LAthlītikī Enōsis Kōnstantinoupoleōs (, Unione sportiva di Costantinopoli), internazionalmente conosciuta come AEK o, impropriamente, AEK Atene, è una società polisportiva greca di Atene, con sede nel sobborgo di Nea Filadelfia. Il club è preminentemente noto per la sua sezione di pallacanestro e per quella calcistica. Quest'ultima milita nella massima divisione del campionato greco, cui ha partecipato dalla sua fondazione e da cui è retrocessa una sola volta, nel 2012-2013.

Fondato nel 1924 da rifugiati greci provenienti da Costantinopoli dopo la guerra greco-turca, il club fa parte, insieme alle rivali e , del gruppo di squadre di calcio più titolate del paese. In particolare l'AEK ha vinto 14 campionati di massima serie, 16 coppe, 2 supercoppe nazionali e una Coppa di Lega, per un totale di 33 trofei nazionali.

L'emblema del club, un'aquila a due teste, è quello dei Paleologi, ultima dinastia a regnare sull'impero bizantino di cui Costantinopoli (oggi la turca Istanbul) era capitale.

Nelle competizioni europee vanta come miglior risultato la semifinale di Coppa UEFA 1976-1977, nella quale fu eliminata dalla Juventus. Fu inoltre il primo club greco a partecipare alla UEFA Champions League, prendendo parte alla prima edizione del torneo, nel 1992-93. In Coppa dei Campioni il miglior risultato sono i quarti di finale, raggiunti nel 1968-69. Anche in Coppa delle Coppe l'AEK ha raggiunto due volte i quarti di finale, nel 1996-97 e nel 1997-98.

Storia Origini Il club fu fondato il 13 aprile 1924 ad Atene da alcuni rifugiati greci fuggiti da Costantinopoli a seguito della guerra greco-turca del 1919-22.

Il gruppo di esuli si riunì nel negozio di articoli sportivi di Emilios e Menelaos Ionas e fondò l'AEK con il proposito di dare un luogo di ritrovo dove esercitare lo sport e lo studio alle centinaia di immigrati (precipuamente da Costantinopoli, nome greco di Istanbul, e dall'Anatolia) stabilitisi nei sobborghi di Atene (Nea Filadelfia, Nea Ionia, Nea Chalkidona, Nea Smyrnī). Il primo incontro calcistico del neonato club fu una vittoria 2-0 contro l'Aias Athinon.

La popolarità della neonata squadra di calcio crebbe velocemente negli anni venti, oscurando quella di altri club fondati da immigrati greci provenienti dall'Asia minore, come il e l'. Non possedendo un campo, l'AEK giocava le sue partite in diversi impianti intorno ad Atene. Il primo presidente della società, Konstantinos Spanoudis (1871-1941), un giornalista vicino all'allora Primo Ministro greco Eleutherios Venizelos, fece una petizione al governo affinché mettesse a disposizione un terreno atto alla costruzione di un nuovo stadio. Nel 1926 venne donato al club un terreno, un tempo destinato ad ospitare rifugiati, nei pressi di Nea Filadelfia. I membri dell'AEK iniziarono ad utilizzare quel terreno per gli allenamenti e già nel 1930 la proprietà passò al club. Venizelos approvò presto un progetto per la costruzione di quello che sarebbe stato l'impianto casalingo dell'AEK per oltre 70 anni, lo Stadio Nikos Goumas. La prima gara giocata nel nuovo stadio, nel novembre 1930, fu un'amichevole contro l'Olympiakos terminata 2-2.

Nel 1928 Panathinaikos, Olympiakos e AEK avevano intrapreso una disputa con la federazione calcistica nazionale (nata nel 1926), decidendo di ritirarsi dal campionato regionale atenieseAll'epoca infatti non esisteva ancora un campionato nazionale greco e i tornei venivano organizzati solo su scala regionale. Il torneo più importante era quello della regione di Atene, l'Attica. e di formare un'alleanza detta Podosfairikes Omades Kentrou (POK). Durante il periodo della controversia, la POK organizzava amichevoli tra le squadre a essa aderenti e diverse squadre europee. Nel 1929 comunque la disputa si risolse con il ritorno dell'AEK e delle altre squadre nella Federcalcio greca e la nascita del campionato nazionale.

