Bivona (AFI: ; Vivona in ) è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Agrigento in Sicilia.
Circondata dai monti Sicani, la località è nota per la coltivazione della pesca, insignita del marchio IGP, e per la realizzazione di una peculiare sedia artigianale.
Casale di probabile origine islamica, attestato per la prima volta in età normanna, ospitò una comunità ebraica di cui si conservano le tracce nei pochi resti di una sinagoga e nel blasone popolare. Tra il Quattrocento e il Cinquecento fu uno dei maggiori centri feudali del vallo di Mazara: nel 1554 Carlo V lo elevò a ducato, il primo nel Regno di Sicilia, conferendogli al contempo il titolo di città.. Accolse un elevato numero di ordini e istituti religiosi – tra cui il collegio gesuitico promosso da Ignazio di Loyola – come testimoniato da una cospicua quantità di edifici sacri concentrati nel centro storico d'impianto medievale. Vi è attestato uno dei più antichi culti di santa Rosalia di cui si abbia notizia certa..
Geografia fisica Territorio
Bivona è situata nell'entroterra agrigentino, al confine con la città metropolitana di Palermo.
Il territorio di Bivona ha un'estensione di circa ed è parzialmente inserito nella "riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio", nel "Parco dei Monti Sicani".
L'altitudine è compresa tra i dell'area meridionale, al confine con i comuni di Ribera e di Cianciana, e i della cima del Monte delle Rose, a nord dell'abitato, al confine con il territorio di Palazzo Adriano, nella città metropolitana di Palermo. L'altitudine del centro abitato è compresa tra i dei quartieri meridionali e i 600 circa di quelli settentrionaliI dati altimetrici specificati sono stati desunti dalla carta aerofotogrammetrica esistente nell'ufficio tecnico del Comune di Bivona., ed è usualmente indicata in , in riferimento all'antica casa comunale (attuale piazza Giovanni Cinà).
Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003.
Orografia Il territorio si trova alle pendici dei monti Sicani, che sovrastano l'abitato formando un anfiteatro naturale, e comprende il tratto medio vallivo del bacino idrografico del fiume Magazzolo. Circa i tre quarti della sua estensione si trovano in zone pedemontane e collinari, mentre il quarto restante appartiene alla zona tipicamente montana.
Il paesaggio montano è composto da rilievi calcareo-dolomitici di epoca mesozoica, quasi tutti nella parte settentrionale del territorio. Le principali cime del territorio bivonese sonoI seguenti dati sono stati desunti dalla Carta Orografica del Territorio del Comune di Bivona.Tra gli altri rilievi del territorio bivonese: pizzo San Matteo (), monte M. S. Venere (), cozzo Timpe Rosse (), serra Mezzo Canale (), pizzo il Moscamento (), monte Chirullo (), monte il Casino (), montata Badia () e monte Castelluccio ().: Monte delle Rose (); Monte Pernice (); Pizzo San Filippo (); Monte Scuro (); Pizzo Mondello (); Pizzo Catera (); Pizzo Scavarrante (); Pizzo di Naso ().
Gli affioramenti rocciosi di Pizzo Mondello, costituiti dalla stratificazione di calcari e selce con tracce di conchiglie fossili (Halobia), si presentano fortemente inclinati e testimoniano le deformazioni tettoniche subite dai monti Sicani.
Idrografia Il territorio bivonese fa parte del bacino idrografico del fiume Magazzolo, delimitato dal Pizzo Mondello, dal Pizzo Scavarrante, dalla Serra Mezzo Canale e dal Cozzo Timpe Rosse e comprendente, oltre al corso d'acqua principale, anche gli affluenti Lordo, Calabrò, Acque Bianche, Salito e Gebbia: i valloni tributari di destra del Magazzolo sono a sviluppo tortuoso, con forte azione erosiva di tipo regressivo.; assicurano un importante apporto idrico nella stagione delle piogge ma sono asciutti durante l'estate. Le numerose sorgenti alimentano principalmente tre canali naturali, affluenti del Magazzolo: il primo, in cui confluiscono le acque delle sorgenti Santa Rosalia e Capo d'Acqua, è il fiume Alba, il cui tratto urbano è intubato e sotterraneo dalla seconda metà dell'Ottocento; il secondo convoglia le acque delle sorgenti Santissimo e Acque Bianche e il terzo raccoglie le acque delle due sorgenti Grotticelle e delle sorgenti Canfuto e San Filippo.
