La battaglia di Meiktila e la battaglia di Mandalay, spesso chiamate battaglia della Birmania Centrale, furono due scontri decisivi che avvennero sul finire della campagna di Birmania. Nonostante alcuni problemi a livello logistico, gli Alleati riuscirono a schierare molti mezzi corazzati e a mantenere la supremazia aerea, riuscendo a imporsi così sul nemico. Grazie a queste vittorie le forze alleate riuscirono a riconquistare la capitale Rangoon e il resto del paese senza incontrare una resistenza organizzata.

La situazione nel 1945

La condizione giapponese Nel 1944 il Giappone aveva subito pesanti perdite a seguito delle sconfitte subite sul confine montano tra India e Birmania. In particolare durante la Battaglia di Imphal e quella di Kohima, la quindicesima armata fu decimata, e si ebbero ulteriori perdite a causa di malattie e malnutrizione.

Questi insuccessi portarono ad un cambio dei generali impegnati su quel fronte. Il 1º settembre 1944 il tenente generale Hyotaro Kimura divenne il comandante dell'armata della Birmania, al posto di Masakazu Kawabe a causa delle sue condizioni di salute. Questo cambio arrivava nel momento in cui il Giappone si stava concentrando sulla difesa dei confini nazionali, in quanto in ritirata su tutti gli altri fronti. Il governo sperava che Kimura, ex vice ministro della guerra e detentore di altri ruoli di altro profilo, sarebbe riuscito a mantenere le proprie forze grazie alle risaie e ai pozzi petroliferi presenti nella regione.Allen, pp.390-391 Come capo del suo staff fu scelto il tenente generale Shinichi Tanaka, ex comandante della 18ª Divisione di fanteria nel nord della Birmania, famoso per la sua determinazione.Allen, p.386

Nel 1944 le perdite subite nell'area furono altissime. Si cercò quindi di reclutare i coscritti, i quali, tuttavia, non sempre erano in condizioni fisiche adeguate. Nonostante gli ordini richiedessero divisioni di almeno uomini, lo staff di Kimura decise di ridurle a , ma la maggior parte di queste non arrivò ad averne neanche la metà.Allen, p.392 Un'altra limitazione era data dalla scarsità di armi anticarro: per cercare di contrastare i carri armati alleati l'artiglieria venne spostata in prima linea, andando a togliere il fuoco di copertura alla fanteria. Vennero utilizzati anche degli stratagemmi come le lunge mines, bastoni con dell'esplosivo legato ad un'estremità, o attacchi suicidi da parte di uomini con cinture esplosive. Questi, tuttavia, si rivelavano inefficaci in presenza di una divisione corazzata supportata da fanteria. Anche dal punto di vista dell'aviazione le forze giapponesi erano insufficienti: la 5ª Divisione aerea era stata ridotta a poche dozzine di unità, contro più di un migliaio di aerei alleati. Infine il 14º Reggimento corazzato era composto da soli 20 carri armati.Allen, p.393

Il comandante Kimura sapeva che le proprie forze in campo aperto sarebbero state sprecate, perciò cercò di inibire la superiorità numerica e materiale alleata ingaggiando il nemico in contesti avversi. Decise quindi che, mentre la 28ª Armata avrebbe difeso la provincia costiera dell'Arakan, confidando nel terreno per rallentare l'avanzata nemica, e la 33ª Armata avrebbe continuato ad ingaggiare gli americani e le forze cinesi che stavano cercando di aprire una rotta tra Cina e India, il 15º reggimento si sarebbe ritirato oltre il fiume Irrawaddy.Allen, pp.392-393 La speranza era che, così facendo, gli alleati si sarebbero allargati troppo, permettendo ai giapponesi una contro offensiva.

