Expedition 60 è stata la 60ª missione di lunga durata verso la Stazione spaziale internazionale, iniziata il 24 giugno 2019 con l'undocking della Sojuz MS-11.

Equipaggio

RuoloGiugno 2019Luglio – Ottobre 2019Comandante Aleksej Ovčinin, RoscosmosSecondo voloIngegnere di volo 1 Nick Hague, NASAPrimo volo Ingegnere di volo 2 Christina Koch, NASAPrimo voloIngegnere di volo 3 Aleksandr Skvorcov, RoscosmosTerzo voloIngegnere di volo 4 Luca Parmitano, ESASecondo voloIngegnere di volo 5 Andrew Morgan, NASA Primo volo

L'equipaggio della Sojuz MS-12 originariamente era composto da Oleg Skripočka e Christina Koch ma, a causa dell'incidente alla Sojuz MS-10, Roscosmos ha preferito sostituire Skripočka con Aleksej Ovčinin e far occupare il terzo seggiolino a Nick Hague.

Missione Lancio e docking della Sojuz MS-13 Il 20 luglio 2019 alle 16:28 UTC la Sojuz MS-13 con a bordo Aleksandr Aleksandrovič Skvorcov, Luca Parmitano e Andrew Morgan è stata lanciata con un lanciatore Sojuz FG dalla rampa 1 del Cosmodromo di Bajkonur. Trascorse le sei ore di viaggio, alle 22:47 effettuò un docking automatico al boccaporto posteriore del modulo Zvezda del Segmento russo. L'equipaggio della Sojuz MS-12, Ovčinin, Hague e Koch, già presente a bordo ha dato il benvenuto a bordo al nuovo trio, prima della tradizionale chiamata con i rappresentanti delle Agenzie spaziali e i famigliari dell'equipaggio. A seguire l'equipaggio dell'Expedition 60 ormai al completo ha fatto un riepilogo delle procedure da seguire in caso di emergenza, tra cui incendio, depressurizzazione e ammoniaca a bordo.

Lancio e berthing della Dragon SpX-18 La prima missione di rifornimento di questa Expedition è stata la SpX-18 con la navicella Dragon, lanciata il 24 luglio 2019 dal Complesso di lancio 40 da Cape Canaveral. Il 27 luglio 2019 è stata catturata dal Canadarm2 pilotato dall'astronauta americano Hague, mentre la connazionale Koch ne controllava i sistemi. È stata poi agganciata dai Controllori a Houston al boccaporto nadir del modulo Harmony del Segmento americano dove resterà fino a fine agosto. A bordo erano presenti 2.300 kg di provviste e beni per l'equipaggio, hardware tra cui l'EMU N°3009, l'IDA-3 nel trunk non-pressurizzato di Dragon e numerosi esperimenti scientifici. Di questi ultimi i più importanti erano: BioRock, BioFabrication Facility, Goodyear Tire, Space Moss, Space Tango-Induced Pluripotent Stem Cells, Cell Science-02.

Undocking della Progress MS-11 Dopo una permanenza di quattro mesi sulla Stazione, la navicella cargo russa Progress MS-11 piena di rifiuti si è sganciata autonomamente il 29 luglio 2019 dal boccaporto nadir di Pirs. Quattro ore dopo è entrata negli strati superiori dell'atmosfera fino a distruggersi sui cieli dell'Oceano Pacifico.

Lancio e docking della Progress MS-12

La navicella cargo russa Progress MS-12 è stata lanciata il 31 luglio 2019 alle 12:10 UTC dal Cosmodromo di Bajkonur, in Kazakistan carica di tre tonnellate di cibarie, vestiario e materiale igienico-sanitario per l'equipaggio, propellente, acqua e aria, e hardware per la Stazione. Dopo un viaggio di due orbite, si è agganciata autonomamente al modulo Pirs del Segmento russo alle 15:29 sotto la supervisione dei cosmonauti Ovčinin e Skvorcov. Si sgancerà dalla Stazione a metà dicembre 2019 (Expedition 61), dopo una permanenza di cinque mesi, durante i quali effettuerà dei reboost per innalzare l'orbita della Stazione.

