Sivizzano, nota anche come Sivizzano Sporzana, è una frazione del comune di Fornovo di Taro, in provincia di Parma.

La località dista 5,62 km dal capoluogo.

Geografia fisica Sivizzano sorge alla quota di 246 m s.l.m., sulla sponda sinistra del torrente Sporzana...

Origini del nome Il toponimo ha origine latina, come prova, nell'etimo, il suffisso prediale -anus.

Storia Il territorio di Sivizzano risultava abitato già in epoca romana, come dimostrato dal rinvenimento in località Roncolungo dei resti di una villa risalente al I secolo a.C. o al I secolo d.C., con annessa una fornace di mattoni bollati in riferimento alla gens Cassia. La vallata era attraversata dalla strada di collegamento tra Parma e Luni, che fu abbandonata dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, ma riacquisì un'importanza strategica in età longobarda, in quanto rappresentava l'unico collegamento tra la pianura Padana e la Toscana. Il percorso, costituito, dopo la scomparsa della strada pavimentata, da fasci di sentieri che si intersecavano tra loro, divenne noto come via di monte Bardone, dal nome con cui era all'epoca conosciuto il passo della Cisa, e fu percorso per tutto il Medioevo dai numerosi pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa.

Entro l'XI secolo a presidio della zona fu edificato un castello, per volere di una delle casate de Comitatu Parmensi;. il maniero fu innalzato secondo alcuni storici nel piccolo centro di Palmia, mentre secondo altri nella vicina Lesignano Corte di Palmia.. Nel 1054 Rodolfo da Viarolo lo acquistò dal suo familiare Alberto da Viarolo, figlio di Magnifredo..

Entro il 1098 i frati cistercensi dell'abbazia di Chaise-Dieu fondarono a Sivizzano un ospedale per pellegrini con annessa una cappella..

In seguito la corte di Palmia passò ai nobili da Palmia. Il 16 novembre 1343 Rangone, Pietro, Gherardo, Giacopino e Jacopo da Palmia la alienarono a Rolando, Ugolino e Andreasio de' Rossi...

Nel 1709 il duca di Parma Francesco Farnese investì Domenico Manara del titolo marchionale e gli assegnò i feudi di Ozzano, Sivizzano e Triano; i suoi eredi ne mantennero i diritti fino alla loro abolizione sancita da Napoleone per il ducato di Parma e Piacenza nel 1805; successivamente la frazione fu unita al comune di Fornovo di Taro..

Nel 1915 fu costruita la carrozzabile di fondovalle della val Sporzana, di collegamento tra Fornovo di Taro e Calestano; nel secondo dopoguerra la strada fu allargata e assegnata in gestione alla Provincia di Parma..

Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di Santa Margherita

Edificata originariamente entro il 1098 dai frati cistercensi unitamente a un piccolo monastero e un ospedale per pellegrini soppresso nel 1471, la chiesa divenne sede parrocchiale autonoma nel 1564; profondamente degradata nel XVIII secolo, fu completamente ricostruita in stile neoclassico tra il 1792 e il 1800. Il luogo di culto, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da due cappelle e un nicchione per lato, presenta una simmetrica facciata a salienti, coronata nel mezzo da un frontone triangolare; all'interno l'aula, coperta da una volta a botte lunettata decorata con affreschi, è ornata con lesene doriche e conserva una pala d'altare seicentesca. In adiacenza si erge l'ex monastero in pietra ristrutturato nel 1743, caratterizzato da un porticato angolare con loggiato sovrastante; al piano terreno si apre un portale ad arco a tutto sesto risalente al XIV o XV secolo..

Oratorio di Sant'Antonio da Padova

Edificato nel 1688 da Silvestro Ambanelli in stile manierista, il piccolo oratorio privato, sviluppato su un impianto a navata unica coperta da una volta a botte, presenta una simmetrica facciata a capanna, delimitata da due lesene a sostegno del frontone triangolare di coronamento; al centro si apre l'ampio portale d'ingresso, delimitato da una cornice e sormontato da un frontone circolare spezzato da una specchiatura contenente un dipinto.

Villa romana di Roncolungo

Realizzata all'incirca tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. lungo la via di collegamento tra Parma e Luni, la villa romana, appartenente alla gens Cassia, era costituita da due distinti edifici, destinati rispettivamente a residenza dei conduttori della tenuta agricola e a sede produttiva di mattoni e terrecotte; si conservano i resti delle murature, di due fornaci, della vasca per argille e dell'essiccatoio; al museo archeologico nazionale di Parma è esposto un timbro per laterizi emerso dagli scavi, con l'iscrizione TVRPIO C. CASSI S., riferita a Turpio, servo della famiglia dei Cassi..

Infrastrutture e trasporti La frazione sorge lungo la strada provinciale 39 della val Sporzana, che unisce Fornovo di Taro e Calestano.

Note

Bibliografia

Voci correlate Via Francigena Palmia Fornovo di Taro

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