Biografia Origini e formazione Placido Zurla nacque il 2 aprile 1769 dal ramo temporaneamente trapiantato a Legnago da una nobile famiglia cremasca (Zurla). Al fonte battesimale ricevette il nome Giacinto, ma, entrando nell’Ordine camaldolese, assunse il nome religioso di Placido.
Tornò a Crema nel 1780. Studiò nelle scuole locali e fu presto notato per l’ingegno vivace e lo spirito brillante. Adolescente, seguì le predicazioni del barnabita Padre Barnabita Quadrupani, maturando la decisione di entrare nella vita monastica.
Vita monastica e accademica Entrò nell’isoletta di San Michele di Murano presso i Camaldolesi, dove vestì l’abito religioso e pronunciò i voti solenni.
Nel convento di Murano collaborò con il futuro papa Gregorio XVI (Mauro Cappellari), con il quale fondò un collegio per l’istruzione dei giovani religiosi. Divenne docente di filosofia e in seguito lettore di teologia dogmatica.
Dopo la soppressione degli ordini religiosi del 1810, accettò l’incarico di insegnante di Teologia morale presso il Seminario di Venezia. Nel 1821 si trasferì a Roma e vestì l’abito dei monaci di San Romualdo, ricevendo da Papa Pio VII la porpora cardinalizia.
Carriera ecclesiastica Papa Pio VII lo nominò Cardinale nel 1823, lodandolo come uomo non meno illustre per la pietà che per la dottrina. Zurla ricoprì numerosi incarichi di rilievo:
Vicario della Città di Roma sotto Leone XII, confermato da Pio VIII e Gregorio XVI; Prefetto della Sacra Congregazione degli Studi, incarico che lo rese figura di riferimento per la cultura cattolica dell’epoca; Custode segreto del Papa per indagini interne sui monasteri.
Nel 1834 intraprese un viaggio in Sicilia per visitare i conventi locali. Morì improvvisamente a Palermo il 29 ottobre 1834, in circostanze che alimentarono voci di avvelenamento, legate alla sua missione di indagare su condotte licenziose all’interno di alcuni conventi.
Il suo corpo fu traslato a Roma e sepolto nella Chiesa di San Gregorio al Celio. Una lapide marmorea ne celebra la memoria.
Opere e contributi Placido Zurla si distinse non solo come teologo, ma anche come storico e geografo. Tra le sue opere principali:
Enchiridion dogmatum et morum ex Summa Theologiae Divi Thomae Aquinatis (1802), dedicato a Papa Pio VII, manuale di teologia dogmatica. Dissertazione intorno ai viaggi di Nicolò ed Antonio fratelli Zeno, e alle scoperte settentrionali da essi fatte (1818), basata su antiche carte geografiche camaldolesi. Di Marco Polo e degli altri viaggiatori veneziani più illustri (1818), con appendici su antiche mappe, ritenuta una delle prime e più autorevoli ricerche moderne sulla cartografia medievale. Memorie intorno alla vita e gli studi del P. Lodovico Nacchi, abate camaldolese (1830 ca.). Numerose dissertazioni su temi religiosi, storici e artistici, comprese riflessioni su opere di Raffaello e Canova.
Il suo lavoro ebbe vasta eco tra i contemporanei, contribuendo a rinnovare l’interesse per la geografia medievale e la storia della cartografia.
Genealogia episcopale e successione apostolica La genealogia episcopale è: Cardinale Scipione Rebiba Cardinale Giulio Antonio Santori Cardinale Girolamo Bernerio, O.P. Arcivescovo Galeazzo Sanvitale Cardinale Ludovico Ludovisi Cardinale Luigi Caetani Cardinale Ulderico Carpegna Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni Papa Benedetto XIII Papa Benedetto XIV Papa Clemente XIII Cardinale Marcantonio Colonna Cardinale Giacinto Sigismondo Gerdil, B. Cardinale Giulio Maria della Somaglia Cardinale Giacinto Placido Zurla, O.S.B.Cam.
La successione apostolica è: Vescovo Timoteo Maria Ascensi, O.C.D. (1824) Vescovo Evasio Secundo Agodino (1824) Vescovo Luigi Paolo Maria Pochettini di Serravalle (1824) Vescovo Vincenzo-Maria Armentano, O.P. (1824) Vescovo Niccola Berlingeri (1825) Vescovo Luigi Canestrari, O.M. (1825) Vescovo Giuseppe Maria Traversi di Pereta (1825) Arcivescovo Giuseppe de Nobili (1826) Vescovo Giovanni Battista Sartori (1826) Vescovo Robert Gradwell (1828) Arcivescovo Filippo Maria Albertino Bellenghi, O.S.B.Cam. (1828) Vescovo Bernardo Antonino Squarcina, O.P. (1828) Vescovo Luigi Francesco Paolo Maria Bovio, O.S.B. (1829) Vescovo Giovanni Pietro Augustoni, O.E.S.A. (1829) Vescovo Frédéric Cao, Sch.P. (1830) Arcivescovo Antoine Nouridjian (1830) Vescovo Alessandro Berrettini (1830) Vescovo Michele Amatore Lobetti (1832) Arcivescovo Vito Angelo Salvemini (1832) Vescovo Luigi Scalabrini, O.Carm. (1832) Arcivescovo Jean-Baptiste Auvergne (1833) Cardinale Antonio Francesco Orioli, O.F.M.Conv. (1833) Vescovo Lorenzo Parigini (1833) Vescovo Buenaventura Cano y Torrente, O. de M. (1834)
Note
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