Svariate fonti hanno dedicato molto spazio all'arte nella Germania nazista (1933 - 1945). Dopo essere diventato dittatore nel 1933, Adolf Hitler sfruttò pesantemente il potere della legge per diffondere in tutta la Germania la sua personale visione artistica.
Nel caso della Germania, il modello doveva essere l'arte classica greca e romana che, secondo Hitler, incarnavano esteriormente un ideale razziale interioreGrosshans 1983, pag. 87 ed era comprensibile all'uomo medio. Quest'arte doveva essere romantica ed eroica. I nazisti disprezzavano la Repubblica di Weimar e la sua cultura e da tale ragione scaturì la scelta dei nazisti di adottare un'estetica conservatrice e propagandistica.Adam 1992, pag. 100
Teoria
Nel suo libro Hitler and the Artists, lo storico Henry Grosshans dichiara che quando Hitler salì al potere nel 1933 "vedeva l'arte greca e romana come incontaminata dalle influenze ebraiche. L'arte moderna era (percepita da Hitler come) un atto di violenza estetica degli ebrei contro lo spirito tedesco. "Sebbene" scrive Grosshans "Liebermann, Meidner, Freundlich e Marc Chagall, che erano coloro che diedero un contributo significativo al movimento modernista tedesco, fossero ebrei, Hitler (...) prese su di sé la responsabilità di decidere chi, in materia di cultura, pensava e agiva come un ebreo."Grosshans 1983, pag. 86 La presunta natura "ebrea" dell'arte che era indecifrabile, distorta o che rappresentava oggetto "depravato" era spiegata attraverso il concetto di degenerazione, secondo cui l'arte distorta e corrotta era un sintomo di una razza inferiore.
Propagando la teoria dell'arte degenerata, i nazisti combinarono il loro antisemitismo alla loro esigenza di controllare la cultura, consolidando così il sostegno pubblico di entrambe le campagne.Barron 1991, pag. 83 I loro sforzi in tal senso furono indubbiamente aiutati da una popolare ostilità al modernismo che precedette la loro epoca. Durante gli anni trenta, era diffusa l'idea che tale arte avesse riflettuto la condizione della Germania e la bancarotta morale e molti artisti avessero agito in modo da minare apertamente o sfidare i valori popolari e la moralità.
Nel luglio del 1937, a Monaco si aprirono due mostre ufficialmente sponsorizzate: Entartete Kunst, ("Arte degenerata"), mostrava l'arte moderna in un'installazione deliberatamente caotica accompagnata da etichette diffamatorie che incoraggiavano il pubblico a deridere le varie opere esposte; al contrario, la Große Deutsche Kunstausstellung ("Grande mostra d'arte tedesca") fece la sua prima in mezzo a molti sfarzi. Questa mostra, allestita presso la sontuosa Haus der Deutschen Kunst ("Casa dell'arte tedesca"), esponeva esemplari di artisti ufficialmente riconosciuti come Arno Breker e Adolf Wissel. "Il pubblico è entrato nei portali del nuovo museo, già soprannominato 'Palazzo Kitschi' e 'Terminale dell'arte di Monaco', con una mostra ottenebrante attentamente limitata alle idealizzate famiglie contadine tedesche, nudi artistici commerciali e scene di guerra eroiche, tra cui non solo opere dello stesso Adolf Ziegler."Nicholas 1995, pag. 20 "... Lo spettacolo fu essenzialmente un fiasco e la partecipazione bassa, le vendite furono ancora peggiori e Hitler finì per comprare la maggior parte dei lavori per il governo." Alla fine di quattro mesi, l'Entartete Kunst vide la partecipazione di oltre due milioni di visitatori, quasi tre volte e mezzo il numero di quelli che visitavano la vicina Grosse deutsche Kunstausstellung.Adam 1992, pp. 124-125
Retroscena storico Il primo Novecento fu caratterizzato da sorprendenti cambiamenti negli stili artistici. Nelle arti visive, innovazioni come il cubismo, il dadaismo e il surrealismo, che seguivano a ruota il simbolismo, il postimpressionismo e il fauvismo, non erano universalmente apprezzate. La maggior parte delle persone in Germania, come altrove, non si curava della nuova arte che molti giudicavano elitaria, moralmente sospetta e troppo spesso incomprensibile.Adam 1992, pag. 29 Più tardi, la Germania divenne un importante centro dell'arte d'avanguardia. Fu il luogo di nascita dell'espressionismo nella pittura e nella scultura, le composizioni musicali atonali di Arnold Schönberg e l'opera influenzata dal jazz di Paul Hindemith e Kurt Weill. Il gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene e Metropolis di Fritz Lang portarono alla nascita del cinema espressionista.
