Zollino (Τσουδδίνου, traslitterato Tsuḍḍinu in grico e in dialetto salentino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.
Situato nell'entroterra del Salento, circa a sud del capoluogo, fa parte della Grecìa Salentina, un'area ellenofona di nove comuni in cui si parla ancora il grico.
Origini del nome Controverse sono le tesi che cercano di spiegare l'origine del nome del paese. La più accreditata è quella secondo la quale Zollino derivi da Soletino (piccola Soleto) e trasformato successivamente in Solino e Sollino. Secondo questa tesi, avvalorata dalla presenza dello stesso simbolo nei due paesi, il sole, Zollino era una sorta di frazione della città messapica di Soleto, fondata da alcuni abitanti della stessa. Una seconda ipotesi farebbe derivare il toponimo da un cognome greco bizantino, di radice tsuli, appartenente al proprietario di quelle terre. Da tsuli, cioè cencio, derivano numerosi cognomi bizantini quali, ad esempio, Zolis, Zulis, Tsulis, Zulinos (P. Stomeo - Cognomi greci nel Salento). Ed infatti nella lingua grica il nome di Zollino è Tsuḍḍinu. G. Alessio avanza l'ipotesi che il termine possa derivare dal germanico ed essere stato introdotto dai Normanni. Secondo il glottologo Francesco Ribezzo deriverebbe invece dal termine Sullinum. In documenti medievali il paese è invece chiamato casale Zurlini e casali Zullini, nomi forse derivanti da un'antica famiglia Zurlini, discendenti della famiglia Zurlo. Confronta il cognome Τσοῦρλος (traslitterato Tsúrlos, greco moderno τσουρλός, "pazzo") presente in Grecia, nome di famiglia esistente anche in Calabria nella variante Zurlo.
Storia Le origini di Zollino sono incerte: secondo alcuni sarebbe stato fondato dai greci di Japigia nel vicino feudo di Apigliano (i cui abitanti sarebbero fuggiti secondo una leggenda a causa di un'invasione di vipere), secondo altri nacque da un insediamento rurale di abitanti della vicina località di Soleto (dal quale deriverebbe anche l'antico nome di Solino).
Tuttavia il territorio è stato abitato quasi sicuramente fin da epoche preistoriche come testimoniano numerose opere megalitiche in parte ancora conservate (menhir di Sant'Anna, menhir "della Stazione", ed un dolmen).
Nei tempi antichi Zollino è stato un punto strategico, in quanto luogo di passaggio di tutti i traffici tra i paesi della costa ionica e quelli della costa adriatica.
Nel Medioevo Zollino appartenne alla contea di Lecce governata dai normanni di Altavilla. Nel 1190 re Tancredi d'Altavilla infeudò il casale a Berleghiero Chiaramonte. In periodo svevo il casale entrò a far parte della Contea di Soleto e rientra nei possedimenti di Gervasio de Matino e poi dal 1266 al 1269 del di lui figlio Glicerio de Matino.
Alla caduta degli Svevi passa all'angioino Anselino de Toucy.
Nel seguente periodo il casale viene assorbito dalla Contea di Lecce e quando nel 1384 Maria d'Enghien sposò il conte di Soleto, Raimondello Orsini del Balzo, portò in dote anche il casale. Quando il conte Orsini divenne principe di Taranto, Zollino fece parte del principato della città ionica e vi appartenne fino alla morte senza eredi di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo figlio di Raimondello, avvenuta nel 1463. Sempre la famiglia Chiaromonte divenne feudataria di Zollino con Tristano di Chiaromonte, che sposò Caterina, figlia di Raimondello. Poi il casale passò di mano in mano ad altre famiglie fino all'abolizione nel 1806 del regime feudale. Vi si praticò fino al XVI secolo il rito greco.
