Ghost of Tsushima è un videogioco d'avventura dinamica e stealth sviluppato da Sucker Punch Productions e pubblicato da Sony Interactive Entertainment per PlayStation 4. Il gioco segue le vicende dell'ultimo samurai dell'isola di Tsushima, Jin Sakai, durante la prima invasione mongola del Giappone, intorno al 1270. Originariamente il titolo doveva uscire il 26 giugno 2020, ma è stato posticipato per dare spazio a The Last of Us Parte II al 17 luglio dello stesso anno.

Nel luglio 2021 Sucker Punch ha annunciato l'edizione Director's Cut del gioco per PlayStation 4 e PlayStation 5. Questa nuova versione include l'espansione dell'isola di Iki e nuove funzioni per PlayStation 5 come la sincronizzazione labiale del giapponese, supporto al feedback aptico e ai grilletti adattivi, audio 3D e tempi di caricamento migliorati. La Director's Cut è disponibile dal 20 agosto 2021 su Play Station ed è disponibile dal 16 maggio 2024 su PC.

Trama

Storia principale 1274. Una flotta d'invasione mongola guidata da Khotun Khan (cugino di Kublai) sbarca sull'isola giapponese di Tsushima, prima tappa della spedizione organizzata da Khotun per sottomettere il Giappone. Jin Sakai, ultimo erede del clan Sakai, si riunisce con i samurai guidati da suo zio, Lord Shimura, nel tentativo di respingere l'invasione. Tuttavia, la battaglia finisce in una carneficina, con l'intero esercito massacrato, Lord Shimura catturato e Jin ferito gravemente e dato per morto. Viene salvato e guarito da Yuna, una ladra locale, la quale lo informa che gran parte di Tsushima è già caduta in mano ai mongoli. Jin cerca quindi di attaccare la roccaforte di Khotun al Castello di Kaneda nel tentativo di salvare Lord Shimura, ma viene sconfitto dal generale mongolo in battaglia e viene lanciato giù da un ponte.

Rendendosi conto di non poter sconfiggere i mongoli da solo e con il classico stile di combattimento da samurai, Jin inizia a vagare per l'isola reclutando alleati, imparando nel mentre nuove tecniche di combattimento più silenziose e votate alla furtività che lo aiuteranno nella sua missione per salvare Lord Shimura. Con il tempo, le sue azioni lo rendono una sorta di mostro agli occhi dei mongoli, rendendosi conto di poterli affrontare e sconfiggere con la loro stessa arma: la paura.

Riesce quindi a reclutare Yuna, suo fratello Taka, il maestro arciere Ishikawa, la samurai Masako e il suo vecchio amico e mercenario Ryuzo, capo dei Cappelli di paglia. Con il passare del tempo, man mano che Jin continua a indebolire l'esercito mongolo, i locali iniziano a riferirsi a lui come lo Spettro. Taka, intanto, costruisce uno speciale rampino che permette a Jin di scalare le mura del Castello di Kaneda e la missione di salvataggio ha inizio. Tuttavia, Ryuzo lo tradisce nel tentativo di intascare la taglia sulla sua testa, venendo però respinto da Jin, che riesce a liberare suo zio e a riprendersi Kaneda. Tuttavia, nonostante la vittoria, Khotun è già partito per conquistare il castello di Lord Shimura. Per riconquistarlo, Jin continua a reclutare alleati, come Norio e i suoi monaci guerrieri e i soldati del clan Yarikawa. Lord Shimura recluta, inoltre, il pirata locale Goro e gli chiede di inviare allo Shōgun un messaggio dove richiedono rinforzi.

Con un nuovo esercito sotto il comando di Lord Shimura e con i rinforzi dello Shogun in arrivo, Jin recupera la vecchia armatura della sua famiglia e si dirige ad affrontare Ryuzo. Viene però catturato da Khotun, che gli ordina di arrendersi. Al suo rifiuto, il mongolo libera Taka e gli dà la katana di Jin, dicendogli che se avesse ucciso il samurai, egli lo avrebbe lasciato andare. Tuttavia, Taka tenta invece di uccidere il Khan, ma quest'ultimo lo atterra e lo decapita. Jin riesce a fuggire e insieme a Yuna, disperata per la morte del fratello, sconfigge i rimanenti Cappelli di paglia. Con l'arrivo dei rinforzi dello Shogun, Lord Shimura conduce quindi un assalto in massa al castello, riuscendo a respingere i mongoli e obbligandoli a ripiegare nel torrione. Tuttavia, Khotun ricorre a delle strategie militari che infliggono gravi perdite all'esercito samurai. Rendendosi quindi conto di come suo zio, pur di non venire meno al suo codice, sia pronto a mandare al massacro migliaia di samurai, Jin decide di avvelenare i mongoli.