A qualche chilometro dal centro abitato si trova la diga Castello, che ha creato un bacino artificiale (circa ), le cui acque irrigano i pescheti di Bivona e gli aranceti di Ribera.
Flora e fauna
La flora e la fauna del territorio di Bivona sono quelle tipiche delle zone montane e pedemontane dell'area mediterranea.. I boschi, nelle aree meno antropizzate, sono costituiti da leccio, roverella e corbezzolo, e rimboschimenti prevalentemente a pino d'Aleppo, cipresso comune, pino nero e abete di Cefalonia. È presente un ricco sottobosco e sono presenti l'euforbia cespugliosa, il biancospino e la ginestrella.
Negli anni trenta, in occasione della visita di Benito Mussolini, furono piantati nel centro abitato i platani di via Lorenzo Panepinto, le robinie nella piazzetta denominata XXVIII Ottobre; fu sistemata anche la villa comunale.
Per quanto riguarda la fauna, i boschi sono popolati e frequentati prevalentemente da piccoli insettivori (cinciarelle, cinciallegre, fringuelli, capinere, pettirossi, scriccioli) e da merli, colombacci e ghiandaie.
Clima
Come per l'intera area dei monti Sicani il regime climatico è classificato come temperato caldo di tipo xeroterico mediterraneoDati tratti da un lavoro di ricerca svolto sui monti Sicani da Aruta et al. (1985). Tali elaborazioni si riferiscono a un periodo di cinquanta anni a partire dal 1921., con estati prolungate e inverni miti. La morfologia e le differenze altimetriche determinano una relativa variabilità fra le diverse località del territorio comunale.
Classificazione climatica: zona C, 1268 GG.
Origini del nome Il toponimo Bivona è di origine incerta. Il nome Bivona si trova per la prima volta in un documento del 1171, ma la forma più frequente fino ai primi anni del Cinquecento era Bibona.
La forma Bisbona è attestata nel 1363Lettera di Federico III a Giovanni Chiaramonte del 28 settembre 1363. e nel Cinquecento fu considerata forma colta derivante da bis bona ("due volte buona"): «Bisbona quoque vulgo Bivona dicitur». In uno scritto del 1557 si affermò: «È questa terra detta Bivona, quasi Bi-bona, cioè bis-bona, per la perfezione dell'aria, essendo posta sopra altissime rupi e per l'abbondanza delle salutifere acque e fruttiferi arbori, de quali sommamente abbonda, luogo veramente più che buono e amenissimo».. L'etimologia fu sostenuta dal Trovato.
Più probabilmente è da confrontarsi col calabrese Bivona o Vivona (presso Vibo Valentia), da una parola del sostrato pre-greco, successivamente ellenizzato come Hippṓnion e quindi il latino Vibō, Vibōna.
Storia
Età antica Alcuni reperti archeologici hanno permesso di ipotizzare una frequentazione umana nel territorio di Bivona a partire già dall'età del rame.. Alcuni siti d'altura presenti nel territorio manifestano una continuità di vita dall'età del ferro all'epoca medievale (monte Castelluccio e Bonifacio), con una fase di abbandono più o meno totale durante l'età romana, periodo nel quale si formano grossi insediamenti rurali nelle valli fluviali..
In base all'erronea interpretazione delle fonti antiche., in passato si era ritenuto che la città avesse origini greche e fosse da identificare con Hipponium, fondata da Gelone di Siracusa.. Ugualmente priva di riscontri è un'altra ipotesi di identificazione, quella con il centro indigeno (poi ellenizzato) di Hippana, successivamente rinvenuto sul monte dei Cavalli (Prizzi)., nonostante non sia da escludere che i due toponimi presentino la medesima radice (*vīp-/vīb-) del sostrato mediterraneo..
Età medievale La prima attestazione dell'esistenza di Bivona è del 1160, al tempo di re Ruggero II e dei suoi successori Guglielmo I e Guglielmo II.. Da semplice casale abitato da popolazione musulmana, in pochi anni divenne un importante centro del Vallo di Mazara.
