Bubbles (Austin, 30 aprile 1983) è uno scimpanzé comune, noto per essere stato, dal 1983 al 2003, l'animale domestico del cantautore statunitense Michael Jackson.

Biografia Bubbles nacque il 30 aprile 1983 in una struttura di ricerca di Austin, in Texas, che allevava primati per effettuare test sugli animali. Malgrado esistano versioni differenti su come Jackson sia entrato in possesso del primate, molti affermano che Jackson lo abbia acquistato quando aveva otto mesi. Pare inoltre che l'acquisizione fosse stata supervisionata da Bob Dunn, allora uno dei più famosi fornitori e addestratori di animali di Hollywood. Bubbles venne tenuto nella casa della famiglia Jackson al 4641 di Hayvenhurst Avenue ad Encino (a Los Angeles) fino al 1988, anno in cui venne trasferito nel Neverland Ranch appena comprato dal cantante.

Bubbles dormiva in una culla nella camera di Jackson, mangiava dolci nel cinema di Neverland,Taraborrelli; pag 455 veniva nutrito al tavolo da pranzo, indossava un pannolino e usava il bagno personale di Jackson. Nel 2005, quando l'artista finì sotto processo con l'accusa di aver abusato sessualmente di un minore, i giurati ascoltarono un'intervista videoregistrata in cui egli affermava di possedere numerosi scimpanzé che lo aiutavano nelle faccende domestiche.

Durante la fine degli anni ottanta, Bubbles fece più volte compagnia alla popstar durante la sua attività artistica. Fu presente, insieme al pitone domestico di Jackson, durante la registrazione dell'album Bad (1987) e accompagnò il cantante a New York durante le riprese del videoclip dell'omonimo singolo (1987).Rees; pag. 261 Egli fece anche un cameo nel cortometraggio di Liberian Girl (1989). Lo scimpanzé seguì Jackson durante la tournée mondiale di Bad, iniziata nel settembre del 1987, ma per viaggiare in Giappone, l'animale non fu in grado di entrare in Gran Bretagna e Svezia a causa delle severe leggi sulla quarantena. In questo periodo, Bubbles e Jackson vennero fotografati da Kenny Rogers per il suo libro, Your Friends and Mine (1987).Campbell; pag. 128-9

L'amicizia fra Jackson e Bubbles causò l'ilarità mediatica e l'interesse di molti giornali di gossip. L'insolita scelta di avere uno scimpanzé come animale da compagnia, insieme ad altri animali esotici tra cui una giraffa, spinse molte testate ad appellare l'artista con il soprannome di "Wacko Jacko" ("Jacko il matto"), da lui disprezzato.Taraborrelli; pag. 370–3 Si diffusero anche alcune notizie rivelatesi false sul conto di Bubbles, come quella secondo cui esso non fosse una sola scimmia ma una di tante con cui veniva scambiata l'identità.Taraborrelli; pag. 364Taraborrelli; pag. 380

Nel documentario Living with Michael Jackson del 2003, Jackson dichiarò al giornalista Martin Bashir che Bubbles era diventato aggressivo. Venne pertanto trasferito nel ranch di Bob Dunn a Sylmar, in California, soprattutto a causa della paura dell'artista che Bubbles potesse costituire una minaccia per suo figlio Prince Michael II. Stando ad alcuni resoconti, nel dicembre del 2003, Bubbles avrebbe tentato il suicidio e fu portato in un ospedale in tempo.

Quando Michael Jackson morì il 25 giugno 2009, le organizzazioni giornalistiche riportarono che Bubbles non avesse partecipato al funerale del cantante. Dunn affermò al News of the World: Dal 2004, anno in cui è stata chiusa la struttura di Dunn, Bubbles è stato trasferito al Center for Great Apes di Wauchula, in Florida, dove vive tuttora, e da allora si diletta a dipingere e ad ascoltare musica per flauto. Il patrimonio di Jackson continua tutt'oggi a sostenere i costi delle sue cure annuali, pari a circa 17.000 dollari e, secondo i custodi del santuario, Bubbles ora ha 42 anni, pesa circa 84 kg e ha sviluppato un carattere creativo, dolce e giocoso con gli esseri umani e i suoi simili, ma schivo nei confronti delle macchine fotografiche dei visitatori.

Nei media Nel novembre del 1986, Jackson lanciò Michael's Pets, ovvero dei peluche ispirati agli animali di sua proprietà. Gli animali erano, oltre allo scimpanzé Bubbles, una rana, un cane, un coniglio, un serpente, uno struzzo, una giraffa, un lama e un orso con occhiali da sole e borsalino che rappresenterebbe lo stesso Jackson.Campbell; pag. 127 La popstar volle far sì che i produttori donassero un dollaro di ogni articolo venduto a un'associazione benefica per bambini.

Nel 1988 l'artista Jeff Koons realizzò tre identiche sculture in porcellana intitolate Michael Jackson and Bubbles e appartenenti alla sua serie Banality. Le sculture mostrano Jackson e Bubbles che indossano abiti dorati in stile militare. Divenute fra le opere più note di Koons, i tre esemplari valevano inizialmente 250.000 dollari l'una. Nel 2001, una delle tre sculture venne messa all'asta e venduta a un offerente telefonico anonimo, che si scoprì poi essere il collezionista d'arte Eli Broad, per 5,6 milioni di dollari. Oggi, la scultura appartiene al Broad di Downtown (Los Angeles). Le altre due copie di Michael Jackson and Bubbles sono conservate al Museum of Modern Art di San Francisco e al museo d'arte moderna Astrup Fearnley di Oslo.

Nel videogioco Michael Jackson's Moonwalker (1990) di SEGA, Bubbles è presente in ogni livello del gioco, indossa una salopette blue jeans e una maglia rossa, si trova in determinate zone della mappa e concede a M.J. il potere di trasformarsi in robot, come nel film.

L'omonima scimmia domestica di Re Kaioh, nel manga e anime Dragon Ball, è chiaramente ispirata al primate appartenuto a Michael Jackson.

Nell'agosto 2009 il Daily Telegraph riportò che Bubbles avrebbe pubblicato un "racconto per tutti" sul suo periodo trascorso con Michael Jackson. Il libro, intitolato Bubbles: My Secret Diary, From Swaziland to Neverland, venne in realtà scritto dal giornalista John Blake in via non ufficiale, e documenta in modo fittizio gli "aspetti più oscuri" della vita di Bubbles, inclusa una "dipendenza da banane da 2000 dollari al giorno, depressione, conquiste romantiche e (sic) di una rivalità viziosa con la stella di Tarzan Cheeta". La "raccolta di voci molto personali e oneste del diario di Bubbles" uscì nell'ottobre 2009. Blake dichiarò:

Note

Bibliografia

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