L'oratorio dello Zignolo (o Zignol) o oratorio della Madonna del Rosario è un luogo di culto di Fossalta, situato in via Zignol, lungo la strada che da Fossalta conduce a Trebaseleghe.
Storia
La chiesa ha fondazione seicentesca, probabilmente costruita nel 1608. Intorno alla metà del Settecento, l'oratorio era parte di un complesso molto più ampio, incentrato attorno a un palazzo dominicale fiancheggiato da due barchesse simmetriche, il tutto circondato da mura. Il complesso è esistito fino al 1885 e ad oggi rimangono solo una porzione di barchessa e alcuni pilastri a pianta quadrata con sfera sommitale.
Descrizione La facciata è sobria e semplice, bipartita da un'esile fascia marcapiano e ingentilita da una serie di riquadri sbalzati in stucco. Il portale è sormontato da una cornice a lunetta, mentre il prospetto è coronato da un frontone aggettante con oculo centrale. Il campanile è addossato al lato ovest della chiesa, tra matroneo e sacrestia.
All'interno, la chiesa è a navata unica, con presbiterio a pianta quadrata dotato di due piccoli matronei e sacrestia. Le pareti dell'aula sono scandite da semplici lesene doriche sulla cui trabeazione si imposta la volta a padiglione di copertura, frammezzata da lunette. Tutte le superfici di pareti e volta presentano specchiature in stucco, impreziosite dal contrasto cromatico tra porzioni interne ed esterne.
Restauri
Il primo restauro avvenne nel 1817 ad opera di Francesco Zignol. Poi, grazie l'aiuto della comunità, e ai discreti mezzi finanziari raccolti con la sagra, nel 1991 fu sistemato il tetto, e nel 1994 si provvide al risanamento dei muri e del pavimento. Tra il 1997 e il 1998 la chiesetta venne riportata alla sua primitiva bellezza grazie ai lavori della Ditta Diemmeci s.r.l. guidata dal tecnico sig. Masobello, e con il coordinamento dell'architetto Flavio Berdusco..
La festa paesana La sagra si svolge nelle vicinanze della chiesetta la terza domenica di ottobre. Ai tempi del parroco don Angelo Dametto (anni 1930-1950), oltre alla Messa si celebrava il vespero e poi iniziava la sagra. Il momento più saliente era quello della cuccagna, nella quale i giovani del paese si esibivano, tradizione che col tempo si è persa. Negli anni 1960 arrivarono le giostre, che venivano piazzate nel terreno agricolo antistante alla chiesetta. Negli anni 1970 seguì un periodo di crisi: la chiesetta e il campanile si andavano deteriorando. Nel 1986, quattro componenti della Contrada decisero di rilanciare la sagra: si autofinanziarono per acquistare castagne e patate americane da offrire come segno di accoglienza ai partecipanti. L'iniziativa riscosse molto successo tanto che nel 1989 decisero di affittare uno stand della Pro Loco di Camposampiero e di pubblicizzare i festeggiamenti in modo da richiamare il maggior numero di partecipanti. L'esito non deluse le aspettative perché con il ricavato si poté provvedere alla ristrutturazione dei banchi della chiesetta, e all'acquisto di uno stand stabile. Negli anni 1990 si decise di estendere i festeggiamenti anche al sabato sera, venne istituita la lotteria e la "gara del dolce", con premi ai partecipanti. Nel 2018 venne reinserita anche la cuccagna grazie a un gruppo di giovani volenterosi, appassionati alla tradizione popolare del paese.
Note
Bibliografia
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