Nascita di una nazione (The Birth of a Nation) è un film muto del 1915 diretto da David Wark Griffith.

Immesso nel circuito cinematografico l'8 febbraio 1915, è stato uno dei primi film muti, nonché anche il primo realizzato negli Stati Uniti, dotato di una completa colonna sonora musicale e ottenne uno dei maggiori incassi della storia, risultando importante per la storia del cinema anche per le tecniche innovative introdotte.

Nel 1992 il film è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al quarantaquattresimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.

Pur se unanimemente lodato per la perizia cinematografica, il film, fin dalla sua uscita, è stato invece aspramente contestato sia in patria che all'estero per i contenuti razzisti verso la popolazione afroamericana, il sostegno al Ku Klux Klan e il sessismo misogino, tanto che anche molti paesi d'Europa ne proibirono la proiezione e ancora oggi la sua proiezione suscita scalpore e polemiche. Accuse dalle quali il regista Griffith cercò di difendersi con il successivo film Intolerance.

Trama

Il film è ambientato al tempo della guerra di secessione americana ed è composto da due parti. La prima parte mostra l'America prima della guerra civile, con due famiglie in contrapposizione: i nordisti Stoneman, con il politico abolizionista Austin Stoneman (ispirato al politico Thaddeus Stevens), i suoi due figli maschi (uno dei quali è Phil) e la figlia Elsie, e la famiglia sudista dei Cameron, con due figlie (Margaret e Flora) e tre figli maschi tra cui Ben. Nella seconda parte vengono mostrati gli effetti dell'era della ricostruzione.

Prima parte

Nel 1860 Phil Stoneman e il suo fratello più giovane visitano i Cameron nella loro tenuta in Carolina del Sud, emblema del "vecchio sud" e dei suoi valori. Phil spasima per Margaret Cameron, e Ben Cameron si innamora di Elsie Stoneman, dopo averne visto solo una fotografia.

Con lo scoppio della guerra civile, i ragazzi entrano nei rispettivi eserciti (nel caso dei Cameron, la partenza dei volontari è preceduta da una sfarzosa festa da ballo). Un corpo militare nero (con un comandante bianco) razzia la villa dei Cameron: le donne (la signora Cameron e le figlie Margaret e Flora) si nascondono in cantina, e vengono salvate da un gruppo di soldati confederati, avvertiti appena in tempo.

Intanto, il più giovane degli Stoneman e due dei Cameron sono uccisi in battaglia, mentre Elsie Stoneman decide di diventare infermiera volontaria. I nordisti dirottano dei treni carichi di rifornimenti per le truppe sudiste, e questi ultimi decidono di tentare di recuperarli, senza risultati positivi. Il Nord vince. Ben Cameron (chiamato "The Little Colonel", il piccolo colonnello) viene ferito gravemente e portato in un ospedale nordista, dove lavora Elsie. La madre si reca a trovarlo, e riceve la notizia che suo figlio è stato condannato a morte; si reca quindi, insieme a Elsie, da Abramo Lincoln in persona per chiedere la grazia, che viene ottenuta. La guerra si conclude e il Colonnello Cameron viene mandato a casa.

Austin Stoneman incontra Lincoln e insiste affinché si punisca severamente la gente del sud, ma quest'ultimo rifiuta, dando il via a una prospera ricostruzione di quei territori. Lincoln viene assassinato al Ford's Theater, a una serata di gala a cui anche Phil Stoneman e sua sorella Elsie partecipano. Quando Austin Stoneman riceve la notizia, la sua presunta amante, la domestica mulatta Lydia Brown, comincia a sfregarsi le mani dicendo: "Ora sei tu l'uomo più potente d'America".

