Le sono stati conferiti svariati premi cinematografici per le sue grandi doti di sceneggiatrice e regista: è anche stata candidata all'Oscar.
Biografia
Infanzia e formazione
Nacque a Gia Dinh, città che negli anni cinquanta venne agglomerata da Saigon, nell'Indocina francese (oggi Vietnam), il 4 aprile 1914. Il padre, Henri Donnadieu, era dirigente scolastico e la madre, Marie, insegnante, ambedue coloni francesi. Successivamente la famiglia si trasferì a Sadek e poi a Vĩnh Long.
Marguerite, tanto amata da suo padre, con cui la ragazzina aveva un rapporto molto stretto e che la chiamava affettuosamente "mia splendida pietra preziosa", fu mandata, per volere dell'uomo, che teneva molto alla sua istruzione, in un prestigioso collegio privato a Saigon, ove Marguerite si innamorò di un ricco e giovane cinese di 27 anni, in una controversa storia d'amore che la ispirò poi per la scrittura di uno dei suoi capolavori: L'amante. La sua esperienza in Indocina, la lebbra, la giungla, la società coloniale e la natura selvaggia riemersero sempre nei suoi numerosi romanzi.
Nel 1932 si trasferì in Francia, per studiare diritto, matematica e scienze politiche, non smettendo però mai di pensare all'Indocina. Affermò infatti:
Nel 1939 sposò lo scrittore Robert Antelme. Nel 1942 morirono il suo amato fratello Paulo, di 30 anni, e sfortunatamente anche il suo primo figlio: infatti il piccolo, di salute molto debole e cagionevole, morì di polmonite all'età di appena 2 anni, cosa che fece entrare Marguerite in depressione e le richiese qualche anno per uscirne.
Nel 1943 cambiò il proprio cognome in Duras, dal nome di un villaggio nel dipartimento del Lot e Garonna, dove si trovava la casa del padre che, quando morì le lasciò tutto tra cui una villetta a picco sull'acqua in LiguriaAnche Marguerite come suo padre fu molto legata alla terra ligure, in particolare a Bocca di Magra che citò nelle sue opere., terra da lui tanto amata.
Carriera letteraria
Durante la seconda guerra mondiale Partecipò alla Resistenza durante l'occupazione nazista, insieme al marito Robert Antelme, che venne deportato a Dachau perché ebreo. Collaborò anche alla compilazione di Libres ("Liberi"), giornale che informava i parenti delle persone deportate in Germania sulla posizione e condizione dei loro cari.
Dopo la seconda guerra mondiale militò tra le file del PCF fino al 1950, quando venne espulsa essendo considerata dissidente. Nel frattempo, nel 1946, aveva divorziato dal primo marito ed aveva incontrato l'intellettuale e scrittore Dionys Mascolo, da cui ebbe un figlio, Jean Mascolo.
Il suo esordio in campo letterario avvenne nel 1942 con il romanzo Gli impudenti (Les Impudents), nel quale denuncia anche la realtà degradante dell'Olocausto.
Il successo La vera fama per la Duras arrivò nel 1950, col capolavoro Una diga sul Pacifico (Un barrage contre le Pacifique) nel quale si sentono gli influssi delle letture di autori statunitensi come Hemingway e Steinbeck oltre che quelle dello scrittore italiano Cesare Pavese. Elio Vittorini definì il libro "il più bel romanzo francese del dopoguerra".
Fu autrice di numerosi racconti brevi, film e, soprattutto, romanzi, tra cui il più noto è l'autobiografico L'amante, il suo capolavoro assoluto, pubblicato nel 1984, che le valse il prestigioso premio Goncourt.
Nel 1991 la Duras pubblicò un altro romanzo intitolato L'amante della Cina del Nord, nel quale riscrisse l'intera vicenda. Altre opere importanti sono: Moderato cantabile, da cui fu tratto un film con lo stesso nome; Il rapimento di Lol V. Stein; India Song, anch'esso ispirazione di un lungometraggio del 1975.
Carriera cinematografica La Duras fu anche la sceneggiatrice del film del 1959 Hiroshima mon amour, diretto da Alain Resnais, per cui fu candidata all'Oscar alla miglior sceneggiatura originale.
Partecipò alla contestazione degli studenti nel 1968, salendo sulle barricate.
Nel 1989 iniziarono le riprese del film tratto da L'amante, girato dal regista Jean-Jacques Annaud, che si prese alcune libertà sulla sceneggiatura.
Passò gli ultimi anni della sua vita chiusa in casa. L'unico a rimanerle vicino fu il compagno Yann Andréa. Disse:
Morte Morì a 81 anni per un grave tumore alla gola; è sepolta nel cimitero di Montparnasse.
