Fosdinovo (Fosdinòo nel dialetto della Lunigiana) è un comune italiano di abitanti e di della provincia di Massa-Carrara, parte della regione storica della Lunigiana e situata all'interno del bacino idrografico della Val di Magra.

Abitato fin dalla preistoria, ebbe la sua epoca d'oro tra il XIV ed il XVIII secolo, quando fu capitale di un marchesato indipendente e retto dal più importante ramo della famiglia Malaspina dello Spino Fiorito, i cui marchesi erano vicari imperiali in Italia. Ciò ha lasciato profonde tracce nell'architettura, nell'arte e nella cultura locale. Il centro, che passò quasi indenne attraverso le turbolenze degli ultimi secoli medievali e del Cinquecento toscano, visse periodi di benessere, arricchendosi talmente tanto che nel 1666 venne autorizzato dal Sacro Romano Impero a coniare monete proprie. Nell'area solo Massa e Tresana possedevano un privilegio simile.

Al termine dell'occupazione napoleonica della Toscana, nei primi anni dell'Ottocento, Fosdinovo venne strappata ai Malaspina e posta dal Congresso di Vienna (1814) sotto l'autorità del Ducato di Massa, e poco dopo sotto quella del Ducato di Modena, governato allora dagli Estensi. La famiglia di origine ferrarese fece subito del comune la capitale della Lunigiana ducale. Nel 1859 il comune entrò a far parte del Regno d'Italia. Sempre nelle campagne e nei piccoli centri del fosdinovese vi furono poi numerosi scontri tra partigiani ed Alleati da un lato e forze tedesche dall'altro che culminarono nei rastrellamenti di fine novembre 1944 e negli ultimi scontri e bombardamenti del 23 aprile 1945.

Il comune è stato insignito nel 2014 della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano. Fosdinovo è l'ottavo comune più popoloso, il settimo più densamente popolato e l'undicesimo più grande della sua provincia.

Geografia fisica

Territorio e confini Il territorio comunale di Fosdinovo si estende per . L'altitudine del comune, sito nella zona altimetrica di collina interna, varia da un minimo di (che rappresenta anche l'altitudine minima della Lunigiana) ad un massimo di , presentando quindi un'escursione altimetrica di 931 metri. Fosdinovo si trova in posizione centrale e dominante rispetto ad ogni versante e ad ogni direzione, solo leggermente più a sud del baricentro territoriale..

Confina, in senso orario, con i comuni di Aulla, Fivizzano e Carrara della provincia di Massa-Carrara e con i comuni di Luni, Castelnuovo Magra e Sarzana della provincia della Spezia, seppur il confine con il comune di Luni sia ridotto a sole poche decine di metri presso il forte sul monte Bastione.

Geologia e morfologia Sotto il punto di vista morfologico, il territorio di Fosdinovo è suddivisibile in tre settori: settore pianeggiante (dove l'altitudine oscilla tra i 20 ed i 30 metri sul livello del mare) comprensivo delle località Borghetto e Melara e insinuato all'interno della provincia della Spezia, con presenza di depositi alluvionali terrazzati dovuti alle varie azioni erosive e deposizionali del torrente Isolone. settore collinare, che interessa la maggior parte del territorio, con presenza di coltri detritiche di alterazione poste su substrati di natura argilitico-calcarea e arenacea. Esposta sia verso la costa sia verso le vallate interne della Lunigiana, culmina nelle cime settentrionali del monte Carbolo () e del monte Nebbione () e, sul confine orientale con il comune di Carrara, del monte La Pizza (). È in questa seconda parte che sono situate Fosdinovo () e la sua corona di borghi collinari. settore montuoso, limitata al complesso montuoso delle Alpi Apuane site nel nord-ovest del territorio..

