Cfr. e .Secondo tutte le biografie di Francesco Fergola, citate in bibliografia, e secondo l'iscrizione sulla lapide commemorativa posta nel 1885 sul monte Antennammare in ricordo del geodeta, Fergola sarebbe morto il 25 novembre a Messina. Secondo quanto riportato invece nell'estratto dell'atto di morte, Francesco Fergola sarebbe morto nella Cappella di Santa Maria di Bambari sul monte Antennammare, nel comune di Lardaria (denominato successivamente Larderia e diventata frazione del Comune di Messina) alle ore 15 del 30 novembre (cfr.).

Biografia Ambiente familiare Francesco FergolaIl Francesco Fergola qui biografato non va confuso con due suoi parenti omonimi e a lui contemporanei. Il primo era un suo cugino di secondo grado, figlio di Luigi e Teresa Conti e fratello quindi di Salvatore. Nacque a Napoli probabilmente nel 1801 e morì a Napoli il 19 ottobre 1874 (cfr. e) o 1875 (cfr. ). Fu pittore paesaggista, assistente di disegno nella Scuola di applicazione degli Ingegneri di Napoli (cfr. ). Il secondo, anche lui pittore paesaggista, era figlio di Salvatore e di Maria Giuseppa Lebano. Nacque a Napoli il 22 settembre 1821 e morì a Napoli il 23 marzo 1894 (cfr. ). apparteneva ad un'illustre famiglia napoletana che «vantava una tradizione culturale ed artistica ben consolidata».Cfr. Fratello di suo padre LuigiCfr. . era il famoso matematico Nicola Fergola, fondatore della Scuola geometrica napoletana.Cfr. . Cugino (e omonimo) di suo padre era Luigi FergolaCfr. ufficiale di prima classe dell'Uffizio Topografico del Ministero della Guerra, pittore hackertiano, incisore, disegnatore vedutista,Cfr. . e padre (nel 1796) di Salvatore, che sarebbe diventato un autorevole esponente della Scuola di PosillipoCfr. e un grande protagonista della pittura napoletana durante la Restaurazione.Nel 1819 fu nominato Pittore di paesaggio di S.A. il Duca di Calabria e nel 1829 Pittore paesista della Real Casa prima alla corte di Francesco I e, dal 1830, alla corte di Ferdinando II delle Due Sicilie (cfr.).

Oltre a Salvatore, cugini di secondo grado di Francesco Fergola erano i fratelli GabrieleCfr. e Gennaro Fergola.Cfr. Gabriele e Gennaro Fergola erano figli di Giuseppe cugino del padre di Francesco Fergola (cfr.). Il primo, matematico e professore di astronomia nella R. Università degli Studi di Napoli,Cfr..Cfr. . il secondo generale dell'Esercito delle Due Sicilie al comando della Cittadella di Messina durante l'assedio dell'esercito piemontese nel 1860-61,Cfr. e padre (nel 1830) di Emanuele Fergola,Cfr. che diventerà matematico e astronomo, e sarà direttore del R. Osservatorio astronomico di Capodimonte, Rettore della R. Università di Napoli e Senatore del Regno d'Italia.Cfr.

Profilo biografico Spinto «dall'intenso suo amore pel sapere»,Cfr. . si avviò all'apprendimento delle discipline matematiche, dapprima irregolarmente e da autodidatta e poi sotto la guida di Vincenzo Flauti e dell'abate Felice Giannatasio, entrambi matematici della Scuola geometrica.

L'ammissione al Burò topografico durante il Decennio francese Nel 1811 a Napoli, durante il Decennio francese, venne ammesso come aspirante ingegnere geografo nel "Burò" Topografico,Questa istituzione è denominata Gabinetto topografico in Regia Officina Geografica in , Ufficio topografico in e in .Il "Burò" Topografico nasceva nel 1808 dal Deposito topografico, che era stato istituito con R. Decreto dell'8 giugno 1807 (cfr. ) da Giuseppe Bonaparte Re di Napoli, nella zona del Rosario di Palazzo (cfr. ). Il Deposito era derivato a sua volta dal Gabinetto topografico, la prima istituzione cartografica napoletana (cfr. ) nata dalla Commissione per la Carta Geografica del Regno, istituita a Napoli con reale dispaccio del 22 ottobre 1781, da Ferdinando IV Re di Napoli (poi Ferdinando I delle Due Sicilie dopo il Congresso di Vienna) e rimasta operativa fino al 1795. Al Deposito topografico era affiancato un Deposito generale della Guerra (cfr. ) che fungeva da archivio cartografico e delle memorie storiche di guerra (cfr. ). istituzione cartografica militare,Cfr. . diretta allora da Giovanni Antonio Rizzi Zannoni. Qui fu introdotto alla teoria e ai metodi della topografia, del disegno topografico e della geodesia.Cfr. . Nel 1814 fu confermato in servizio dal capobattaglione del Corpo del GenioCfr. . (poi colonnello e, nel 1815, generale ispettore)Cfr. . Ferdinando Visconti,Cfr. . che il 9 maggio 1814 aveva lasciato l'incarico di direttore in secondo del Deposito della Guerra di MilanoCfr. . ed era stato chiamato da Gioacchino Murat, allora regnante a Napoli, per subentrare al defunto Rizzi Zannoni.Cfr. .