La situazione alleata

Il comando alleato nel sud est asiatico incominciò a pianificare la riconquista della Birmania nel giugno del 1944, mentre la battaglia di Imphal veniva combattuta, nonostante l'esito ormai chiaro. Il primo piano proposto si focalizzava solo sulla riconquista della Birmania del nord, per permettere il completamento della Strada di Ledo e quindi collegare via terra l'India e la Cina. Tuttavia questo piano venne scartato sia perché l'obiettivo non era più indispensabile, sia perché avrebbe potuto sfruttare solo una piccola parte delle forze dispiegate nella regione. La seconda strategia si focalizzava sulla presa di Rangoon, capitale nonché principale porto del paese, attraverso uno sbarco. Venne scartata anche questa perché necessitava di mezzi non ancora disponibili, in quanto ancora in uso nel teatro europeo. Si decise infine di optare per un'offensiva portata avanti dalla 14º Reggimento britannico, comandato dal tenente generale William Slim, contro la Birmania centrale. L'operazione, originariamente chiamata Operazione Capital, aveva come obiettivo la presa di Mandalay; successivamente si optò anche per la conquista della capitale, con nuovo nome in codice Operation Extended Capital.Slim, pp.368-369

A supporto del reggimento britannico, i XV Corps indiani avrebbero avanzato lungo la provincia dell'Arakan; a questi fu anche ordinato di requisire o creare campi d'aviazione costieri o sulle isole di fronte alla costa, per utilizzarli come future basi per le forze aeree a supporto delle truppe di Slim. Il Northern Combat Area Command guidato dagli americani, ma composto prevalentemente da truppe cinesi, avrebbe continuato ad avanzare verso nord per ricongiungersi ai reggimenti cinesi provenienti dallo Yunnan, completando così la Ledo Road. Gli ufficiali ritenevano che in questo modo le truppe nemiche si sarebbero divise per bloccare queste operazioni, senza intralciare le truppe di Slim.

Il principale ostacolo incontrato dal 14º reggimento fu di tipo logistico: i rifornimenti avrebbero dovuto percorrere strade molto lunghe e tortuose. Nonostante i trasporti fluviali e manti stradali di fortuna, realizzati con bitume, diesel e tessuti, il maggior apporto fu dato dall'aviazione, che si rivelò vitale per l'avanguardia. Il 16 dicembre 1944, 75 velivoli americani furono trasferiti in Cina, dove stava avendo luogo l'Operazione Ichi-Go, con la quale i giapponesi stavano minacciando i campi di volo alleati.Allen, p.400 Per sostituirli furono immediatamente inviati altri velivoli provenienti dal teatro Mediterraneo. Data la sua importanza, la perdita del supporto aereo sarebbe stata fino alla fine una delle maggiori preoccupazioni per Slim.Slim, p.387

Il supporto aereo inglese era assicurato dal 221º gruppo della RAF composto da:McLynn, p.379 bombardieri B-25 Mitchell, caccia Hawker Hurricane e P-47 Thunderbolt e bombardieri a lungo raggio Bristol Beaufighter. Potevano anche contare sui bombardieri pesanti B-24 Liberator della Far Eastern Strategic Air Force. Tuttavia, il contributo maggiore lo diede la Combat Cargo Task Force, composta da squadroni di aerei da trasporto, principalmente C47, americani e britannici: nei momenti più concitati servivano fino a 7000 sortite.

La maggior parte delle truppe si basava su trasporto animale o meccanico; questo permetteva di spostarsi su terreni accidentati, ma limitava la velocità a quella dei muli o degli uomini in marcia. In attesa della battaglia, la 5ª e la 17ª Divisione indiana vennero riorganizzate in parte come fanteria meccanizzata e in parte come fanteria basata su trasporto aereo.Slim, p.379

Rinforzi britannici non erano più disponibili. Nonostante lo spostamento di forze dalla contraerea alla fanteria, i soldati inglesi stavano diminuendo, rendendo sempre più importante il contributo dato dalle unità indiane e gurkha.Slim, p.370

Intelligence Entrambi gli schieramenti non avevano abbastanza informazioni per sviluppare una strategia efficace, ed infatti commisero degli errori.