Dal Catasto onciario del 1746 si evince che gli abitanti del paese in quell'anno erano 290, i nuclei abitativi 66, l'età media molto bassa (solo 34 persone superavano i 50 anni), e che l'esclusiva attività lavorativa era quella agricola (a parte un discreto numero di ecclesiali). Nel 1800 la popolazione aveva superato le 560 unità. Da allora la popolazione continuò ad aumentare fino agli anni sessanta del XX secolo, quando molti zollinesi emigrarono per trovare miglior fortuna soprattutto verso Svizzera e Germania. Un'inversione di tendenza si ebbe negli anni ottanta con il rientro di molti emigranti.
Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Zollino sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 24 febbraio 2003.
Il gonfalone è costituito da un drappo di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli La chiesa risale al periodo bizantino, anche se non si hanno fonti certe sull'anno della sua costruzione. La prima descrizione è dei primi anni del Cinquecento. Si trattava di un semplice edificio ad aula con tre altari all'interno, una piccola sacrestia e un campanile. La chiesa era dedicata a San Pietro. All'interno della chiesa era presente anche un cimitero. L'arcivescovo Pietro Antonio De Capua in visita nel 1540 criticò alcuni aspetti dell'edificio, tra i quali, in particolar modo, la presenza delle tombe all'interno della struttura e diede avvio ad alcuni lavori di rifacimento.
Nel 1608 l'arcivescovo Lucio De Morra chiese ai fedeli e al sindaco di impegnarsi nel rifacimento dell'edificio. I lavori cominciarono nello stesso anno. Venne rifatta la sacrestia, la pianta divenne a croce latina con una nuova facciata verso sud decorata con vari fregi. Questa facciata rappresenta l'entrata secondaria dell'edificio. Nel 1893 vennero costruite la torre dell'orologio, poco distante dalla facciata seicentesca, e il campanile a guglia ottagonale. Erano presenti 2 campane che nel periodo fascista vennero rimosse per essere rifuse: ne sono presenti tre.
La facciata principale del 1863 è a forma semipoligonale. La parte terminale di tale prospetto culmina con un fastigio scultoreo dedicato alla Gloria di Maria. Il ricco gruppo scultoreo (in pietra leccese) raffigurante la Madonna inizialmente non era posto all'esterno della chiesa, ma decorava l'altare maggiore consacrato all'Assunta in Cielo, insieme alle statue di San Pietro e di San Paolo. Nel 1863 quando venne concepito il prospetto principale si decise di collocare le tre stature sulla parte superiore della facciata e si completò l'opera con una serie di altre sculture raffiguranti vari putti. Sempre sulla facciata principale, poco sopra l'ingresso è presente lo stemma lapideo del comune di Zollino, eseguito in rilievo nel 1800. Rappresenta un sole raggiante e personificato sormontato da una corona, con ai lati due leoni e nella parte inferiore due ghirlande di fiori.
La chiesa è a forma di croce latina, sulla navata principale si aprono 5 altari minori (3 per lato); ma fino a metà dell'Ottocento gli altari erano nove. L'odierno altare maggiore, in marmo, fu eretto ne 1955 per volere del cav. Antonio Tondi. Gli altari laterali sono: Altare della Madonna del Rosario, Altare dell'Assunta, Altare di San Giovanni Battista, Altare di Sant'Antonio da Padova e Altare del S.S. Crocifisso. Questi altari presentano tutti elementi scultorio e vari dipinti.
Sulla volta sono presenti un affresco del 1925, raffigurante la Natività e due dipinti a tempera dedicati all'Ultima Cena e all'Assunzione di Maria e Trinità.
All'interno, anche una tela ad olio, del 1651, di cui non si conosce l'autore. Le figure rappresentate sono distribuite su tre livelli: in basso ai lati due gruppi di fedeli in processione dietro due sacerdoti e al centro tre scudi araldici e un'epigrafe con il nome di Doroteo Stiso, che la commissionò. Al centro, San Pietro, tra Sant'Antonio da Padova e San Domenico; in alto la Vergine con il Bambino tra San Francesco d'Assisi, San Carlo Borromeo e vari angeli.
