Biografia Figlio dell'attore e dirigente statale Ugo Adinolfi e di un'immigrata australiana di nome Louise, giunta in Italia all'età di 21 anni, si laureò alla facoltà di Lettere presso l'Università La Sapienza di Roma.

Alla fine degli anni ottanta firmò articoli e servizi per i quotidiani cattolici Avvenire, Il Popolo, La Discussione, nonché per la Radio Vaticana. Nel 1997 superò l'esame per l'iscrizione all'albo dei giornalisti, ottenendo il premio Ilaria Alpi per il miglior esame sostenuto.

Dal 1996 al 2001 lavorò presso la Rai al TG1. È autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi per l'emittente pubblica, Settimo giorno, e, dal 2004, per varie emittenti private: Contro Adinolfi, 70in2 con Daniele Capezzone, Polifemo, Domani è Tardi, il Tornasole, Morning Show.

Nel 2001 venne nominato responsabile della comunicazione dell'Istituto per il Commercio Estero (ICE).

Dal 2005 al 2010 condusse Contro Adinolfi, un programma di interviste in onda su Nessuno Tv e su Radio Città Futura.

Dal 2007 al 2008 diresse su MTV Italia il programma Pugni in Tasca dove ha affrontato temi riguardanti la mafia, la precarietà, le ingiustizie sociali, le discriminazioni e i disagi familiari dei giovani.

Dal febbraio 2015 tiene una rubrica settimanale intitolata Il mormorio di un vento leggero dai microfoni di Radio Maria.

Vita privata Si è sposato all'età di 20 anni con Elena Banzi, con la quale ha una figlia, Livia. Divorziò dieci anni dopo. Nel luglio 2013 sposò Silvia Pardolesi presso il Cosmopolitan Hotel di Las Vegas, in Nevada. Dalla nuova moglie ebbe 2 figlie.

Carriera politica Durante la sua carriera politica ha militato dapprima nella Democrazia Cristiana e poi, con l'avvento del bipolarismo, nell'area centrista del centro-sinistra. Nel 1993 divenne il più giovane membro dell'Assemblea costituente del Partito Popolare Italiano. Nel 1994 venne eletto presidente nazionale dei Giovani popolari, organizzazione giovanile del PPI, di cui divenne poi membro dell'esecutivo nazionale. Nel 2001 fondò il movimento "Democrazia Diretta", con il simbolo della chiocciola, con cui si candidò a sindaco di Roma alle elezioni amministrative del 13 maggio 2001 ottenendo voti (0,1% dei consensi) ed appoggiando al secondo turno l'elezione a primo cittadino di Walter Veltroni.

Il partito Democrazia Diretta partecipò in autonomia alla campagna elettorale del 2003 e nel 2005 fece parte della lista civica regionale che sosteneva Piero Marrazzo.

Sulla testata Europa, tenne una rubrica quotidiana. Nel 2006 fondò l'associazione per il Partito Democratico "Generazione U", animata da alcuni blogger under 40 di centrosinistra.

Scrisse saggi e romanzi sui temi generazionali e sul ruolo del web nell'emancipazione dei nati negli anni settanta e ottanta, tra cui Email-lettera dalla generazione invisibile (Halley editrice, 1999), Mundial (Halley editrice, 2004) e La ricerca della costante (AlibertiCastelvecchi, 2010).

Il 18 luglio 2007 si candidò alla guida del Partito Democratico, con la lista "Generazione U", presentando la sua candidatura alle elezioni primarie con una dichiarazione pubblicata su La Stampa. Ottenne solo voti, pari al 0,17% dei consensi, ma entrò di diritto nell'assemblea costituente del partito, che lo elesse tra i cento componenti della commissione che ne scriveva lo statuto. È stato membro della direzione nazionale del PD, e vicedirettore di RED TV, dove condusse il programma di interviste Finimondo, prima di fondare e diventare nel 2010 direttore di The Week, settimanale specializzato sul gioco del poker e avente come target i giovani.

Alle elezioni politiche del 2008 si candidò alla Camera con il Partito Democratico nella circoscrizione Lazio 1, al numero 18 della lista, risultando primo dei non eletti. Il 25 giugno 2009 si candidò nuovamente alla segreteria nazionale del PD, presentando una mozione congressuale pubblicata sul quotidiano Europa. Decise poi di confluire a sostegno di Dario Franceschini. Il 13 giugno 2012 diventò deputato subentrando a Pietro Tidei, dimissionario in quanto eletto sindaco di Civitavecchia.

