La chiesa della Purificazione della Beata Vergine Maria è la parrocchiale di Loreggia, in provincia di Padova e diocesi di Treviso; fa parte del vicariato di Camposampiero.

Storia La prima testimonianza dell'esistenza di un luogo di culto a Loreggia risale al 1152; nel 1190 la pieve risultava intitolata a santa Maria. La chiesa, caratterizzata dalla presenza di divisori nel mezzo della navata per separare gli uomini dalle donne, fu consacrata nel 1437 dal vescovo di Treviso. L'edificio fu demolito all'inizio del XVII secolo per far posto alla nuova parrocchiale, costruita nel 1625.

Nel 1727 la chiesa fu profondamente trasformata e ampliata, ribaltandone di 180° l'orientamento. I lavori proseguirono nei decenni seguenti: nel 1736 fu sopraelevato il campanile, nel 1752 fu posato il nuovo pavimento marmoreo e nel 1755 fu collocato l'altare maggiore barocco; nel 1777 il luogo di culto fu consacrato dal vescovo di Treviso Paolo Francesco Giustinian e intitolato alla Purificazione della Beata Vergine Maria.

Nel corso del XIX secolo furono apportate altre modifiche negli esterni, mentre la facciata fu ricostruita nel 1923.

L'edificio fu sottoposto a lavori di restauro tra il 1974 e il 1976 e nuovamente tra il 2014 e il 2016.

Descrizione La chiesa si sviluppa su un impianto a navata unica, affiancata da due cappelle per lato, con ingresso a est e presbiterio absidato rivolto a ovest.

La facciata, interamente rivestita in marmorino, presenta un disegno simmetrico ed è scandita da quattro lesene ioniche che sorreggono un’alta trabeazione. Al centro si apre l'ampio portale d'ingresso ad arco a tutto sesto, sopraelevato da un architrave in rilievo. La parte sommitale è articolata da due lesene doriche doriche che suddividono la fronte in tre parti, con un frontone curvilineo al centro e due volute laterali. A coronamento si ergono tre statue, collocate al centro e alle due estremità.

Alla sinistra della chiesa si innalza il campanile cinquecentesco, separato dal corpo del tempio e realizzato in stile tardo romanico, probabilmente sorto sul luogo di una precedente torre d’avvistamento romana. La cella campanaria settecentesca, affacciata sulle quattro fronti attraverso bifore ad arco a tutto sesto scandite da colonnine, ospita un concerto di sei campane a sistema veronese in Reb³ calante accordate secondo la scala diatonica maggiore. Le cinque campane maggiori furono fuse in anni diversi, tra il 1893 e il 1926, dalla fonderia vescovile "Luigi Cavadini e Figlio" di Verona; la sesta campana, aggiunta ex novo nel gennaio 2022, è opera della Fonderia De Poli di Revine Lago (TV).

Tra il 2021 e il 2022 l’intero concerto storico Cavadini è stato sottoposto a un importante intervento di restauro conservativo, comprendente la rigenerazione dei bronzi, il rifacimento del castello portante, dell’impianto elettrico di movimentazione e il ripristino del suono manuale. Oggi il campanile di Loreggia ospita uno dei rari concerti a sei campane del territorio ed è l’unica torre della diocesi in cui convivono sia il suono a distesa sincronizzata, azionato elettricamente, sia il concerto solenne “a bicchiere” alla veronese eseguito a corda.

In sommità il campanile è concluso da una lanterna a pianta ottagonale sormontata da un'aguzza cuspide.

I fianchi della chiesa, illuminati da ampi finestroni rettangolari, sono caratterizzati dalla presenza dei portali d’accesso secondari; quello sul lato sinistro è preceduto da un protiro del 1843, sorretto da due colonne doriche.

All'interno, la navata è coperta da una volta a botte lunettata decorata con stucchi e, al centro di un grande ovale, un affresco raffigurante l'Assunzione della Vergine, opera del pittore Sebastiano Santi. I lati della navata, scanditi in quattro campate da lesene corinzie, si aprono attraverso ampie arcate a tutto sesto sulle cappelle laterali, una di queste accoglie la pregevole pala di San Rocco.

Sulla controfacciata, sopra la porta d’ingresso, si trovano la cantoria e la superba cassa d’organo lignea, la cui sommità è ornata da un paliotto con croce affiancato da due statue allegoriche. La cassa accoglie l’organo storico costruito nel 1851 dall’organaro padovano Angelo Agostini , che recuperò alcuni registri dell’organo settecentesco preesistente attribuito a don Giorgio Pinafo, sacerdote organaro padovano. La facciata con canne “ad ali d’angelo” fu ricostruita nel 1894 dalla ditta “Domenico Malvestio & Figlio”.

Il presbiterio, preceduto da un arco trionfale a tutto sesto, è coperto da una cupola; i lati, l’abside poligonale e la volta sono riccamente ornati da affreschi di Sebastiano Santi e da stucchi rococò in rilievo raffiguranti angeli e scene bibliche. Al centro è collocato l'altare maggiore settecentesco, impreziosito da un paliotto in marmi policromi e affiancato da due statue raffiguranti San Simeone e Maria con il Bambino in braccio, iconografia che richiama il mistero della Presentazione di Gesù al Tempio — denominata, nel calendario preconciliare, “Purificazione della Beata Vergine Maria” — titolo sotto cui la chiesa è tradizionalmente dedicata.

Note

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