Idrografia Tutti i corsi d'acqua presenti nel territorio comunale fanno parte del bacino idrografico del fiume Magra (Val di Magra). Quelli più rilevanti sono il torrente Isolone, che scorre nel sud-est del territorio, il torrente Calcandola, sul confine con Sarzana, ed il torrente Bardine, affluente di sinistra del torrente Aulella. Altri torrenti sono: il Costia (affluente del Bardine), il Fabiano (che nasce in località Lavandaro, per poi bagnare l'omonima località), il Larone (al confine col comune di Sarzana), il Pesciola (affluente del Bardine e situato nella valle fra Pulica e Marciaso) ed il Tortiglia ad oriente. Sono torrenti generalmente molto pescosi e principalmente ricchi di trote (in particolare, la trota fario). Vi sono infine anche alcuni canali come il Padula, a nord-ovest di Tendola, ed il Capriola, presso Ponzanello..

Clima A Fosdinovo vi è un clima caldo e temperato, nel versante meridionale mitigato dalla presenza del mare, con estati temperate e ventilate ed inverni miti con alcuni picchi di freddo. Le precipitazioni ricorrono più d'inverno che d'estate e solo in pochi giorni dell'anno possono esservene di nevose.

La temperatura media del comune di Fosdinovo è e la piovosità media annuale di d'acqua.

Il comune di Fosdinovo presenta 2687 GG e si trova quindi in zona climatica E. Gli impianti termici possono dunque essere accesi 14 ore al giorno, dal 15 ottobre al 15 aprile.

La diffusività atmosferica è media (Ibimet CNR 2002).

Origini del nome "Fosdinovo" è il nome del capoluogo dell'omonimo comune, ma nei primi secoli della sua storia esso veniva indicato con altre accezioni. In particolare, quando nel 1084 comparve per la prima volta in un documento scritto (un atto di donazione del 22 marzo 1084, conservato nell'Archivio Capitolare di Lucca), in quanto città natale del notaio, viene chiamato "Fosdenova" Nell'atto, Gerardo fu Gottito si impegnò ad offrire alla chiesa e all'ospedale di San Martino di Lucca i suoi beni, se fosse morto nel corso dell'anno successivo. Il documento fu redatto da un certo Paolo, notaio di Fosdenova.

Altro toponimo usato per tutto l'XI e il XII secolo nel codice Pelavicino, in alternanza con Fosdenova, fu "Faucenova", da "faux nova", foce nuova. Questo secondo toponimo sembra derivare dal fatto che Fosdinovo doveva rappresentare un nuovo passaggio, un nuovo passo, una nuova foce, che dal mare si apriva e continua ad aprirsi verso la Lunigiana interna e l'Appennino tosco-emiliano.

Un'altra accezione che fu usata per riferirsi al paese fu "Fosdenove".

Nel 1324, ne "La vita di Castruccio Castracani di Nicolò Pagnini", il paese viene citato con un toponimo in latino (forse per la prima volta): Fosdenovum, dalla forma "fosdeum" del verbo "fodio" (scavare), ossia dall'attuale "fosso". E proprio tale termine designa uno spazio rilevantissimo del paese, il Fosso, piazza da sempre centro di aggregazione e, dal XVIII secolo, anche area sportiva del paese.

Tramite tale termine il toponimo del paese passerà dal femminile al maschile, giungendo al più tardo "Fosdenovo" ed, infine, all'attuale Fosdinovo.

Storia

Le tracce più antiche dell'uomo nel territorio di Fosdinovo non risalgono molto indietro nella preistoria: una statua stele dell'età del ferro (gruppo C, chiamata “Fosdinovo 1”) proviene propriamente dal territorio fosdinovese, precisamente nella campagna in Via Boccognano.

Con la fondazione di Luni (177 a.C.) e la definitiva affermazione dell'occupazione romana, il territorio di Fosdinovo presentava un utilizzo agricolo con piccole fattorie prospicienti la piana costiera..

Nulla sappiamo del destino di Fosdinovo durante l'epoca della crisi dell'Impero romano, del periodo goto e dell'epoca di Giustiniano.

Durante il Medioevo il castello e l'abitato sono già menzionati nel 1084. La nascita di Faucenova, antico nome di Fosdinovo, è certamente legata al controllo di un nuovo valico, un nuovo passo, una nuova "foce", tra la zona costiera e le valli interne della Lunigiana.