Creazione della Reichskulturkammer Nel settembre del 1933 fu istituita la Reichskulturkammer ("Camera della Cultura del Reich"), con a capo Joseph Goebbels, eletto a Reichminister für Volksaufklärung und Propaganda ("Ministro del Reich per l'istruzione pubblica e la propaganda"). Le singole divisioni nella Camera della Cultura per il Reich includevano: "stampa, radio, letteratura, cinema, teatro, musica e arti visive".Baez 2004, pag. 211 "Lo scopo di questa camera era quello di stimolare l'arianizzazione della cultura tedesca e di vietare, ad esempio, la musica ebraica atonale, il blues, il surrealismo, il cubismo e il dadaismo".
Nel 1935 la Camera della Cultura del Reich contava 100.000 membri.Adam 1992, pag. 53 Goebbels precisò che "in futuro solo a coloro che sono membri della Camera sarà permesso di essere produttivi nella nostra vita culturale, l'appartenenza è aperta solo a coloro che soddisfano la condizione di ingresso, in questo modo sono stati esclusi tutti gli elementi indesiderati e dannosi." Ciononostante, fra il 1933 e il 1934, vi era una certa confusione all'interno del partito sulla questione dell'espressionismo. Goebbels e altri credevano che le opere energiche di artisti come Emil Nolde, Ernst Barlach ed Erich Heckel esemplificassero lo spirito nordico. Secondo Goebbels, "noi nazionalsocialisti non siamo non moderni, siamo portatori di una nuova modernità, non solo in politica e nelle questioni sociali, ma anche in arte e nelle questioni intellettuali".Adam 1992, pag. 56 Tuttavia, una fazione guidata da Rosenberg disprezzava l'espressionismo, conducendo un'aspra disputa ideologica che giunse al termine solo nel settembre del 1934, quando Hitler dichiarò che non ci sarebbe stato posto per la sperimentazione modernista nel Reich.
Documento n. 2030-PS: il decreto sui doveri del ministero del Reich per l'istruzione pubblica e la propaganda del giugno 1933 affermava che: "Il ministro del Reich dell'istruzione e della propaganda pubblica ha giurisdizione sull'intero campo dell'indottrinamento spirituale della nazione, della propaganda statale, della propaganda culturale ed economica, dell'istruzione pubblica in patria e all'estero, inoltre è responsabile dell'amministrazione di tutte le istituzioni che servono a questi scopi".Document No. 2030-PS. Accessed Feb. 2014. Yale Law School. Ciò ha aumentato la giurisdizione del ministro del Reich dell'istruzione pubblica e della propaganda per includere "l'istruzione in paesi stranieri, arte, mostre d'arte, immagini in movimento e sport all'estero" ... (oltre a una maggiore giurisdizione in ambito nazionale). "La stampa (incluso l'Istituto per il giornalismo); Radio; Inno nazionale; Biblioteca tedesca a Lipsia; Arte; Musica (inclusa l'Orchestra Filarmonica); Teatro; Immagini in movimento; Campagna contro la letteratura sporca e oscena "... Propaganda per il turismo." Firmato da Il cancelliere del Reich, Adolf Hitler. Documento n. 2078-PS: il Decreto relativo all'istituzione del ministero della scienza, dell'educazione e della cultura popolare del Reich del 1 maggio 1934 afferma che: "Il cancelliere del Reich determinerà i vari compiti del ministero del Reich per la scienza, l'istruzione e la cultura popolare."Document No. 2078-PS. Accessed Feb. 2014. Yale Law School. Firmato dal presidente del Reich, von Hindenburg, e dal cancelliere del Reich, Adolf Hitler. Documento n. 1708-PS: il programma del NSDAP afferma che: solo i membri della razza tedesca possono essere cittadini (agli ebrei, in modo particolare, viene negata la cittadinanza) e che i non membri della razza possono vivere solo in Germania come ospiti registrati'. Il punto 23 afferma: "Chiediamo il perseguimento legale di forme artistiche e letterarie che esercitano un'influenza distruttiva sulla nostra vita nazionale e la chiusura di organizzazioni che si oppongono alle summenzionate richieste.Document No. 1708-PS. Accessed Feb. 2014. Fordham University: The Jesuit University of New York.
