La Ferrari 488 GTE è un'automobile da competizione costruita dalla Ferrari per disputare gare Endurance nella categoria GTE. La vettura ha corso nel campionato del mondo endurance (FIA WEC) e alla 24 Ore di Le Mans schierata in maniera ufficiale dal team AF Corse in classe GTE Pro e nelle gare dell'IMSA Weathertech Sportscar Championship in classe GTLM schierata dal Risi competizione. Nelle mani di numerosi team clienti la vettura ha corso anche in classe GTE Am nel WEC e nell'European Le Mans Series. Insieme alla gemella GT3 è stata presentata nel 2015 al Mugello.
Caratteristiche Nell'estetica rispetto al modello precedente presenta una livrea più metallizzata. La vettura è strutturata su un pianale in alluminio e con la cella per il pilota in acciaio. Possiede un diffusore di notevoli dimensioni, con un rialzamento nella parte centrale e dei flap ai lati per convogliare meglio i flussi nella parte posteriore. Come imposto dal regolamento, sul tettuccio si trova una finestrella di sicurezza per permettere al pilota di uscire. Nel diffusore posteriore sono stati introdotti due flap per lato, mentre l'alettone risulta rialzabile e allargato rispetto alla Ferrari 458 Italia GT2. Vi sono delle modifiche anche agli scarichi, separati per incidere sui flussi nel diffusore.
488 GTE In seguito all'annuncio e al lancio della Ferrari 488, un portavoce della Ferrari ha successivamente confermato che una versione da corsa della vettura sarebbe stata svelata presto. Il 30 agosto 2015 sono state pubblicate fotografie spia che mostravano un'auto altamente mimetizzata in fase di test sul circuito ACI Vallelunga, che ha mostrato differenze sostanziali nell'auto rispetto alla 458 GT2 uscente, sebbene il paraurti anteriore sia stato notato in gran parte simile all'auto uscente. L'auto è stata lanciata alle Finali Mondiali 2015, sul circuito del Mugello, insieme alla sua controparte GT3. Al lancio, furono divulgati alcuni dettagli dell'auto, tra cui il motore trasportato dalla 488 GTB. La vettura può essere convertita tra LM GTE e le specifiche del Gruppo GT3, a causa della somiglianza relativa di entrambe le auto. 488 GTE Evo
Il 13 novembre 2017, è stato confermato dal coordinatore tecnico della Ferrari Competizioni GT, Ferdinando Cannizzo, che sia la 488 GTE sia la GT3 avrebbero ricevuto i kit Evo, volti a migliorare l'affidabilità, nonché l'ottimizzazione delle prestazioni aerodinamiche. La 488 GTE Evo è stata sottoposta al test di shakedown, sul circuito di Fiorano, a Maranello, in Italia, il 30 marzo 2018. A seguito di un test della galleria del vento di Balance of Performance presso la struttura WindShear, dalla 488 GTE Evo sono stati rimossi i piani di immersione anteriori. Fu in seguito suggerito dal coordinatore tecnico della Competizioni GT Ferdinando Cannizzo che la macchina poteva potenzialmente rimanere in competizione fino al 2021 con una seconda evoluzione, senza quindi sviluppare una sostituta.
Attività agonistica
Campionato del mondo endurance
2016 Nella stagione d'esordio AF Corse ha schierato due vetture in modo ufficiale nel campionato del mondo endurance e alla 24 Ore di Le Mans.
La vettura ha esordito il 30 gennaio 2016 alla 24 ore di Daytona con tre vetture schierate dal Risi Competizione, da SMP Racing e Scuderia Corsa con equipaggi composti rispettivamente da Fisichella/Vilander/Rigon/Beretta, Bruni/Calado/Shaytar/Bertolini, Serra/Pier Guidi/Premat/Rojas. Il team Scuderia Corsa terminerà la gara al quarto posto. La prima vittoria è arrivata il 17 aprile 2016 alla 6 ore di Silverstone del FIA WEC con AF Corse e la vettura 71 Davide Rigon e Sam Bird, vincitori anche della gara successiva, la 6 Ore di Spa-Francorchamps. Il terzo e ultimo successo stagionale nel WEC è arrivato alla 6 Ore del Nurburgring con la vettura 51 di Gianmaria Bruni e James Calado. Questi tre successi sono stati sufficienti per vincere il mondiale costruttori. Da segnalare che la vettura 51 è andata incontro a grossi problemi di affidabilità nelle prime due gare della stagione WEC. A Silverstone hanno dovuto scontare uno stop and go di 3 minuti per aver sostituito il motore prima della gara, riuscendo comunque a concludere la gara al secondo posto, mentre alla 6 Ore di Spa la 51 è stata costretta al ritiro a 10 minuti dal termine mentre era in testa alla gara.
