La Citroën Berlingo è una multispazio prodotta dalla casa automobilistica francese Citroën a partire dal 1996.
Storia La "Berlingo" nasce da un'idea della Bertone, sviluppata dal Centro Stile CitroënRaffaele Sanguineti, Via ai veicoli "operai" con il design da vettura, La Stampa, 14 giugno 1996, pag.40 nell'intento di spiazzare la concorrenza creando una nuova nicchia di mercato, ossia quella delle multispazio, veicoli di taglia media o medio-piccola, con un abitacolo di dimensioni relativamente generose allestibile sia per il trasporto di persone sia per il trasporto di merci, a seconda della versione. Questo genere di vetture è un sottoinsieme delle MPV (Multi-purpose Vehicles).
Ben presto il gruppo francese formatosi dall'unione di Peugeot e Citroën diede a tale nicchia il nome di ludospace, intendendo in tal modo una vettura che stava a metà tra un furgone ed una monovolume.
La Berlingo, prodotta anche con il marchio Peugeot, in questo caso con i nomi di Ranch o Partner, venne lanciata nell'estate del 1996, inizialmente nella sola versione furgonata. Al Salone dell'automobile di Parigi vennero lanciate tre concept derivate dal furgoncino introdotto pochi mesi prima:
la Berlingo Bulle, opera del carrozziere Bertone e prodotta su commissione dalla francese Heuliez, con carrozzeria berlina a due volumi e cinque porte, dalle forme molto arrotondate; la Berlingo Coupé de Plage, una sorta di pick-up a due posti abbastanza profilato, che del furgoncino originario mantiene esteticamente solo il frontale. Tale concept era pensata per un utilizzo durante il tempo libero e le vacanze; la Berlingo Grand Large, la più simile al Berlingo furgonato appena lanciato, con la differenza che stavolta non si tratta di un furgoncino, ma di una vera e propria multispazio, dove i pannelli posteriori in lamiera sono stati sostituiti da finestrini e lunotto, mentre internamente il vano di carico è stato sostituito da un divano posteriore per tre persone e da un baule per il carico bagagli.
Alla fine, si optò per la messa in produzione dell'ultima concept, la Grand Large, la cui produzione cominciò entro la fine dello stesso anno. In tal modo, la Berlingo contribuì alla formazione di tutta una serie di vetture MPV, serie inaugurata due anni prima del suo debutto dalla grossa Citroën Evasion e che, dopo la Berlingo, sarebbe stata completata da diversi altri modelli.
Con la sua particolare configurazione di carrozzeria, il Berlingo (assieme alla gemella Ranch/Partner) inaugurò una nuova nicchia di mercato, nella quale in seguito anche la concorrenza cominciò ad attecchire, come per esempio la Renault Kangoo e il Fiat Doblò. Le funzionalità legate allo sfruttamento dello spazio interno, unite ad ingombri esterni contenuti, ne decretarono il successo, contribuendo al successo in Europa del marchio francese nel settore delle MPV.
Prima generazione (dal 1996 al 2008)
Profilo Tra la fine del 1996 e l'inizio del 1997, quindi, prese forma la gamma completa della Berlingo, vettura inizialmente proposta con carrozzeria a due porte laterali più portellone posteriore, sia nel caso del furgoncino, sia nel caso della versione promiscua. Ciò comportava un accesso non agevole al divano posteriore. In ogni caso, il divano poteva essere facilmente abbattuto per aumentare la capacità di carico, la quale poteva così passare da 664 a ben 2800 litri (3700 litri per la versione furgonata). In quest'ultima versione, il Berlingo era disponibile anche con tettuccio apribile in tessuto, il che l'avvicina di molto ad una ideale erede della Citroën 2CV.
Le prime Berlingo erano caratterizzate da linee semplici, che tradivano un chiaro family-feeling con il resto della gamma Citroën. In particolare le prime serie pre-restyling erano riconoscibili per il frontale, caratterizzato da gruppi ottici relativamente piccoli e a sviluppo orizzontale, con una calandra anch'essa piuttosto piccola e tagliata da un listello orizzontale. Le versioni multispace erano caratterizzate da ampie superfici vetrate per offrire una grande luminosità nell'abitacolo ed erano inoltre proposte con una dotazione migliore, pensata proprio in funzione del comfort di viaggio.
