La chiesa di San Lorenzo è un luogo di culto cattolico dalle forme neoclassiche, neorinascimentali e moderniste, situato in piazzale San Lorenzo 5 a Calestano, in provincia e diocesi di Parma; è sede di una parrocchia compresa nella zona pastorale della Montagna.
Storia Il luogo di culto fu costruito originariamente in epoca medievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale al 4 aprile 1222, quando l'edificio fu menzionato in un documento vescovile..
Nel 1230 la Capelle de Calestano fu citata nel Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma tra le dipendenze della pieve di Bardone..
Verso la metà del XIV secolo la chiesa fu dotata del fonte battesimale, come indicato nellEstimo diocesano del 1354.
Nel 1490 l'edificio romanico fu sottoposto ad alcuni lavori di restauro.
Nel 1520 la chiesa fu elevata a sede plebana, con giurisdizione sulle cappelle dell'Annunciazione di Maria Vergine di Canesano e di San Giovanni Battista di Vigolone.
Verso la fine del XVI secolo il tempio fu ampliato con la costruzione delle prime due cappelle, mentre nel 1659 fu edificata la cappella a sinistra accanto al presbiterio.
Agli inizi del XVIII secolo la chiesa fu notevolmente modificata, sostituendo alle antiche capriate lignee le volte di copertura, realizzando altre tre cappelle laterali e decorando gli interni in stile neoclassico; negli stessi anni fu inoltre innalzato il campanile; i lavori furono completati entro il 1790.
Nel 1812 il tempio fu arricchito dell'altare maggiore in marmi policromi e del coro in legno, provenienti dalla chiesa di Santa Maria del Carmine di Parma, soppressa per decreto napoleonico.
Nel 1907 la facciata fu ricostruita in forme neorinascimentali su progetto dell'architetto Moderanno Chiavelli; nel 1913 fu inoltre sopraelevato il campanile.
Nel 1944 la chiesa fu pesantemente danneggiata dai bombardamenti alleati, che causarono il crollo della facciata e della prima cappella sulla destra; tra il 1949 e il 1950 il prospetto fu ricostruito in stile modernista su disegno dell'architetto Italo Costa; nel corso dei lavori, fu inoltre riedificata la cappella distrutta, fu sostituita la pavimentazione e furono restaurate e integrate le decorazioni interne in forme tardorinascimentali e neobarocche, ad opera del pittore Regolini.
Tra il 1965 e il 1975 le pavimentazioni furono nuovamente rifatte.
Tra il 1985 e il 1990 la chiesa fu sottoposta ad alcuni lavori di restauro che interessarono le coperture e la facciata; tra il 2000 e il 2002 gli interventi furono estesi alle decorazioni delle cappelle e del presbiterio, mentre nel 2007 fu sostituita la pavimentazione esterna.
Il 23 dicembre 2008 un violento terremoto colpì il territorio; tra il 2009 e il 2011 l'edificio fu interessato da opere di restauro e consolidamento strutturale.
Descrizione
La chiesa si sviluppa su un impianto a navata unica affiancata da tre cappelle per lato, con ingresso a ovest e presbiterio a est.
La simmetrica facciata, interamente intonacata, è scandita orizzontalmente in due parti da un cornicione in rilievo. Inferiormente al centro è collocato l'ampio portale d'ingresso principale, delimitato da una cornice e sormontato da un frontone triangolare su mensoline; ai lati si trovano due nicchie ad arco a tutto sesto contenenti i portali d'accesso secondari, incorniciati e coronati da frontoni; alle estremità si elevano su un alto basamento altre due nicchie ad arco a tutto sesto. Superiormente la porzione centrale è scandita in tre arcate a tutto sesto, contenenti nel mezzo una finestra ad arco a tutto sesto e ai alti due nicchie a tutto sesto; a coronamento si allunga lungo gli spioventi del tetto il cornicione modanato; alle estremità due attici preceduti da balaustre chiudono il prospetto.
