Biografia Tommaso di Cantimpré nasce nel 1201La data precisa (1201) è indicata in Biografia universale antica e moderna, ossia storia per alfabeto della vita publica e privata di tutte le persone che si distinsero per opere, azioni, talenti, virtù e delitti, vol. LVIII, Venezia, Molinari, 1829, p. 116. La si trova indicata anche in Charles Victor LANGLOIS et alii, Histoire littéraire de la France: ouvrage commencé par des religieux bénédictins de la Congrégation de Saint Maur, et continué par des membres de l’Institut, Imprimerie nationale, 1838, p. 177.
Altri studiosi sono più cauti, e indicano semplicemente che Tommaso è nato intorno al 1200: vedi ad es. Barbara NEWMAN, Introduction, in Id., Thomas of Cantimpré: The Collected Saints’ Lives: Abbot John of Cantimpré, Christina the Astonishing, Margaret of Ypres, and Lutgard of Aywières, Turnhout, Brepols, 2008 (Medieval Women: Texts and Contexts, 19), pp. 3-51, p. 3. a Sint-Pieters-Leeuw (una cittadina vicino a Bruxelles), nel ducato di Brabant, da una famiglia nobile. Nel 1206 il padre (di ritorno dalla Palestina, dove aveva combattuto seguendo Riccardo re d'Inghilterra) lo manda a Liège: qui Tommaso intraprende, dall’età di 5 anni agli 11, i primi studi, e ha anche la possibilità di incontrare Jacques de Vitry, che allora predicava in quei luoghi.
Nel 1217, all’età di 16 anni, riveste l'abito dei Canonici Regolari di S. Agostino nell’abbazia di CantimpréL'abbazia, che era appunto situata nei pressi di Cambrai, non esiste più, poiché è andata distrutta intorno al 1580 in seguito a scontri di natura politica. Vedi Biografia universale antica e moderna, p. 117. (situata vicino a Cambrai), dove è poi promosso al sacerdozio. Tommaso trascorre dunque quindici anni nell’abbazia di Cantimpré, dove rappresenta una fonte di edificazione per i suoi fratelli religiosi.
Nel 1232 Tommaso di Cantimpré entra nell’Ordine di San Domenico a Leuven, sempre nel Brabant, e nel 1233 viene inviato dall'Ordine a Colonia, così da poter perseguire gli studi teologici superiori: Tommaso ha qui l’occasione di studiare e perfezionarsi sotto la guida di Alberto Magno.
Trascorsi quattro anni a Colonia, Tommaso si reca a Parigi, presso lo studium domenicano di San Giacomo, per perfezionarsi ulteriormente nelle scienze, e per prepararsi all'ufficio della predicazione.
Nel 1240 egli torna finalmente a Leuven, dove per merito dei suoi studi è nominato professore di filosofia e teologia, ruolo da lui ricoperto con grande distinzione. Nel 1246, poi, Tommaso diventa sottopriore e lector a Leuven.
Forse incoraggiato dalla diffidenza dei domenicani nei confronti degli studi, o piuttosto spinto da una sorta di conversione, nell'ultima parte della sua vita Tommaso si dedica alla predicazione. Egli intraprende quindi attività missionarie che spaziano in tutto il Brabant, in Germania, in Belgio e in Francia: visto il grande successo da lui ottenuto anche in questo campo, Tommaso guadagna il titolo di Predicatore Generale. Tommaso di Cantimpré muore a Leuven, presumibilmente il 15 maggio del 1272Vedi Histoire littéraire de la France, p. 177. Il giorno preciso di morte (15 maggio) è invece indicato (senza anno) in un necrologio del monastero di Leuven: vedi Biografia universale antica e moderna, p. 117..
Opere Tommaso di Cantimpré è autore di opere di carattere diverso, tutte in lingua latina; all’interno della sua produzione possiamo distinguere un filone morale-enciclopedico e un filone agiografico.
Rientrano nel filone morale-enciclopedico l’opera enciclopedica De natura rerum e l’opera morale Bonum universale de apibus, qui di seguito trattate partitamente nello specifico.
Per il filone agiografico abbiamo invece una Vita Joannis abbatis primi monasterii Cantimpratensis, il Supplementum ad vitam Mariae Oigniacensis, e tre vite dedicate ad altrettante sante donne della diocesi di Liegi, ovvero la Vita S. Christinae virginis Mirabilis dictae, la Vita preclare virginis Margarete de Ypris e la Vita Piae Lutgardiae (riferite, rispettivamente, a Cristina l'Ammirabile, Margherita d'Ypres e santa Lutgarda).
