La ribellione Kumul (Hāmì bàodòng, "presa di Kumul") fu una rivolta di uiguri Kumul che cospirarono con il generale Ma Zhongying, di etnia hui (musulmani cinesi), per spodestare Jin Shuren, governatore dello Xinjiang. Gli uiguri Kumul erano lealisti del Khanato Kumul e volevano restaurare l'erede del Khanato rovesciando Jin. Il Kuomintang (KMT) voleva che Jin fosse rimosso a causa dei suoi legami con l'Unione Sovietica, quindi approvò l'operazione mentre fingeva di riconoscere Jin come governatore. La ribellione si trasformò poi in combattimenti su larga scala quando gli uiguri ribelli del regno di Khotan, nello Xinjiang meridionale, iniziarono una separata ribellione per l'indipendenza in collusione con i ribelli kirghisi. Vari gruppi si ribellarono senza essere uniti e alcuni si combatterono a vicenda. La parte principale della guerra venne condotta da Ma Zhongying contro il governo dello Xinjiang. Fu sostenuto da Chiang Kai-shek, il presidente della Cina, che segretamente accettò di lasciare che Ma prendesse lo Xinjiang.

Antefatto Il governatore Jin Shuren (Chin Shu-jen) salì al potere poco dopo l'assassinio del governatore dello Xinjiang (Sinkiang) Yang Zengxin (Yang Tseng-sin) nel 1928. Jin era notoriamente intollerante nei confronti dei popoli turchi e li aveva apertamente antagonizzati. Tali atti di discriminazione comprendevano restrizioni sui viaggi, aumento della tassazione, sequestro di proprietà senza un giusto processo e frequenti esecuzioni capitali per sospetto spionaggio o slealtà. Jin aveva anche musulmani cinesi, nel suo esercito provinciale, come Ma Shaowu.

Nel 1930 Jin annesse il Khanato Kumul, un piccolo stato semi-autonomo che si trovava all'interno dei confini dello Xinjiang. La terra dei Kumul, da poco sottoposta a espropriazione, fu presa dal governo e ceduta a coloni cinesi. Di conseguenza, scoppiò la ribellione, il 20 febbraio 1931, e molti cinesi han furono massacrati dalla popolazione locale mentre la rivolta minacciava di diffondersi in tutta la provincia. Yulbars Khan, consigliere della corte di Kumul, chiese aiuto a Ma Zhongying, un signore della guerra musulmano della provincia del Gansu, per rovesciare Jin e restaurare il Khanato.

Le truppe di Ma marciarono su Kumul e posero l'assedio alle forze governative. Sebbene fosse stato vittorioso altrove nella zona, Ma non fu in grado di espugnare la città. Dopo essere stato ferito, in ottobre, in una battaglia in cui la forza di Jin comprendeva 250 russi bianchi che aveva reclutato nella valle del fiume Ili (dove si erano stabiliti dopo la vittoria dei bolscevichi nella guerra civile russa, Ma ritirò le sue forze a Gansu (dove venne curato da Mildred Cable e dalle sorelle Evangeline "Eva" e Francesca French, che lo tennero prigioniero fino a quando non si riprese). Questo lasciò temporaneamente i musulmani dello Xinjiang a combattere da soli contro Jin.

Ma Zhongying aveva un accordo segreto con il Kuomintang: se avesse vinto nello Xinjiang, sarebbe stato riconosciuto dal Kuomintang.

Le forze di Ma commisero atrocità contro i civili han e uiguri nello Xinjiang durante i combattimenti. Ma introdusse han e uiguri nel suo esercito per usarli come carne da macello, mentre tutti gli ufficiali erano hui. L'Unione Sovietica e Sheng Shicai dissero che Ma Zhongying era sostenuto dai giapponesi e ufficiali giapponesi erano presenti nel suo esercito. Nonostante ciò, Ma ufficialmente proclamò la sua fedeltà al governo cinese di Nanchino.

