Quella che segue è una cronologia degli avvenimenti più significativi della Resistenza romana durante l'occupazione tedesca di Roma, iniziata dopo la mancata difesa della citta, il 10 settembre 1943, fino all'ingresso degli Alleati il 4 giugno 1944.

Luglio 1943

Tra il 9 e il 10 luglio gli angloamericani sbarcati in Sicilia vengono contrastati dagli italiani e dai tedeschi che ne rallentano la marcia verso il Nord. 19 luglio - Un terribile bombardamento, con numerose vittime civili colpisce Roma distruggendo quasi interamente il quartiere San Lorenzo nei pressi dello scalo ferroviario.

Nella notte tra il 24 e il 25 luglio il Gran Consiglio del fascismo,La seduta era iniziata alle 17,15 del 24 luglio, la votazione avvenne alle 2,30 del 25 luglio. Non esiste alcun verbale della seduta approva l'ordine del giorno Grandi che restituisce al re il compito di guidare le Forze Armate mettendo di fatto in minoranza Mussolini. 25 luglio La mattina di domenica 25 luglio, dopo essersi recato regolarmente nel suo studio di Palazzo Venezia per occuparsi degli affari correnti, Mussolini chiede al sovrano di poter anticipare l'abituale colloquio del lunedì, e ottiene di presentarsi alle ore 17 a Villa Savoia (oggi Villa Ada). Vittorio Emanuele III comunica a Mussolini la sua sostituzione con Pietro Badoglio, garantendogli l'incolumità. All'uscita da Villa Savoia Mussolini viene arrestato, su ordine del re, dai carabinieri.

Pietro Badoglio che dà notizia del suo incarico come capo del Governo per radio alle ore 22,45 avvertendo che «la guerra continua e che l'Italia resta fedele alla parola data». Immediatamente i cittadini romani manifestano nella notte e il giorno successivo la loro gioia per la caduta del fascismo. Gli operai del Poligrafico dello Stato, in via Gino Capponi, all'Alberone e quelli dello stabilimento Manzolini lasciano il lavoro e vanno nel centro della città a manifestare. Vengono bruciate le tessere del PNF dagli impiegati del Ministero delle comunicazioni a Porta Pia; le sedi della GIL, specie nella periferia sono devastate. Ovunque vengono rimossi simboli del regime. In via Agostino Depretis, presso il Viminale, la milizia fascista spara dalla sede della Difesa contraerea territoriale (Dicat) sui manifestanti uccidendone due e ferendone quattro. La sparatoria si conclude con l'arrivo della polizia e dell'esercito che disarma i militi. Al "Palazzaccio", il Palazzo di giustizia, una manifestazione di avvocati antifascisti si trasforma in una spedizione al carcere di Regina Coeli dove con l'aiuto dei familiari di detenuti e dei trasteverini vengono messi in libertà circa 1000 uomini e 500 donne. Il governo ordina la liberazione dei detenuti politici fatta eccezione per comunisti ed anarchici e vieta - perdurando la guerra - la ricostituzione dei partiti politici. Dispone che la polizia e l'esercito, a cui è affidato il mantenimento dell'ordine pubblico possano disperdere i manifestanti con l'uso delle armi; dichiara sciolto il PNF e tutte le sue organizzazioni, come auspicato dall'appena costituito "Comitato nazionale delle correnti antifasciste".«Nel pomeriggio del 26 luglio 1943 s'incontrano a casa Bonomi i rappresentanti di sei partiti antifascisti. Vi partecipano De Gasperi, Gronchi, Spataro, Brosio, Casati, Giorgio Amendola, Lombardo Radice, Cevolotto, La Malfa, Bauer, Romita, Vernocchi, Lizzadri e altri...»; «27 luglio 1943. I rappresentanti dei partiti antifascisti si costituiscono in "comitato nazionale delle correnti antifasciste" ne è presidente Bonomi. Il comitato chiede a Badoglio lo scioglimento del PNF, la liberazione dei detenuti politici, l'abolizione del tribunale speciale e la libertà di stampa » (in Il biennio cruciale (luglio 1943-giugno 1945): l'Italia di Charles Poletti, Di Giovanni Di Capua Pubblicato da Rubbettino Editore srl, 2005 ISBN 88-498-1202-7 che ancora non ha nessun effettivo potere e tanto meno l'autorità estesa a livello nazionale.in Oneri e onori: le verità militari e politiche della guerra di liberazione in Italia di Roberto Roggero, Greco & Greco Editori, 2006 pag 380 ISBN 88-7980-417-0 31 luglio - Il Comitato nazionale delle correnti antifasciste decide di presentarsi al Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio, capo del governo, che sino ad allora aveva messo in atto una politica repressiva nei confronti del movimento antifascista anche per non insospettire gli alleati tedeschi.in Giorgio Amendola: un comunista nazionale: dall'infanzia alla guerra partigiana, 1907- 1945, di Giovanni Cerchia, Rubbettino Editore, 2004 ISBN 88-498-0904-2, pag.381