Si infiltra nel castello e riempie di strozzalupo il kumis dei mongoli. All'interno del castello trova Ryuzo, che gli chiede di mentire al popolo per salvarsi la vita e ottenere il perdono di Lord Shimura. Indignato, Jin rifiuta e affronta l'ex amico in un ultimo duello, riuscendo finalmente a ucciderlo. Mentre il castello viene liberato, Khotun abbandona il luogo dello scontro per andare verso nord, mentre Lord Shimura si infuria con Jin per aver utilizzato una tecnica disonorevole come il veleno.

Sapendo che lo Shogun farà indubbiamente giustiziare qualcuno come punizione, Shimura chiede a Jin di usare Yuna come capro espiatorio, ma Jin rifiuta, accettando la via dello Spettro. Viene quindi arrestato per i suoi crimini, ma riesce a scappare quando Yuna gli rivela la posizione di Khotun. Dopo che Jin lo localizza, scopre con orrore che il mongolo ha scoperto come produrre il veleno che egli stesso ha usato contro di lui, e che ora progetta di usarlo per portare avanti la propria conquista. Jin richiama quindi i suoi alleati e assalta l'ultima roccaforte di Khotun a Porto Izumi, sconfiggendo finalmente il generale mongolo decapitandolo a bordo della sua nave prima che possa salpare per il Giappone.

Con la morte di Khotun Khan, l'invasione mongola perde impeto e la guerra passa a favore dei samurai. Jin viene però richiamato da Lord Shimura, che lo informa di come lo Shogun abbia sciolto il clan Sakai; egli, infatti, considera lo Spettro una minaccia per la stabilità di Tsushima, oltre che un simbolo pericoloso, in quanto ha insegnato alla popolazione a ribellarsi all'autorità costituita dai samurai, seppure per le giuste motivazioni, e pertanto ne ha ordinato l'esecuzione.

Jin e Lord Shimura si affrontano quindi con riluttanza, con il duello vinto dal primo. Jin ha quindi l'opzione di risparmiare Lord Shimura o di ucciderlo dandogli così una morte da guerriero. In entrambi casi, comunque, dovrà ora vivere per sempre in fuga come un ricercato.

DLC: Isola di Iki Tempo dopo il suo duello con Shimura, Jin si imbatte in una comunità di contadini impazziti a causa di un veleno chiamato "sacra medicina". Esso gli è stato somministrato da un gruppo di mongoli che Jin non ha mai visto prima: i membri di una tribù proveniente dalla vicina isola di Iki, guidati dalla spietata Ankhsar Khatun, detta "l'Aquila". Sconfiggendoli, Jin scopre che l'Aquila sta cercando di conquistare Iki, dove suo padre Kazumasa aveva guidato tempo addietro una campagna per "pacificarne" gli abitanti. I samurai furono però costretti a ritirarsi quando Kazumasa cadde in un'imboscata e venne ucciso dai predoni. Jin, che era solo un ragazzo all'epoca, assistette alla morte del padre e tuttora si incolpa per non essere riuscito a salvarlo. Presa coscienza della nuova minaccia per Tsushima, Jin decide di partire per Iki per fermare l'Aquila e affrontare il suo passato.

