La provincia di Firenze è stata una provincia italiana della Toscana, avente come capoluogo Firenze. Al 1º gennaio 2014 contava abitanti, distribuiti in 42 comuni su una superficie di km². Era la provincia più popolosa della Toscana e la terza della regione per estensione territoriale.
Il suo territorio confinava a nord e a nord-est con l'Emilia-Romagna, attraverso le province di Bologna, Ravenna e Forlì-Cesena; a sud-est con la provincia di Arezzo, a sud con la provincia di Siena e a ovest con le province di Pisa, Lucca, Pistoia e Prato.
La provincia cessò di esistere il 31 dicembre 2014; dal 1º gennaio 2015 il suo territorio e le sue funzioni furono assunti dalla nuova Città metropolitana di Firenze, istituita in attuazione della legge n. 56 del 7 aprile 2014.
Storia
Dalle circoscrizioni granducali alla provincia postunitaria Il territorio della provincia ebbe come precedente amministrativo le circoscrizioni del Granducato di Toscana facenti capo a Firenze. Con l'unificazione italiana l'ordinamento provinciale fu progressivamente uniformato a quello del resto del Regno.
La legge n. 2248 del 20 marzo 1865, sull'unificazione amministrativa del Regno d'Italia, disciplinò organicamente l'amministrazione comunale e provinciale. La provincia era amministrata da un consiglio provinciale elettivo e da una deputazione provinciale, anch'essa eletta dal consiglio ma presieduta dal prefetto, rappresentante del Governo.
Con la riforma introdotta dalla legge n. 5865 del 30 dicembre 1888, il prefetto cessò di presiedere la deputazione provinciale, il cui presidente divenne espressione dell'amministrazione provinciale elettiva; al prefetto fu invece affidata la presidenza della nuova Giunta provinciale amministrativa, cui furono attribuite funzioni di controllo sugli enti locali.
Le modifiche territoriali del periodo fascista Durante gli anni Venti il territorio provinciale fu interessato da rilevanti modificazioni.
Nel 1923 il circondario di Rocca San Casciano, comprendente una larga parte della cosiddetta Romagna toscana, fu distaccato dalla provincia di Firenze e aggregato alla provincia di Forlì. Il trasferimento riguardò i comuni di Bagno di Romagna, Dovadola, Galeata, Modigliana, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia, Sorbano, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Tredozio e Verghereto.Regio decreto 4 marzo 1923, n. 544
Nel 1925 i comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d'Arno, San Miniato, Santa Croce sull'Arno e Santa Maria a Monte furono trasferiti alla provincia di Pisa.R.D.L. 15 novembre 1925, n. 2011, art. 2 s:R.D.L. 15 novembre 1925, n. 2011 Nello stesso anno venne istituito il circondario di Prato, comprendente sette comuni della provincia.Regio decreto 15 novembre 1925, n. 2013
Un'ulteriore riduzione territoriale avvenne nel 1927, quando il circondario di Pistoia, insieme al comune di Tizzana, fu distaccato dalla provincia di Firenze per costituire la nuova provincia di Pistoia.R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1 Il medesimo provvedimento soppresse inoltre i circondari come circoscrizioni amministrative.
Nel 1934 venne prospettato il trasferimento all'Emilia-Romagna dei comuni di Firenzuola, Palazzuolo sul Senio e Marradi, ossia della parte della Romagna toscana rimasta nella provincia di Firenze, ma la modifica non fu attuata.
Sul piano istituzionale, il progressivo accentramento amministrativo del fascismo culminò nella legge n. 2962 del 27 dicembre 1928, che soppresse gli organi provinciali elettivi. L'amministrazione fu affidata a un preside, che esercitava le funzioni precedentemente attribuite al presidente della deputazione provinciale e alla deputazione stessa, e a un rettorato, cui spettavano quelle già esercitate dal consiglio provinciale; entrambi erano di nomina regia.
Dal secondo dopoguerra alla provincia di Prato Dopo la caduta del fascismo fu ripristinato progressivamente l'ordinamento rappresentativo delle province. Il regio decreto-legge n. 111 del 4 aprile 1944 stabilì, in via transitoria e in attesa del ritorno alle elezioni, che l'amministrazione provinciale fosse affidata a un presidente e a una deputazione provinciale nominati dal prefetto.
A Firenze, nell'agosto 1944, dopo la liberazione della città, l'amministrazione provinciale tornò a operare da Palazzo Medici Riccardi. Mario Augusto Martini fu posto alla presidenza della ricostituita deputazione provinciale.
Il sistema elettivo venne ripristinato dalla legge n. 122 dell'8 marzo 1951, che stabilì l'elezione a suffragio universale e diretto dei consigli provinciali e disciplinò la formazione delle nuove giunte provinciali. Il 10 luglio 1951 il nuovo consiglio provinciale di Firenze elesse presidente Mario Fabiani, che guidò una giunta formata da socialisti e comunisti.
Una delle ultime grandi modificazioni territoriali avvenne nel 1992. Con il decreto legislativo n. 254 del 27 marzo 1992 fu istituita la provincia di Prato, mediante il distacco dalla provincia di Firenze dei comuni di Prato, Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Vaiano e Vernio.