Divenuta signoria alla fine del XIII secolo, fu messa al sacco dalle truppe regie comandate da Francesco Ventimiglia nel 1359. Il castello di Bivona fu quindi affidato in custodia a Corrado Doria..
Bivona si sviluppò maggiormente sotto la signoria dei Chiaramonte (1363-1392). ma soprattutto sotto quella dei De Luna., protagonisti dei casi di Sciacca...
Età moderna
Nel 1554, Carlo VPrivilegio del 22 maggio 1554 di Carlo V, reso esecutivo a Palermo il 16 giugno. elevò la baronia di Bivona a ducato, sia perché il paese era uno dei più popolosi centri feudali dell'Isola e il più popoloso tra quelli di dominio della famiglia de Luna, sia per i buoni rapporti che intercorrevano tra l'imperatore e il viceré di Sicilia Juan de Vega, suocero di Pietro de Luna., primo duca bivonese e primo nobile siciliano ad acquisire il maggior titolo feudale dell'epocaIl titolo ducale, nel XIX secolo abbinato al Grandato di Spagna, dal 1956 è detenuto da Manuel Falcò y Anchorena, 17º duca di Bivona, classe 1936; cfr. .
Nei due secoli successivi il ducato passò prima alla famiglia dei Moncada (i principi di Paternò)., poi a nobili famiglie spagnole che non entrarono mai negli affari locali, determinando il declino della città..
Età contemporanea
Nel 1812, con la nuova Costituzione, nel Regno di Sicilia fu abolita la feudalità e ciò favorì la rinascita, soprattutto economica, di Bivona: la cittadina agrigentina, infatti, fu designata capoluogo dell'omonimo distretto (divenuto circondario nel Regno d'Italia), uno dei ventitré in cui fu divisa l'Isola, comprendente tredici comuni..
Nel Novecento Bivona si sviluppò come centro amministrativo e culturale dell'entroterra agrigentino, essendo sede di vari uffici (sanitari e amministrativi) e scuole (soprattutto istituti superiori).
Simboli
Stemma L'attuale stemma della Città di Bivona è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica dell'8 luglio 2021.
Lo stemma in uso fino al 2021 era così descritto dallo statuto comunale:
La mezzaluna rappresenta la famiglia nobile dei primi duchi, i De Luna d'Aragona, mentre il granchio potrebbe richiamare l'antico simbolo di Akragas. Gonfalone Il gonfalone è un drappo di bianco, bordato d'azzurro; la bandiera è un drappo di bianco, bordato d'azzurro.
Quello usato fino al 2021 riproduce lo stemma su fondo azzurro, arricchito di decori floreali.Il gonfalone è disciplinato dalle disposizioni statutarie del comune. Bandiera La bandiera è un drappo di bianco con la bordatura di azzurro, caricato al centro dello stemma cittadino. Inno Secondo quanto riportato dallo Statuto del Comune di Bivona, il comune ha un proprio innoStatuto comunale, art. 4 comma 6..
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Bivona possiede numerosi edifici religiosi (circa quaranta in tutta la sua storia).. Molti dei palazzi nobiliari seicenteschi sono stati distrutti o inglobati da costruzioni più moderne.
Architetture religiose
Chiese
Chiesa madre chiaramontana (XIII secolo), in stile gotico, di cui rimane solo il portale della facciata principale, esempio di arte gotica chiaramontana in Sicilia. Chiesa di San Bartolomeo (XIII-XIV secolo), di cui rimane il portale della facciata principale, di gusto barocco.. Chiesa di Santa Rosalia (XIII-XIV secolo), dotata di un portale in stile barocco, conserva il fercolo della statua della santa (1601), un crocifisso ligneo, alcune tele sette-ottocentesche; una piccola botola consente di accedere al tronco della quercia sotto la quale si ritiene che la santa solesse pregare durante la sua permanenza nel bosco di Bivona. Chiesa dell'Annunziata (XIV secolo), o chiesa del Carmine, custodisce alcuni dipinti di Giuseppe Salerno, noto come "Zoppo di Ganci". Chiesa di San Sebastiano (XIV-XV secolo), detta anche di Santa Chiara, presenta un portale tardo rinascimentale-manierista..