La base meccanica era la medesima della ZX, con l'esclusione del retrotreno direzionale, che ne avvicinava l'impostazione meccanica piuttosto verso la 306. Un'altra differenza stava nel passo, allungato di ben 15 cm e passato da 2.54 a 2.69 m di lunghezza. Le sospensioni erano a ruote indipendenti su entrambi gli assi, con un avantreno di tipo MacPherson a molle elicoidali ed un retrotreno a bracci tirati con barre di torsione. L'impianto frenante prevedeva freni a disco, da 247 o da 266 mm (a seconda della motorizzazione) all'avantreno e freni a tamburo da 228 mm al retrotreno.
Evoluzione
La gamma iniziale comprendeva solo tre motori:
1.4: motore TU3 da 1360 cm³ e da 75 CV; 1.9 D: motore diesel aspirato XUD9 con precamera, da 1905 cm³ e da 70 CV.
In alcuni mercati, come quello tedesco, era disponibile un piccolo motore TU1 da 1.1 litri e 60 CV di potenza massima. Il cambio previsto era manuale a 5 marce, e tale rimarrà per tutta la gamma, e durante l'intero arco della sua produzione.
I livelli di allestimento previsti per il mercato italiano erano inizialmente tre, denominati X, SX e Multispace.
Durante il 1997, la gamma si ampliò con l'arrivo della Berlingo 1.8, spinta dal motore XU7 da 1761 cm³ e 90 CV di potenza massima. Nel 1998 vi furono poche variazioni, e fu inoltre realizzato un prototipo della Berlingo in versione spiaggina denominata Calao con la collaborazione di Franco Sbarro..Nel 1999 la Berlingo venne resa disponibile finalmente anche con il portellone laterale posteriore scorrevole, in modo da contrastare l'agguerrita concorrenza costituita dalla Renault Kangoo, che con il portellone era invece disponibile fin dal suo esordio. Sempre nel 1999, l'allestimento Multispace venne dotato del climatizzatore di serie, mentre venne cancellato l'allestimento SX. Alla fine dello stesso anno, la gamma si ampliò ulteriormente con l'arrivo del motore 2 litri HDI turbodiesel common rail, nella versione da 90 CV, senza intercooler.
Nel 2000 la Espera realizzò un secondo prototipo basato sulla Berlingo. Denominato Croisière jeune, era un mezzo a sei ruote con annesso carrello porta-attrezzature ispirato al veicolo che la casa francese impiego per il famoso raid internazionale degli anni trenta. Venne presentata per la prima volta pubblico al salone automobilistico di Parigi del 2000.
Nel 2001, la gamma della Berlingo prima serie includeva versioni a tre porte (senza portellone laterale posteriore scorrevole), a 4 porte (con un solo portellone laterale scorrevole) e a 5 porte (con 2 portelloni laterali posteriori scorrevoli). Nello stesso anno, la versione 1.8 venne tolta di produzione, mentre venne invece introdotta la versione 1.6 16v, spinta appunto da un 1.6 bialbero della famiglia TU con distribuzione plurivalvole, della potenza di 109 CV.
Nel 2002 arrivò il restyling, che vide l'adozione di nuovi fari anteriori, di dimensioni sensibilmente maggiori, e di una calandra ridisegnata. Il cofano motore venne leggermente rialzato ed il paraurti anteriore venne anch'esso ridisegnato e reso più avvolgente. Tutte queste modifiche hanno contribuito a rendere più "importante" il look della vettura, con un frontale più imponente e meno dimesso. Nell'abitacolo, prima molto spartano, venne aumentato il numero di vani portaoggetti, in modo da favorirne la praticità, specie per le versioni non furgonate. Meccanicamente, l'intervento più consistente riguardò l'impianto frenante, che ora prevedeva su tutta la gamma dischi anteriori autoventilanti da 266 mm. Per il resto la vettura rimase quasi immutata.