Intanto, dal 1813, il "Burò" topografico era confluito insieme al Deposito generale della guerra in un'unica istituzione militare, addetta come dipartimento al Ministero della Guerra e Marina, prima col nome di Sezione topografica e, successivamente,Con il R. Decreto del 29 settembre 1814 p. 226 (cfr. ). di Deposito Generale della Guerra e Marina.Cfr. .Il nuovo assetto istituzionale, che riproduceva in ambito napoletano il modello di organizzazione cartografica francese, fu fortemente voluto dal ministro della guerra Mathieu Dumas già direttore dell'analogo Dépôt général de la Guerre di Parigi (cfr. ).

Anche la sede fu cambiata: dal recinto del Real Palazzo al Palazzo Carafa di Santa Severina nel quartiere militare di Pizzofalcone (cfr.). Qui l'istituzione cartografica militare sarebbe rimasta sino al 1880 (cfr. ) per poi essere soppressa e la sua attività trasferita nella nuova capitale d’Italia, a Firenze, nell'Istituto Geografico Militare (cfr. ).

Nel 1815, dopo il rientro dei Borbone a Napoli, con R. Decreto del 21 dicembre 1815, p. 627 (cfr. ), il Deposito Generale della Guerra e Marina venne riorganizzato e messo alle dipendenze dello Stato Maggiore da Re Ferdinando IV che confermò alla direzione il generale Visconti (cfr. ).

Nel 1816 Fergola acquisì per concorsoRisultò primo per ordine di merito (cfr. ). il grado di sottotenente del Corpo degli ingegneri geografi, e diede avvio ai suoi primi importanti lavori geodetici condotti con i nuovi strumenti e, soprattutto, secondo i nuovi metodi geodetici e di rilievo introdotti a Napoli dal Visconti.Si tratta dei metodi utilizzati da Pierre-François-André Méchain e da Jean-Baptiste-Joseph Delambre nella celebre triangolazione lungo l'arco di meridiano di Parigi, da Dunkerque a Barcellona, che era servita come base per definire il sistema metrico decimale (cfr. e).

Nel 1820 venne promosso tenente, tre anni dopo che il Deposito Generale era stato nuovamente scisso in due differenti istituti rimasti entrambi alle dipendenze dello Stato Maggiore dell'esercito:R. Decreto del 4 giugno 1817, p. 633 (cfr. ). il Deposito della Guerra (affidato al colonnello Giuseppe Di Brocchetti) ed il R. Officio topografico (affidato a Visconti).Con il R. Decreto del 22 gennaio 1817, p. 79 (cfr. ).Cfr. .

L'allontanamento dall'esercito dopo i moti del 1820-21 Fergola conservò questo grado fino al 1822 quando, a seguito dell'abolizione dello Stato Maggiore,Con il R. Decreto del 21 ottobre 1822 (cfr. ). il Deposito della Guerra fu sciolto, l'Officio topografico fu posto alle dirette dipendenze del Ministro di Guerra e Marina,Con il R. Decreto del 21 ottobre 1822, p. 184 (cfr. ). Visconti fu allontanato dall'esercito ed esonerato dalla direzione dell'Officio topograficoCfr. .Visconti fu coinvolto a Napoli nei moti del 1820-1821 e fu anche deputato nell'Assemblea Legislativa nel primo Parlamento napoletano nel 1820 (cfr. ). e Fergola fu messo in disponibilità col grado di sottotenente. Rimasto così fuori dall'esercito e senza occupazione, si dedicò all'insegnamento della matematicaEra usuale che i docenti in possesso dei gradi accademici o autorizzati dal Governo avessero un proprio studio privato con effetti legali (cfr. ) dove «accorreva la gioventù che disertava le sale universitarie divenute ipocrite e bigotte» (cfr. ). «nel quale uffizio fecesi ammirare per lo zelo (...) non meno che per il sapere e la diligenza».Cfr. .