Stile letterario Le prime opere di Duras sono scritte in maniera molto convenzionale (il loro "romanticismo" fu molto criticato dallo scrittore Raymond Queneau); con Moderato cantabile Duras inaugura un lungo periodo di sperimentazione, legato al Nouveau roman, un movimento letterario francese tra i cui esponenti figura anche Alain Robbe-Grillet.
Il suo stile viene da lei definito stile paratatticoπαρά presso, τάξις ordine - Grande Dizionario della Lingua Italiana. UTET - pag. 573Procedimento sintattico per cui le proposizioni si seguono separate o no da particelle che non diminuiscono la reciproca indipendenza. Enciclopedia Italiana- Treccani - Vol. 11 pag. 303 d - Istituto Enciclopedico Italiano cioè fatto solo di proposizioni principali ("sono qui", "ti sento", "mi vedo", etc)..
Omaggi
Nel 1997 è stata istituita nel Regno Unito da Michelle Porte e Madeleine Borgomano la Marguerite Duras Society, che ha come fine lo studio e la promozione dell'opera dell'autrice.
Opere
La vita tranquilla (La Vie tranquille, 1944), trad. di Laura Guarino, Milano, Feltrinelli, 1996. Una diga sul Pacifico (Un barrage contre le Pacifique, 1950), trad. di Giulia Veronesi, Torino, Einaudi, 1951; postfazione di Rosella Postorino, Einaudi, 2025. Il marinaio di Gibilterra (Le Marin de Gibraltar, 1952) Roma, Gherardo Casini Editore, 1967. trad. di Leonella Prato Caruso, Feltrinelli, Milano, 1991. I cavallini di Tarquinia (Les petits chevaux de Tarquinia, 1953), Torino, Einaudi, 1958. Giornate intere fra gli alberi (Des journées entières dans les arbres - Le Boa, Madame Dodin, Les Chantiers, 1954), trad. di Laura Guarino, Milano, Feltrinelli, 1989. Lo square (Le Square, 1955) Moderato cantabile (Moderato cantabile, 1958) in I cavallini di Tarquinia, Torino, Einaudi, 1958. trad. di Raffaella Pinna Venier, Milano, Feltrinelli, 1985. trad. di Rosella Postorino, Trieste, Nonostante editore, 2013; Collana UEF, Milano, Feltrinelli, 2026. Alle dieci e mezzo di sera, d'estate (Dix heures et demie du soir en été, 1960) in Il pomeriggio del signor Andesmas, Torino, Einaudi, 1962. Il pomeriggio del signor Andesmas (L'Après-midi de Monsieur Andesmas, 1960), Torino, Einaudi, 1962 Il rapimento di Lol V. Stein (Le Ravissement de Lol V. Stein, 1964), trad. di Clara Lusignoli, Torino, Einaudi, 1966; Milano, Feltrinelli, 1989.
Il viceconsole (Le Vice-Consul, 1966), trad. di Angelo Morino, Milano, Feltrinelli, 1986. L'amante inglese (L'Amante anglaise, 1967), trad. di Ginetta Vittorini, Torino, Einaudi, 1973; nuova ed. a cura di Edda Melon, con una conversazione del 1988 con l'Autrice, Torino, Einaudi, 1988. Distruggere, ella disse (Détruire, dit-elle, 1969) trad. di Ginetta Vittorini, Torino, Einaudi, 1969. col titolo Distruggere, lei disse, trad. di Ada Ceruti, Milano, Marcos y Marcos, 1991. Abahn Sabana David, 1970. Ah! Ernesto (1971), cura e traduzione di Cinzia Bigliosi, illustrazioni di Katy Couprie, Milano, Rizzoli, 2018. L'amore (L'Amour, 1972), trad. e postfazione di Angelo Morino, Milano, Mondadori, 1995. Vera Baxter ou les Plages de l'Atlantique (1980). L'uomo seduto nel corridoio (L'Homme assis dans le couloir, 1980), in Testi segreti, Milano, Feltrinelli, 1987; Trieste, Nonostante edizioni, 2015. L'uomo atlantico (L'Homme atlantique, 1982), in Testi segreti, Milano, Feltrinelli, 1987; Trieste, Nonostante edizioni, 2015. La malattia della morte (La Maladie de la mort, 1982), in Testi segreti, Milano, Feltrinelli, 1987; Trieste, Nonostante edizioni, 2015. L'amante (L'Amant, 1984), Milano, Feltrinelli, 1985. Occhi blu, capelli neri (Les Yeux bleus, cheveux noirs, 1986), trad. di Laura Guarino, Milano, Feltrinelli, 1987. La sgualdrina della costa normanna (La Pute de la côté normande, 1986), trad. di Sandro Naglia, Pescara, Edizioni Tracce, 1991. Emily L. (Emily L., 1987), trad. di Laura Guarino, Milano, Feltrinelli, 1988. La pioggia d'estate (La Pluie d'été, 1990), Milano, Feltrinelli, 1990. L'amante della Cina del Nord (L'Amant de la Chine du Nord, 1991), Milano, Feltrinelli, 1992. Yann Andréa Steiner (1992), trad. di Lionella Prato Caruso, Milano, Feltrinelli, 1993. Écrire, 1993 Scrivere, trad. di L. Prato Caruso, Milano, Feltrinelli, 1994. Scrivere, una ragione di vita, trad. di Chiara Manfrinato, Prefazione di Gaia Manzini, Milano, NN, 2025, ISBN 979-12-557-5096-3.