Soppressione e istituzione della città metropolitana La legge n. 56 del 7 aprile 2014 istituì, tra le altre, la Città metropolitana di Firenze, stabilendo che il suo territorio coincidesse con quello della provincia omonima.
La provincia di Firenze cessò quindi le proprie funzioni il 31 dicembre 2014. Dal 1º gennaio 2015 la città metropolitana subentrò alla provincia in tutti i rapporti attivi e passivi, assumendone le funzioni oltre a quelle proprie attribuitele dalla nuova disciplina.
Simboli
Stemma Lo stemma definitivo della provincia di Firenze fu concesso con regi decreti del 24 marzo e del 25 ottobre 1938 e con regie lettere patenti del 7 settembre 1939 di re Vittorio Emanuele III, riconfermato dal decreto del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro del 19 gennaio 1999. La blasonatura era:
L'emblema combinava nello stesso scudo le due forme storiche del giglio di Firenze: il giglio d'argento in campo rosso, tradizionalmente associato alla fazione ghibellina, e quello rosso in campo d'argento, adottato dai guelfi nel XIII secolo e divenuto successivamente l'insegna della città di Firenze. Lo stemma provinciale rappresentava pertanto le due varianti cromatiche del simbolo fiorentino mediante la tecnica araldica dell'«uno nell'altro».
Lo stemma concesso nel 1938 sostituì precedenti versioni legate alla composizione territoriale della provincia. Quello riconosciuto con regio decreto del 5 giugno 1902 e regie lettere patenti del 9 settembre dello stesso anno riuniva le insegne di Pistoia, San Miniato e Rocca San Casciano, con al centro lo stemma di Firenze.
Dopo il distacco del circondario di Rocca San Casciano nel 1923 lo stemma fu modificato con regie lettere patenti del 15 novembre 1924. La nuova versione era partita e semitroncata e comprendeva gli stemmi di Firenze, Pistoia e San Miniato. In seguito alla costituzione della provincia di Pistoia e agli ulteriori mutamenti territoriali degli anni Venti, nel 1938 venne adottata la composizione semplificata con il solo giglio fiorentino bicolore.
Durante il fascismo, in applicazione della normativa araldica dell'epoca, lo stemma fu sormontato dal capo del Littorio, costituito dal fascio littorio circondato da rami di quercia e di alloro. Dopo la caduta del regime tale elemento venne eliminato, lasciando nuovamente il solo scudo con il giglio fiorentino.
Gonfalone L'ultimo gonfalone provinciale è stato concesso tramite il decreto del 1938 e confermato da quello del 1999. La blasonatura è:
Una versione precedente del gonfalone, adottata insieme allo stemma del 1902, consisteva in un drappo di seta bianca, rettangolare e terminante inferiormente con sette gradini, frangiato di rosso. Al centro recava lo stemma della Provincia e, negli angoli, le insegne di Firenze, Prato, Empoli e della Fiesole antica. Era sospeso mediante cordoni rossi a un'asta ricoperta di velluto rosso e decorata con elementi dorati, terminante con un giglio fiorentino d'oro.
L'uso del gonfalone rimase disciplinato fino alla soppressione della provincia. Un disciplinare approvato dalla Giunta provinciale nel 2011 stabiliva, tra l'altro, che il gonfalone fosse conservato nella sede istituzionale dell'ente e che la sua partecipazione a manifestazioni pubbliche, ricorrenze e cerimonie fosse autorizzata dal presidente della Provincia.
Dopo la soppressione della Provincia, la Città metropolitana di Firenze subentrò all'ente dal 1º gennaio 2015. Il disciplinare provinciale per l'uso del gonfalone continuò inizialmente a trovare applicazione fino all'approvazione del nuovo regolamento metropolitano nel 2016.
Bandiera La bandiera era costituita da un drappo rettangolare bianco, caricato al centro dello stemma provinciale.
Onorificenze
Geografia antropica Comuni
Appartenevano alla provincia di Firenze i seguenti 41 comuni:
Bagno a Ripoli Barberino di Mugello Barberino Tavarnelle Borgo San Lorenzo Calenzano Campi Bisenzio Capraia e Limite Castelfiorentino Cerreto Guidi Certaldo Dicomano Empoli Fiesole Figline e Incisa Valdarno Firenze Firenzuola Fucecchio Gambassi Terme Greve in Chianti Impruneta Lastra a Signa Londa Marradi Montaione Montelupo Fiorentino Montespertoli Palazzuolo sul Senio Pelago Pontassieve Reggello Rignano sull'Arno Rufina San Casciano in Val di Pesa San Godenzo Scandicci Scarperia e San Piero Sesto Fiorentino Signa Vaglia Vicchio Vinci
Amministrazione Presidenti
Prefetti
Note
Bibliografia AA.VV., La Provincia di Firenze per i 150 anni dell'Unità d'Italia, a cura di Luigi Ulivieri, Edifir, 2011
Voci correlate Palazzo Medici Riccardi Toponimi latini dei comuni della provincia di Firenze
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