Le soluzioni basate sulla natura (in inglese nature-based solutions, abbreviato NBS o NbS) sono interventi che proteggono, gestiscono o ripristinano gli ecosistemi per affrontare problemi sociali, economici e ambientali, producendo benefici sia per le persone sia per la biodiversità. La definizione adottata nel 2022 dall'Assemblea delle Nazioni Unite per l'ambiente comprende gli ecosistemi terrestri, d'acqua dolce, costieri e marini, naturali o modificati dall'uomo.

Ne sono esempi la conservazione delle mangrovie per attenuare l'azione delle onde sulle coste e la realizzazione di coperture verdi per gestire la pioggia e mitigare il riscaldamento urbano. Il loro elemento comune è l'impiego dei processi ecologici per rispondere a un'esigenza, insieme alla conservazione o al miglioramento della natura. Secondo la Commissione europea, le NBS devono sostenere la biodiversità e fornire una pluralità di servizi ecosistemici.

Definizione e sviluppo del concetto Il termine si è diffuso alla fine degli anni 2000 nel dibattito sulla risposta ai cambiamenti climatici, collegando la tutela della natura alle esigenze delle società umane. L'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) ha adottato nel 2016 una definizione fondata sulla protezione, gestione sostenibile e ricostituzione degli ecosistemi, con benefici congiunti per il benessere umano e la biodiversità.

La Commissione europea pone l'accento su interventi ispirati e sostenuti dalla natura, adattati alle condizioni locali e capaci di produrre contemporaneamente benefici ambientali, sociali ed economici. Le NBS sono entrate nei programmi europei di ricerca e innovazione, tra cui Orizzonte 2020, e nei principali accordi internazionali sul clima e sulla biodiversità.

Il 2 marzo 2022 la risoluzione 5/5 dell'Assemblea delle Nazioni Unite per l'ambiente ha introdotto la prima definizione concordata a livello multilaterale. Questa comprende sia la conservazione di ecosistemi esistenti sia la gestione e il ripristino di quelli modificati, e richiede che la risposta ai problemi della società sia accompagnata da benefici ecologici.

Funzioni ed esempi Le NBS possono contribuire alla sicurezza idrica e alimentare, alla riduzione dei rischi di catastrofi, alla salute e all'adattamento e alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Possono operare da sole o essere integrate con opere costruite; la scelta dipende dalle condizioni del luogo e dagli obiettivi dell'intervento.

+ Esempi di funzioni delle soluzioni basate sulla natura Ambito Esempi di intervento Funzione ricercata Coste Protezione e ripristino di mangrovie, paludi salmastre e barriere coralline Attenuazione del moto ondoso e protezione dall'erosione; l'efficacia varia con l'habitat e le condizioni locali. Territorio rurale Fasce vegetate, siepi e interventi sulla vegetazione dei versanti Riduzione del trascinamento di suolo e inquinanti verso i corsi d'acqua, conservazione degli habitat e collegamento tra aree naturali. Foreste e paesaggi agricoli Gestione che aumenta la diversità degli alberi e la multifunzionalità del paesaggio Maggiore capacità di rispondere a eventi estremi e mantenimento di più servizi ecosistemici. Città Alberature, parchi e coperture verdi Mitigazione del caldo, gestione della pioggia e disponibilità di spazi e habitat. Acque meteoriche Canali vegetati, aree di bioritenzione e zone umide costruite Rallentamento, accumulo e trattamento del deflusso, con possibili benefici per biodiversità e fruizione degli spazi.

Una stessa soluzione può svolgere più funzioni. Una fascia vegetata lungo un fiume, per esempio, può contribuire alla tutela delle acque e degli habitat; una copertura verde può partecipare alla gestione della pioggia e alla regolazione del microclima.

Città e gestione dell'acqua Il drenaggio urbano sostenibile (SuDS) comprende sistemi che gestiscono la pioggia vicino al punto in cui cade. I suoi elementi vegetati possono impiegare i processi naturali del suolo e della vegetazione per trattenere, filtrare o favorire l'infiltrazione dell'acqua. Il sistema può comprendere anche componenti costruite per l'accumulo, come le vasche di laminazione, o per l'infiltrazione, come pozzi perdenti e trincee drenanti.

Il verde pensile comprende sistemi vegetati realizzati sopra strutture costruite. Le coperture verdi possono avere una vegetazione contenuta e richiedere una manutenzione limitata, oppure ospitare giardini pensili più articolati, con maggiori esigenze di cura e possibilità di fruizione. La UNI EN 18140 distingue i tetti verdi estensivi e intensivi.

