La Walther PP (acronimo di Polizei Pistole o pistola di polizia) è la capostipite di una famiglia di pistole semi-auto (PP e PPK) sviluppate e prodotte inizialmente dal 1929 al 1945, nella Sassonia-Coburgo in Germania, presso la fabbrica d'armi di Carl Walther (1858-1915), anche conosciuta come Carl Walther GmbH Sportwaffen o semplicemente Walther, sotto la direzione del figlio primogenito Fritz Walther (1889-1966), appassionato d'armi come il padre.

Le PP e PPK (1931) sono state tra le prime pistole autocaricanti a doppia azione di successo al mondo; ampiamente apprezzate all'epoca, ma anche negli anni postbellici, e finanche nel nuovo millennio, malgrado l'età. Alcune varianti sono quindi ancora in produzione nel 2023, sia in Germania che in USA, in vari calibri e serie.

Storia Agli inizi del 1900, Carl Walther era già molto appassionato alle nuove armi automatiche e soprattutto alle pistole. Nel 1908, su iniziativa del figlio primogenito Fritz Walther, inizia la produzione aziendale delle pistole semiauto con le compatte (Modelli dal 1 al 9), nei calibri 6,35 mm e 7,65 mm, armi che inizialmente avevano preso spunto dalle pistole belghe dell'epoca, Modèle 1905 e 1906 del "vicino" John Browning. Ma fu la pistola FN Modèle 1910, sempre di Browning, ad essere probabilmente la "nonna" delle Walther PP e PPK, con le dovute modifiche tecniche ed estetiche, infatti già la Walthers Patent Mod. 8 (del 1919), fu in buona parte la prima versione "micro" delle PP e PPK. Negli anni 1920, la ditta Walther Gmbh con sede a Zella-Mehlis, in Turingia (zona di fonderie, metallurgia, armieri e armerie tedesche), era già una affermata fabbrica di armi sportive, per le forze dell'ordine e per la Reichswehr (forze armate tedesche, in difesa del Reich).

Sviluppo Nel 1929, la ricerca, lo sviluppo e l'evoluzione dei modelli e dei prototipi già fabbricati prima, con l'aggiunta di alcuni brevetti, portano la Walther a produrre la popolare Polizei Pistole, nella prima grossa produzione in serie; arma che fu destinata a ri-armare la Bundespolizei (polizia federale), che fino a quel momento aveva in dotazione solo le pistole militari Luger P08 e Mauser C96, armi di fattura eccellente, ma piuttosto costose (e la C96, anche molto grande e pesante).

Nel 1931, la Walther soddisfa la Bundeskriminalamt (polizia criminale), producendo la nuova versione più compatta della PP, la Polizei Pistole Kriminal modell o PPK. Anche questa fu usata nella seconda guerra mondiale e rivoluzionò poi il mercato delle armi corte. Ed è nota a livello mondiale anche per il suo uso cinematografico (a partire dagli anni 1960) da parte del personaggio James Bond.

Le nuove pistole PP e PPK, presentavano tutte le caratteristiche più utili alle forze di Polizia tedesche: scatto ad azione mista (singola e doppia), leva di sicura con funzione abbatticane, indicatore di camera carica (cartuccia in canna) e sistema di auto-blocco del percussore (di brevetto 1919), sbloccato dal grilletto, che consentiva di portare l'arma carica e pronta a sparare, in "piena" sicurezza, sia nella fondina che sotto la giacca, funzione espressamente pensata per gli usi di polizia. Alcune di queste caratteristiche tecniche introdotte dalla Walther, erano molto innovative per quei tempi. Così ne derivò che, la PP era un'arma da fianco ideale per la polizia in divisa, e la PPK ideale per la polizia in borghese, entrambe sicurissime (per i tempi), compatte, leggere e comode da portare, relativamente economiche da produrre, ma anche molto ben rifinite, come da tradizione Walther.

La PP fu presentata nel 1930 e immediatamente acquistata da molti corpi di polizia regionali tedeschi; la PPK entrò in azione nel 1931 e fu ampiamente usata, sia da polizia che da esercito, come nella Germania nazista (lo stesso Hitler si suicidò con una PPK), per rimanere la pistola d'ordinanza delle forze di pubblica sicurezza fino al 1972.

Le PP/PPK vennero offerte fin da subito anche nel mercato civile, dove ebbero sempre notevole successo per le caratteristiche innovative, la compattezza e l'eccellente livello qualitativo. Inizialmente prodotte per cartucce 7,65 Browning (.32 ACP), furono richieste da molti corpi di polizia anche in un calibro più grosso, così vennero prodotte anche per il 9 mm corto (.380 ACP), un po' più efficace e potente; al mercato civile, vennero offerte anche in versioni più "leggere" (calibro 6,35 mm e .22"), molto apprezzate dai praticanti del tiro a segno per le cartucce particolarmente economiche.

Servizio operativo La Walther GmbH non risparmiò nulla per promuovere la sua pistola, nonostante il successo commerciale riscosso, così, molti personaggi pubblici e alti esponenti del NSDAP ricevettero in dono esemplari di pistole PP lussuosamente rifinite, placcate e incise in oro. Il Partito Nazionalsocialista stesso acquistò molte PP e venne addirittura creata una speciale versione di Ehrenwaffe (arma d'onore) da destinare a gerarchi in ricompensa per meriti speciali, come una vera e propria decorazione. Nel 1936, la Luftwaffe adottò la PP come arma d'ordinanza per il personale di volo, e fu acquistata privatamente da innumerevoli ufficiali della Wehrmacht, della Kriegsmarine e delle SS, che la preferivano alle pesanti pistole d'ordinanza P08 e P38, per la sua leggerezza e compattezza; inoltre, molti militari di truppa la portavano come "arma da tasca". Era anche l'arma da fianco standard della Feldgendarmerie (polizia militare).