Seconda parte

La seconda parte si intitola "Ricostruzione". Stoneman, malato, manda il suo protetto Silas Lynch, un mulatto, a Piedmont, affinché organizzi i neri per le elezioni e li sproni a non lavorare più. Mentre Ben Cameron esce a fare una passeggiata con la sorella Flora, un gruppo di soldati neri taglia loro la strada, e Lynch spiega loro che ora i marciapiedi appartengono sia ai bianchi che ai neri. Ben viene pervaso dalla rabbia. Intanto, anche Austin raggiunge il Carolina del Sud, e tutta la famiglia si stabilisce dai Cameron. L'interesse di Lynch verso Elsie si fa sempre più evidente. Quando l'uomo porge la mano a Ben Cameron, questi si rifiuta di stringergliela, con sconcerto di Elsie e di suo padre Austin, presenti alla scena. Nonostante tutto, Ben ed Elsie si concedono una romantica passeggiata, osservati segretamente da Lynch. Anche Phil e Margaret si incontrano in giardino.

Lynch, assalito da smanie di potere, manifesta una certa insofferenza nei confronti di Stoneman, che decide di tradire. Durante i comitati elettorali per i diritti dei neri, questi ultimi (spesso rozzi, arroganti, ignoranti e incivili) ottengono il diritto di voto. Il giorno delle elezioni, ai bianchi viene impedito di votare e vengono cacciati in malo modo da guardie nere armate, mentre vengono chiusi gli occhi su alcune scorrettezze compiute dai neri, come il voto doppio. Silas Lynch viene eletto vicegovernatore.

Intanto, in casa Cameron, Ben racconta di alcuni processi in cui giudici e giuria neri hanno condannato, ingiustamente, dei bianchi. Per strada, i soprusi e le vessazioni compiute da soldati neri nei confronti dei bianchi continuano. Addirittura il fedele servo di un vecchio nero sudista viene legato a un albero e frustato, dal momento che non aveva votato per il movimento antischiavista. Quando il suo padrone viene a soccorrerlo, uno dei soldati gli spara, uccidendolo. Il signor Cameron va in aiuto del servitore ferito che gli racconta tutto l'accaduto.

Durante la prima sessione parlamentare della Carolina del Sud, i rappresentanti neri, in netta maggioranza su quelli bianchi, provocano disordini, mangiando, fumando, bevendo alcolici, poggiando le gambe sui tavoli e togliendosi le scarpe all'interno dell'aula. In mezzo al caos generale, viene approvata una norma secondo cui tutti i bianchi devono salutare gli ufficiali neri, e passa la legge sui matrimoni interrazziali.

Dopo aver visto per l'ennesima volta Lynch parlare con Elsie, Ben Cameron si siede sconsolato, e vede due bambini bianchi che, travestiti da fantasma con un lenzuolo, spaventano e fanno scappare un gruppetto di bimbi neri. Ben, ispirato da questo episodio, decide di dare vita al Ku Klux Klan, con l'intento di scoraggiare i neri e proteggere i bianchi. Subito, alcuni soldati neri avvertono Lynch dell'accaduto e questi decide di uccidere a sorpresa alcuni membri del Klan incappucciati; in seguito si reca da Austin a raccontargli l'accaduto. Austin, a sua volta, comunica alla figlia Elsie che il suo amato Ben fa parte di questo gruppo, che Austin definisce "criminale". Elsie, fidandosi del padre, rompe il fidanzamento. Ben, sconsolato, torna a casa e convince la madre e le sorelle a confezionare costumi con la doppia croce sul petto, tipici del KKK.

Flora Cameron, la piccola di casa, armata di secchio si reca nel bosco a prendere l'acqua. Mentre si intrattiene con uno scoiattolo, non si accorge di essere stata seguita da Gus, un nero dall'aria molto poco raccomandabile. A un certo punto, decide di presentarsi a lei come "Capitano" e le chiede di sposarlo, benché le sue intenzione appaiano decisamente ambigue nei confronti della ragazzina. Flora, impaurita, dapprima rifiuta; ma vista l'insistenza di Gus, gli tira un pugno e scappa di corsa, inseguita dall'uomo, che le promette di non volerle fare del male. Giunta a un precipizio, la ragazza minaccia Gus che se non la lascia in pace si butterà di sotto, ma il nero non vuol demordere tentando, invano, di convincerla a venire da lui. Allora Flora, per sfuggirgli, si getta giù dal precipizio. Gus, visibilmente terrorizzato, scappa e, mentre fugge, viene visto da Ben che, accortosi dell'assenza della sorella, era uscito a cercarla per rassicurare la madre. Ben infine troverà Flora in fin di vita, e questa gli morirà tra le braccia.

