Il Senegal possiede un PIL (PPA) di 1 857, 525 milioni $ e un PIL (PPA) procapite di 2 678 $. Leconomia del Senegal è tra le più sviluppate dell'Africa ed è la 4ª nella regione occidentale dopo la Nigeria, la Costa d'Avorio e il Ghana. Dopo il 2012, si è verificato un netto miglioramento con una crescita annuale monetaria del 5,4% tra il 2012 e il 2017. Parallelamente, il tasso d'inflazione è rimasto stabile al circa 1% annuo. L'economia del paese è dunque una delle più dinamiche, ma bisogna considerare il basso livello di partenza e la forte crescita demografica. Tale sviluppo è dovuto agli investimenti importanti effettuate per le infrastrutture pubbliche, come il Piano Senegal Emergente (Plan Sénégal Émergent, PSE) del presidente Macky Sall. I risultati positivi sono dovuti anche dall'aumento delle esportazioni passate dal 15% nel 2015 al 13% nel 2016, sostenute da una diversificazione dei prodotti agricoli e un clima favorevole, della pesca e del settore estrattivo. Secondo l'agenzia di rating Standard & Poor's, la crescita dell'economia senegalese dovrebbe avvicinarsi al 7% nel periodo 2017-2020, contro il 3,5% in valuta tra il 2011 e il 2014.
Il Senegal è molto orientato verso l'Europa e l'Asia, ed i suoi principali partner commerciali sono la Francia, l'India, l'Italia, la Cina e gli Stati Uniti d'America.
L'economia senegalese si basa sullo sfruttamento minerario, l'edilizia, il turismo, la pesca e l'agricoltura, ovvero le principali fonti d'impiego nelle zone rurali. L’economia è caratterizzata da gravi problemi, in particolare le condizioni climatiche e la forte crescita demografica che ha portato all'esodo della popolazione rurale in seguito alle carestie. Le conseguenze di questa crescita sono dei problemi nell'approvvigionamento dell'acqua nonché dello smaltimento dell'acqua usata e degli scarti. Inoltre, l'aumento del traffico nella capitale ha portato ad un aumento dell'inquinamento sonoro ed atmosferico.
Le principali industrie per l'esportazione riguardano l'estrazione dei fosfati, la produzione di fertilizzanti, i prodotti agricoli e la pesca commerciale, nonché i progetti di esplorazione petrolifera.
Il Senegal dipende molto dagli aiuti delle ONG, dall'invio di fondi e dagli investimenti esteri diretti. Il Paese è membro della Banca Mondiale, dell'Organizzazione mondiale del commercio e dell'Unione economica e monetaria ovest-africana. Debito Nel giugno 2025, un rapporto della banca britannica Barclays rivaluta il debito pubblico del Paese al 119% del PIL per il 2024. Un dato calcolato a partire dal documento di programmazione economica e di bilancio pluriennale del Ministero dell'Economia del giugno 2025, che rende il Senegal il Paese più indebitato dell'Africa.
Infrastrutture Gli investimenti pubblici sono indirizzati principalmente verso la carenza delle infrastrutture, ma lo Stato tende a promuovere la costruzione di strade.
Il presidente Macky Sall ha annunciato nel 2016 l'avvio di importanti progetti per le infrastrutture senegalesi, tra cui un investimento pari a circa 600 milioni € per l'approvvigionamento dell'acqua potabile nella capitale Dakar.
Elettricità Uno dei progetti riguardava la messa in servizio delle centrali elettriche di Tobène (circa 80 km a nord-est di Dakar, nella regione di Thiès) a marzo del 2016, e di Cap-des-Biches (Rufisque, nella regione di Dakar) a maggio dello stesso anno. Per la centrale di Cap-des-Biches, lo Stato senegalese, la Société nationale d’électricité (Senelec), il gruppo energetico americano ContourGlobal, la Società finanziaria internazionale (IFC) e l'Overseas Private Investment Corporation (OPIC) avevano firmato a Dakar un accordo per un finanziamento di 91 milioni $ e l'inaugurazione è avvenuta il per la centrale di Cap-des-Biches. La centrale termoelettrica di Tobène, inaugurata nel mese previsto e costata circa 120 milioni €, genera 96 MW e garantisce l'elettricità a circa 1,5 milioni di persone.
Nel contesto di progetti per le energie rinnovabili e dell'elettrificazione del Paese, sono stati costruiti diversi impianti fotovoltaici.
