Biografia Kreka (o Hereka) nacque verso il V secolo dallo sciamano Eskam.
Divenne moglie del sovrano Unno Attila e successivamente ebbe un figlio con quest'ultimo: Ellac.
Di lei si conoscono poche informazioni.
Citazioni nella letteratura Da parte di Prisco di Panion Durante la sua permanenza alla corte di Attila, nel 448/449, Prisco di Panion, storico bizantino, scrisse:
"Il giorno dopo arrivai alle mura dell'insediamento di Attila, portando regali per sua moglie [Kreka] ... Lei gli aveva dato tre figli, dei quali il maggiore, Ellac, governava gli Akateri [tribù di etnia indeterminata che viveva a Nord del Mar Nero, ad Ovest della Crimea] e le altre regioni nelle zone della Scizia vicine al mare."
Poi Prisco di Panion descrive il composto:
"All'interno delle mura c'erano moltissimi edifici, alcuni costruiti con assi di legno intagliate e assemblate con gusto, altri fatti di travi raschiate, levigate e disposte su tronchi a formare dei cerchi. I cerchi, partendo da terra, si elevavano fino ad un'altezza ben proporzionata. Era qui che abitava la moglie di Attila [Kreka]. Superai i barbari alla porta e la trovai sdraiata su un morbido materasso. Il pavimento era ricoperto di pezzi di feltro di lana su cui camminare. Un certo numero di servitori maschi era riunito intorno a lei, mentre le servitrici sedevano per terra di fronte a lei, tingendo alcuni lini pregiati che dovevano essere posti sugli abiti dei barbari come ornamento. Mi avvicinai a lei e, dopo averla salutata, le presentai i doni. Poi mi ritirai e mi diressi verso gli altri edifici dove Attila trascorreva il suo tempo. Aspettai che Onegesio uscisse, poiché era già partito dal suo complesso e si trovava già all'interno.".
Negli ultimi giorni della sua permanenza alla corte di Attila, Prisco di Panion e Maximinus, funzionario bizantino anch'esso alla corte di Attila, furono "invitati da Kreka a cena a casa di Adames, l'uomo che sovrintendeva ai suoi affari. Ci unimmo a lui ad un banchetto insieme ad alcuni dei principali dignitari del paese, e lì trovammo cordialità. Ci salutò con parole rassicuranti e cibo pronto. Ognuno dei presenti, con la generosità degli Sciti, si alzò e ci diede ognuno un calice di vino che veniva riempito e, dopo aver abbracciato e baciato colui che ne beveva, veniva ripreso. Dopo cena, tornammo alle nostre tende ed andammo a letto."
In altre opere Kreka appare anche come personaggio nella leggenda eroica germanica, dove, sotto il nome di Helche o Herka, è la moglie di Attila (Etzel / Atli) e una speciale confidente dell'eroe Dietrich von Bern nelle poesie alto-tedesche medie Dietrichs Flucht, Die Rabenschlacht e l'antico norvegese Þiðrekssaga..
È ritratta come se fosse appena morta ne La canzone dei Nibelunghi.
Nel poema dell'Edda poetica Guðrúnarkviða III, appare come concubina di Atli.
Etimologia e sostantivi derivati da "Kreka" Il nome Kreka è registrato in vari manoscritti di Prisco di Panion come Κρέκαν (Krekan), Χρέχα (Khreka), Ήρέχα (Hereka), Ήρέχαν (Herekan) e Ἤρέχαν (Erekan).Alcuni copisti hanno abbandonato la v o la desinenza -an.
Sulla base delle forme germaniche successive del nome (Herche, Helche, Hrekja ed Erka), Otto J. Maenchen-Helfen (1894-1969), storico e sinologo austriaco, sostiene che le forme che iniziano con eta piuttosto che kappa sono originali e argomenta a favore dell'etimologia di Willy Bang-Kaup, che le fa derivare dal turco * arï (y) -qan (la pura principessa), (i Caracalpachi chiamano Aruvkhan (aruv, "puro")).
Pavel Poucha (1905-1986), orientalista ceco, ha derivato Kreka o Hreka dalla denominazione mongola gergei (moglie), derivazione sostenuta anche dallo storico ucraino Omeljan Pricak (1919-2006).
È stato anche proposto che il nome possa essere gotico, significando "donna greca".
Sostantivi derivati da "Kreka" Un comune nome ungherese, Réka, ha origine da "Kreka".
Note
Bibliografia
Categoria:Unni