Nel 1990 fu fondatore del gruppo Elvila, tra i più grandi produttori di mobili della Romania, dando il via ad un'intensa attività imprenditoriale, che lo portò ad essere uno degli uomini più ricchi del paese. Fu anche direttore del fondo d'investimento SAFI, che nel 1996 fu al centro di un grande scandalo finanziario.

Membro a più riprese del Partito Nazionale Liberale, del quale fu anche vicepresidente, rivestì il ruolo di segretario di stato del ministero dell'industria e del commercio (1991) e quello di senatore per il distretto di Bacău (1996-2000). Nel corso della legislatura 1996-2000 fu presidente della commissione economia del senato.

Formazione e carriera professionale Compiuti gli studi liceali presso la scuola Lucrețiu Pătrășcanu di Bacău, nel 1980 si laureò in economia all'Accademia degli studi economici di Bucarest e, negli anni successivi, lavorò in qualità di contabile per diverse società di stato (Impresa di cassette radio e TV di Bucarest, Impresa per il commercio estero Tehnoforestexport, Camera di commercio e dell'industria della Romania). Tramite i contatti sviluppati grazie agli incarichi nel commercio estero, nel 1988 fu assunto come direttore per l'Europa orientale della società belga BELCO, che acquistava mobili in Romania e li rivendeva nell'area del Benelux.

In seguito alla rivoluzione romena del 1989 che mise fine al regime comunista, si lanciò nell'imprenditoria, sfruttando l'esperienza maturata con la BELCO, fondando il gruppo Elvila, attivo nella produzione e commercio di mobili. Tramite una strategia commerciale collaudata, la sua società rilevò il portafoglio clienti delle aziende di Stato per le quali aveva lavorato negli anni precedenti. Elvila divenne un vero e proprio intermediario tra i produttori di mobili locali, in alcuni casi ancora di proprietà statale, e le compagnie estere che avevano precedentemente intrattenuto rapporti commerciali con lo stato rumeno. Come dichiarato da Cataramă la stessa BELCO era diventata cliente dellElvila.

Grazie alla propria posizione privilegiata il gruppo conobbe una crescita esponenziale e fu protagonista della privatizzazione della compagnia di stato che produceva mobili nella località di Beiuș, primo esempio di società pubblica ad essere acquisita da privati nella Romania postrivoluzionaria. L'''Elvila crebbe fino a diventare uno dei più importanti produttori del paese e nel 2011 ad essere titolare di quattro fabbriche (a Beiuș, Mizil, Râmnicu Vâlcea e Piatra Neamț), numerosi punti vendita, quattro depositi e un parco mezzi costituito da oltre 100 camion. Nel decennio dal 2000 al 2010 il valore degli investimenti superò i 50 milioni di euro.

Nel 1990 Cataramă entrò anche nel campo dei media, con la creazione della Società di cultura e stampa Viitorul Românesc, editore dei quotidiani Viitorul Românesc e Ora e del settimanale Timpul. Negli anni novanta fu tra i principali amministratori di un fondo d'investimento, il SAFI, il cui fallimento nel 1996 fu considerato uno dei più grandi scandali finanziari dell'epoca, e proprietario del pacchetto di maggioranza di Libra Bank, poi ceduto. Al 2011 era titolare di azioni di oltre 250 società quotate in borsa.

Nel 2011 la rivista Capital lo inserì nella top 300 degli uomini più ricchi di Romania con un patrimonio di 120 milioni di euro.

L'importanza delle sue aziende gli permise di rivestire incarichi anche in diversi organismi di settore. Nel 1993 fu nominato vicepresidente dell'Unione generale degli industriali della Romania (UGIR) e nel 1994 presidente della filiale di Bucarest del Consiglio nazionale per la piccola e media impresa. Dal 1996 fu vicepresidente dell'Associazione degli imprenditori della Romania e dal 2002 membro del comitato direttivo dell'associazione dei produttori di mobili della Romania.