Chiesa di Sant'Anna La prima chiesa di Sant'Anna, di cui non si hanno molte notizie, fu demolita per ordine vescovile nella seconda metà del Cinquecento dato il pessimo stato in cui si trovava. Nella visita del 1613 si segnala come "diruta" e nelle successive non è più menzionata. A seguito della demolizione un'anziana del paese (di nome Caterina) scoprì casualmente in una cappella diruta vicino all'abitato un'immagine raffigurante Sant'Anna. A seguito delle numerosissime grazie legate all'immagine nel paese si riaccese la devozione per la Santa e si avviò una raccolta di denaro per la ricostruzione dell'edificio sacro. I lavori della nuova chiesa terminarono nel 1677. Il progetto è attribuito a Francesco Manuali.
Sulla facciata principale il portone si presenta adornato sui lati da due colonne con capitelli corinzi e sovrastato dallo stemma della famiglia Ghezzi e da un'epigrafe in latino. Sulla parte superiore si apre una finestra adornata da fregi in pietra leccese. La facciata ha una geometria rettangolare molto precisa, e presenta quattro nicchie con altrettante statue di santi: S. Emerentiana, S. Ioachim, S. Stolanus e S. Materana.
All'interno di particolare interesse l'Altare Maggiore in pietra, finemente lavorato in stile barocco, con una tela raffigurante Sant'Anna, San Gioacchino e Maria Fanciulla e gli altari secondari in stile gotico dedicati alla Madonna del Rosario e alla Madonna del Carmine. All'interno della sacrestia un fonte battesimale scolpito in pietra leccese ed incastonato nella parete.
Colonna votiva di san Pietro Costruita tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo, sul luogo dove fino al 1700 era posta un'Osanna con una Croce, tanto che il luogo prendeva il nome di Croce Grande. L'Osanna venne fatta innalzare nel 1608 al posto della Chiesa di Santa Sofia caduta in rovina. La colonna votiva termina con un capitello corinzio su cui poggia la statua di San Pietro collocata nella seconda metà del Settecento. Il basamento cubico, che ha sostituito dei gradini precedenti è del 1930. Ogni anno in occasione della festività del Santo, il 29 giugno, i fedeli collocano una collana di fiori intorno alla statua.
Durante i lavori di sistemazione della piazza intorno alla colonna sono state rinvenute antiche tombe, forse adiacenti alla vecchia Chiesa di Santa Sofia.
Frantoio ipogeo Il frantoio, di piccole dimensioni, fu costruito verso la fine del XVII secolo. È stato utilizzato fino al 1940, per poi essere abbandonato. È stato ristrutturato dall'amministrazione comunale e presenta una pianta articolata con un unico accesso da una scala a rampa retta coperta da una piccola volta a botte. Ai lati della scala vi sono quattro magazzini per le olive scavati nella pietra. Si accede poi ad un vano di forma circolare, l'ambiente principale dove è posta la vasca con la pietra molare e agli altri ambienti adiacenti quali stalle, cucine e nicchie riposo. In un vano è conservata una "pila", il contenitore in pietra usato per la raccolta dell'olio.
Calvario Sorge alla sinistra della Chiesa di Sant'Anna e fu costruito alla fine dell'Ottocento. La struttura è a base poligonale. Al centro è collocata una croce in bronzo con il Cristo Crocifisso. Sulla parete muraria alle spalle della Croce, suddivisa in quattro riquadri, vi sono dei dipinti eseguiti con la tecnica della sinopia su tonachino. I dipinti, poco visibili, rappresentano scene religiose della Via Crucis: Gesù Cristo di fronte a Ponzio Pilato, la Flagellazione, il Trasporto della Croce e la Crocefissione. Dietro la Croce nella parte superiore anche una raffigurazione della Pietà.
Pozzelle