Agosto 1943 3 agosto - Badoglio constatata l'impossibilità di governare le manifestazioni di piazza, riceve le opposizioni antifasciste che in cambio offrono la legittimazione del suo governo.G.Cerchia, op.cit. pag.381

11-12 agosto - Si riunisce nello studio di Giuseppe Spataro il Comitato nazionale delle correnti antifasciste che chiede la sostituzione del governo Badoglio accusandolo di non aver contrastato adeguatamente i fascisti e di aver permesso alle truppe tedesche l'occupazione di Roma. Mettono da parte per il momento ogni progetto di azione insurrezionale per evitare la reazione tedesca.Giovanni Di Capua, op.cit. pag. 416. 13 agosto - La città è nuovamente bombardata dagli alleati nei quartieri Tiburtino, Prenestino, Casilino, Tuscolano. L'attacco, eseguito da bombardieri statunitensi, causa danni forse ancora maggiori del primo, che l'aveva colpita il 19 luglio (bombardamento di San Lorenzo): nei due bombardamenti morirono oltre 2.000 civili innocenti e parecchie altre migliaia rimasero feriti, senza casa e lavoro. In città vengono così a mancare servizi essenziali, mentre la fame si diffonde e la capitale si fa invivibile.Cfr. Giorgio Bonacina, Obiettivo Italia - I bombardamenti aerei delle città italiane dal 1940 al 1945, Mursia 1970, p. 236. 14 agosto - il governo dichiara unilateralmente Roma "città aperta". Ci si riferisce ad una città ceduta, per accordo esplicito o tacito tra le parti belligeranti, alle forze nemiche senza combattimenti con lo scopo di evitarne la distruzione. Lo statuto di città aperta viene attribuito tenendo conto del particolare interesse storico o culturale della città, oppure in virtù del consistente numero di civili presenti nella popolazione. La città dichiarata "aperta" non deve tuttavia presentare alcun interesse strategico nel conflitto in corso in modo che la sua liberazione non determini l'esito finale della guerra. Gli Alleati avevano già dichiarato, prima ancora del "25 luglio", che una eventuale dichiarazione di "città aperta" del governo italiano - ove non accompagnata da smilitarizzazione con possibilità di verifica da parte di osservatori neutrali - non avrebbe avuto alcun valore. («Roma potrebbe venire considerata una città aperta soltanto nel caso in cui l'esercito, le installazioni militari, gli armamenti e le industrie di guerra venissero rimossi [...] Qualora il regime fascista decidesse di salvare Roma facendone una città aperta, dovrebbe rilasciare una precisa dichiarazione in modo da consentire agli Alleati, agendo attraverso rappresentanti neutrali, di determinare quando la necessaria smilitarizzazione abbia avuto luogo».H. Callender, «Open City Status by Rome Doubted. Washington feels. Capital is Too important for Axis to Demilitarize it. Rail Lines Called Vital. Vast Shifting of Italian War Plants Involved - Sicilian Resistance Expected», in The New York Times del 21 luglio 1943, citato (pag. 31) in Umberto Gentiloni Silveri, Maddalena Carli, Bombardare Roma - Gli Alleati e la «città aperta» (1940-1944) - Il Mulino - Biblioteca storica, Bologna, 2007, ISBN 978-88-15-11546-1); dopo i grandi bombardamenti dell'estate 1943, la città fu nuovamente bombardata altre 51 volte, sino alla liberazione il 4 giugno 1944 (cfr. Cesare De Simone, "Venti Angeli sopra Roma - I bombardamenti aerei sulla Città Eterna 19 luglio e 13 agosto 1943", Mursia, Milano, 1993, ISBN 88-425-1450-0, pag. 310). 17 agosto - Gli anglo-americani attraversano lo stretto di Messina e si dirigono verso la Lucania e la Campania. 30 agosto I partiti di sinistra antifascisti danno vita ad una giunta militare di cui fanno parte per il Partito d'Azione Riccardo Bauer, per il PCI Luigi Longo e per il PSIUP Sandro Pertini. Il programma è quello di combattere i tedeschi assieme all'esercito regio. Roma è divisa in otto zone militari con un comando di volontari ai quali vengono promesse dall'esercito le armi necessarie.