Nel 2003 vi fu un ridimensionamento nella disponibilità degli allestimenti: l'allestimento X venne reso disponibile solo con i motori 1.4 a benzina e 1.9 diesel, mentre l'allestimento Multispace era previsto per tutti i motori presenti a quel punto, e cioè anche il 1.6 16v ed il 2 litri HDI common rail. Ma nella seconda metà dello stesso anno, vennero introdotti nuovi livelli di allestimento, denominati Chrono e Fiorucci: mentre il primo era previsto in abbinamento a qualsiasi motorizzazione della gamma, il secondo non era previsto con il 1.9 diesel. Nel medesimo periodo la Citroën incaricò la scuola di design Espera di realizzare una versione fuoristrada della vettura. Denominata Bourlingueur, aveva il tetto più basso di 10 cm e l'altezza dal suolo maggiorata di 40 cm per far posto agli nuovi pneumatici da sterrato BF Goodrich che avvolgevano cerchi da 17' OZ Canyon ST. Il propulsore era un V6 dalla potenza di 220 CV gestito da un cambio manuale a 5 velocità.
Nel 2004 vi furono altre novità: venne infatti cancellato l'allestimento Fiorucci, mentre furono proposte delle nuove versioni: la XTR, prevista solo con motore 2 litri HDI, era caratterizzata da un allestimento esterno da simil-fuoristrada, con plastiche grezze e protezioni ai fari anteriori, ma sempre trazione anteriore; le versioni bi-fuel, previste solo in abbinamento con il motore 1.4 a benzina, potevano essere richieste sia a GPL sia a metano. Queste ultime furono anche le uniche versioni abbinate all'allestimento Multispace. In questo stesso anno la Espera realizzò una nuova versione speciale della Berlingo denominata Escapade. Il design era stato leggermente ritoccato e il tetto di serie era stato cambiato con una versione panoramica in plexiglas. Il veicolo era dotato di pneumatici Michelin Pilot Primacy che avvolgevano cerchi OZ Gemini. Il paraurti posteriore era apribile e trasformabile in due panche su cui ci si poteva sedere, mentre il pavimento era estendibile in modo tale da ricreare un tavolo. La dotazione interna comprendeva un navigatore satellitare e schermi televisivi incassati nei sedili anteriori per essere visionati dai passeggeri seduti nella parte posteriore del mezzo.
Nel 2005 il Berlingo è stato sottoposto per la prima volta al crash test dell'EuroNCAP totalizzando il punteggio di 4 stelle. Inoltre, venne tolto dai listini il 1.9 diesel da 70 CV, sostituito dal 1.6 HDi da 75 CV. Per l'occasione, questo motore venne proposto sempre sulla Berlingo anche nella più potente versione da 90 CV, che andò ad affiancarsi al 2 litri HDI di pari potenza, a questo punto meno conveniente. Pertanto non è un caso se nel 2006 il 2 litri a gasolio venne cancellato dalla gamma Berlingo. La XTR rimase in listino, ma con motore 1.6 HDi da 90 CV. Nello stesso anno, vennero introdotti due nuovi allestimenti, denominati Seduction e Agatha Ruiz de la Prada, mentre venne tolto l'allestimento Chrono. Nuovi movimenti nel settore allestimenti si ebbero ancora nel 2007, quando i due allestimenti introdotti l'anno prima vennero sostituiti dall'allestimento Image.
L'avvento della seconda serie della Berlingo, nel 2008, non comportò la cancellazione della prima serie da tutti i mercati, ma solo dalla maggior parte di essi. Dove continuò ad essere prodotta, la Berlingo prima serie venne denominata Berlingo First, un po' come sarebbe successo alla "cugina" Ranch, che in alcuni mercati, come in quello portoghese continuò ad essere proposta come Partner Origin, fino al 2013, anno in cui è stata definitivamente tolta di produzione in Spagna. In Argentina, invece, la produzione proseguì aggiornando il modello con nuove motorizzazioni.
Riepilogo caratteristiche