Galatone (pronuncia , Galàtone; Γαλάτουνα, traslitterato Galàtuna in greco salentino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.
Il comune si fregia del titolo di città, conferito con decreto del presidente della Repubblica del 24 febbraio 2005. Il suo territorio si affaccia sul mar Ionio con le località La Reggia e Montagna Spaccata, di particolare interesse naturale e paesaggistico.
Le origini della città risalgono probabilmente al periodo greco-bizantino, quando, per la sua posizione strategica, assunse il ruolo di kàstron ("castello" in greco bizantino) e nel periodo normanno-svevo si sviluppò in modo organico con l'amministrazione di un feudo che comprendeva i casali di Corillo, Feudonegro, Morice, Renda, San Cosma, Tabelle, Tabelluccio e Fulcignano.
Patria del più illustre umanista dell'Italia meridionale, Antonio De Ferrariis (conosciuto con il nome di Galateo), a Galatone è stata viva la lingua greca fin oltre la fine del XV secolo., come anche la religione cattolica di Rito bizantino.
In passato è stato uno dei centri agricoli più importanti della provincia di Lecce.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale, che si estende nella parte sud-occidentale della penisola salentina per 46,54 km², è situato a 57 m s.l.m. e si affaccia lungo il litorale ionico con le località di Montagna Spaccata e La Reggia.
Distante 24 km da Lecce e 13 km da Gallipoli, il centro urbano è situato lungo la Strada statale 101 Salentina di Gallipoli che collega il capoluogo di provincia con la cittadina ionica. Il territorio del comune comprende i feudi di antichi casali medievali, ora abbandonati, di Tabelle, Tabelluccio, Fulcignano, San Cosma, Fumonegro Morice e Renda ed è attraversato a nord dal torrente Asso, un antico corso fluviale che convogliava le acque provenienti da Cutrofiano e Neviano, a sud, per condurle, a nord, in territorio di Nardò.
Confina a nord con i comuni di Nardò e Galatina, a est con i comuni di Seclì e Neviano, a sud con il comuni di Gallipoli e Sannicola e a ovest con il mar Ionio.
Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima
Dal punto di vista meteorologico Galatone rientra nel territorio del Salento meridionale che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola.
Classificazione climatica di Galatone: Zona climatica: C Gradi giorno: 1224
Origini del nome Sulla nascita del paese vi è una duplice scuola di pensiero: quella che fa capo allo studioso Gerhard Rohlfs, che attribuisce l'origine al popolo dei Galati - gente di stirpe celtica così chiamata per la sua carnagione bianca come il latte (dal greco γάλα, cioè "latte", e dunque Γαλάτουνα, "città del latte"), e quella che accoglie l'ipotesi dell'umanista concittadino Antonio De Ferrariis, vissuto dal 1444 al 1517, che attribuisce la provenienza al popolo dei Tessali ("Da giovane lessi Livio e vi trovai Teuma e Galatana, due città della Tessaglia, che erano state conquistate da Tito Quinzio Flaminio"), che in questi luoghi si erano rifugiati per fondarvi la nuova Galatana dopo essere stati sconfitti dal console romano a Cinocefale il 197 a.C.
Secondo Rohlfs, il borgo sarebbe menzionato in un documento del 1270 come casale Galatoni, corrispondente a un tipo toponomastico frequente nella Calabria greca, ripetendosi in Galàtoni (casale di Taurianova), Conìdoni, Barbalàconi, Pannàconi, Stefanàconi o Sidèroni: con tali nomi s'indicavano i discendenti delle famiglie Galati, Conidi, Barbalaci, Pannaci, Stefanaci e Sídero.. In questa funzione la desinenza greca è -ωνες (traslitterato -ōnes): confronta οι Γαλάτωνες (oi Galàtōnes), rispettivamente in greco medievale οἱ Γαλάτωναι (oi Galàtōnai, pronunciato oi Galàtōne), forma in Grecia pressoché scomparsa, ma viva ancora nella zona dell'Aspromonte.
