il 24 gennaio del medesimo anno, il Congresso statunitense passò la risoluzione di Formosa autorizzando il presidente a difendere le coste del Taiwan. La prima crisi dello stretto del Taiwan si concluse nel marzo del 1955 quando l'esercito cinese cessò i suoi bombardamenti. Venne portata a termine nel corso della conferenza di Bandung.

La seconda crisi dello stretto di Taiwan ebbe inizio il 23 agosto 1958 con degli scontri aerei e navali tra la Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica di Cina, con Quemoy che venne pesantemente bombardata dalla Cina e Amoy dal Taiwan, terminando nel novembre di quello stesso anno. Ancora una volta gli americani vennero chiamati a intervenire interrompendo questa volta i rifornimenti del Taiwan, ma nel contempo rifiutarono la proposta di Chiang Kai-shek di bombardare le artiglierie nemiche.

Malgrado la fine delle ostilità, da ambo le parti non venne mai siglata una fine formale delle ostilità né venne mai raggiunto un accordo.

Dagli anni cinquanta la "guerra", divenuta ormai più simbolica che reale, venne rimpiazzata dai fatti armati alla propaganda contro il regime opposto al proprio. La "guerra" anche se non dichiarata cessò formalmente solo nel 1979 col ristabilirsi delle relazioni diplomatiche tra la Cina e il Taiwan.

Durante questo periodo i due paesi quasi non ebbero contatti (pur stante la vicinanza geografica), venendo bloccati tutti i trasporti da e per le due direzioni, sebbene non mancassero occasionali defezioni. Uno degli appartenenti più illustri a quest'ultima categoria fu Justin Yifu Lin, che nuotò letteralmente attraverso lo stretto di Kinmen in Cina ed è stato vicepresidente della Banca Mondiale dal 2008 al 2012.

Molti osservatori esterni avevano fatto notare come il governo di Chiang sarebbe caduto nel caso di un'invasione comunista di Taiwan e per questo gli Stati Uniti non mostrarono alcun interesse nel supportare il suo governo, avviato ormai al suo stadio terminale. Le cose cambiarono radicalmente con lo scoppio della guerra di Corea nel giugno del 1950, dove il Taiwan si dimostrò un'importante piazzaforte al punto che il presidente americano Harry S. Truman in persona ordinò che la flotta statunitense si portasse nello stretto di Taiwan per impedire alle due nazioni di attaccarsi a vicenda, sfruttando la guerra di Corea come pretesto.Bush, Richard C. (2005). Untying the Knot: Making Peace in the Taiwan Strait. Brookings Institution Press.

Dopo che il Taiwan ebbe a lamentarsi con le Nazioni Unite per il supporto dell'Unione Sovietica alla Cina, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la cosiddetta "risoluzione 505" il 1 febbraio 1952 che condannò l'Unione Sovietica.