L'esafluoruro di selenio o fluoruro di selenio(VI) è il composto binario del selenio esavalente con il fluoro, avente formula molecolare SeF6. In esso il selenio è al suo massimo stato di ossidazione (SeVI) ed è l'omologo dell'esafluoruro di zolfo (SF6).
In condizioni normali è un gas incolore, di odore pungente, non combustibile e molto tossico. Il composto non ha utilizzi commerciali rilevanti.
Storia Il primo a descrivere la reazione tra fluoro e selenio fu Henri Moissan nel 1900.. L'esafluoruro di selenio fu isolato e caratterizzato per la prima volta nel 1906 da E. B. R. Prideaux.
Sintesi L'esafluoruro di selenio si prepara per sintesi diretta ad alta temperatura da selenio in polvere e fluoro: Se (s) + 3 F2 (g) → SeF6 (g) o anche per reazione tra BrF3 e SeO2.
Proprietà e struttura molecolare L'esafluoruro di selenio è un composto molecolare molto stabile termodinamicamente, ΔHƒ° = -1.117 kJ/mol, un po' meno dell'analogo SF6 (-1.220,47 kJ/mol), isoelettronico di valenza, con il quale SeF6 è chimicamente molto simile.
La molecola SeF6 ha geometria ottaedrica con distanze Se–F di .
Reattività In SeF6 il selenio raggiunge il suo stato di ossidazione massimo, +6, ma il composto è molto stabile e non mostra proprietà ossidanti. La reattività di SeF6 è molto simile a quella del suo omologo SF6, solo un po' meno inerte. Tuttavia, SeF6 mostra una maggiore reattività, e si idrolizza molto lentamente a contatto con acqua. Si decompone inoltre in soluzioni acquose contenenti anioni ioduro o tiosolfato.
Usi L'esafluoruro di selenio trova un impiego limitato come isolante elettrico nella produzione di elettrodi per saldatura, raddrizzatori e semiconduttori.
Tossicità / Indicazioni di sicurezza L'esafluoruro di selenio è un gas fortemente tossico; per inalazione provoca gravi danni ai polmoni.
Note
Bibliografia
Pagina dell'esafluoruro di selenio nel data base GESTIS.
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