La tragedia della discoteca Lanterna Azzurra, più comunemente nota come strage di Corinaldo, è un episodio di cronaca avvenuto l'8 dicembre 2018 a Corinaldo, in provincia di Ancona, in cui 6 persone sono rimaste uccise mentre altre 59 sono rimaste ferite.
Incidente Nella notte tra venerdì 7 e sabato 8 dicembre 2018, presso la discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, un comune dell'entroterra marchigiano, era previsto un concerto del rapper italiano Sfera Ebbasta. Mezz'ora prima dell'arrivo dell'artista, alcuni individui spruzzarono nella sala dello spray al peperoncino causando panico tra la folla, la quale, anche a causa della chiusura di una delle due uscite d'emergenza, si diresse in massa verso la porta presente sul retro del locale, che si affacciava su un ponticello situato su un piccolo fossato. Durante la fuga, la balaustra del ponte cedette facendo precipitare numerose persone nel fossato, molte delle quali rimasero schiacciate e altre calpestate dalla folla.
Secondo gli investigatori, al momento della sciagura, nella sala erano presenti circa 1.400 persone, nonostante la capienza autorizzata fosse di 469 persone.
Vittime 6 persone morirono per asfissia e per schiacciamento: tre ragazze, due ragazzi e una donna di 39 anni che accompagnava la figlia di 11 anni, sopravvissuta.
Emma Fabini, 14 anni, di Senigallia; Eleonora Girolimini, 39 anni, di Senigallia; Asia Nasoni, 14 anni, di Marotta; Mattia Orlandi, 15 anni, di Frontone; Daniele Pongetti, 16 anni, di Senigallia; Benedetta Vitali, 15 anni, di Fano.
59 persone rimasero ferite: 7 di esse furono trasportate in codice rosso all'ospedale Torrette di Ancona e poste in coma farmacologico, mentre le restanti furono trasferite principalmente negli ospedali di Senigallia e Jesi.
Reazioni Il Ministero dell'interno, all'epoca guidato da Matteo Salvini (Lega), dispose che nei giorni successivi venissero controllati i dati relativi alla sicurezza di molti locali pubblici; a seguito di ciò, la discoteca Lanterna Azzurra e altre due discoteche di Corinaldo furono costrette a chiudere in quanto soggette abitualmente a sovraffollamento.
Il rapper Sfera Ebbasta, che avrebbe dovuto esibirsi nel locale, dichiarò in un post su Instagram di essere rimasto profondamente sconvolto dalla tragedia ed annullò i propri eventi promozionali successivi. Successivamente si tatuò sulla fronte 6 stelle in ricordo delle 6 vittime.
A seguito della tragedia fu istituito il Co.Ge.U. (Comitato Genitori Unitario degli Istituti Scolastici), al fine di tutelare la «salute fisica e psicologica di tutti i ragazzi che frequentano le scuole, con particolare attenzione alla tutela del loro diritto al divertimento».
Indagini Filone principale Fin da subito molti presenti dissero che la calca era stata provocata dal panico dovuto ai sintomi causati da sostanze urticanti. II 9 dicembre, durante un sopralluogo, venne ritrovata una bomboletta di gas OC.
Il giorno seguente i Carabinieri arrestarono un giovane di 16 anni sospettato di aver spruzzato lo spray. La responsabilità del sedicenne tuttavia non è mai stata accertata. Altre 17 persone risultarono indagate a seguito dell'evento, tra le quali i proprietari e i gestori del club, oltre che il sindaco, gli amministratori e i tecnici comunali che avevano rilasciato i permessi al locale.
Il 2 agosto 2019 i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ancona, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, arrestarono sette persone, tra cui sei ragazzi di età compresa tra i 19 e i 22 anni residenti nel Modenese (Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari, Moez Akari, Raffaele Mormone, Souhaib Haddada e Badr Amouiyah), accusati di omicidio preterintenzionale, lesioni e associazione per delinquere, in quanto componenti di una banda dedita a rapine con spray al peperoncino. La settima persona arrestata sarebbe un ricettatore.
