Attivo professionalmente dagli inizi degli anni settanta, si è affermato nell'ambito del jazz d'avanguardia e della musica improvvisata, sviluppando successivamente un'attività che comprende composizione contemporanea, ricerca sulle percussioni, musica elettroacustica, arti visive, teatro musicale e produzioni multimediali.

Nel corso della carriera ha collaborato, fra gli altri, con Giorgio Gaslini, Steve Lacy, Derek Bailey, Evan Parker, John Zorn, Don Cherry, Alvin Curran, Albert Mangelsdorff, Gianluigi Trovesi, Giancarlo Schiaffini, Toshinori Kondo, Eugene Chadbourne, Tom Cora, Henry Kaiser, Fred Frith, Anthony Coleman, Andrew Cyrille, Sylvano Bussotti e Theo Jörgensmann.

Nel 1976 ha fondato con Carla Lugli la Ictus Records, etichetta indipendente dedicata soprattutto alla musica improvvisata e di ricerca. Dagli anni ottanta ha progressivamente esteso la propria attività alla composizione per grandi ensemble, alla videoarte, alle musiche di scena e alle opere multimediali. La Biblioteca delle Arti dell'Università di Bologna conserva il Fondo e Archivio Andrea Centazzo, che documenta la sua produzione e una parte significativa della scena italiana e internazionale dell'improvvisazione dagli anni settanta in poi.

Biografia

Formazione e primi anni Dopo una breve esperienza con il clarinetto, Centazzo si avvicinò alla batteria durante gli anni del liceo, fondando con alcuni compagni i Messengers, gruppo attivo nel repertorio beat e rock degli anni sessanta. La formazione tentò nel 1966 un provino con la RCA, senza ottenere un contratto discografico.

Inizialmente autodidatta, dai primi anni settanta intraprese uno studio sistematico della batteria. Nel 1972 frequentò la Swiss Jazz School di Berna, dove studiò con il percussionista svizzero Pierre Favre, destinato a esercitare una significativa influenza sulla sua concezione timbrica delle percussioni.

Dopo la laurea in giurisprudenza si iscrisse al DAMS dell'Università di Bologna. Nel 1973 tenne a Udine Jazzrockconcert One, con Armando Battiston alle tastiere, Franco Feruglio al basso e Virginio Zambelli alla chitarra. Il nucleo Battiston-Centazzo-Feruglio registrò quindi Ictus, primo album a nome di Centazzo, pubblicato dalla PDU nel 1974.

Nel novembre 1973 entrò nel quartetto di Giorgio Gaslini, insieme al sassofonista Gianni Bedori e al contrabbassista Bruno Tommaso. All'interno della formazione ampliò progressivamente il tradizionale set di batteria con gong, campane e altri strumenti, sviluppando una concezione sempre meno limitata alla funzione ritmica e più orientata alla ricerca timbrica e coloristica.

Il quartetto si esibì anche in manifestazioni legate ai movimenti politici e sociali dell'epoca. Fra le registrazioni che documentano questa fase figura il Concerto della Resistenza, registrato dal vivo all'Università Statale di Milano il 24 aprile 1974. La collaborazione con Gaslini terminò nel marzo 1976.

Nel 1975 il trio Battiston-Centazzo-Feruglio promosse inoltre a Udine l'iniziativa JazzRock progressivo in Friuli, concepita come «controconcerto» rispetto ai prezzi elevati di alcuni spettacoli jazz dell'epoca.

Ictus Records e la musica improvvisata Conclusa l'esperienza con Gaslini, Centazzo intensificò i rapporti con la scena internazionale della musica improvvisata. Nel 1976 incontrò Steve Lacy, con il quale intraprese una tournée conclusasi nel febbraio dello stesso anno con un concerto a Casarsa della Delizia. La registrazione fu pubblicata con il titolo Clangs e costituì la prima uscita della Ictus Records.

L'etichetta fu fondata da Centazzo con Carla Lugli, allora sua moglie, che ne seguì anche gli aspetti gestionali. Ictus nacque come struttura indipendente controllata direttamente dai musicisti, con l'obiettivo di produrre musica improvvisata e sperimentale difficilmente accolta dalle case discografiche tradizionali.