Settembre 1943

3 settembre - viene siglato segretamente l'armistizio di Cassibile o armistizio "corto". Il Regno d'Italia cessa le ostilità contro le forze britanniche e statunitensi. Più che un armistizio è una vera e propria resa senza condizioni da parte di un'Italia ormai allo stremo. 7 settembre - ufficiali americani giungono segretamente a Roma per organizzare (Operazione Giant 2) un lancio di paracadutisti americani a Cerveteri e Furbara per intervenire in soccorso degli italiani in occasione dell'annuncio ufficiale dell'armistizio e difendere così efficacemente Roma dai tedeschi. L'operazione fallisce vista l'impossibilità di liberare gli aeroporti dai presidi tedeschi.

8 settembre alle ore 12, squadriglie di fortezze volanti americane si susseguono nel bombardamento di Frascati e in particolare di Villa Torlonia sede di Albert Kesselring. Il comandante supremo tedesco, che si trova altrove, non subirà le conseguenze del bombardamento e assieme a Rommel, che ha il comando per il Nord Italia, guiderà l'operazione Alarico, piano di occupazione del suolo italiano e di contrasto dell'esercito regio in Jugoslavia, in Grecia, Albania, Dodecanneso. Alle ore 16 l'agenzia Reuters annuncia che l'Italia si è arresa senza condizioni agli alleati. Mezz'ora dopo il generale Eisenhower, comandante alleato per il Mediterraneo, conferma da Radio Algeri la resa degli italiani. Alle ore 19.45 L'Eiar manda in onda una registrazione del maresciallo Pietro Badoglio che annuncia l'armistizio,Ruggero Zangrandi, ne L'Italia tradita, Mursia, 1971, riprendendo il ricordo dello speaker Giovan Battista Arista, racconta i dettagli dell'annuncio, trasmesso dall'auditorio "O"; preparata la diretta, fu interrotta la canzone "Una strada nel bosco" e dopo una breve introduzione di Arista, Badoglio lesse il suo comunicato, subito registrato per poter essere successivamente ritrasmesso. Zangrandi, che dedica questo libro ad una feroce critica nei confronti di Badoglio, sapidamente precisa che Badoglio lo pronunciò "quasi in italiano". Il maresciallo ordina di cessare gli atti di guerra contro gli alleati ma, nello stesso tempo, di opporsi con le armi "ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza". La parte conclusiva della dichiarazione genera una ambiguità di interpretazioni tale che in un primo momento viene presa per l'annuncio della fine della guerra. Alle ore 20,30 dello stesso 8 settembre inizia la battaglia per la difesa di Roma.

Paracadutisti tedeschi prendono con la forza un deposito di carburante presidiato da soldati italiani a Mezzocammino sulla via Ostiense dando inizio alla battaglia per Roma.. I tedeschi si dirigono a ponte Galeria, e sulla sinistra del Tevere verso l'EUR, il Laurentino, la Cecchignola. Tra divisioni a ranghi ridotti e quelle ancora efficienti, gli italiani possono contare su circa 60.000 uomini mentre Kesselring può disporre di 12.000 uomini pronti ad intervenire nelle zone a sud e a nord della capitale, e di 14.000 paracadutisti che hanno occupato l'aeroporto di Pratica di Mare impedendo quanto previsto dagli accordi tra gli italiani e gli alleati che avrebbero dovuto effettuare un lancio, annullato nella notte tra il 7 e l'8 settembre, di una divisione aviotrasportata americana in aiuto degli italiani. Da Viterbo sono pronti a muovere su Roma 24.000 soldati della "Panzergranadieren" con 350 carri armati.