Aiuto sovietico al governo provinciale dello Xinjiang Jin acquistò due biplani, dall'Unione Sovietica, nel settembre del 1931 a dollari d'argento messicani ciascuno. Erano equipaggiati con mitragliatrici e bombe e pilotati da russi. Nell'ottobre del 1931 firmò un trattato segreto con l'Unione Sovietica che portò rapidamente alla soppressione della ribellione di Kumul e allo sblocco di Kumul da parte delle truppe provinciali il 30 novembre 1931. Jin Shuren ricevette grossi quantitativi d'oro dal governo sovietico per l'acquisto di armi dall'esercito sovietico e l'apertura di agenzie commerciali sovietiche in otto città della provincia: Ghulja, Chuguchak, Altaj, Ürümqi, Karasahr, Kucha, Aksu, Kashgar, Yarkand, Khotan. Il Kuomintang lo scoprì l'anno seguente e decise di reinserire apertamente Ma Zhongying nella sua guerra contro Jin Shuren.

Ma fu ufficialmente nominato comandante della XXXVI Divisione dell'Esercito Rivoluzionario Nazionale dal governo del Kuomintang a Nanchino. Chiesto di intervenire contro Jin in nome della popolazione turca, Ma accettò prontamente.(Original from the University of Michigan)

Separazione della rivolta uigura

Scoppiò un'altra rivolta uigura a Khotan nel sud dello Xinjiang. Questi uiguri non erano come quelli di Kumul, che volevano solo la restaurazione del Khanato e il rovesciamento di Jin Shuren. Erano guidati da Muhammad Amin Bughra e dai suoi fratelli Abdullah Bughra e Nur Ahmad Jan Bughra. Questi ribelli chiedevano una totale indipendenza e odiavano sia gli han che gli hui (musulmani cinesi). Il loro capo, Sabit Damulla Abdulbaki, chiese l'espulsione dei musulmani cinesi (tungani) in un proclama:

Questa ribellione si intrecciò con quella di Kumul, quando un esercito cinese musulmano e uiguro sotto Ma Zhancang e Timur Beg marciò su Kashgar contro il musulmano cinese Daotai, Ma Shaowu, e il suo presidio di truppe han. Ma Shaowu si fece prendere dal panico e iniziò a chiedere l'intervento dei kirghisi, sotto Osman Ali, per difendere la città. Questi non erano soddisfatti di come la loro ribellione era stata schiacciata, l'anno precedente, dallo stesso Ma Shaowu, che ora aveva l'impudenza di chiedere che difendessero la città, e pertanto disertarono in massa verso il nemico. Tuttavia, Ma Zhancang entrò anche in trattative segrete con Ma Shaowu; lui e le sue truppe presto disertarono verso la guarnigione cinese han della città.

Durante la battaglia di Kashgar (1933) la città passò di mano più volte mentre le fazioni si combattevano tra loro. I kirghisi iniziarono a uccidere qualsiasi cinese e cinese musulmano han su cui potevano mettere le mani, e per le strade scoppiarono i combattimenti. Timur Beg divenne solidale con i ribelli indipendentisti di Muhammad Amin Bughra e Sabit Damulla Abdulbaki, mentre Ma Zhancang proclamò la sua fedeltà al governo cinese del Kuomintang e informò che tutti gli ex funzionari cinesi avrebbero mantenuto i loro posti.

Ma Zhancang ordinò che Timur Beg venisse ucciso e decapitato il 9 agosto 1933, mostrando poi la sua testa fuori della moschea di Id Kah.

Cristiani e indù I Bughra applicarono la legge della Shari'a mentre espellevano i missionari svedesi di base a Khotan. Chiesero il ritiro dei missionari svedesi mentre stavano promulgando la Sharia, il 16 marzo 1933. Nel nome dell'Islam, il capo uiguro Amir Abdullah Bughra aggredì violentemente i missionari svedesi con base a Yarkand e li avrebbe voluti giustiziare; tuttavia, furono solo banditi in seguito all'intercessione della britannica Aqsaqal. Vi furono decapitazioni ed esecuzioni capitali, di musulmani che si erano convertiti al cristianesimo, ad opera dei seguaci di Amir.