Esula da questa ripartizione un’opera minore – anche solo per la sua lunghezza (105 versi) – di Tommaso di Cantimpré, ovvero un Hymnus de beato Jordano, scritto appunto in onore del beato Giordano di Sassonia (morto nel 1237), uno dei personaggi-chiave dell’ordine domenicano.
De natura rerum Il De natura rerum (o Liber de natura rerum) è forse l'opera più significativa di Tommaso di Cantimpré, sia perché si tratta del testo a cui l’autore ha dedicato più tempo (quasi vent’anni di lavorazione, dal 1225 ca. al 1244), sia in quanto opera che ha avuto la maggiore fortuna successiva, testimoniata dai numerosi codici che la riportano e dai molti autori che vi si sono ispirati.
Il De natura rerum è un'opera enciclopedica – legata quindi a un genere, quello dell'enciclopedismo, ampiamente diffuso nel Basso Medioevo latino – che vuole configurarsi specificamente come compendio completo ed esaustivo della storia naturale precedente, soprattutto a uso del cleroVedi Nicholas LOUIS, Essaimage et usages du «Bonum universale de apibus» de Thomas de Cantimpré, in Lecteurs, lectures et groupes sociaux au Moyen Age. Actes de la journée d’études organisée par le Centre de recherches «Pratiques médiévales de l’écrit» (PraME) de l’Université de Namur et le Département des Manuscrits de la Bibliothèque royale de Belgique, Bruxelles, 18 mars 2010, curr. Xavier HERMAND - Etienne RENARD - Céline VAN HOOREBEECK, Turnhout, Brepols, 2014 (Texte, Codex et Contexte 17), pp. 29-56, p. 31..
Una prima redazione stabile del testo risale al 1237-1240 (periodo in cui Tommaso si trova presso lo studium domenicano di Parigi) ed è strutturata in 19 libri. Successivamente però l'autore stesso rielabora profondamente l'opera, inserendovi numerose interpolazioniLa rielaborazione si nota in particolare in due manoscritti, uno dei quali parzialmente autografo. Sulla storia del testo, nelle sue due redazioni, vedi Baudouin VAN DEN ABEELE, Diffusion et avatars d’une encyclopédie: le Liber de natura rerum de Thomas de Cantimpré, in Une lumière venue d’ailleurs, curr. G. DE CALLATAŸ e B. VAN DEN ABEELE, Louvain-la-Neuve, Brepols, 2008, pp. 141-176, pp. 143-144.: questa seconda redazione del De natura rerum si data al 1244 ed è organizzata in venti libri, di argomento vario:
Libro I: sull'anatomia del corpo umano; Libro II: sull'anima; Libro III: sugli ‘uomini mostruosi’ dell'Oriente; Libro IV: sugli animali quadrupedi; Libro V: sugli uccelli; Libro VI: sui mostri marini; Libro VII: sui pesci; Libro VIII: sui serpenti; Libro IX: sui vermi; Libro X: sugli alberi comuni; Libro XI: sugli alberi aromatici e medicinali; Libro XII: sulle proprietà delle piante aromatiche e medicinali; Libro XIII: sulle fonti; Libro XIV: sulle pietre preziose; Libro XV: sui sette metalli; Libro XVI: sulle sette regioni celesti; Libro XVII: sulla sfera e i sette pianeti; Libro XVIII: sui movimenti dell'aria; Libro XIX: sui quattro elementi; Libro XX: sulle eclissi e sui moti siderali.
Il De natura rerum di Tommaso dipende da diverse fonti: in primis il grande filosofo Aristotele – auctoritas fondamentale per il pensiero medievale, proprio a partire dal XIII secolo – e i due autori latini Plinio il Vecchio e Solino, rispettivamente del I e del III secolo. A questi nomi va aggiunto quello di Ambrogio, ma anche – avvicinandoci nel tempo a Tommaso – quello di Jacques de Vitry. Il libro XX, aggiunto successivamente, deriva poi ampiamente dal De philosophia mundi di Guglielmo di Conches. Tommaso indica all’interno dell'opera come fonte anche un anonimo ‘sperimentatore’Sulla figura di questo “sperimentarore” vedi Baudouin VAN DEN ABEELE, A la recherche de l'Experimentator de Thomas de Cantimpre, in Expertus sum, SISMEL-Edizioni del Galluzzo, Firenze, 2010, pp. 41-65.. Oltre ai pochi nomi facilmente individuabili, inoltre, è certo che Tommaso di Cantimpré ha utilizzato un gran numero di fonti diverse che non sempre è facile riconoscere.