Nel luglio 2011 manifestò su Twitter il suo essere a favore della pregiudiziale di costituzionalità sollevata in Parlamento contro la proposta di legge di introdurre l'omofobia come aggravante per i crimini d'odio, commentando ironicamente di voler aggiungere inoltre una norma contro la "ciccionofobia".

Il 28 settembre 2011 lasciò il Partito Democratico, in dissenso con il segretario Pier Luigi Bersani.

Nell'ottobre del 2012 si candidò alle primarie del centrosinistra indette per eleggere il candidato Sindaco di Roma, ma l'11 dicembre ritirò la candidatura decidendo di appoggiare Paolo Gentiloni.

Appoggiò Matteo Renzi nella candidatura come segretario alle elezioni primarie del centrosinistra. Alla vigilia delle elezioni politiche del febbraio 2013, decise di sostenere, "in continuità con le battaglie svolte insieme nel PD, le idee di Pietro Ichino e l'agenda Monti" e alle elezioni politiche 2013 votò Scelta Civica di Mario Monti alla Camera e M5S al Senato.

Nel 2017 dichiarò che si sarebbe candidato a sindaco di Ventotene, ponendo come primo punto del suo programma la costruzione di una "nuova Europa cristiana" ma successivamente non si presentò con nessuna lista..

Il Popolo della Famiglia Il Popolo della Famiglia venne fondato l'11 marzo 2016 da Mario Adinolfi insieme a Gianfranco Amato e Nicola Di Matteo. Il partito, ispirato ai valori cristiani, nacque con l'intenzione di dare una rappresentanza politica a tutte le persone che parteciparono ai Family Day in Piazza San Giovanni il 20 giugno 2015 e al Circo Massimo il 30 gennaio 2016. Adinolfi venne nominato Presidente del nuovo partito, Amato ne divenne segretario, mentre Di Matteo, coordinatore.

Nel giugno del 2017, alle elezioni amministrative, Il Popolo della Famiglia ottenne un risultato marginale in quasi tutti i 16 comuni nei quali si era presentato, piazzandosi quasi ovunque all'ultimo posto fra le forze politiche candidate.

Il PdF partecipò alle elezioni politiche del 2018, ottenendo tuttavia solo lo 0,67% dei voti alla Camera e lo 0,70% dei voti al Senato, senza ottenere nessun seggio.

Alle elezioni regionali in Piemonte del 2019 il PdF partecipò candidando alla carica di Presidente della Giunta regionale del Piemonte Valter Boero. In tale occasione il candidato presidente del partito ottenne lo 0,73%, pari a voti di preferenza, mentre la lista ottenne lo 0,64%, pari a .

Alle concomitanti elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, il Popolo della Famiglia presentò una lista comune con Alternativa Popolare, che ottenne complessivamente voti corrispondenti allo 0,43%, ben al di sotto della soglia di sbarramento del 4% necessaria per avere eletti.

Alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2020, presenta una lista unica con Cambiamo! a sostegno della candidata del centro-destra Lucia Borgonzoni: la lista ottiene lo 0,29% senza eleggere consiglieri regionali. Nello stesso anno, alle elezioni regionali in Liguria, presenta una lista unica con la Democrazia Cristiana a sostegno di Gaetano Russo; la lista ottiene lo 0,22%, pari a voti, non riuscendo a eleggere nessun consigliere regionale.

Alle elezioni amministrative del 2022, Adinolfi si presenta come candidato sindaco a Ventotene, senza però ottenere nemmeno un voto, mentre il Popolo della Famiglia si è presentato in altri 19 comuni, ottenendo perlopiù risultati intorno al punto percentuale e, come migliori risultati, il 20,4% ad Averara, 6,7% in lista congiunta con Forza Italia a Mirano, il 5,7% a Riolo Terme.

Alternativa per l’Italia Il 10 luglio 2022 fonda la coalizione Alternativa per l’Italia con Simone Di Stefano, ex-vicepresidente del movimento di estrema destra CasaPound, raccogliendo firme per le politiche di settembre 2022, con un programma di opposizione radicale alle politiche del Governo Draghi, al Certificato COVID digitale dell'UE e anti-atlantista. Nelle elezioni politiche del 2022 la coalizione ottiene circa cinquantaseimila voti, pari allo 0,15% al senato e allo 0,06 alla camera.