Raccolte L'estate '80 (L'Été 80, 1980), a cura di A. Correale, trad. di S. Marino, Filema, 1994. Storie di amore estremo (Outside - Papiers d'un jour, 1981), Milano, Mondadori, 1997. Il dolore (La Douleur, 1985), trad. di Laura Guarino e Giovanni Mariotti, Milano, Feltrinelli, 1985. Testi segreti trad. di Laura Guarino, Milano, Feltrinelli, 1987. trad. e postfazione di Rosella Postorino, Trieste, Nonostante edizioni, 2015. La vita materiale. Marguerite Duras parla a Jérome Beaujour (La Vie matérielle - Marguerite Duras parle à Jérôme Beaujour, 1987), trad. di Laura Guarino, Milano, Feltrinelli, 1988. Gli occhi verdi (Les Yeux verts, éditions des Cahiers du cinéma, 1980 in rivista, poi 1987 in volume) trad. di Donata Feroldi, SHAKE, 2000. Una grande bestia di colore nero (Le Monde extérieur - Outside 2, 1993), Mondadori, Milano, 1998. C'est tout (1995), trad. di Donata Feroldi, Milano, Mondadori, 1996. Il mare scritto. Hélène Bamberger fotografie (La Mer écrite textes, d'après des photographies d'Hélène Bamberger, 1996), trad. di Maria Sebregondi, Archinto, Milano, 1996. Il nero Atlantico, trad. e note di Donata Feroldi, Milano, Mondadori, 1998. La Cuisine de Marguerite, 1999. [libro interdetto] La cucina di Marguerite, testo incluso in Annalisa Comes, Il gusto delle parole in Marguerite Duras. Scrivere, scriversi, cucinare, Torino, Il leone verde, 2022. Quaderni della guerra e altri testi (Cahiers de la guerre et autres textes, 2006), trad. di Laura Frausin Guarino, Milano, Feltrinelli, 2008. La Beauté des nuits du monde, textes choisis et présentés par Laure Adler, 2010. Deauville la mort, 2014. La ragazza del cinema, trad. di Angelo Molica Franco, prefazione di Sandra Petrignani, Del Vecchio Editore, 2014. [contiene i due racconti lunghi, in forma di soggetto cinematografico: 'Agatha' e 'Il camion']
Teatro Les Viaducs de la Seine-et-Oise, 1959. Miracle en Alabama, da William Gibson, adattato da Marguerite Duras e Gérard Jarlot, 1963. Théâtre I, 1965: Les Eaux et Forêts. Le Square. La Musica, Prefazione di Arnaud Rykner, trad. di Cristina Eléni Kontoglou, Collana Kreuzville Aleph, Roma, L'orma, 2026, ISBN 979-12-547-6151-9. L'amante inglese (L'Amante Anglaise, 1967), Torino, Einaudi, 1973. Théâtre II, 1968: Suzanna Andler, trad. di Natalia Ginzburg, Torino, Einaudi, 1987. Des journées entières dans les arbres. Yes, peut-être. Le Shaga. Un homme est venu me voir. India Song, 1973. L'Éden Cinéma, 1977. Agatha (1981), Milano, Edizioni delle Donne, 1981; trad. di Angelo Morino, Palermo, Sellerio, 1997. Savannah Bay, Les Éditions de Minuit, 1982; II ed. aumentata, Les Éditions de Minuit, 1983. Théâtre III, 1984: La Bête dans la jungle, da Henry James, adattato da James Lord e Marguerite Duras. Les Papiers d'Aspern, da Henry James, adattato da Marguerite Duras e Robert Antelme. La Danse de mort, da August Strindberg, adattato da Marguerite Duras. La Musica Deuxième (1985), in: La Musica, trad. di Cristina Eléni Kontoglou, Collana Kreuzville Aleph, Roma, L'orma, 2026, ISBN 979-12-547-6151-9. Le Théâtre de l’amante anglaise, 1991. Théâtre IV, Gallimard, 1999: Vera Baxter. L'Éden Cinéma. Le Théâtre de l’amante anglaise. Home La Mouette.
Conversazioni Les Parleuses, Marguerite Duras et Xavière Gauthier, Les Éditions de Minuit, 1974.