Storia La nascita di Galatone si fa risalire ai primi insediamenti umani nel periodo del Neolitico. I rinvenimento di utensili in selce e ceramica nel "Villaggio Costante" sulla Serra Campilatini, nella grotta "Pinnella", negli insediamenti "Rizzi" e "Spisari" e nella grotta rinvenuta in periferia, e precisamente a sud del paese, in via San Nicola di Pergoleto ne confermerebbe la datazione di origine.
Nel Medioevo il territorio fu soggetto a occupazioni e scorrerie da parte di Saraceni, Ungari, e Bizantini. Con la dominazione bizantina si svilupparono l'agricoltura e l'allevamento e si registrò un notevole incremento demografico. Sorsero piccole comunità rurali (Choría) dedite all'agricoltura, Tabelle, Tabelluccio, Fulcignano, San Cosma, Fumonegro Morice e Renda, le quali furono in seguito abbandonate e le popolazioni residenti si stanziarono nel casale di Galatone.
Nel XV secolo subì l'assedio di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo che rase al suolo una parte della cinta muraria. Dopo la morte dell'Orsini, avvenuta nel 1463, per Galatone seguì un lungo periodo di pace, interrotta dall'invasione turca del 1480 e dall'invasione dei veneziani quattro anni più tardi. Agli Orsini successero i Branai (Granai) Castriota, figlio di Vrana Konti. Il 4 febbraio del 1497, Branai o Brana (italianizzato: Bernardo), venne nominato da Federico I, re di Napoli, 1º Barone di Galatone per i meriti da lui acquisiti nella lotta contro i francesi nel 1495. I Branai (Granai) Castriota governarono il feudo fino al 1549. L'estinzione della famiglia Branai Castriota determina il passaggio del feudo alla corona che lo vende a facoltosi genovesi stanziatisi nel Salento. Dal 1556 appartenne ai Squarciafico i quali diedero prosperità e crescita culturale costruendo nel 1570 un ospedale per poveri gestito dal clero. Nel XVII secolo il feudo fu retto dai Pinelli. Il XVIII secolo fu caratterizzato da una vita politica poco vivace a causa delle frequenti elezioni di Sindaci, sistematicamente esautorati da un governatore prepotente e accentratoreLe successioni feudali in Terra d'Otranto, di L. A. Montefusco, 1994.
Nel 1743 la storia di Galatone fu sconvolta da un terribile terremoto, che procurò il crollo di parte delle mura cittadine, di porta San Sebastiano, del palazzo marchesale e di molte abitazioni, ma portò anche nuova linfa nello sviluppo edilizio del paese.
Nel 1925 nacque a Galatone un importante istituto di credito privato, la Banca Leuzzi & Megha, che diede un sostegno considerevole all'economia cittadina e locale.
Simboli
Lo storico stemma è utilizzato dal comune anche se privo di formale decreto di concessione. Descrizione araldica dello stemma:
Descrizione araldica del gonfalone:
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Collegiata dell'Assunta La Collegiata dell'Assunta fu edificata tra il 1591 e il 1595 sulle rovine di una chiesa precedente demolita per le precarie condizioni statiche. Presenta un elegante prospetto in carparo scandito in tre ordini da trabeazioni poco aggettanti. Il primo ordine, inquadrato da semplici paraste, accoglie il portale d'ingresso. Il secondo ordine è caratterizzato da una bifora centrale sormontata da una trabeazione con timpano spezzato e da due monofore laterali incastonate tra lesene e sormontate da architravi. Il terzo ordine è ingentilito da due nicchie con balaustre in pietra. Adiacente al prospetto è il campanile, a tre piani a forma di prismi sovrapposti, innalzato in epoche differenti fra il 1599 e il 1750. L'interno, ad aula a croce latina, ospita altari con dipinti di Donato Antonio D'Orlando. Nel cappellone di san Sebastiano è conservata una copia settecentesca del Martirio di San Sebastiano di Mattia Preti e un armadio con pregevoli reliquiari. Sull'altare maggiore troneggia un seicentesco Cristo ligneoFrancesco Potenza, Guida di Galatone. Storia, arte, paesaggio. 2002.