Generi del Terzo Reich
Il credo in uno spirito germanico, che veniva definito mistico, rurale, morale, portatore di antica saggezza, nobile di fronte a un tragico destino, esisteva molto prima della nascita dei nazisti; Richard Wagner, ad esempio, celebrò queste idee nelle sue opere liriche.Adam 1992, pag. 23-24 A partire dalla prima guerra mondiale il noto architetto e pittore tedesco Paul Schultze-Naumburg, ispirato a teorie razziali che condannavano l'arte e l'architettura moderna, fornì molte delle basi per la convinzione di Adolf Hitler che la Grecia classica e il Medioevo fossero le vere fonti dell'arte ariana.Adam 1992, pag. 29-32.
L'arte nazista ha una stretta somiglianza con lo stile artistico propagandistico sovietico del realismo socialista, e il termine "realismo eroico" è stato talvolta usato per descrivere entrambi gli stili artistici. Tra i noti artisti sostenuti dai nazisti vi erano gli scultori Josef Thorak e Arno Breker e i pittori Werner Peiner, Arthur Kampf, Adolf Wissel e Conrad Hommel. Nel luglio del 1937, quattro anni dopo essere salito al potere, il partito nazista organizzò due mostre d'arte a Monaco. La Grande Esposizione d'Arte Tedesca fu progettata per mostrare le opere approvate da Hitler, raffiguranti nudi biondi statuari insieme a soldati e paesaggi idealizzati. La seconda mostra, in fondo alla stessa strada, mostrava l'altra faccia dell'arte tedesca: moderna, astratta, non rappresentativa o, come la vedevano i nazisti, "degenerata".
Secondo Klaus Fischer, "l'arte nazista, in parole povere, era colossale, impersonale e stereotipata: le persone erano prive di ogni individualità e diventavano meri emblemi espressivi di presunte verità eterne: guardando l'architettura, l'arte o la pittura nazista chiunque si accorgerebbe che i volti, le forme e i colori hanno tutti un fine propagandistico, sono tutte le stesse dichiarazioni stilizzate delle virtù naziste: potere, forza, solidità, bellezza nordica."Fischer 1997, pag. 368
Pittura L'arte del Terzo Reich era caratterizzata da un romanticismo realistico basato sui modelli classici. Vietando gli stili moderni che erano reputati degenerati, i nazisti promuovevano dipinti che erano strettamente tradizionali e che esaltavano i valori di "sangue e suolo" (Blut und Boden) di purezza razziale, militarismo e obbedienza. Altri temi popolari nell'arte nazista erano il Volk ("popolo") all'opera nei campi, un ritorno alle virtù semplici di Heimat (l'amore per la patria), le virtù virili della lotta nazionalsocialista e l'elogio delle attività femminili di partorire e crescere i figli simboleggiate dalla frase Kinder, Küche, Kirche ("bambini, cucina, chiesa").