Dai fianchi intonacati aggettano i volumi delle cappelle e dei locali di servizio; al termine del lato destro si erge il campanile a base quadrata, decorato con una serie di specchiature; la cella campanaria si affaccia sulle quattro fronti attraverso ampie monofore ad arco a tutto sesto, delimitate da lesene coronate da capitelli dorici; in sommità si erge l'alto cornicione modanato; a coronamento si staglia una guglia ogivale in rame, affiancata da quattro piccoli pinnacoli sulle estremità.
All'interno la navata, coperta da una volta a botte lunettata, è affiancata da una serie di lesene coronate da capitelli dorici, a sostegno del cornicione perimetrale modanato. La controfacciata accoglie due dipinti seicenteschi, raffiguranti la Madonna col Bambino e i santi Francesco, Caterina da Siena e altro santo e il Paradiso, con san Michele che intercede per le anime purganti, un ovale settecentesco, rappresentante Sant'Eurosia, e due acquasantiere scolpite nel 1605..
Le cappelle laterali, chiuse superiormente, in alternanza, da volte a vela e da cupole, si affacciano sull'aula attraverso ampie arcate a tutto sesto. Sulla destra, la terza, chiusa da una cancellata del 1677, accoglie sull'altare tardo-seicentesco un'ancona coeva contenente i Misteri del Rosario. Sulla sinistra, la prima, preceduta da una balaustra in pietra del 1622, conserva un fonte battesimale marmoreo cinquecentesco; la seconda ospita un confessionale riccamente intagliato tra la fine del XVII secolo e gli inizi del XVIII, probabilmente proveniente dalla chiesa di Santa Maria Bianca di Parma; la terza, chiusa da una cancellata barocca uguale a quella di fronte, accoglie sull'altare una cornice seicentesca..
Sul fondo della navata, sulla destra è collocato il pulpito ligneo, intagliato nel 1800.
Il presbiterio, lievemente sopraelevato e rientrante verso l'aula, è preceduto da una balaustra marmorea settecentesca; l'ambiente, coperto da due volte a vela affrescate, accoglie nel mezzo l'altare maggiore a mensa in legno, aggiunto tra il 1970 e il 1980, e ai lati due simmetriche cantorie lignee, contenenti l'organo del 1780. Oltre l'arco trionfale retto da due paraste, è posizionato l'antico altare maggiore in marmi policromi, riassemblato nel 1812 dall'architetto Angelo Rasori; superiormente si staglia una monumentale ancona delimitata da due colonne corinzie, a sostegno del frontone circolare spezzato; al suo interno è situata la pala raffigurante San Lorenzo in gloria, dipinta da Pietro Melchiorre Ferrari nella seconda metà del XVIII secolo. Sul fondo sono collocati gli stalli lignei del coro, intagliati tra il 1750 e il 1760 e provenienti dalla chiesa di Santa Maria del Carmine di Parma..
La chiesa conserva altre opere di pregio, tra cui due oli raffiguranti la Sacra Famiglia e sant'Agata che intercede per le anime purganti e lAnnunciazione, eseguiti da Antonio Lagorio nella seconda metà del XVII secolo, due stendardi processionali rappresentanti la Madonna del Suffragio e Angelo che trae le anime dal Purgatorio e la Madonna col Bambino e santi domenicani, realizzati intorno al 1750, due credenze settecentesche, tra cui una impiallacciata nel 1742, un cassettone e una cassapanca settecenteschi, due poltrone seicentesche, un tavolo a lira realizzato nei primi anni del XVIII secolo, quattro parti di cassapanche seicentesche, una lampada pensile in rame del XVIII secolo, numerosi tronetti espositivi e cartaglorie seicenteschi e settecenteschi, vari oggetti liturgici del XVIII secolo, un ostensorio del 1697 e alcune pianete settecentesche e ottocentesche..
Note
Bibliografia
Voci correlate Calestano Diocesi di Parma Parrocchie della diocesi di Parma Regione ecclesiastica Emilia-Romagna
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