Santuario del Santissimo Crocifisso della Pietà Il Santuario del Santissimo Crocifisso della Pietà fu costruito fra il 1683 e il 1694 da diverse maestranze salentine dopo il crollo della precedente chiesa. Per l'apparato decorativo contribuì anche l'architetto leccese Giuseppe Zimbalo. Fu elevato a Santuario nel 1796 da papa Pio VI. La facciata barocca, realizzata in carparo e pietra leccese, è divisa in tre ordini ed è arricchita da nicchie con statue. Sul portale d'ingresso troneggia la scultura lapidea di Gesù Crocifisso osannato da quattro cherubini. L'interno, a croce latina, si compone del presbiterio, del transetto e della navata in cui si aprono tre cappelle per lato ospitanti altari barocchi. In corrispondenza del transetto si innalza una cupola ottagonale affrescata con il tema del ritrovamento della Croce da parte di sant'Elena. L'altare maggiore, decorato con colonne tortili e bassorilievi raffiguranti le virtù cardinali, custodisce l'icona del Santissimo Crocifisso della Pietà del XIV secoloLuigi Leante, Il crocifisso di Galatone. Il tempio, la devozione, la festa, il carro. 1997.
Chiesa di San Sebastiano e San Rocco La chiesa di San Sebastiano e San Rocco, attigua al convento dei Domenicani, venne edificata nel 1500 per volontà del feudatario Giovanni Branai (Granai) Castriota e ricostruita in stile barocco nel 1712. La facciata, che ingloba pezzi scultorei del precedente tempio, è realizzata interamente in carparo ed è scandita in tre ordini. Il primo ordine, tripartito da paraste con capitelli ionici, accoglie il cinquecentesco portale d'ingresso, sormontato da una piccola statua lapidea di san Sebastiano e affiancato da due leoni stilofori. L'interno, ad unica navata con presbiterio, presenta quattro altari barocchi dedicati alla Presentazione di Gesù al Tempio, alla Madonna Immacolata, alla Madonna del Rosario e a sant'Antonio di Padova. Gli altari, realizzati in calcareniti locali (pietra leccese e tufo) nel 1732, sono arricchiti da tele di pregevole fattura, fra cui una Madonna del Rosario del pittore neretino Donato Antonio D'OrlandoFrancesco Potenza, Il convento dei domenicani e la chiesa di san Sebastiano a Galatone (1805-1876), 2010.
Chiesa di San Giovanni Battista La chiesa di San Giovanni Battista, sede della Confraternita dell'Immacolata Concezione, fu costruita fra il 1635 e il 1653 dai maestri Ortensio e Cesare Pugliese con l'intento di collegarla ad un monastero di Clarisse, mai realizzato per carenze finanziarie. La chiesa presenta un prospetto racchiuso fra due paraste ioniche angolari. Le linee decorative sono quelle barocche con un richiamo catalano-durazzesco nel fastigio ospitante la nicchia con la statua dell'Immacolata. Il semplice e spoglio portale è sormontato da una lunetta semicircolare affrescata, posto in asse con il finestrone centrale con grate in pietra traforata. Sul lato sinistro dell'edificio vi è una nicchia con la statua di san Giovanni Battista.L'interno, a navata unica rettangolare, accoglie un fastoso altare maggiore in pietra leccese, realizzato nella seconda metà del XVII secolo dallo scalpellino di Ambrogio Martinelli da Copertino. Degno di nota è l'ottocentesco organo in legno recante la data 1877Francesco Potenza, La confraternita dell'Immacolata di Galatone. Inventario dell'archivio, 1993.
Chiesa di San Francesco d'Assisi