Come si è già accennato, il De natura rerum ha avuto una certa fortuna successiva, soprattutto in periodo rinascimentalePer un riscontro sulla fortuna medievale dell’opera vedi Cynthia M. PYLE, The Art and Science of Renaissance Natural History: Thomas of Cantimpré, Candido Decembrio, Conrad Gessner, and Teodoro Ghisi in Vatican Library MS Urb. lat. 276, in «Viator», XXVII, 1996, pp. 265-321.: in quest'epoca l'opera viene spesso plagiata, anche per i cataloghi di pietre e di mostri, ma soprattutto per i cataloghi di animaliVedi Baudouin VAN DEN ABEELE, Diffusion et avatars d'une encyclopédie, p. 158.. Del testo sono anche stati realizzati vari volgarizzamenti e pure una traduzione in olandese (il Der Naturen Bloeme di Jacob van Maerlant); del resto, si basa ampiamente sull’opera di Tommaso anche Konrad von MegenbergCome si vede dal link inserito, una voce a lui dedicata è disponibile su Wikipedia in varie lingue, tra cui l'inglese e il tedesco (quest’ultima rappresenta forse la voce ad oggi più completa). per il suo Buch der Natur (1475).
A livello di tradizione testuale, inoltre, il De natura rerum ha avuto una grande diffusione, testimoniata dai più di cento manoscrittiSi può trovare una lista dei manoscritti che tramandano il De natura rerum in Baudouin VAN DEN ABEELE, Diffusion et avatars d’une encyclopédie, pp. 161-174. che tramandano il testo. Tuttavia, la maggior parte dei codici non presenta l’opera nella sua integrità (la quale, anzi, si riscontra solo in due manoscritti), bensì in una forma abbreviata: questa forma ha quindi avuto una diffusione ben più ampiaSembra che anche il Buch der Natur di Konrad von Megenberg sia basato su questa versione abbreviata del testo. dell’opera nella sua redazione originale.
Bonum universale de apibus Tommaso di Cantimpré è anche autore del Bonum universale de apibus, un'opera di edificazione morale e spiritualeCosì la definisce Baudouin VAN DEN ABEELE, p. 142: «oeuvre d’édification morale et spirituelle appuyée d’exempla et de similitudes tirées de la vie des abeilles». – composta tra il 1256/57 e il 1263 ma probabilmente nel 1259A proposito della datazione vedi Nicholas LOUIS, Essaimage et usages du «Bonum universale de apibus» de Thomas de Cantimpré, p. 31. – che si basa sull’allegoria della vita in una comunità di api per trattare tematiche legate alla condotta morale e ai doveri di superiori e subordinati.
Il Bonum universale de apibus è organizzato in 2 libri: il primo (De prelatis) tratta dei ‘prelati’ (ovvero di vescovi, abati e signori), il secondo (De subditis) tratta dei subordinati (sia monaci che laici). Ciascun capitolo presenta all’inizio l’esposizione di una proprietà delle api, segue un’interpretazione allegorica della stessa – in genere di tipo morale – e infine si ha una serie di exempla. Mentre i passi sulle api e sulle interpretazioni allegoriche sono tratti (come dice l’autore stessoVedi Nicholas LOUIS, Essaimage et usages du «Bonum universale de apibus» de Thomas de Cantimpré, p. 32.) da ‘altri libri’, Tommaso riprende la materia di ogni exemplum «dalla propria esperienza o da fonti orali contemporanee, religiose o laiche»Nicholas LOUIS, Essaimage et usages du «Bonum universale de apibus» de Thomas de Cantimpré, p. 32: «tirés da sa propre expérience ou de sources orales contemporaines, religieuses ou laïques».. Nel complesso, il testo rappresenta quindi «un trattato di teologia pratica e di morale»Nicholas LOUIS, Essaimage et usages du «Bonum universale de apibus» de Thomas de Cantimpré, p. 32: «traité de théologie pratique et de morale»..