Uno degli arrestati, Ugo di Puorto, è figlio di uno degli esponenti del Clan dei Casalesi, Sigismondo Di Puorto, considerato il reggente del clan Schiavone, che venne arrestato il 20 dicembre 2010 ed è stato scarcerato a fine 2024, che dal 4 aprile 2025 è stato sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di Bomporto.
Il 6 dicembre 2019, a due giorni dal primo anniversario della tragedia, la Procura della Repubblica di Ancona ha depositato al Gip la richiesta di giudizio immediato per i sei giovani arrestati nell'ambito dell'inchiesta. Nei loro confronti, dopo un anno di indagini, sono emersi "chiari e concordanti elementi di responsabilità". Nel frattempo, la settima persona è stata condannata su richiesta di patteggiamento alla pena di 4 anni e 2 mesi di reclusione, che ha finito di scontare il 2 ottobre 2023.
Il 30 luglio 2020 i sei componenti della cosiddetta "banda dello spray" vengono condannati a pene dai 10 ai 12 anni di reclusione, dopo che sono stati loro riconosciuti tutti i capi di imputazione tranne quello di associazione per delinquere.
Il 12 dicembre 2022, dopo l'appello degli imputati, la Cassazione ha confermato le condanne in via definitiva:
12 anni 6 mesi e 20 giorni per Ugo Di Puorto 12 anni 4 mesi e 20 giorni per Raffaele Mormone 11 anni e 10 mesi per Andrea Cavallari 11 anni e 6 mesi per Moez Akari 11 anni e 3 mesi per Haddada Souhaib 10 anni e 9 mesi per Badr Amouiyah
Un altro presunto componente della banda fu condannato nel maggio 2023, in primo grado, con rito abbreviato, a 10 anni e 5 mesi.
Andrea Cavallari, il 3 luglio 2025, dopo aver ricevuto un permesso di uscita per la sua laurea, senza essere scortato da nessuna guardia, ne ha approfittato per evadere, non facendo più rientro in carcere e rendendosi irreperibile. Andrea Cavallari è stato poi catturato il 17 luglio 2025 a Barcellona.
In virtù della buona condotta, a gennaio 2028 il componente della banda con la condanna più breve dovrebbe terminare di scontare la sua pena (45 giorni di sconto di pena ogni 6 mesi di buona condotta).
Filone bis Il processo bis riguardava le misure di sicurezza e autorizzazioni rilasciate ai titolari del locale. Imputati i componenti della commissione di vigilanza di Ancona, il sindaco di Corinaldo e due tecnici.
La sera del 27 maggio 2026, Marco Cecchini, dj e "gestore di fatto" della discoteca Lanterna Azzurra, viene trasferito nel carcere di Montacuto di Ancona dai carabinieri di Corinaldo. I militari hanno dato esecuzione alla condanna della Cassazione a 5 anni e 5 mesi per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro colposo. L'inchiesta della procura di Ancona ha evidenziato mancanza di adeguate misure di sicurezza nel locale. A fronte di una capienza massima consentita di 460 persone, nella discoteca erano presenti oltre 1400 persone.
Inoltre sono stati condannati, per il reato di falso, l'ex sindaco di Corinaldo Matteo Principi (presidente commissione di pubblico spettacolo) a 1 anno, Massimo Manna, di Corinaldo, responsabile del Suap a 1 anno (solo per il reato di falso), il vigile del fuoco Rodolfo Milani, di Ancona (1 anno e 2 mesi), Francesco Gallo dell'Asur (ex area vasta 2 di Senigallia), di Falconara (1 anno), Massimiliano Bruni, perito esperto di elettronica, di Senigallia (1 anno) e Stefano Martelli, della polizia locale, di Monsano (1 anno); Francesco Tarsi, ingegnere ingaggiato dalla Magic (4 mesi). Tutte pene sospese. I permessi per la sala da ballo erano stati rilasciati dalla commissione nell'ottobre 2017. Invece sono stati tutti assolti dalle accuse di omicidio colposo plurimo e disastro colposo.
Note
Voci correlate Tragedia di piazza San Carlo
Categoria:Catastrofi nel 2018 Categoria:Corinaldo Categoria:Incidenti di folla