1930-1959 Nel 1931-1932 l'AEK vinse la sua prima Coppa di Grecia, sconfiggendo l' per 5-3 nella finale. Fra i giocatori di quella squadra vi erano Kostas Negrepontis, Kleanthis Maropoulos, Tryfon Tzanetis, Michalis Delavinias, Giorgos Mageiras e Spyros Sklavounos. I successi degli anni trenta giunsero al culmine con il primo double campionato-coppa del 1938-1939.

Sotto la guida dell'allenatore Kostas Negrepontis, ex-giocatore del club, l'AEK vinse nuovamente il campionato nel 1939-1940. Sotto la guida dell'inglese Jack Bimby, il gruppo dell'AEK, formato da giocatori esperti come Maropoulos, Tzanetis, Delavinias e Mageiras, uniti a giovani come Kostas Poulis, Giorgos Goulios, e Pavlos Emmanoualidis, conquistò la Coppa di Grecia negli anni 1949 e 1950, battendo rispettivamente il Panathinaikos per 2-1 e l'Aris per 4-0.

L'AEK vinse anche il campionato regionale ateniese del 1950; tuttavia gli spareggi per il titolo panellenico non vennero disputati, dal momento che molti giocatori erano impegnati in un ritiro di lunga durata con la Nazionale greca.

I primi anni cinquanta videro la nascita di un'altra generazione di ottimi giocatori come Giannīs Kanakīs, Andreas Stamatiadis ed il portiere Stelios Serafeidis, i quali, insieme ai già citati Poulis ed Emmanoualidis, nel 1955-1956 portarono l'AEK ad un'altra vittoria della coppa nazionale, ottenuta battendo l'Olympiakos 2-1 in finale. Il 1957 fu l'anno del debutto di uno dei più grandi attaccanti greci dell'epoca, Kōstas Nestoridīs. Giunto dal Panionios nel 1956, Nestoridis fu costretto a saltare tutta la stagione a causa di una disputa tra i due club, relativa al suo trasferimento. Nel 1957-1958 e nel 1958-1959 vinse il titolo di capocannoniere del campionato, anche se ciò non fu sufficiente per dare all'AEK alcun titolo.

1960-1979 Con Kostas Nestoridis centravanti fisso della squadra anche nei primi anni sessanta (miglior cannoniere del campionato dal 1957-1958 al 1962-1963) e con l'acquisto, nel 1962, di un'altra punta, Dīmītrios Papaïōannou (che diventerà recordman di presenze e reti nel club), l'AEK tornò alla vittoria in campionato nella stagione 1962-1963. Noto con il diminutivo di Mimis, Papaioannou fu l'autore delle due reti che, nella gara di spareggio contro il Panathinaikos, valida per il titolo, portarono il risultato sul 3-3. L'AEK conquistò così il suo primo campionato del dopoguerra grazie alla miglior media realizzativa. Guidata dall'ungherese Jenő Csaknady, la squadra campione poteva contare sui veterani Nestoridis, Serafeidis e Stamatiadis, ma anche su Alekos Sofianidis, Stelios Skevofilakas, Giorgios Petridis, Manolis Kanellopoulos, e Miltos Papapostolou.

A questo titolo di campionato si aggiunsero, negli anni successivi (1963-1964 e 1965-1966), due vittorie nella coppa nazionale. Con il ritorno di Csaknady sulla panchina della squadra, nel 1968 e con alcuni ottimi giocatori come Kostas Nikolaidis, Giorgos Karafeskos, Panagiotis Ventouris, Fotis Balopoulos, Spyros Pomonis, Alekos Iordanou, Nikos Stathopoulos e Andreas Papaemmanouil, l'AEK vinse nuovamente il campionato, dopo soli cinque anni e con relativa facilità, diventando, l'anno successivo, la prima squadra ellenica in grado di raggiungere i quarti di finale della Coppa dei Campioni.

Gli arrivi del portiere Stelios Konstantinidis e di Apostolos Toskas rinforzarono la squadra, che poté così vincere nuovamente il campionato, quinto della sua storia, nel 1970-1971. Nello stesso anno l'AEK conquistò anche il trofeo non ufficiale della supercoppa, battendo 4-2 ai rigori l'Olympiakos dopo che l'andata, al Pireo, era terminata 2-2 e il ritorno a Nea Filadelfia 1-1.