I tetti blu-verdi associano la vegetazione a volumi destinati all'accumulo dell'acqua piovana, ampliando le possibilità di gestione idrica dei tetti verdi. La UNI EN 18140:2026 include nella terminologia delle NBS sia il tetto blu-verde sia il sistema di drenaggio urbano sostenibile.

Le combinazioni di elementi naturali e costruiti consentono di integrare le NBS con le infrastrutture convenzionali. Nei SuDS, per esempio, la gestione riguarda insieme la quantità e la qualità dell'acqua, la biodiversità e i benefici per le persone.

In Italia, queste tecniche possono concorrere agli obiettivi di invarianza idraulica. Il regolamento lombardo sull'invarianza idraulica e idrologica considera, tra le soluzioni di gestione delle acque meteoriche, tetti verdi, giardini pensili e aree destinate all'infiltrazione, insieme alle opere di accumulo e scarico.

Classificazione Una tipologia proposta da Eggermont e collaboratori nel 2015 distingue tre gruppi secondo il grado di intervento sugli ecosistemi: Intervento minimo o nullo: protezione degli ecosistemi e mantenimento dei loro servizi, come nelle aree marine protette e nella conservazione delle mangrovie. Gestione degli ecosistemi: modifica delle pratiche di gestione per rendere foreste e paesaggi agricoli più sostenibili e capaci di svolgere diverse funzioni. Trasformazione o creazione di ecosistemi: interventi più intensi, compresa la realizzazione di coperture verdi e il recupero di aree fortemente degradate.

I confini tra i gruppi non sono rigidi: un progetto può combinare approcci diversi o cambiare nel tempo.

La UNI EN 18140:2026 esamina più criteri di classificazione: i problemi affrontati, l'approccio di intervento, la scala spaziale e il coinvolgimento delle parti interessate. Il grado di trasformazione di un ecosistema e l'estensione geografica del progetto sono quindi aspetti distinti.

Concetti correlati Le infrastrutture verdi sono reti pianificate di aree naturali e seminaturali, con altri elementi ambientali, progettate per fornire servizi ecosistemici. Comprendono anche spazi acquatici, detti «blu», e possono estendersi in contesti urbani, rurali e marini.

Nell'ambito delle NBS rientrano approcci alla conservazione, al ripristino ecologico, alla gestione degli ecosistemi e alla riduzione dei rischi. L'impiego di vegetazione o di processi naturali deve essere valutato rispetto agli obiettivi dell'intervento: la sola presenza di verde non dimostra il raggiungimento dei benefici richiesti per biodiversità e persone.

Valutazione e limiti Le prestazioni dipendono dal contesto. Nella protezione costiera, per esempio, l'attenuazione delle onde varia secondo il tipo di habitat, la sua estensione, la profondità dell'acqua e le caratteristiche delle onde. Per i sistemi di drenaggio occorre considerare le condizioni del terreno, la qualità dell'acqua, le possibilità di manutenzione e il comportamento durante eventi che superano la capacità di progetto.

La valutazione delle NBS comprende anche gli effetti sulle comunità e la distribuzione di costi e benefici. La seconda edizione dello standard globale IUCN, pubblicata nel 2025, rafforza l'attenzione alla partecipazione delle comunità locali e dei popoli indigeni, alla sostenibilità economica nel tempo e alla gestione adattiva, cioè all'adeguamento degli interventi sulla base dei risultati osservati.

Norme e strumenti di riferimento Lo standard globale IUCN per le NBS offre criteri e strumenti per progettare, valutare e migliorare gli interventi. Il quadro comprende otto criteri e ventisette indicatori, accompagnati da domande per l'autovalutazione.

In Italia, la UNI EN 18140:2026, in vigore dal 1º aprile 2026, recepisce la norma europea sulla terminologia e classificazione delle NBS. Il suo scopo è costruire un vocabolario condiviso; assume come riferimento la definizione delle Nazioni Unite del 2022.

La UNI/PdR 162:2024 è invece una prassi di riferimento dedicata alla quantificazione biofisica ed economica dei servizi ecosistemici. Riguarda ecosistemi esistenti oppure interessati da interventi di ripristino o ricostruzione mediante NBS, in contesti urbani, periurbani e agricoli.

Note

Voci correlate Biodiversità Servizi ecosistemici Ripristino ecologico Corridoio ecologico Drenaggio urbano sostenibile Tetto verde Verde pensile Giardino pensile Blue Green Roof Invarianza idraulica

Categoria:Ecosistemi