Durante il secondo conflitto mondiale, la PP servì su tutti i fronti di guerra, dal Nordafrica alle steppe russe, nei sottomarini e negli aerei; si guadagnò una reputazione eccezionale di affidabilità e robustezza, di facilità d'uso e di comodità di porto. Il suo munizionamento non permetteva altro impiego che non fosse quello della difesa piuttosto ravvicinata, ma in quei contesti era una delle pistole più apprezzate e desiderate. Oltre alle forze armate tedesche la Walther PP fu largamente impiegata anche dalle truppe alleate, che la ricercarono sempre avidamente e divenne un ambito trofeo di guerra; in particolare le truppe sovietiche ammiravano la Walther PP per la sua qualità meccanica, e la pistola Makarov prodotta in URSS negli anni '50 somiglia molto alla PP.

Secondo dopoguerra

Dopo il 1945 la Walther PP/PPK venne prodotta, su licenza o meno, in molti Paesi, in tutte le sue molte varianti; in particolare, la ditta francese Manurhin la produsse fino al 1986 per la Polizia e l'esercito francese. Quanto alla Carl Walther Gmbh, gli impianti di Zella-Mehlis vennero a trovarsi nella zona d'occupazione sovietica (in seguito RDT) e andarono perduti; negli anni '50 la ditta fu ricostituita a Ulm am Donau, e tornò subito in produzione per le forze dell'ordine e le forze armate tedesco-occidentali; ben presto, venne acquistata da moltissimi altri Paesi per le loro polizie e militari, e venduta sul mercato civile. Ad onore dei progettisti, va il fatto che continua ad essere una delle pistole della sua categoria più apprezzate e richieste. Diverse serie sono tuttora prodotte in Germania, Francia e Stati Uniti. Il design ha ispirato varie altre pistole, tra cui la sovietica Makarov PM (1951), l'ungherese FÈG PA-63 (1963), la polacca FB P-64 (1964) e la cecoslovacca CZ 82 (1982), che però usano la più potente cartuccia possibile in questo formato di pistole (il 9 × 18 mm Makarov, non intercambiabile con gli altri 9 mm occidentali), ma anche l'americana Accu-Tek AT-380 II e l'argentina Bersa Thunder 380 in 9mm corto (o .380 ACP), la tedesca Heckler & Koch HK4 (1968) nei quattro calibri classici .22, .25, .32 e .380, e l'italiana Beretta Mod. 90 (Roma) in 7,65 Browning (1970), più o meno tutte con le stesse caratteristiche tecniche di base.

Nel 1999, la Walther annuncia il termine della produzione del modello PP, e marchia con la scritta in oro "Last edition 1929-1999 " le ultime 500 pistole prodotte ad Ulma.

Caratteristiche tecniche

Presenta un tradizionale funzionamento a massa (blowback) dove la forza della molla di recupero (coassiale alla canna) ed il peso del carrello, garantiscono la chiusura della culatta, senza necessità di chiusure geometriche, grazie alla modestia di potenza dei calibri impiegati. Il meccanismo di sparo è a doppia azione, il caricatore è monofilare estraibile da 8 colpi, e la canna fissa funge anche da guida per la molla di recupero. Le mire sono fisse sul carrello ed il cielo è zigrinato antiriflesso per tutta la lunghezza della linea, il mirino anteriore è a lama e la tacca di mira ad U è tarata per tiri da 20 m. Sui lati posteriori del carrello vi sono gli intagli di presa per l'armamento, e sul lato sinistro vi è la sicura che funge anche da abbatticane: azionando la sicura a cane armato, questo viene abbattuto, evitando qualunque esplosione accidentale. Dietro il grilletto, sull'impugnatura di sinistra, c'è il pulsante di sgancio del caricatore estraibile.

Altra caratteristica interessante dell'arma tedesca, è il blocco automatico del percussore: un cilindro, comandato dal grilletto, che ferma il percussore all'interno del carrello e non gli permette di muoversi, nemmeno se percosso dal cane o da altre cause, impedendogli così di raggiungere l'innesco della cartuccia ed eliminando di fatto la possibilità di spari accidentali; tale blocco viene rimosso solo premendo il grilletto. Tale caratteristica brevettata dalla Walther nel 1919, venne in seguito copiata da innumerevoli produttori e fabbricanti ed è oggi un elemento standard di gran parte delle pistole automatiche esistenti.

Altro elemento degno di nota è l'avvisatore di arma carica: quando una cartuccia è in canna, un piolo di acciaio sporge dal retro del carrello, sopra il cane; così, il tiratore può accorgersi visivamente o tastando col pollice, se l'arma è carica.

Varianti Per quanto compatta, comoda e leggera, la modell PP era pur sempre concepita come pistola da fianco, per essere portata nella fondina della divisa, per cui di dimensioni non proprio tascabili. Così, la Polizia Criminale tedesca (KriPo), espose quasi subito la richiesta di avere anche una variante più piccola e leggera, destinata al porto occulto, sotto la giacca, tipico degli agenti in abiti borghesi. Nacque così la PPK.

PPK (1931)