La potenza elettrica del Senegal è stata raddoppiata tra il 2012 e il 2018 raggiungendo un tasso di elettrificazione del 64% nel 2018.
Risorse idriche Per la componente idrica urbana sono stati annunciati due grandi progetti riguardanti la costruzione di un terzo bacino idrico da 200 000 m3 al giorno a Keur-Momar-Sarr (regione di Louga) e di una stazione di dissalazione dell'acqua di mare nel quartiere di Mamelles, nella regione di Dakar. Queste due infrastrutture dal costo totale di 390 miliardi CFA (600 milioni €) vanno a contribuire ad "assicurare l'approvvigionamento dell'acqua potabile della capitale per almeno vent'anni".
Industria agricola L’industria agricola non è riuscita ad avere la spinta con gli investimenti del 2016 nelle attività del Programma dei domini agricoli comunitari (Programme des domaines agricoles communautaire, PRODAC). Queste comunità agricole da 1 000 e 5 000 ettari sono state create per contribuire alla lotta contro la disoccupazione (soprattutto quella giovanile) e a favorire lo sviluppo delle imprese agricole.
Al fine di sostenere la sanità degli animali, l'accesso ai mercati e la gestione delle risorse naturali, sono stati stanziati 15 miliardi CFA per il progetto regionale d'appoggio alla pastorizia nel Sahel (Projet Régional d’Appui au Pastoralisme au Sahel, PRAPS).
Trasporti
L'Aeroporto di Dakar-Léopold Sedar Senghor è il principale punto d'ingresso aereo verso il Senegal. Il 25 maggio 1971, l'aereo supersonico Concorde fece un primo volo dimostrativo Parigi-Dakar in 2 h 52 min (di cui 2 h 07 min in volo supersonico) e il 21 gennaio 1976 venne aperta per la prima volta la sua linea commerciale Parigi-Dakar-Rio de Janeiro. Il presidente senegalese Léopold Sédar Senghor assistette al suo atterraggio all'aeroporto di Dakar e all'arrivo dei primi passeggeri di un volo supersonico. Il 1 aprile 1982, venne chiusa la tratta Parigi-Rio.
Il 23 febbraio 2001, la compagnia aerea Air Sénégal International, partecipata per il 51% dal gruppo Royal Air Maroc in seguito ad una ristrutturazione aziendale, ha proposto delle destinazioni verso l'Europea e l'Africa. L'ASI, membro della IATA dal 28 maggio 1996, ha tuttavia cessato le proprie operazioni nel 2009 ed è stata in seguito ricapitalizzata come Senegal Airlines. Chiusa nel 2016, è stata sostituita da una nuova Air Senegal.
La rete stradale è buona a ovest ma si degrada andando in profondità nel Paese. La rete dei trasporti è ben sviluppata nelle grandi città con taxi, autobus o le "auto rapide" (cars rapides), ovvero taxi collettivi o carretti presenti nelle periferie e nelle piccole città sono taxi. All'interno del Paese, sono presenti le grandi auto bianche Ndiaga Ndiaye e i taxi brousse.
Realizzata nel 1895, la stazione ferroviaria di Dakar è la più antica del Senegal e inizialmente offriva una sola destinazioni per i viaggiatori, ovvero la capitale del Mali Bamako, poiché il collegamento con Saint-Louis è riservato al trasporto delle merci. Nel 2019, la stazione è stata rinnovata, permettendo il collegamento di Dakar con l'Aeroporto Internazionale Blaise Diagne di Diass passando per la città di Diamniadio.
Limiti DatiValoriAeroporti (2010)Con pista asfaltata: 10Con pista non asfaltata: 10Totale: 20Stazioni ferroviarie:Rete ferroviaria (2005) :20 906 kmPorto con un terminal :Corsi d'acqua navigabili (2005) :Dakar1 000 kmRete stradale (2016)Asfaltata : 5 967 km, di cui 7 km d'autostradaNon asfaltata: 9 604 kmTotale: 16 496Condotti del gas (2009) :43 kmFonte: CIA World Factbook Le reti sono più dense a ovest del Paese lungo il litorale ma la circolazione delle merci e delle persone è particolarmente difficile verso Dakar e la penisola di Capo Verde. Le infrastrutture sono più scarse nel Senegal orientale e l'apertura di queste regioni costituisce ugualmente una sfida perché i mezzi di trasporto rimangono spesso all'interno del Paese.