Una tempesta distrugge la barca di Jin, ma questi riesce a sopravvivere e giunge a Iki. Dopo aver scoperto che la base operativa dell'Aquila è l'ex-roccaforte di suo padre, il Forte Sakai, decide di assaltarla, ma viene catturato da Khunbish, il braccio destro dell'Aquila. Lui e la donna obbligano Jin a bere la "sacra medicina" nel tentativo di convertirlo in uno degli sciamani della tribù. Il veleno provoca a Jin numerose allucinazioni raffiguranti l'Aquila, suo padre e vari fallimenti del suo passato. Viene fortunatamente salvato da Tenzo, un predone, che accetta inizialmente con riluttanza di aiutarlo e lo conduce dalla leader dei predoni, Fune. Jin collabora quindi con i predoni per indebolire la morsa dell'Aquila sull'isola, riuscendo infine a riprendersi il Forte Sakai uccidendo Khunbish. Dopo aver respinto le forze dell'Aquila che stavano cercando di riprendersi i territori perduti, Jin sente Tenzo pronunciare la frase "Possa la tua morte giovare a tutti", la stessa che aveva sentito dire dal predone che uccise suo padre. Resosi conto che Tenzo è l'assassino di suo padre, Jin è sul punto di ucciderlo, ma riesce a fermarsi e a convincersi a non farlo ripensando anche alle atrocità commesse da suo padre a Iki. Per attirare l'Aquila allo scoperto, Jin e i predoni decidono quindi di eseguire nuovamente la stessa imboscata nella quale cadde Kazumasa. Nello scontro finale con l'Aquila, Jin riesce a liberarsi dalla "sacra medicina" perdonandosi per non aver salvato suo padre e accettando che le atrocità da lui commesse sono ingiustificabili. L'Aquila viene quindi finalmente uccisa, con i predoni che riescono a respingere i mongoli. Jin e Tenzo si perdonano quindi prima di prendere strade diverse.

Personaggi Jin Sakai, doppiato da Daisuke Tsuji (inglese), Kazuya Nakai (giapponese), Daniele Raffaeli (italiano).Giovane erede del clan Sakai, uno dei tre principali clan che governano Tsushima (gli altri due sono il clan Shimura e il clan Yarikawa, quest'ultimo caduto in disgrazia dopo una fallita ribellione). Rimasto orfano in tenera età, è stato preso in cura dallo zio Lord Shimura, che lo ha addestrato per diventare un samurai. Quando il rigido codice morale e l'addestramento da guerriero onorevole vanno a scontrarsi contro la forza e la crudeltà dei mongoli, Jin deciderà per il bene del suo Paese di rinnegare in parte il proprio credo per votarsi alla via delle ombre, diventando lo Spettro. Lord Shimura, doppiato da Eric Steinberg (inglese), Akio Ōtsuka (giapponese), Dario Oppido (italiano).Zio di Jin da parte di madre e Jitō di Tsushima, ha preso con sé il giovane Sakai dopo la morte prematura dei suoi genitori, addestrandolo e facendone un valoroso samurai. Dopo essere stato catturato da Khotun Khan a Komoda, viene rinchiuso nel castello di Kaneda, da cui viene liberato da Jin. Deluso e preoccupato da ciò che il nipote sta diventando, tenterà più volte di convincere Jin ad abbandonare la via dello Spettro per abbracciare nuovamente quella dell'onore. La sua cieca obbedienza al codice d'onore del bushido lo porta, tuttavia, a commettere le azioni più pericolose e avventate pur di non allontanarsene, e ciò sarà causa, infine, della rottura tra lui e Jin. Yuna, doppiata da Sumalee Montano (inglese), Yu Mizuno (giapponese), Mattea Serpelloni (italiano).Giovane ladra con un'infanzia difficile, è colei che porta in salvo Jin gravemente ferito dopo la battaglia di Komoda. Inizialmente intenzionata a lasciare Tsushima per riparare in Giappone nel tentativo di sfuggire all'avanzata dei mongoli, si unisce poi a Jin per salvare il fratello Taka, finito in mano agli invasori. Taka, doppiato da Eddie Shin (inglese), Kappei Yamaguchi (giapponese), Flavio Aquilone (italiano).Fratello gemello di Yuna, è uno dei migliori fabbri dell'isola. Dopo essere stato catturato dai mongoli nelle prime fasi dell'invasione, è stato da questi costretto a lavorare per loro. Una volta portato in salvo, progetta e costruisce per Jin il rampino che gli consentirà di introdursi nel castello di Kaneda e liberare lo zio. Estremamente fedele a Jin e alla leggenda dello Spettro, sogna sempre di dare prova del suo valore, oltre che come fabbro, anche come guerriero; viene decapitato da Khotun Khan perché non ha ucciso Jin.