Presicce-Acquarica è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Geografia Il comune ha una superficie di e una densità . Un'altitudine media di 104 metri sul livello del mare (altitudine minima: 60 metri, massima: 173).

Storia Il borgo di Presicce, situato nel basso Salento vicino al Capo di Leuca, è conosciuto come la città degli ipogei, per la presenza di numerosi frantoi sotterranei. Il centro abitato, posizionato in una vallata particolarmente ricca di acqua, è dominato dalla Serra di Pozzomauro, un’altura organizzata in terrazzamenti e muretti a secco lungo i pendii e ricoperta di macchia mediterranea, distese di uliveti secolari, pini e specie arbustive di querce spinose.

La storia delle origini di Presicce non è ben delineata. Probabilmente fu la grande presenza di falde acquifere superficiali ad attirare i primi insediamenti, che sembrano risalire intorno al VII secolo. Lo stemma di Presicce, un cervo che beve da una fonte, sembra ricalcare questa abbondanza di acqua nel territorio presiccese. La fondazione vera e propria del borgo sia stata opera degli abitanti di Pozzomauro un insediamento individuato sulla collina a sud-ovest dell’attuale centro abitato. Di questo insediamento rimangono ancora ben visibili le rovine di un’antica torre usata come difesa dalle invasioni dei saraceni, una cripta basiliana scavata nella roccia e una chiesetta dallo stile molto essenziale. Nel 1481 i saraceni invasero Pozzomauro distruggendolo. Anche le origini del nome del paese sembrano legate a questo insediamento, si pensa infatti che Presicce derivi dalla parola latina ‘praesidium’ come ad indicare un presidio militare. Nel 1088 Presicce entra a far parte del Principato di Taranto, da qui si sa che il feudo passò tra le mani di diverse famiglie nobiliari tra cui i Securo, i De Specola, i Gonzaga, i Brayda ed ai Principi Bartilotti. Nel 1714 il feudo venne elevato a principato ed affidato successivamente ai de’ Liguoro.

Una storia di sangue è quella legata alle origini del termine “Mascarani”, soprannome degli abitanti di Presicce. Un tempo nel principato seicentesco era in vigore la legge dello ius primae noctis, ovvero un presunto diritto del feudatario, mai documentato, di passare con le novelle spose la prima notte di nozze fino a che una notte, durante il carnevale dell’anno 1655 secondo la leggenda (nella realtà l’episodio avvenne in novembre, durante la festa del santo patrono, sant’Andrea apostolo), il principe si affacciò da una finestra dell’antico Castello per salutare i festosi cittadini, quando tra la folla apparve un uomo mascherato che sparò un colpo, uccidendo il principe. Proprio da questo episodio scaturisce il soprannome degli abitanti di Presicce, Mascarani. In seguito all’avvenimento delittuoso perpetrato da un abitante del luogo, i de’ Liguoro acquistarono il principato approntando una riforma agricola con la redistribuzione dei terreni in enfiteusi ai contadini e installando una serie di frantoi atti alla produzione d’olio d’Oliva esportato a Napoli ed in Spagna.

Le numerose case a corte presenti nel borgo antico dell’abitato di Presicce risalgono al Cinquecento. Sono delle umili abitazioni, composte principalmente da un unico vano (massimo due) e dalla cantina, raggruppate attorno ad uno spazio scoperto, la corte. In questo spazio, in cui si svolgevano le principali attività domestiche, è sempre presente il pozzo e la pila, un lavatoio in pietra utilizzato per lavare i panni.

Il clima caldo e il terreno fertile hanno permesso ai presiccesi di sviluppare il settore agricolo, intensificando particolarmente la produzione di vino e soprattutto d’olio d’oliva, principale fonte economica del paese nei tempi andati. Intorno al XI-XIII secolo si diffuse l’uso di scavare frantoi ipogei a grotta, detti trappeti. La loro presenza suggerisce che Presicci avesse un’economia fiorente e consente di ricostruire le tappe del suo sviluppo: i primi furono costruiti sulle pendici della Serra di Pozzomauro; in seguito, dopo il prosciugamento della palude “Arnea”, le attività iniziarono a spostarsi a valle. La maggior parte dei trappeti si concentra lungo l’asse viario che collegava i primi due nuclei urbani dal quale si snoda l’intero paese. In passato, in piazza Villani, erano presenti banditori che fissavano il prezzo sul mercato. Tra i commercianti vi era il veneziano Pietro David, noto per i suoi rapporti commerciali in tutto il mondo. La tipologia dei trappeti di Presicce è semplice: sono scavati nella roccia tufacea, il pavimento in è terra battuta, vi erano torchi “alla genovese” o frantoi “alla francese”. Le modeste dimensioni degli ambienti, inadatte a contenere nuovi frantoi e torchi, non consentirono di apportare modifiche tecnologiche. Verso la fine del XIX secolo i trappeti vennero abbandonati, alcuni trasformati in discariche o cantine e altri, ubicati in campagna, in ovili o stalle. A partire dagli anni ’90, successivi interventi di bonifica e ristrutturazione hanno consentito il recupero questi ambienti come meta turistica.

Simboli Il nuovo comune di Presicce-Acquarica non ha ancora adottato un proprio emblema. Attualmente utilizza un simbolo composto dagli stemmi dei due vecchi comuni affiancati.

Dal 2000 questi formavano l'Unione dei comuni di "Presicce ed Acquarica del Capo", oggi disciolta, a cui era stato concesso con D.P.R. del 24 luglio 2007 uno stemma partito: il 1º di azzurro, alla torre di argento, murata di nero, merlata alla guelfa di cinque, finestrata e chiusa dello stesso, fondata sulla pianura diminuita, di rosso; il 2º di verde, alla mola d'oro, forata in tondo del campo, accompagnata da due fasce diminuite, d'oro, una in capo, l’altra in punta e un gonfalone costituito da un drappo di bianco.

Società Evoluzione demografica

Fino al 2011 vengono accorpati i dati dei censimenti degli ex comuni di Presicce e di Acquarica del Capo.

Popolazione straniera residente Al 31 dicembre 2019 la popolazione straniera residente era pari a 282 persone, le nazionalità più numerose provenienti da:

Romania - 72 Albania - 39 Marocco - 39 Bulgaria - 38 Cina - 13 Egitto - 10 Germania - 9 Repubblica Dominicana - 8

Amministrazione

Infrastrutture e trasporti Strade

Strada Statale 274 - Salentina Meridionale

Il comune è inoltre raggiungibile dagli altri comuni limitrofi anche con molteplici Strade Provinciali.

Ferrovie Il comune è facilmente raggiungibile in treno dalla stazione di Presicce-Acquarica, posta sulla linea ferroviaria Novoli-Gagliano del Capo di FS Sud Est.

Note

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