Grazie alla supremazia aerea gli Alleati avevano a disposizione informazioni provenienti dalle ricognizioni aeree; oltre a queste c'erano le informazioni provenienti dalle unità V Force e Z Force, che lavoravano oltre le linee nemiche, e dalla Force 136. Nonostante ciò mancavano le informazioni che in Europa provenivano dalle intercettazioni radio decifrate con Ultra. Questo perché, da un lato, i giapponesi non usavano un sistema basato su Enigma o altre macchine cifranti, ma su libri di codifica e particolari metodi di cifratura del testo codificato; dall'altro, perché inviavano molte meno informazioni compromettenti rispetto a tutte le altre forze in campo. Solo verso la fine della battaglia, quando ormai il sistema era collassato a causa della mancanza di staff e di tempo per cifrare bene, le intercettazioni radio portarono informazioni utili. Un altro impedimento era la mancanza di linguisti esperti di giapponese che potessero lavorare sulla traduzione.Allen, pp.394-396

Per quanto riguarda i giapponesi, la situazione era drammatica: gli aerei erano troppo pochi per essere in grado di portare sufficienti informazioni, mentre la popolazione birmana non collaborava in quanto il controllo militare giapponese era oppressivo. A causa dell'inefficacia del comando centrale i singoli reggimenti cercarono di reperire informazioni da sé. Per esempio il 28º reggimento aveva creato un distaccamento del Hikari Kikan, chiamato Hayate Tai, i cui agenti vivevano sotto copertura nelle regioni di frontiera della Birmania e nel sud dello stato.Allen, p.501-503 Tuttavia questi erano troppo lenti per fornire informazioni utili tatticamente.

Inizi Non appena la stagione dei monsoni terminò nel tardo 1944, la XIV Armata stabilì due teste di ponte oltre il fiume Chindwin, usando i ponti Bailey. Basandosi sulle precedenti battaglie, Slim ritenne che i giapponesi avrebbero attaccato nella piana Shwebo, la posizione più avanzata possibile rispetto all'Irrawaddy. Il 29 novembre, la 19ª Divisione indiana lanciò un attacco ad opera dei IV Corps dalle postazioni a nord presso Sittaung e Mawlaik. Il 4 dicembre, la 20ª sotto i XXXIII Corps indiani attaccò da sud, da Kalewa.

Entrambe le divisioni avanzarono rapidamente. Specialmente la prima, comandata dal maggiore generale "Pete" Rees, si avvicinò allo snodo ferroviario di Indaw, 80 km a est di Sittaung, dopo soli cinque giorni. A questo punto Slim capì che i giapponesi non avrebbero attaccato prima dell'Irrawaddy. Avendo impiegato solo una divisione dei IV Corps, poté cambiare rapidamente il piano d'attacco. Si decise quindi di far procedere la 19ª Divisione con i XXXIII Corps per liberare la piana di Shwebo e proseguire verso Mandalay. Ciò che rimaneva dei IV Corps, rafforzato dalle riserve della XIV Armata, fu spostato sul fianco destro dell'esercito. Il suo obiettivo sarebbe stato quale di procedere attraverso la Gangaw Valley, ad ovest del Chindwin, attraversare l'Irriwaddy presso Pakokku e conquistare il centro di Meiktila, fondamentale dal punto di vista logistico e della comunicazione per i giapponesi. Per ingannare i nemici, facendogli credere che i IV Corps avrebbero continuato a procedere verso Mandalay, venne costruito un finto quartier generale vicino a Sittaung, attraverso cui venivano trasmesse tutte le comunicazioni radio.

Per permettere a ritirata delle truppe attraverso l'Irrawaddy, i giapponesi avevano lasciato delle truppe di stanza lungo svariate cittadine, per rallentare l'avanzata nemica. A gennaio, la 19ª Divisione indiana e la 2ª britannica liberarono Shwebo, mentre la 20ª indiana combatté duramente per conquistare Monywa, importante porto fluviale sulla riva orientale del Chindwin. La retroguardia giapponese fu quasi del tutto distrutta. Un'altra posizione giapponese si trovava sulle colline vicino a Sagaing, a nord dell'Irrawaddy, vicino a Mandalay.

Nel frattempo la IV Corps iniziò la sua avanzata. Per nascondere i mezzi corazzati il più a lungo possibile, l'avanzata della 7ª Divisione di fanteria indiana, che avrebbe lanciato l'attacco per guadare l'Irrawaddy, venne nascosta dalla 28ª Brigata di fanteria East African e dalla brigata Lushai. Queste incontrarono della resistenza nemica intorno a Pauk, città che venne pesantemente bombardata per ridurne la resistenza.

Attraversamento dell'Irrawaddy