Unberthing della Cygnus NG-11 Il 6 agosto 2019 alle 16:15 UTC l'astronauta statunitense Hague ha rilasciato con il Canadarm2 la navicella cargo Cygnus NG-11, dopo che i controllori di volo l'avevano sganciata dal boccaporto nadir di Unity dove era rimasta agganciata per 109 giorni. Nei giorni precedenti, Hague e Koch avevano chiuso il portello della navicella e installato il SlingShot Deployer, un dispositivo che rilascia una serie di nanosatelliti nel momento in cui la navicella si trova a una distanza e altitudine di sicurezza dalla Stazione. Il giorno successivo all'unberthing con la ISS, Cygnus ha quindi rilasciato i nanosatelliti ma resterà in orbita intorno alla Terra fino a dicembre per svolgere dei test sui propri sistemi, prima di entrare in atmosfera e distruggersi durante il rientro. Durante questo periodo aggiuntivo un'altra navicella Cygnus verrà lanciata in orbita (Cygnus NG-12) e sarà la prima volta che due navicelle Cygnus si troveranno contemporaneamente nello spazio.

EVA 1 (USOS 55) Il 21 agosto 2019 gli astronauti statunitensi Nick Hague (EV1, strisce rosse, camera #11) e Andrew Morgan (EV2, strisce bianche, camera #18) hanno svolto un'attività extraveicolare di 6 ore e 32 minuti, iniziata alle 12:27 UTC, per agganciare permanentemente l'IDA-3 alla Stazione. Due giorni prima dell'EVA, durante il periodo di riposo dell'equipaggio, i controllori di volo a Terra hanno utilizzato il Canadarm2 e Dextre per estrarre l'IDA-3 dal trunk della navicella cargo Dragon SpX-17 e posizionarlo circa 60 cm dal Pressurized Mating Adapter-3 (PMA-3) situato nel boccaporto zenith del modulo Harmony del Segmento americano della ISS per essere ispezionato. Durante l'EVA, gli astronauti hanno posizionato i ganci, poi chiusi da Koch all'interno della ISS, per agganciare definitivamente l'IDA (ormai a contatto con il PMA) e il PMA e hanno poi passato i cavi per i collegamenti elettrici e dati dell'IDA. Essendo avanzato del tempo sono stati passati dei cavi anche per migliorare la rete internet wireless della Stazione. È stata la 218 attività extraveicolare della Stazione, la terza per Hague (in totale 19 ore e 56 minuti) e la prima per Morgan.

Lancio e docking della Sojuz MS-14 Il 22 agosto 2019 alle 03:38 UTC navicella senza equipaggio Sojuz MS-14 è stata lanciata dal Cosmodromo di Bajkonur a bordo di un lanciatore Sojuz 2.1a. Normalmente le navicelle Sojuz vengono lanciate con il lanciatore Sojuz FG e sono dotate di un equipaggio, ma questo lancio aveva lo scopo di testare i nuovi sistemi sia del lanciatore Sojuz 2.1a, come il sistema di controllo di volo digitale e il sistema propulsivo, sia della navicella Sojuz, come il sistema di navigazione e di movimento e il sistema di controllo di discesa, e per capire se questi nuovi sistemi riuscivano a lavorare bene insieme. Il lancio è avvenuto nominalmente portando in orbita 700 kg di carico (compreso il robot Fedor e l'esperimento italiano Mini-EUSO) ma il docking automatico al boccaporto di Poisk previsto per il 24 agosto alle 5:31 UTC non ha avuto successo. In particolare, dopo aver raggiunto la distanza di 200 m dalla Stazione ed essersi allineata al boccaporto di Poisk, la Sojuz MS-14 non è stata in grado di stabilire un contatto stabile con l'obiettivo del sistema Kurs. Quando la Sojuz si trovava a 60 m dalla Stazione, il Centro di controllo di Mosca ha preferito dare l'ordine (alle 5:36 UTC) al cosmonauta Ovčinin di mandare il comando per l'interruzione del tentativo di docking. A differenza delle navicelle cargo Progress che sono dotate del sistema di controllo remoto TORU e che quindi possono essere controllate dai cosmonauti a bordo della ISS in caso di problemi con il sistema automatico, le Sojuz se riscontrano problemi durante il docking hanno, di solito, un cosmonauta presente a bordo che può prendere il controllo manuale e eseguire il docking. La Sojuz MS-14 però non aveva equipaggio a bordo e quindi poteva eseguire il docking solo in modo automatico. Dopo aver ricevuto il comando di interruzione la navicella si è allontanata dalla Stazione, portandosi a una distanza di sicurezza. Inizialmente il Centro missione aveva intenzione di far eseguire subito dopo un secondo tentativo di docking ma, dopo aver notato che i problemi erano stati causati dal sistema Kurs del modulo Poisk, hanno deciso di sostituire l'amplificatore del segnale del sistema Kurs del modulo della Stazione prima di ritentare il docking il 26 agosto. Nelle ore successive tuttavia, hanno deciso di non poter rischiare di avere un ulteriore tentativo fallito, a causa della poca autonomia della Sojuz in volo libero ed hanno quindi deciso di cambiare boccaporto di docking per la Sojuz MS-14. Al momento del primo tentativo di docking della Sojuz MS-14 il boccaporto Poisk era l'unico libero, dato che i boccaporti del Segmento russo Rassvet, Pirs e Zvezda erano tutti occupati rispettivamente dalla Sojuz MS-12, Progress MS-12 e Sojuz MS-13. Il Centro di controllo missione ha però pianificato un cambio di boccaporto per la Sojuz MS-13 che è avvenuto alle 3:34 UTC del 26 agosto per passare dal boccaporto di Zvezda a quello di Poisk. Il cambio è stato effettuato manualmente dal comandante Skvorcov con tutti i tre membri dell'equipaggio della Sojuz MS-13 presenti a bordo, perché in caso di problemi irrisolvibili durante il re-docking poteva essere necessario ritornare sulla Terra mettendo fine alla missione. Nonostante ciò, questa manovra è stata effettuata con successo decine di volte durante il programma della ISS, lo stesso Luca Parmitano con il comandante Jurčichin e l'ingegnere di volo2 Nyberg avevano effettuato un cambio di boccaporto nel 2013 a bordo della Sojuz TMA-09M. Una volta che il boccaporto di Zvezda è stato liberato, la Sojuz MS-14 ha potuto effettuare il docking al boccaporto di Zvezda il 27 agosto alle 3:08 UTC, dove è restata agganciata sino al 6 settembre 2019. Il 19 settembre il cosmonauta Skvorcov ha riferito al Centro di controllo missione a Mosca che la causa del malfunzionamento del sistema Kurs durante il primo tentativo di docking della Sojuz MS-14 nel modulo Poisk era un cavo scollegato.