Al duo Centazzo-Lacy si aggiunse successivamente il contrabbassista Kent Carter, documentato nell'album Trio Live. Tra il 1976 e il 1984 Ictus pubblicò registrazioni con musicisti quali Derek Bailey, Lol Coxhill, Eugene Chadbourne, Tom Cora, LaDonna Smith, Toshinori Kondo, Henry Kaiser, John Zorn, Polly Bradfield, Giancarlo Schiaffini, Gianluigi Trovesi e il Rova Saxophone Quartet.

Nel 1978 Centazzo registrò in California The Bay con il Rova Saxophone Quartet, pubblicato nel 1979. Nello stesso periodo ampliò la propria attività negli Stati Uniti, entrando in relazione con la scena newyorkese della musica improvvisata e d'avanguardia. Environment for Sextet, pubblicato nel 1979, documenta l'incontro con John Zorn, Eugene Chadbourne, Tom Cora, Toshinori Kondo e Polly Bradfield.

Nel corso degli anni collaborò inoltre con Don Cherry, Albert Mangelsdorff, Anthony Coleman, Fred Frith, Sylvano Bussotti, Theo Jörgensmann, Andrew Cyrille, Elliott Sharp, Roberto Ottaviano, Enrico Rava e altri musicisti provenienti dal jazz d'avanguardia, dalla musica improvvisata e dalla composizione contemporanea.

La prima fase di Ictus Records terminò nel 1984. Nella seconda metà degli anni novanta l'etichetta New Tone ripubblicò su CD una parte del catalogo Ictus degli anni settanta e ottanta, ormai divenuto di difficile reperibilità.

Centazzo rilanciò direttamente Ictus in California nel 2006, riprendendo sia la pubblicazione di nuove registrazioni sia il recupero e la rimasterizzazione del catalogo storico.

Dalla percussione alla composizione Fra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta Centazzo affiancò progressivamente alla pratica improvvisativa una scrittura maggiormente strutturata. Un passaggio centrale fu Indian Tapes, ciclo pubblicato originariamente nel 1980 in tre LP, nel quale percussioni acustiche, strumenti elettronici, voci e suoni registrati vengono organizzati attraverso un lavoro di composizione, montaggio e missaggio.

Per rappresentare la complessità timbrica delle composizioni elaborò inoltre sistemi di notazione non convenzionale e simboli grafici specifici. Indian Tapes ricevette particolare attenzione dalla critica internazionale: nel 1983 DownBeat lo indicò come disco dell'anno e lo collocò al primo posto fra le registrazioni per sola percussione.

Negli stessi anni Centazzo estese la propria scrittura a organici più ampi e fondò e diresse la Mitteleuropa Orchestra, formazione attraverso la quale sviluppò ulteriormente il rapporto fra composizione e improvvisazione.

Nel 1983 il Comune di Udine gli commissionò Cjant in occasione delle celebrazioni per il millenario della città. L'opera, articolata in sette movimenti e destinata originariamente a un ensemble di 27 esecutori, combina scrittura, improvvisazione controllata, linguaggi jazzistici, elementi della musica contemporanea e riferimenti alla tradizione musicale friulana.

Nel 1985 compose Omaggio a Pier Paolo Pasolini, nel decennale della morte dello scrittore, ampliando l'organico di Cjant con soprano e voce recitante e utilizzando testi poetici di Pier Paolo Pasolini. Il rapporto con l'opera di Pasolini sarebbe stato ripreso da Centazzo in successivi progetti realizzati a intervalli decennali.

Negli anni novanta realizzò anche composizioni di più ampio respiro, fra cui A Bosnian Requiem (1994), lavoro sinfonico-vocale legato alla guerra nella ex Jugoslavia.

Tra il 1994 e il 2001 Warner Chappell Music Italy pubblicò in partitura numerose opere di Centazzo, comprendenti musica sinfonica, composizioni per grandi ensemble, musica da camera, lavori per percussioni e archi e composizioni vocali.

Nel 1985 Centazzo conseguì presso l'Università di Bologna un diploma di perfezionamento in Musicologia.

Arti visive e video Dai primi anni ottanta Centazzo estese la propria ricerca alla grafica e alle arti visive. Le partiture grafiche furono progressivamente sviluppate anche come opere visive autonome, come nella serie Immaginografie e nelle installazioni realizzate a partire da frammenti delle proprie partiture.