Il reintegro nell'Officio topografico, la riprese dei lavori geodetici e la tragica morte Nel 1826 fu reintegrato nei ruoli attivi dell'esercito, con lo stesso grado ricoperto dieci anni prima e, nel 1828, fu assegnato nuovamente all'Officio topografico.Cfr. .Nel 1833 venne nominato primo tenente del R. Corpo del Genio addetto al R. Officio topograficoCfr. . che, con la riorganizzazione dell'esercito napoletano, era stato aggregato a quest'Arma, della quale andò a formare una distinta direzioneCfr. . dipendente dalla Direzione Generale de' Corpi Facoltativi del Real Esercito.Cfr.Con il R. Decreto del 2 settembre 1832, p. 102 (cfr. ).Con la proclamazione del nuovo Regno d'Italia nel 1861, le istituzioni cartografiche degli stati italiani preunitari furono fuse ed il servizio cartografico fu unificato ed accentrato in una nuova istituzione con sede a Firenze: l'Ufficio Tecnico del Corpo di Stato Maggiore dell'Esercito italiano, che si sarebbe trasformato poi nell'Istituto Topografico Militare (R. Decreto del 27 ottobre 1872) e successivamente, nel 1882, nell'Istituto Geografico Militare, una struttura separata dallo Stato Maggiore da cui dipendeva (cfr. ).

Il R. Officio topografico riuscì a mantenere, sino al 1º novembre 1879 (cfr. ) sia la sede di Napoli che il personale in quanto con R. Decreto del 4 agosto 1861 venne riconosciuto come sezione staccata dell'Ufficio Tecnico (cfr. ).

Nel 1840, Re Ferdinando II delle Due Sicilie lo promosse per merito a capitano del Real Corpo del Genio degli ingegneri geografi, quantunque «l'ordine della sua antichità nell'esercito non lo chiamava ancora a godere di quel grado».Cfr. .

Grado e ruolo che Fergola mantenne fino alla sua tragica morte durante una missione geodetica in Sicilia.

Fergola fu colpito da un fulmine, mentre faceva stazione presso una cappellaLa Cappella di Santa Maria di Bambari (cfr. ). sul monte Antennammare (o Dinnammare) nell'allora comune di Lardaria, distretto di Messina, intento a posizionare gli strumenti per una osservazione.Cfr. .

Come ebbe a scrivere Fedele Amante, professore di geodesia al R. Officio, maestro del Fergola e suo grande amico, nel necrologio letto in occasione della commemorazione del gennaio 1846 all'Accademia Pontaniana «il suo nome sarà, nella storia della Scienza, annoverato fra quelli di non pochi altri uomini generosi, i quali, spingendo a dentro lo sguardo ne' segreti della natura, rimasero vittime del loro coraggio».

Fergola fece parte di diverse istituzioni scientifiche, fu socio corrispondente della Reale Accademia delle scienze e belle lettere di Napoli dal 1826 e della Reale Accademia di Scienze, Lettere e Belle Arti di Palermo dal 1832. Dal 1838 fu socio residente dell'Accademia Pontaniana di Napoli.

Fergola e una gouache del 1821 con un’insolita veduta di Napoli La Veduta di Napoli da sopra la Loggia è una gouache del maggio 1821 firmata Francesco Fergola. È una singolare veduta di Napoli ripresa da un inusuale punto di vista. Ma il soggetto destinato dall'artista ad attirare l’attenzione dell’osservatore, non doveva essere Napoli ma, piuttosto, la figura al centro della composizione, in primo piano: un uomo con un abito simile alla divisa degli ingegneri-geografi del R. Officio topografico che punta, attraverso un cannocchiale allungabile, la collina del Vomero. Secondo Roberta Bellucci, autrice del saggio stilistico sulla gouache, non solo il soggetto raffigurato sarebbe il geodeta ma si tratterebbe di un autoritratto in quanto il Francesco Fergola, che si firma come autore, non sarebbe l'omonimo pittore paesaggista, fratello minore del più noto Salvatore Fergola, ma bensì lo stesso geodeta.Cfr.

Cronologia dei lavori geodetici Periodo 1816-1820