Tra le altre attività fu presidente della Federazione romena di tennis (1992-1996), vicepresidente della Federazione romena di golf (2005), presidente della sezione della Croce rossa rumena del distretto di Ilfov (dal 2015) e vicepresidente della Croce rossa a livello nazionale (dal 2019).

Carriera politica Primi anni e vicepresidenza del PNL Fece il suo ingresso in politica nel 1990 dopo la rivoluzione che mise fine alla dittatura di Nicolae Ceaușescu, iscrivendosi al Partito Nazionale Liberale (PNL) di Radu Câmpeanu. Subito dopo le elezioni del maggio 1990, tuttavia, fu tra i protagonisti di una scissione che portò numerosi membri della nuova generazione (tra i quali Dinu Patriciu, Horia Rusu, Călin Popescu Tăriceanu, Andrei Chiliman e Radu Boroianu) a contestare aspramente la vecchia dirigenza del PNL e a fondare un nuovo gruppo politico, il Partito Nazionale Liberale-Ala Giovanile (PNL-AT). In seno al nuovo partito Cataramă assunse il ruolo di membro del consiglio direttivo.

Nel corso del 1991 il PNL-AT si avvicinò alla principale forza di governo, il Fronte di Salvezza Nazionale (FSN), elemento che, in seguito ad un ampio rimpasto del governo Roman II, permise al gruppo di ottenere diverse nomine ministeriali. Nel mese di aprile Radu Boroianu fu indicato come segretario di stato del ministero della cultura, mentre Viorel Cataramă come segretario di stato del ministero dell'industria e del commercio. I due mantennero il ruolo fino alla caduta dell'esecutivo guidato da Petre Roman nell'ottobre 1991.

Nel giugno 1992 il PNL-AT entrò a far parte della coalizione di centro-destra della Convenzione Democratica Romena (CDR). La decisione, tuttavia, anticipò uno scontro tra Dinu Patriciu e Cataramă, che portò ad un'ulteriore scissione. Nel giugno 1992 Tăriceanu, Chiliman, Boroianu e Cataramă fondarono il Nuovo Partito Liberale (Noul Partid Liberal, NPL), che concorse indipendentemente alle elezioni parlamentari di quell'anno, ottenendo percentuali intorno allo 0,50%. Cataramă fu formalmente presidente del NPL nel corso della sua breve esistenza. Nel febbraio 1993, infatti, il NPL fu assorbito dal PNL. Al congresso del 1993 Mircea Ionescu-Quintus divenne presidente, mentre Cataramă ottenne il ruolo di vicepresidente del partito al fianco di Radu Câmpeanu, Călin Popescu Tăriceanu, Dan Amedeo Lăzărescu e Radu Boroianu.

Nel 1995 anche il PNL aderì alla CDR, nelle cui liste concorse alle elezioni parlamentari in Romania del 1996. In tale occasione Cataramă, candidato nel natio distretto di Bacău, ottenne l'elezione a senatore e nel corso della legislatura fu presidente della commissione economia, industria e servizi del senato. Nel 1996 Cataramă fu al centro di uno scandalo finanziario di risonanza nazionale, quando entrò in fallimento il fondo d'investimento SAFI di cui era amministratore.

Dimissioni e ritorno nel PNL Nel corso degli anni successivi nacquero degli attriti tra Cataramă e la dirigenza del partito. Nel 1997 contestò platealmente la decisione del congresso di eleggere Valeriu Stoica alla funzione di primo vicepresidente del PNL. Nell'aprile 1998, invece, per via della preferenza accordata dalla presidenza del PNL all'indipendente Daniel Dăianu per il ruolo di ministro delle finanze del neonato governo Vasile, posizione per la quale concorreva anche Cataramă, accusò il partito di non perseguire una reale politica economica di centro-destra, annunciando contestualmente le dimissioni da vicepresidente.

