Biografia Brunner nacque ad Aidhausen nel 1908 in una famiglia di contadini. Terminati gli studi, lavorò come cameriera in una vineria a Schweinfurt.
Nel giugno del 1942 entrò a far parte del personale ausiliario femminile delle SS (SS-Gefolge) e fu inviata nel campo di concentramento di Ravensbrück per svolgere il periodo di addestramento come sorvegliante (Aufseherin), dove sovrintese alle squadre di lavoro esterne (Aussenkommando) composte da prigioniere, svolse mansioni d'ufficio presso la cancelleria del campo e venne promossa a Rapportführerin..
Nell'ottobre dello stesso anno fu trasferita ad Birkenau, assegnata al settore femminile (settori BIa e BIb).. Durante la permanenza nel complesso concentrazionario polacco ottenne progressivi avanzamenti di grado, venendo promossa prima a Kommandoführerin (responsabile delle squadre di lavoro interne ed esterne) e successivamente al ruolo di Oberrapportführerin. In quest'ultima veste coordinava l'appello quotidiano e il controllo della disciplina tra le prigioniere, distinguendosi per i metodi particolarmente spietati.
Diverse testimonianze rese da sopravvissute ad Auschwitz nel dopoguerra descrissero Brunner come una figura temuta per le punizioni corporali e le violenze inflitte alle deportate al minimo pretesto:
Il 30 gennaio 1944 le fu conferita la Croce al merito di guerra di II classe senza spade, assegnatale con la motivazione della sua "costante disponibilità". Secondo l'analisi dello storico Ernst Klee, il conferimento di tale onorificenza a personale ausiliario dei campi indicava una diretta e attiva partecipazione alle operazioni di gestione, repressione ed eliminazione dei prigionieri.
Nel dicembre del 1944 Brunner fu richiamata a Ravensbrück per assumere l'incarico di Oberaufseherin (capo delle guardie donne), mantenne questa posizione fino all'evacuazione del campo nell'aprile del 1945. In tale ruolo supervisionava l'intero corpo di sorveglianti femminili, la gestione della disciplina e l'organizzazione dei trasferimenti di detenute verso i sottocampi dell'apparato industriale bellico tedesco.
Processi nel dopoguerra Durante il settimo dei processi di Ravensbrück, svoltosi tra il 2 e il 21 luglio 1948, Brunner fu imputata con l'accusa di maltrattamenti sistematici ai danni delle detenute e di complicità nella selezione delle prigioniere destinate alle camere a gas. Fu condannata a tre anni di reclusione e scontò la pena fino al suo rilascio, avvenuto il 20 luglio 1950.
Nel settembre 1960 fu chiamata a testimoniare nell'ambito delle indagini relative al processo di Francoforte. In tale sede, la sopravvissuta Raya Kagan la accusò formalmente di aver selezionato ed inviato alle camere a gas di Birkenau numerose donne malate; la difesa di Brunner sostenne al contrario di non aver mai preso parte ad alcuna operazione di selezione. Morì a Roth l'8 dicembre 1977.
Onorificenze
Note
Bibliografia
Voci correlate Responsabili dell'Olocausto
Collegamenti esterni
Categoria:Personalità della Germania nazista Categoria:Guardie donne nei campi di concentramento nazisti Categoria:Persone condannate per crimini contro l'umanità Categoria:Persone legate ad Auschwitz