Agli albori del XIV secolo, i Signori di Fosdinovo, i De la Musca, risultano citati, secondo i maggiori studiosi, nel Preambolo dell'Atto della Pace di Castelnuovo (6 ottobre 1306), un trattato frutto del personale impegno diplomatico di Dante Alighieri. Al tempo il borgo non era ancora malaspiniano e può essere indicato come un protettorato del vescovo-conte di Luni. In forza di quella citazione si è scritto molto bene che "una presenza di Dante a Fosdinovo non soltanto è probabile, ma addirittura storicamente richiesta" (Galanti, 1985).

Il passaggio dai Domini ai Malaspina è graduale e fino al 1340 Spinetta Malaspina il Grande non sarà effettivamente Signore di Fosdinovo, anche se già nel 1308 aveva poteri giurisdizionali. Nel 1340 Spinetta acquistò tutti i diritti dei nobili fosdinovesi per il prezzo di 500 fiorini d'oro e diventò Signore incontrastato del feudo. I suoi successori reggeranno lo stato con il titolo di marchesi di Fosdinovo.

Nel 1797, il marchese Carlo Emanuele Malaspina di Fosdinovo, dopo le prime vittorie di Napoleone Bonaparte contro gli Austriaci, aderì favorevolmente all'abolizione dei feudi imperiali imposta dal corso con il decreto del 2 luglio 1797, rinunciando alla podestà sovrana sulle terre.

A seguito della Restaurazione Fosdinovo entrò prima all'interno del Ducato di Massa e Carrara, per poi andare a far parte, nel 1815, del dominio degli Estensi, ossia il Ducato di Modena e Reggio (1829). Dal 1816 al 1847 fu la capitale della Lunigiana estense, che verrà unita nel 1849 alla provincia modenese di Massa e Carrara, erede del precedente ducato anch'esso annesso a Modena, nel 1829. Seguirà così il destino dello stato modenese, entrando a far parte del Regno d'Italia nel 1859.

Il sancì il distacco della frazione di Viano dal comune di Fosdinovo e la aggregazione al Comune di Fivizzano.

Per tutta l'estate del 1944 fino a metà settembre il Castello di Fosdinovo fu occupato dall'esercito tedesco. Il 23 aprile 1945 Fosdinovo fu infine liberata.

Simboli Lo stemma di Fosdinovo è privo di formale decreto di concessione e nello statuto viene descritto d'azzurro, con lupa d'argento rampante, con zampe anteriori appoggiate a un monte di verde, il tutto movente dalla campagna al naturale. La lupa è rappresentata con la testa rivoltata nell'atto di ascendere un monte, il tutto al naturale. La figura della lupa è presente anche nei più antichi sigilli del Comune. Secondo la tradizione, il primo nucleo abitato del comune fu una colonia romana e la lupa sta lì a ricordarlo e a suggellare il legame con Roma.

Il gonfalone è un drappo partito di azzurro e bianco con al centro lo stemma comunale.

Altri simboli, più concreti, sono il Castello Malaspina e il simbolo dei Malaspina dello Spino Fiorito. I colori ricorrenti sono l'argento, l'azzurro ed il verde.

Onorificenze Nel 2014 il comune è stato insignito della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano.

Ricorrenze 13 gennaio: Nascita in Cielo di San Remigio, Patrono di Fosdinovo 23 aprile: Festa della Liberazione di Fosdinovo 1º ottobre: Festa patronale di San Remigio 28-30 novembre: rastrellamenti nazi-fascisti a Fosdinovo e paesi limitrofi

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Remigio. Eretta su ciò che rimaneva di una piccola chiesa costruita verso la metà del XIII secolo, ha un aspetto tardo-cinquecentesco, ed è sopraelevata dal livello stradale tramite una rampa di scale in marmo bianco di Carrara, fatta costruire nel 1684. Nel 1729 lo scultore Giovanni Baratta realizzò due nuovi altari nel Duomo di Fosdinovo, dove tra gli altri, in marmo, si aggiunge la statua di San Remigio (XIII secolo), il monumento funebre di Galeotto I Malaspina (1367), un bellissimo bassorilievo dello scultore Baratta (la Madonna del Suffragio), l'organo dei Serassi (XVIII secolo) e il fonte battesimale risalente alla prima metà del XVI secolo.