Voglio la mamma e La Croce Nel marzo 2014 Adinolfi pubblicò con il servizio youcanprint.it il libro Voglio la mamma, in cui contesta quelli che egli definisce i "falsi miti di progresso" (aborto, eutanasia, matrimonio omosessuale, surrogazione di maternità), invitando la sinistra a stare dalla parte dei più deboli: il bambino non ancora nato, l'anziano ed il malato grave, il neonato che vuole la mamma.

Il 21 ottobre 2014 fondò il quotidiano La Croce, di cui fu direttore responsabile, pubblicato sul web e distribuito in edicola dal 13 gennaio 2015 al 16 maggio 2015. L'edizione cartacea non ebbe successo e viene ritirata dalle vendite dopo solo quattro mesi e tre giorni. Restò, su abbonamento, l'edizione online, che chiuse un paio d'anni dopo.

Poker

È stato il primo italiano ad arrivare al tavolo finale del World Poker Tour, piazzandosi al sesto posto nel maggio 2009 al Casinò di Venezia. Nel marzo 2011 ha centrato un altro tavolo finale WPT, chiudendo al quarto posto la tappa di Vienna.

Dal 2009 è anche autore del "Mario Adinolfi Italian blog", nel quale racconta la sua vita di giocatore professionista di poker, nella squadra di Full Tilt. Nel giugno 2012 ha riferito alla trasmissione radio La Zanzara di aver guadagnato, negli ultimi tre anni, circa grazie alle vincite conseguite nelle competizioni di poker.

Accusa di truffa ed evasione fiscale L'8 luglio 2026 Adinolfi è stato posto agli arresti domiciliari nell'ambito di un'indagine della procura di Roma, in cui gli vengono contestati, tra gli altri, i reati di truffa, omessa dichiarazione dei redditi, esercizio abusivo dell'attività di raccolta del risparmio e abusivismo finanziario.

L'inchiesta riguarda la cosiddetta «Scommessa collettiva», un sistema promosso da Adinolfi a partire dal 2005 e pubblicizzato sui social network, nel quale invitava i partecipanti a versare quote in un fondo comune destinato a scommesse sportive, a fronte della promessa di rendimenti fino al 40% annuo con capitale garantito. Secondo gli inquirenti il danno complessivo ammonterebbe a circa 4,7 milioni di euro, cui si aggiungerebbero circa euro di imposte evase.

Nell'ordinanza cautelare il GIP ha ritenuto concreto il rischio di recidiva, descrivendo una condotta connotata da «sistematicità» e una «evidente pervasiva pericolosità sociale» dell'indagato, «accresciuta esponenzialmente dalla notorietà del personaggio e dalla sua esposizione mediatica». Da quanto emerso dall'inchiesta, Adinolfi si sarebbe rivolto anche a persone vulnerabili per condizioni di salute o finanziarie e avrebbe impiegato parte delle somme raccolte per beni di lusso, tra cui orologi, quadri e imbarcazioni e per viaggi all'estero.

Il 21 settembre 2026, la misura cautelare è stata aggravata e Adinolfi è stato trasferito in carcere per aver violato il divieto di utilizzare dispositivi di comunicazione, continuando durante i domiciliari a pubblicare la propria newsletter e messaggi su Facebook.

Posizioni politiche e personali Mario Adinolfi si dichiarò fortemente europeista ribadendo che i suoi punti di riferimento sono Tony Blair, che Adinolfi ha definito come: "il più grande leader che il Partito Laburista abbia avuto", e Bill Clinton. Successivamente, dopo aver sostenuto Matteo Renzi salvo poi rinnegarlo a causa delle sue posizioni troppo progressiste, ha incominciato a ispirarsi a Donald Trump.

Si è detto favorevole alla riforma Fornero per l'innalzamento dell'età pensionabile: "La Fornero è stata una salvezza per l’Italia, le sue lacrime erano vere, perché la coperta è corta e a farne veramente le spese sono i 29 milioni di giovani che sono già esodati, mentre 21 milioni di italiani campano succhiando la zizza dello Stato: i dipendenti pubblici e i pensionati".