Biografia

Nivinskij nacque a Mosca l'11 gennaio 1881, figlio di un noto artigiano che produceva mobili e oggetti di design d'interni.

Nel 1898, Nivinskij completò la sua frequentazione dell'Istituto di arte e industria Stroganov di Mosca, dove dallo stesso anno fino al 1905 assunse la carica di insegnante.

Collaborò fino alla rivoluzione assieme all'architetto Ivan Žoltovskij, decorando numerosi edifici da costui costruiti, tra i quali il palazzo Tarasov a Mosca.

Nei primi anni dieci, si dedicò alla pittura e alla decorazione di edifici come il Museo Puškin delle belle arti, inoltre produsse interessanti acqueforti, ottenendo consensi e successi in questo genere poco diffuso in Russia, grazie ai suoi paesaggi industriali o trasformati dall'uomo, quali Zages (1927).

In seguito ritornò alla decorazione monumentale creando l'interno della camera mortuaria del Mausoleo di Lenin, caratterizzato da una coniugazione di colori rossi e neri.

La collaborazione artistica di Nivinskij con Valentin Dubovskoj gli ha permesso di partecipare alla creazione di un nuovo tipo di habitat a Mosca che includeva sia il castello, sia il palazzo e il palcoscenico, per i quali Nivinskij realizzò i disegni degli ingressi e degli appartamenti principali, talvolta ispirati ad un antico paesaggio italiano oppure intrisi di elementi medievali come sfondo.

Nel 1919 guidò l'allestimento dei convogli di propaganda politica inviati nel Paese.

Negli anni venti lavorò come scenografo in numerosi teatri russi, distinguendosi nel 1921 per lErik XIV di August Strindberg a Mosca, oltre che curare nel 1923 il padiglione "Šestigrannik" all'Esposizione agricola panrussa di Mosca. In quelli stessi anni insegnò al Vchutemas e diresse la Sezione delle feste popolari di Mosca, fino ad allora tenuta da artisti d'avanguardia.

Dopo di che si dedicò alla scenografia e ai costumi, collaborando a numerosi spettacoli, fra i quali, la Principessa Turandot, nella famosa messa in scena di Evgenij Bagrationovič Vachtangov al Teatro d'arte di Mosca e nel 1933, alla rappresentazione dell'opera Il barbiere di Siviglia, per la regia di Konstantin Sergeevič Stanislavskij.

Una delle ultime opere di Nivinskij fu il frontespizio di un libro di Johann Wolfgang von Goethe, Elegie romane, per il quale utilizzò la tecnica dell'incisione.

Opere Decorazioni e allestimenti Decorazione palazzo Tarasov, Mosca; Decorazione Museo Puškin delle belle arti; Decorazione della camera mortuaria del Mausoleo di Lenin; Allestimento dei convogli di propaganda politica (1919); Decorazione del padiglione "Šestigrannik" all'Esposizione agricola panrussa di Mosca (1923); Sezione delle feste popolari di Mosca; Scenografie Erik XIV, di August Strindberg (1921); Turandot, regia di Evgenij Bagrationovič Vachtangov; Il barbiere di Siviglia, regia di Konstantin Sergeevič Stanislavskij (1933).

Note

Bibliografia

Voci correlate Storia dell'arte Storia della pittura

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Categoria:Pittori sovietici