Dopo aver più volte minacciato l'addio, le tensioni si risolsero solo nel febbraio 1999, quando Cataramă abbandonò il PNL per assumere la presidenza del Partito Nazionale Romeno (PNR), appena fondato dall'ex direttore del Serviciul Român de Informații Virgil Măgureanu, diventando in breve un fervente sostenitore del nazionalismo romeno. Solamente nel settembre 1999, però, lasciò la guida a Măgureanu, rassegnando le proprie dimissioni da presidente del gruppo al fine di evitare ripercussioni sull'immagine del partito dovute al fallimento del fondo SAFI. Mentre nel 2000 il PNR sparì dalla scena politica per via della fusione con il Partito dell'Unità Nazionale Romena, Cataramă provò a candidarsi come sindaco di Bucarest alle elezioni amministrative del 2000 con il sostegno dell'effimero Partito dei Privati (Partidul Particularilor - Partid Social Democrat Traditional), ottenendo appena 805 voti.

Nei mesi successivi avviò le trattative per la sua iscrizione ad Alleanza per la Romania (ApR), partito condotto da Teodor Meleșcanu, che puntava ad ottenere rappresentanza parlamentare alle elezioni del 2000. Dopo una dura débâcle elettorale, costretto ad una revisione generale, nel febbraio 2001 il comitato direttivo di ApR stabilì un reorientamento ideologico verso il centro-destra, con l'adesione a linee vicine al liberalismo sociale. La conferenza nazionale del marzo 2001 approvò il nuovo statuto e il nuovo programma, di cui Cataramă si reputava uno dei maggiori artefici. Tra le misure promosse direttamente da lui figuravano la chiusura delle aziende in perdita, il blocco delle sovvenzioni per le industrie non virtuose e la riduzione del numero dei giorni di vacanza per i dipendenti. ApR conferì il titolo di presidente a Meleșcanu e quello di primo vicepresidente a Viorel Cataramă.

La riorganizzazione del partito, tuttavia, non ebbe effetti a lungo termine. Per uscire da una situazione di anonimato politico, nel novembre 2001 Meleșcanu siglò con il PNL di Valeriu Stoica un accordo di fusione, che rientrava in una più ampia strategia del leader liberale di inglobare altre formazioni di centro-destra, malgrado alcuni malumori interni. Il congresso del PNL del gennaio 2002 ratificò l'annessione di ApR, mentre Meleșcanu e Cataramă vennero nominati rispettivamente primo vicepresidente e vicepresidente.

Conflitto con Tăriceanu Rientrato nei ranghi del PNL, nel 2003 fu indicato anche come vicepresidente della sezione del PNL nella capitale. Nel 2004 dichiarò di aver personalmente contribuito con decine di migliaia di euro alla campagna elettorale del partito per le elezioni locali. I problemi di immagine pubblica e gli scandali finanziari in cui era coinvolto, tuttavia, ne pregiudicarono la presenza sulle liste dei candidati alle elezioni parlamentari del 2004. La delegazione permanente del PNL, infatti, intenzionata ad applicare un filtro che impedisse la candidatura di personalità coinvolte in scandali pubblici, preferì non presentarlo, nonostante le rimostranze e il suo ricorso alla corte d'arbitraggio del partito. Mentre Cataramă fu escluso, il PNL vinse le elezioni in alleanza con il Partito Democratico nel quadro della coalizione Alleanza Giustizia e Verità.

Cataramă fu un veemente critico del governo presieduto dal liberale Călin Popescu Tăriceanu, divenuto nuovo leader del PNL. Nel gennaio 2006 ne chiese la sostituzione alla guida del partito, lamentando anche le influenze politiche di Dinu Patriciu sulla conduzione del PNL, e le dimissioni da premier in favore di un eventuale primo ministro in area PD, che a suo modo di vedere rappresentava il partito più forte dell'alleanza. Per questo motivo nel 2006 Cataramă fondò anche un'ONG, il Gruppo per il dialogo liberale (Grupul dialoguilui liberal), cui si iscrissero alcuni sostenitori del PNL che condividevano tali propositi.

Lotta con Antonescu ed espulsione dal partito