Il Merkava (in ebraico מרכבה , "carro") è un carro armato progettato e prodotto in Israele in dotazione al corpo corazzato israeliano.

Il nome di questo veicolo è stato scelto per l'evocativo riferimento biblico relativo al "Carro di fuoco" descritto nella visione biblica avuta dal profeta Ezechiele... Le ruote avevano l'aspetto e la struttura come di topazio e tutt'e quattro la medesima forma, il loro aspetto e la loro struttura era come di ruota in mezzo a un'altra ruota. Potevano muoversi in quattro direzioni, senza aver bisogno di voltare nel muoversi. La loro circonferenza era assai grande e i cerchi di tutt'e quattro erano pieni di occhi tutt'intorno. Quando quegli esseri viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e, quando gli esseri si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano. Dovunque lo spirito le avesse spinte, le ruote andavano e ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell'essere vivente era nelle ruote. Quando essi si muovevano, esse si muovevano; quando essi si fermavano, esse si fermavano e, quando essi si alzavano da terra, anche le ruote ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell'essere vivente era nelle ruote. (Ez. 1,16-21) e allo stesso tempo fa riferimento anche al fatto che il blocco motore di questo carro armato si trova nella parte anteriore.

Genesi del progetto Negli anni '50 l'IDF utilizzava una combinazione di mezzi occidentali di seconda mano. Tra questi si annoverano gli AMX-13 di origine francese e gli M4 Sherman americani. Questi mezzi, per quanto affidabili, oramai stavano diventando obsoleti rispetto alle loro controparti arabe armate con i T-54 sovietici. Per fronteggiare questa minaccia, gli israeliani si accordarono con il governo inglese per la cessione di 50 Centurion. Dal 1964 gli Stati Uniti, attraverso la Germania Ovest, autorizzarono il trasferimento degli M48 Patton. In quello stesso anno gli israeliani fecero richiesta di produrre su licenza l'AMX-30, a causa del costo troppo elevato il progetto venne abbandonato. Nello stesso periodo i vecchi Sherman furono modificati introducendo le sospensioni HVSS e il cannone CN 105 F1 di origine francese. Nel 1965 il governo israeliano decise di rivolgersi al Regno Unito per l'acquisto del carro armato Chieftain da produrre eventualmente in seguito su territori israeliano. Nel 1967 vennero inviati in Israele due Chieftain per una serie di test. I paesi arabi, venuti a sapere del progetto, minacciarono la Gran Bretagna di ritirare i loro depositi dalle banche inglesi, di bloccare le esportazioni di petrolio e l'acquisto di armamenti inglesi. Nel 1969 la Gran Bretagna decise di cancellare unilateralmente l'accordo. Per Israele fu un duro colpo, ma fece capire che era necessario iniziare la costruzione di un mezzo completamente nazionale. Il piano venne redatto nel 1970 su iniziativa del generale Israel Tal anche per rispondere alla minaccia delle centinaia di T-62 che l'Unione Sovietica stava inviando in Egitto e Siria. Lo sviluppo del mezzo doveva soddisfare precisi requisiti:

Incorporare le nozioni apprese durante la guerra dei sei giorni e dello Yom Kippur La protezione balistica dell'equipaggio doveva tener conto soprattutto della protezione dell'equipaggio Le dimensioni della torretta dovevano essere le più ridotte possibili. Assenza di materiali e liquidi infiammabili. Le munizioni sarebbero state stoccate sotto la torretta, nel retro.

Non si trattava di un lavoro semplice, Israele per procurarsi i minerali ferrosi per la costruzione del carro offrì al Sudafrica dei progetti per modernizzare l'Olifant. Per l'impiantistica e la propulsione ci si affidò a elementi di produzione statunitense. Il primo prototipo venne costruito nel 1974 e la produzione in serie iniziò nel 1979.

Tecnica

La protezione Il Merkava ha come caratteristica peculiare quella di avere il blocco motore (cioè il gruppo motore-cambio-trasmissione) nella parte anteriore dello scafo. Questo permette di offrire maggiore protezione all'equipaggio e di utilizzare il vano libero nella parte posteriore per lo stoccaggio di munizioni in contenitori pallettizzati anti-fiamma o, rinunciando a parte delle munizioni per il cannone, per trasportare personale aggiuntivo. Tale vano è accessibile mediante un portello simile a quelli usati per molti APC o per veicoli IFV. Sin dall'inizio questo carro fu concepito con lo scopo di garantire elevate probabilità di sopravvivenza all'equipaggio e di offrire un livello di protezione ampiamente superiore a quello all'epoca disponibile su altri veicoli. Tale obiettivo fu raggiunto attraverso vari accorgimenti quali una pesante corazzatura (che però nelle prime versioni ha talvolta influito negativamente sulla velocità del mezzo), la collocazione dei sistemi principali del carro nella parte anteriore dello scafo, l'aggiunta di un portellone posteriore per facilitare l'evacuazione in caso di necessità, essere abbastanza confortevole per l'equipaggio, un'elevata autonomia di fuoco, grazie ad un cospicuo numero di munizioni stivate a bordo. Nella versione con cannone calibro 105, il Merkava può infatti trasportare fino a 85-90 colpi, più del doppio del suo principale avversario, il T-72. Durante la fase di progettazione la torretta era stata pensata per offrire la minore area visibile se guardata di fronte e con un profilo molto basso. Il Merkava poi doveva avere tutti i componenti aventi la funzione secondaria anche di corazza aggiuntiva. Il posizionamento anteriore del gruppo motore-trasmissione permise la realizzazione di un portellone a due valve che consentiva l'abbandono rapido del mezzo in caso di emergenza o l'evacuazione di feriti mantenendo però la protezione del mezzo, era utile anche per il rifornimento rapido delle munizioni. La protezione corazzata (Migun in ebraico) circondava completamente il vano di combattimento. La corazza era sempre composta da lastre di acciaio laminato ma era spaziata, quindi in grado di assorbire meglio i proiettili ad energia cinetica. Ai fianchi e sul retro vennero posti i serbatoi dell'acqua e del diesel in modo da degradare l'efficacia dei colpi nemici.