Inoltre, il 1 agosto 2013 è stata aperta un'autostrada a pedaggio tra Dakar e Diamniadio.
Tra le altre infrastrutture realizzate figurano:
Il nuovo aeroporto internazionale Blaise Diagne, inaugurato il 7 dicembre 2017 Lo sviluppo di Saint-Louis per la realizzazione di un porto per cabotaggi Ammodernamento del porto di Ziguinchor per la ricezione di container
Settore primario Agricoltura
L'80% della popolazione è occupata nel settore agricolo, benché rappresenti il 17,6% del PIL nazionale. Con l'esodo dalle campagne che ha portato i senegalesi verso la penisola di Capo Verde, il numero di contadini è diminuito. Nel 2007, gli agricoltori non rappresentavano più del 55 % della popolazione totale del Senegal.
Le principali produzioni agricole sono:
I cereali, in particolare il miglio, il sorgo e il riso L'arachide, che ha perso la posizione di monocoltura Frutta e verdure, principalmente nelle zone orticole dello Niayes che approvvigiona l'agglomerato di Dakar con prodotti freschi come pomodori o verdure verdi.
Il riso rappresenta l'alimento di base dei senegalesi ed è preferito ai cereali locali (sorgo e granturco), nelle aree urbane ma anche in quelle rurali, e rappresenta più del 50% del consumo familiare in cereali. Le famiglie spendono in media l'8% del loro reddito nell'acquisto del riso. I senegalesi consumano perlopiù il riso al quale si sono abituati dopo la colonizzazione, importando i sottoprodotti della trasformazione del riso asiatico. Il sistema di produzione irrigata è applicato nella valle del fiume Senegal (a nord) e vicino al bacino dell’Anambé (a sud). Il potenziale del Paese in terre irrigabili è di 240 000 ettari nella valle del fiume Senegal e di circa 16 000 ettari nel bacino dell’Anambé. Le superfici impiegate rappresentano meno del 3% del potenziale irrigabile. Il riso pluviale si può trovare nelle regioni di Ziguinchor, Kolda e marginalmente in quella di Tambacounda.
Le strutture per lo sfruttamento orticolo sono caratterizzate dalla predominanza di frutteti e giardini di case e di sussistenza. I volumi della produzione, in forte crescita, sono stimati a più di 600 000 tonnellate. Dal 2000 al 2010, le esportazioni orticole sono passate da meno di 1 000 tonnellate a 35 000 tonnellate. Nel 2014, sono state stimate 85 000 tonnellate. Il Senegal produce verdure tipiche dell'Europa e delle regioni temperate (cavolo, lattuga, pomodoro, melanzane, fagioli, melone, carote, rapa, patate, cipolle, ecc.) e tipiche dell'Africa e delle regioni calde (fiori per il carcadè, gombo, melanzane amare, patate dolci, manioca ecc.). La diffusione della produzione di successo ha fatto della sua filiera della verdura una delle componenti più importanti e dinamiche del settore orticolo.
La produzione orticola è concentrata principalmente nella fascia litorale di Niayes e nella valle del fiume Senegal. La zona di Niayes (da Dakar a Saint-Louis) garantisce il 60% dei raccolti e fornisce cipolle, patate, carote, cavolo verde, pomodori da tavola e pomodorini, melanzane, lattuga, pimento, mentre la valle fluviale è dedicata alla produzione di pomodori per l'industria, di cipolle e di patate dolci.
La zona di produzione del cotone è concentrata al sud del Paese nelle regioni di Tambacounda, di Kolda, e nel sud delle regioni di Fatick e Kaolack. Tale settore è regolato dalla Fédération nationale des producteurs de coton (FNPC), rappresentante più di 70 000 produttori, e la Sodefitex, una società a partecipazione statale che dispone di cinque bacini di sgranatura a Kahone, Kédougou, Tambacounda, Vélingara e Kolda.
Allevamento Il bestiame è composto principalmente da ovini (4 497 000 capi), caprini (3 833 000 capi) e bovini (2 927 000 capi), ai quali si aggiunge il pollame (22 987 000 capi).
Pesca La pesca è una risorsa importante del Paese ed avviene in gran parte artigianalmente e spesso con le piroghe. Nel 2014, il Senegal ha firmato degli accordi per la pesca con l'Unione Europea.
Risorse naturali