Alla 24 Ore di Le Mans fin dalle prove libere è stato chiaro che la vittoria sarebbe stata una questione tra le 3 Ferrari 488 di AF Corse e del Risi Competizione contro le 4 Ford GT del Ford Chip Ganassi Racing, tornate a Le Mans per celebrare il 50º anniversario della loro prima vittoria nella storica 24 Ore e ricreare la leggendaria rivalità Ford-Ferrari. In gara le due vetture di AF Corse hanno subito accusato dei problemi tecnici e dopo poche ore erano già entrambe ritirate, lasciando la 488 del Risi Competizione con equipaggio Giancarlo Fisichella, Toni Vilander e Matteo Malucelli a lottare da sola contro le 4 Ford. Il team è riuscito a comandare la gara per diverse ore, tuttavia Malucelli nel corso del suo ultimo stint si è fatto recuperare 1 minuto dalla prima Ford inseguitrice e sorpassare. Un testacoda di Vilander mentre cercava di recuperare ha tolto ogni chance di vittoria alla Risi, che si è dovuta accontentare del secondo posto finale. Nel post gara ci sono state penalità sia per la Ford vincitrice sia per la Ferrari di Risi a seguito delle proteste reciproche di entrambi i team. La Ford GT ha ricevuto 50 secondi di penalità per non avere rispettato una slow zone nel corso della notte, più altri 20 poiché i sensori di velocità dello sterzo non funzionavano correttamente. Queste penalità avrebbero consentito alla Risi di vincere se non le avessero dato - dopo la protesta di Ford - una penalità di 20 secondi per aver ignorato le bandiere nere e arancioni, esposte perché il pannello che indica la posizione in gara si era rotto nelle fasi di gara, e che ti invitano a rientrare ai box per riparare il componente danneggiato. Alla fine il margine rivisto tra le due vetture è stato di soli 10,2 secondi a favore della Ford.
2017 La stagione 2017 del FIA World Endurance Championship si è aperta con una grande novità nell'equipaggio della 51 di AF Corse: dopo 10 anni di successi Gianmaria Bruni ha lasciato la Ferrari per andare a correre con Porsche, venendo sostituito da Alessandro Pier Guidi, che nella gara d'esordio nonché prima gara della stagione riesce a cogliere un ottimo secondo posto assieme a Calado. Alla 6 Ore di Spa le due 488 GTE lottano per le prime due ore contro le Ford riuscendo poi ad allungare e ad ottenere la prima doppietta dell'anno con Rigon e Bird davanti a Pier Guidi e Calado.
La 24 Ore di Le Mans è stata molto deludente con la vettura 71 di Rigon, Bird e Miguel Molina che ha concluso solamente in quinta posizione seppur nello stesso giro del vincitore. Poco dopo l'alba a causa di un'incomprensione con un doppiaggio la vettura 51 condotta da Calado è stata costretta ad una lunga sosta ai box per sostituire il radiatore danneggiato, perdendo ben 20 giri. La vettura del Risi Competizione è stata invece colpita e mandata a muro da un prototipo Lmp2 mentre viaggiava a 300 km/h sul rettilineo dell'Hunaudieres. Illeso il pilota Pierre Kaffer.
Il riscatto è arrivato già alla successiva 6 Ore del Nurburgring, gara in cui Ferrari non aveva la stessa velocità sul giro dei rivali ma grazie ad una miglior gestione degli pneumatici la vettura 51 è riuscita a vincere davanti alle due Porsche. La 71 è invece arrivata ultima poiché ha dovuto sostituire il cambio durante la gara. Alla 6 Ore del Messico è arrivato un secondo posto per Rigon e Bird, solo sesti Calado e Pier Guidi. A 10 minuti dal termine della 6 Ore del COTA la Ferrari 51 stava vincendo con 35 secondi di vantaggio su Porsche quando ha accusato una foratura. Pier Guidi ha percorso metà giro su tre ruote andando il più forte possibile, e grazie ai meccanici velocissimi a sostituire la gomma forata è tornato in pista precedendo di soli 3 decimi la Porsche e a vincere la gara, recuperando tantissimi punti in campionato. Terzo posto per Rigon e Bird. In una 6 Ore del Fuji caratterizzata da una continua pioggia e da numerose safety car e bandiere rosse dovute alla nebbia, Pier Guidi e Calado hanno ottenuto in rimonta la seconda vittoria consecutiva e terza stagionale.