Diverse centinaia di musulmani uiguri erano stati convertiti al cristianesimo da parte degli svedesi. I cristiani uiguri convertiti vennero imprigionati e uccisi e, dopo aver rifiutato di abiurare alla sua religione cristiana, venne ucciso il convertito uiguro Habil nel 1933. La Prima Repubblica del Turkestan orientale bandì i missionari svedesi e torturò i convertiti cristiani, principalmente i kirghisi e gli uiguri. La Repubblica, apertamente islamica, espulse con la forza i missionari svedesi e fu apertamente ostile al cristianesimo, sposando al contempo un'ideologia turca musulmana. Sottopose gli ex musulmani convertiti al cristianesimo, come Joseph Johannes Khan, a torture e abusi dopo che avevano rifiutato di rinunciare al cristianesimo in favore dell'Islam. Dopo che gli inglesi intervennero per liberare Khan, egli fu costretto a lasciare la sua terra e nel novembre 1933 andò a Peshawar.

La Swedish Mission Society gestiva un'organizzazione di stampa e i ribelli ne approfittarono per stampare Vita del Turkestan orientale, su disposizione del governo capeggiato da Bughra.

Nel bazar Shamba vennero uccisi due indù per mano degli uiguri. Il 25 marzo, a Possum, avvenne il saccheggio degli oggetti di valore degli indiani britannici uccisi, e il giorno prima era successa la stessa cosa a Karghalik per mano degli uiguri. Uccisioni di indù ebbero luogo a Khotan per mano dei Bughra di Amir. L'antagonismo contro gli inglesi e gli indù era molto spinto tra i ribelli uiguri turchi musulmani nella zona meridionale dello Xinjiang. A Karghalik, il 24 marzo 1933, i musulmani saccheggiarono i possedimenti di Rai Sahib Dip Chand, che era l'aksakal dei britannici, e dei suoi compagni indù. A Keryia massacrarono indiani britannici. Il distretto di Shikaripur fu l'origine della diaspora indù. Il massacro degli indù dall'India britannica fu chiamato "Oltraggio di Karghalik". I musulmani ne avevano uccisi nove. La rimozione forzata degli svedesi fu accompagnata dal massacro di indù a Khotan da parte dei ribelli islamici turchi. Gli emiri di Khotan uccisero gli indù, costrinsero gli svedesi a partire e dichiararono la shari'a a Khotan il 16 marzo 1933.

Defezioni di massa Durante la ribellione si verificarono defezioni di massa su tutti e tre i fronti. Ma Zhancang e il suo esercito musulmano cinese erano originariamente alleati di Timur Beg e del suo esercito uiguro mentre marciavano su Kashgar. Zhancang e il suo esercito, tuttavia, disertarono verso il comandante musulmano Ma Shaowu e il suo esercito han e combatterono contro Timur Beg e gli uiguri. Le truppe del Kirghizistan sotto Osman Ali erano originariamente alleate del comandante musulmano cinese Ma Shaowu e del suo esercito han, ma disertarono verso gli uiguri di Timur Beg nello stesso momento in cui Ma Zhancang abbandonò Ma Shaowu. Il generale han, Zhang Peiyuan e il suo esercito (Han Xhinese Ili) originariamente combatterono per il governo provinciale sotto Jin Shuren contro Ma Zhongying. Tuttavia, Zhang Peiyuan e il suo esercito han si separarono da Ma Zhongying e dal suo esercito musulmano, nel 1933, combattendo per il governo provinciale sotto Sheng Shicai, con russi bianchi e sovietici. Khoja Niyaz e il suo esercito di uiguri di Kumulik disertarono dalla parte di Ma Zhongying a quella del governo provinciale e dei sovietici ricevendo armi da questi ultimi.

Ritorno di Ma Zhongying

Nel 1933, Ma Zhongying tornò nello Xinjiang per continuare la guerra.

Ma usò la bandiera del Kuomintang (Cielo blu con sole bianco) e il bracciale distintivo dello stesso partito cinese per mostrare che era legittimato a rappresentare il governo della Cina.

A causa dei suoi gravi abusi e brutalità, sia i turchi (uiguri) che i cinesi han odiavano l'ufficiale hui che era a capo del Barkul-Ma Ying-piao, che Ma Zhongying aveva messo al comando.