Armamento Il cannone prescelto per il mezzo fu una variante dell'M68 americano da 105 millimetri (a sua volta una versione modificata del pezzo britannico L.7A1 della Vickers). La canna poteva essere bloccata con un perno ribaltabile sul cofano anteriore. La miglioria più importante fu il blocco della canna alla culatta, assicurata da un perno conico che permetteva di rimuovere la canna senza dover togliere anche il mantelletto. Il cannone aveva un'elevazione massima di 20° e una deflessione di 8,5°. Venne aggiunto un piccolo mortaio Soltman da 60mm azionato dal capocarro. Fu aggiunta anche una mitragliatrice coassiale FN MAG calibro 7.62mm. I sistemi di visione notturna all'inizio erano abbastanza rudimentali con mirini ad infrarossi. Le ottiche includevano un telemetro laser, un periscopio a visione diretta e un periscopio con fattore a otto ingrandimenti. Il carro è stato ottimizzato fin dall'inizio per operare anche in un contesto di operazioni a bassa intensità ma alta frizione, che comportano ripetuti scontri con fanteria in ambiente sfavorevole a un veicolo blindato pesante, come un centro cittadino. A tal fine sono stati adottati una serie di sistemi volti a rendere più efficace il veicolo, sia dal punto di vista dell'armamento, che della protezione. Alcuni di questi sono abbastanza unici nel contesto degli MBT moderni. Tra essi vanno citati: l'adozione di un mortaio da 60 mm (nella prima versione fissato al lato destro della torretta in corrispondenza della postazione del capocarro e successivamente nelle versioni 2, 3 e 4 spostato all'interno, sul lato sinistro della torretta, in modo da essere azionabile dal servente) per appoggiare la fanteria; l'adozione di una linea di catene terminanti con una palla d'acciaio che pendono da sotto il cesto della torre e arrivano quasi a filo con lo scafo per fare detonare eventuali granate a razzo (RPG) o proiettili HEAT prima che colpiscano l'anello posteriore della torretta; l'aggiunta delle corazze modulari, che in caso di danneggiamento è possibile sostituire agevolmente.

Mobilità La scelta del motore ricadde su un Teledyne (ora facente parte della General Dynamics Land System) AVDS-1790-6A V12 da 900 cavalli con una trasmissione semiautomatica. La presa d'aria venne montata anteriormente sulla destra, mentre la presa d'aria per la trasmissione sulla sinistra. Il condotto di scarico fu posizionato sul lato sinistra anteriormente, Le sospensioni, che dovevano affrontare sia il deserto che le montagne del Sinai, vennero realizzate in acciaio balistico ed erano un'evoluzione del sistema Horstmann usate sul Centurion e sul Chieftain, dotate di braccia indipendenti con ruote accompagnate per facilitare la manutenzione e due grosse molle elicoidali per rendere la marcia più confortevole. Su ogni lato di rotolamento vi erano 6 ruote e 4 rulli reggi cingolo. Le ruote erano di grosse dimensioni (790mm) con una vita utile stimata circa il doppio di quelle del Centurion.

Versioni del Merkava

Attualmente ne esistono quattro versioni: Merkava 1 (con pezzo principale da 105 mm) Merkava 2 (con pezzo principale da 105 mm) Merkava 3 (con pezzo principale da 120 mm) Merkava 4 (con pezzo principale da 120 mm, tuttora in produzione)

Tutte le versioni hanno quattro uomini di equipaggio (capocarro, conduttore, puntatore e servente al pezzo). Il Merkava subì costantemente delle evoluzioni ed è pertanto difficile distinguerle.

Merkava Mk. I Prima versione introdotta a partire dal 1979, fu disegnata per operare sul difficile terreno delle alture del Golan e del nord di Israele, venne armata con un cannone da 105 mm derivato dal Royal Ordnance L7 inglese e con un mortaio da 60 mm, montato esternamente. Spinto da un motore della potenza di 750 Hp, invero non molto potente, grazie ad un'ottima trasmissione e a innovative sospensioni riuscì comunque ad assicurare un buon livello di mobilità al carro, certamente superiore a quella dell'M-60 (Magach) e del Centurion (Sho't), che all'epoca erano i carri in dotazione alle forze armate israeliane. Questa fu la prima versione ad essere dispiegata in un conflitto nel 1982, durante l'operazione Pace in Galilea in seguito all'occupazione del Libano meridionale da parte di Israele. Complessivamente i vertici militari israeliani rimasero soddisfatti del nuovo mezzo, che si dimostrò a loro avviso superiore ai T-72 dell'esercito siriano. Tuttavia, come spesso avviene nelle prime versioni, ebbe alcuni problemi, principalmente all'impianto frenante e al sistema di puntamento del cannone, che risultò piuttosto impreciso per via del calore generato dal motore in posizione anteriore. Il generale Tal e l'IDF non consideravano questa versione definitiva, solo la versione MK.3 avrebbe raggiunto lo status di "reale produzione". Le prime versioni non avevano il cestello dietro la torretta, i lancia fumogeni e le catenelle anti-rpg. Questa versione venne definitivamente ritirata nel 2014.

Merkava Mk. II