Shanghai è una pista ostica alle 488 GTE e le due rosse di AF Corse hanno dovuto giocare in difesa, tuttavia grazie all'ottimo terzo posto di Calado e Pier Guidi la Ferrari è riuscita a laurearsi campione del mondo endurance costruttori con una gara d'anticipo e per la quinta volta dal 2012.
Il campionato del mondo piloti è stato invece assegnato all'ultima gara, la 6 Ore del Bahrain. L'equipaggio della 51 Pier Guidi e Calado si è presentato al via in testa al campionato con 135 punti di vantaggio, inseguiti dalla Porsche di Lietz e Makowiecki a quota 133, dalla Ford di Tincknell e Priaulx a quota 127.5 e dal compagno di squadra Rigon sulla 71 a quota 113.5. In gara le Ferrari sono riuscite ad imporsi su tutti gli altri, tagliando il traguardo in parata con la vettura 71 a precedere i campioni del mondo Alessandro Pier Guidi e James Calado.
Quest'anno la vettura ha debuttato in classe GTE Am nel FIA World Endurance Championship e in classe GTE nell'European Le Mans Series con eccellenti risultati. È arrivata infatti una tripletta alla 24 Ore di Le Mans in classe GTE Am con il JMW Motorsport davanti a tutti. Lo stesso team ha anche trionfato nell'European Le Mans Series in classe GTE.
2018 Nel 2018 è stata introdotta la GTE Evo, destinata a gareggiare nel Mondiale Endurance a partire dalla stagione 2018-2019 (la prima con formato invernale, soprannominata "Superseason") e alla 24 Ore di Le Mans, conclusasi nel 2018 con il 5º posto tra le vetture GTE Pro. Per la prima volta AF Corse ha schierato tre vetture in GTE Pro alla 24 Ore di Le Mans ed è stato proprio il terzo esemplare numero 52 affidato a Toni Vilander, Antonio Giovinazzi e Pipo Derani ad ottenere il miglior piazzamento tra le 488. Per il resto è stata una gara da dimenticare per Ferrari che non avevano il passo delle concorrenti e il limite imposto alla durata di ogni stint (introdotto quest'anno e immediatamente rimosso) ha impedito a tutti i team di potersi giocare la vittoria inventandosi una strategia differente. La consapevolezza di non poter lottare per vincere ha anche innervosito i piloti, protagonisti di diversi errori nel corso della gara. L'unica vittoria nella parte 2018 della Superseason è arrivata alla 6 Ore di Silverstone con la vettura 51 di Calado e Pier Guidi mentre nelle restanti gare sono arrivati solo piazzamenti in quarta o quinta posizione. Alla 6 Ore del Fuji la Ferrari stava comandando la gara con la vettura 71 di Bird e Rigon mostrando un passo gara superiore a tutti i rivali quando la vettura è stata colpita da un prototipo LMP2 e costretta ad una lunga sosta ai box per riparare i danni, mentre la vettura gemella di Pier Guidi e Calado ha perso un giro nelle fasi iniziali a causa di una foratura e contemporanea entrata della safety car. La 51 è comunque riuscita a sdoppiarsi e a terminare la gara in quarta posizione a 40 secondi dal vincitore
2019-2020 Dopo una 1000 Miglia di Sebring terminata al quarto posto è arrivato un secondo posto alla 6 Ore di Spa in una gara caratterizzata da un continuo alternarsi di sole, pioggia e neve, con fasi di gara disputate sull'asciutto e altre sul bagnato. A 10 minuti dal termine Calado stava andando all'attacco dell'Aston Martin in testa alla gara quando un'improvvisa nevicata - la terza nel corso della 6 ore - ha costretto la direzione a concludere la gara con qualche minuto di anticipo.