Alcuni membri del Klan, capitanati da Ben Cameron, cominciano a dare la caccia a Gus, che si nasconde in una taverna, aiutato da alcuni neri. Quando un fabbro bianco entra per chiedere informazioni su Gus, scoppia una rissa in cui l'uomo si trova a fronteggiare, con successo, il gruppo di neri. L'uomo, proprio quando riesce a trovare il fuggitivo, viene colpito a morte da due pistolettate. A questo punto, Gus decide di scappare a cavallo ma viene visto da altri bianchi, che lo acciuffano e lo sottopongono a un sommario processo, condotto da membri incappucciati del Klan. Mentre Flora viene vegliata dai familiari nella camera mortuaria, Gus viene giudicato colpevole e giustiziato. I cavalieri incappucciati lasciano il corpo esanime del nero davanti alla porta del Vicegovernatore Silas Lynch con il marchio KKK.

Lynch, scoperto il cadavere di Gus il mattino seguente, accetta la sfida e ordina di rinforzare le truppe composte da soldati neri. Il vecchio Stoneman, invano esortato dal figlio Phil a rallentare l'applicazione delle sue politiche radicali, per evitare problemi, lascia la città. Intanto, anche i confratelli si preparano, e decidono di disarmare quella sera stessa ogni uomo nero della contea. Dall'altra parte, delle spie decidono di assassinare chiunque si trovi in possesso di un costume del clan. Una di queste spie, intrufolatasi in casa Cameron, vede Margaret che nasconde dei costumi, datigli dal fratello qualche giorno prima, sotto a un cuscino del divano. Avvertito, Lynch manda delle truppe nella villa; i militari, scovati i costumi, arrestano il vecchio Cameron, che viene deriso per strada. Margaret corre da Elsie Stoneman affinché possa influenzare il padre, il quale però è partito e non partecipa quindi all'azione. La coppia di servitori neri dei Cameron (una mammy e un bracciante), fingendosi in un primo tempo amici dei soldati che hanno arrestato Cameron, li attaccano e fanno fuggire il loro padrone. A quel punto, Phil Stoneman, venuto in soccorso assieme a Elsie, spara ai soldati neri.

Il gruppo formato dal vecchio Cameron, la moglie e la figlia Margaret, Phil Stoneman, la coppia di servitori neri dei Cameron e il conducente del carro, fugge, mentre Elsie, saputo che il fratello aveva ucciso un nero durante il salvataggio del signor Cameron, rimane in attesa del padre. I fuggiaschi trovano rifugio in una capanna occupata da due ex soldati nordisti e da una bambina. Tutti si uniscono per difendere il "diritto di nascita ariano".

Intanto, Elsie Stoneman, vedendo che il padre tardava nell'arrivare, va da Lynch per chiedergli aiuto. Silas, invece, le chiede di sposarlo. La ragazza cerca di andarsene, ma l'uomo chiude la porta a chiave. Elsie lo minaccia di farlo frustare per la sua insolenza, e Lynch risponde mostrandole le strade piene dei "suoi" uomini, e assicura che lei sarà la regina di quell'Impero Nero che lui si appresta a costruire. L'uomo, ubriaco in quanto stava tenendo una piccola festicciola prima che Elsie arrivasse, ordina a un sottoposto di preparare tutto per delle nozze forzate. La ragazza sviene, e in quel momento Lynch sente dei suoni: Austin Stoneman è tornato in città. Il mulatto porta Elsie, ancora svenuta, in una stanza accanto, e corre a aprire la porta al suo alleato. Lynch rivela a Stoneman di voler sposare la figlia Elsie, ma il padre si oppone e viene costretto da Lynch a restare nella stanza sotto minaccia di un soldato della milizia dei neri. Nella sala accanto, la ragazza riprende i sensi e rompe i vetri della finestra, viene vista da due spie bianche travestite da neri, ma viene fermata da due servi di Lynch, per svenire di nuovo.

Intanto un gruppo di soldati neri circonda la capanna dei Cameron. Il dottor Cameron vorrebbe costituirsi, sapendo che i neri li attaccano per "colpa" sua, ma i soldati nordisti glielo impediscono.