Unberthing della Dragon SpX-18 Nonostante le procedure impreviste del giorno precedente, la navicella Dragon è stata sganciata dalla Stazione come pianificato il 27 agosto alle 14:59 UTC dai controllori di volo a Terra sotto la supervisione dell'astronauta americana Koch. L'ammaraggio della Dragon è previsto intorno alle 20:20 UTC nell'Oceano Pacifico, dove verrà recuperata il prima possibile dalle squadre di recupero per mettere in sicurezza il carico composto principalmente dai campioni degli esperimenti prodotti in orbita.

Undocking della Sojuz MS-14 Dopo 16 giorni di missione, il 6 settembre alle 18:14 UTC la Sojuz MS-14 con a bordo il robot Fedor si è sganciata autonomamente dal modulo Zvezda della ISS e alle 21:32 è atterrata nella zona centro meridionale del Kazakistan. Durante l'atterraggio sono stati dimostrati il nuovo sistema di movimento e il nuovo sistema di controllo di rientro digitalizzato basato sull'uso dei giroscopi in fibra ottica invece del vecchio sistema analogico. Questi nuovi sistemi potrebbero portare al trasporto di un maggior carico futuro a bordo di una Sojuz cargo (Sojuz GVK) dalla ISS alla Terra.

Lancio e docking della Sojuz MS-15 Il 25 settembre 2019 alle 13:57 UTC è stata lanciata la Sojuz MS-15 con a bordo Oleg Skripočka, Jessica Meir e il partecipante al volo Hazza Al Mansouri. Utilizzando il profilo di volo breve, dopo sei ore di viaggio, alle 19:42 UTC si sono agganciati al boccaporto Zvezda nel Segmento russo. Prima di concludere la giornata lavorativa, gli equipaggi hanno partecipato alla conferenza con le famiglie a Terra e ripassato le operazioni da compiere in caso di emergenza a bordo. Skripočka e Meir rimarranno sulla ISS fino ad aprile 2020 per le Expedition 61/62 mentre Al Mansouri tornerà sulla Terra il 3 ottobre 2019 a bordo della Sojuz MS-12 con Ovčinin e Hague. Con il docking della Sojuz MS-15 si sono riuniti quattro membri del Gruppo 21 degli astronauti NASA: Hague, Koch, Morgan e Meir.

Lancio e berthing dell'HTV-8