Nel 1974, Loukas Barlos prese la presidenza della società e, con l'aiuto del tecnico cecoslovacco František Fadrhonc, costruì una delle migliori squadre nella storia dell'AEK. Il "periodo d'oro" sotto la gestione Barlos vide l'arrivo di alcuni giocatori ritenuti tra i migliori ad aver vestito la maglia giallo-nera. Chrīstos Ardizoglou, Giōrgos Dedes, Giorgios Skrekis, i tedeschi Walter Wagner e Timo Zahnleiter, Dionysis Tsamis, Pantelis Nikolaou, Petros Ravousīs, il serbo Dušan Bajević, Takīs Nikoloudīs, Stefanos Theodoridis, Christos Itzoglou e Nikos Christidis, furono alcuni giocatori che contribuirono a rendere la squadra una delle migliori dell'epoca anche in campo europeo.

Capitanato da Mimis Papaioannou, l'AEK della stagione 1976-1977 raggiunse le semifinali di Coppa UEFA, prima squadra greca a riuscirvi. Dopo aver sconfitto la (Unione Sovietica) 2-0, il (Inghilterra) 2-0 e 3-2, la (Jugoslavia) 2-0 e il (Inghilterra) 3-0 e 7-6 ai rigori, l'AEK dovette arrendersi in semifinale alla , squadra che allora dominava in Italia. La Juventus vinse poi quella coppa, primo trofeo europeo della sua storia.

Fu proprio a metà degli anni settanta che l'AEK mise sotto contratto uno dei migliori attaccanti greci, Thomas Mavros. Parte della squadra che aveva raggiunto le semifinali di Coppa UEFA, esplose in modo definitivo negli anni successivi: aggiudicandosi il titolo di miglior realizzatore del campionato nel 1977-1978 e nel 1978-1979, con 22 e 31 reti rispettivamente, diede un contributo decisivo agli ateniesi, che centrarono nel 1978 il double campionato-coppa. L'arrivo dal Panathinaikos di Dimitris Domazos e di Kōstas Eleutherakīs permise all'AEK di chiudere il decennio più vincente della sua storia con un altro campionato vinto nel 1978-1979.

Con alla presidenza Loukas Barlos, lo Stadio Nikos Goumas venne finalmente completato con l'aggiunta della tribuna coperta, attuale sede del principale gruppo di tifosi dell'AEK, lOriginal 21. Una nuova generazione di campioni, provenienti dalle giovanili della squadra, fece il suo debutto in questo periodo: Stelios Manōlas, Spyros Ekonomopoulos, Vangelis Vlachos e Lysandros Geōrgamlīs.

1980-1999 Con l'arrivo del nuovo presidente Michalis Arkadis e dell'allenatore austriaco Helmut Senekowitsch, l'AEK vinse la Coppa di Grecia 1982-1983, battendo il per 2-0 nello stadio Olimpico di Atene, appena inaugurato. Thomas Mavros e lo storico capitano Vangelis Vlachos furono i marcatori.

Nello stesso periodo la società dava la caccia al titolo nazionale: lo riconquistò dopo dieci anni di digiuno, nella stagione 1988-1989. Guidato dall'ex-giocatore Dušan Bajević, l'AEK poté finalmente rimettere le mani sul titolo dopo il big match all'Olimpico di Atene contro i diretti rivali dell'Olympiakos: Takis Karagiozopoulos fu l'autore della rete che risolse la partita a favore dei giallo-neri (1-0). Nello stesso anno arrivò pure la vittoria nella supercoppa, ai rigori contro il Panathinaikos, dopo che i 120' regolamentari avevano visto le due squadre impattare sull'1-1.

Dopo le due vittorie con Bajević, l'AEK fu in grado di costruire un'altra squadra vincente, una delle migliori della sua storia. Con Stelios Manōlas alla guida, il club ateniese, che vantava in rosa giocatori come Toni Savevski, Daniel Batista, Vaios Karagiannīs, Vasilīs Dīmītriadīs, Giōrgos Savvidīs, Alekos Alexandris e Refik Šabanadžović, dominò il calcio greco dei primi anni novanta con tre titoli nazionali consecutivi (1991-1992, 1992-1993 e 1993-1994) e una Coppa di Grecia (1989-1990), in finale contro l'Olympiakos, superato per 3-2.

Nella stagione 1994-1995 l'AEK, battendo gli scozzesi del nel preliminare, divenne la prima squadra ellenica a prendere parte alla fase a gironi della Champions League; venne così inserita nel gruppo D con , ed . I due soli punti conquistati in sei incontri non permisero ai greci di passare il turno: a qualificarsi per i quarti furono invece Ajax e Milan, le due squadre che avrebbero raggiunto la finale (vinta poi dall'Ajax).