Nel 1984 iniziò a utilizzare sistematicamente la macchina da presa e a sviluppare lavori nei quali musica e immagine venivano concepite come componenti di un'unica struttura. Da questa ricerca nacque Tiare, poema audiovisivo dedicato al Friuli, realizzato con percussioni, nastro magnetico, elettronica e immagini filmate.

Tiare fu presentato in numerose rassegne cinematografiche e video e ottenne fra il 1985 e il 1987 diversi riconoscimenti, tra cui il Gabbiano d'oro al Bellaria Film Festival, lo Special Merit Award dell'International Video Festival di Tokyo e il premio MilanoScienza.

Nel 1988 realizzò Arx, videofilm dedicato ai castelli friulani. A questa fase appartiene anche I colori di un sogno, lavoro audiovisivo dedicato a Bologna, nel quale manipolazione dell'immagine ed elaborazione sonora procedono parallelamente.

Teatro e opere multimediali Dal 1986 Centazzo si dedicò in misura crescente alla composizione, al video e alle musiche di scena. Tra il 1986 e il 1991 collaborò con Luca Barbareschi per diversi spettacoli teatrali, fra cui Jacques e il suo padrone, Tutti gli uomini sono puttane, Mercanti di bugie, Il presente prossimo venturo, Caro bugiardo e Il ritorno di Casanova.

Nei primi anni novanta si stabilì nell'area di Los Angeles, concentrando una parte significativa della propria attività sulla composizione, sul teatro e sulle colonne sonore.

Nel 1993 ricevette un Drama-Logue Critics Award per le musiche di scena dello spettacolo Incommunicado dell'Odyssey Theatre di Los Angeles, con il quale continuò a collaborare anche successivamente.

Nel 1996 realizzò Tina, opera lirica multimediale dedicata alla fotografa e militante Tina Modotti. Prodotta dal Teatro Verdi di Trieste, l'opera integra musica, parola, danza, fotografia e video e impiega ventuno strumentisti, soprano, baritono, voce recitante e danzatori. La versione inglese fu rappresentata alla Freud Playhouse dell'UCLA il 6 e 7 giugno 1998.

A Tina seguirono altre due opere liriche multimediali: Memento (2000), ispirata alla storia del Patriarcato di Aquileia, e Simultas (2001), prodotta dal Teatro Comunale di Bologna e ambientata nella Bologna medievale.

Nel 2001 registrò inoltre con un grande ensemble The Heart of Wax, suite per balletto, successivamente ripresa e rimasterizzata per Ictus Records.

Nel 2002 compose Sacred Shadows, lavoro nel quale un ensemble e un coro occidentali vengono affiancati da un'orchestra gamelan balinese.

Nel 2003 partecipò al Festival delle Letterature di Roma a una performance con lo scrittore Jeffrey Eugenides, combinando percussioni, campionamenti e immagini con una lettura da Middlesex.

Dal 2000 è cittadino statunitense.

Ritorno alla performance e progetti multimediali Nel 1998 Centazzo tornò stabilmente all'attività concertistica, sviluppando una forma di concerto solistico multimediale nella quale percussioni acustiche, strumenti digitali, elettronica, campionamenti e immagini video vengono controllati dal vivo dall'esecutore.

Fra i progetti di questa fase figurano Anmin/Sounsleep, Mandala, Eternal Traveler, Einstein's Cosmic Messengers e R-Evolution.

Mandala, sviluppato a partire dalla metà degli anni duemila, fu eseguito in diverse sedi internazionali; nel 2009 venne presentato anche al Kennedy Center di Washington.

Eternal Traveler (2007) fu concepito come progetto solistico ispirato alla figura di Leonardo da Vinci.

Nel 2008 Centazzo realizzò con il fisico Michele Vallisneri Einstein's Cosmic Messengers, progetto multimediale dedicato alla ricerca sulle onde gravitazionali. La prima mondiale ebbe luogo il 30 ottobre 2008 al Beckman Auditorium del California Institute of Technology, con la partecipazione dei fisici Kip Thorne e Jay Marx. Lo spettacolo integrava musica dal vivo, immagini e animazioni scientifiche collegate alla ricerca del LIGO.

Nel 2016 sviluppò Tides of Gravity, progetto commissionato nell'ambito della divulgazione scientifica connessa a LIGO, NASA e Caltech in occasione del primo rilevamento diretto delle onde gravitazionali.