Monique Bernards, "Pioneers of Arabic Linguistic Studies." Da: In the Shadow of Arabic: The Centrality of Language to Arabic Culture, p. 213. Bilal Orfali (ed.), Leida, Brill, 2011. ISBN 9789004215375.
Compilò una grammatica normativa riferita all'uso dell'arabo dei beduini, il cui linguaggio era considerato particolarmente "puro" (iʿrāb, aʿrāb). È anche considerato il primo studioso ad aver usato l'analogia linguistica in arabo.
Due allievi di Ibn Abī Isḥāq furono Harun ibn Musa e Abu 'Amr ibn al-'Ala', divennero referenti dalle scuole dei grammatici e dei linguisti di Kufa e di Baṣra.Sībawayh, ʿAmr ibn ʿUthmān (1988). In: Hārūn, ʿAbd al-Salām Muḥammad, al-Kitāb Kitāb Sībawayh Abī Bishr ʿAmr ibn ʿUthmān ibn Qanbar, Introduction (3rd ed.), Cairo, Maktabat al-Khānjī, p. 13.M.G. Carter, Sibawayh, p. 21. Parte della Makers of Islamic Civilization series. Londra, I.B. Tauris, 2004. ISBN 9781850436713.
Si dice che Ibn Abī Isḥāq fosse maggiormente versato nel campo delle regole grammaticali piuttosto che nell'analisi della parlata comune dell'arabo.Gregor Schoeler, The Oral and the Written in Early Islam, p. 187. Trns. Uwe Vagelpohl, James E Montgomery (ed.). Routledge Studies in Middle Eastern Literatures. Londra, Routledge, 2006. ISBN 9781134158805.
Il lavoro di Ibn Abī Isḥāq si crede sia stato maggiormente influente rispetto a quelli agli altri grammatici, in quanto viene citato sette volte da una somma autorità come Sibawayhi nella sua opera sulla grammatica araba.
Note
Voci correlate Scienziati e studiosi del mondo arabo-islamico