LOccitània (AFI: ; , , secondo la norma classica, Óucitanìo secondo la norma mistraliana), o più raramente, in francese, Pays d'Oc, è una regione storico-geografica dell'Europa, non delimitata da confini politici, sviluppatasi in una larga parte della Francia meridionale, e in zone limitrofe nelle odierne Italia e Spagna.

La sua caratteristica principale è linguistico-filologica, ovvero fondata sulla diffusione della lingua occitana, o "lingua d'òc", evoluzione dell'occitano antico o provenzale. A partire dal XV secolo circa, la distinzione geografica fu soprattutto su base linguistica, per differenziarla sia dalla lingua centro-orientale delle Alpi Graie, dove si parlava un francoprovenzale settentrionale detto arpitano, sia dalla estesa Francia centro-settentrionale, dove invece si parlava la lingua d'oïl, cioè la "madre" dell'attuale francese).

Altre caratteristiche dell'Occitania risiedono in alcune tradizioni secolari come le musiche e le danze popolari.

La lingua occitana venne usata dalla poesia trobatorica, la composizione letteraria sorta nella regione d'Aquitania intorno all'XI secolo e, più tardivamente, diffusa in buona parte dell'Europa. L'occitano non va però confuso né con il francoprovenzale (arpitano), né con il francese, sebbene tutte lingue d'origine romanza siano appartenenti al ramo galloromanzo; queste lingue si consolidarono soprattutto durante la graduale latinizzazione della Gallia tardo-antica e altomedievale (dal IV al XII secolo circa), con locuzioni latine miste a termini franco-gallici. Oggi, queste varietà linguistiche risultano di particolare interesse filologico, e sono state riconosciute e affiancate alle lingue ufficiali di ogni nazione appartenente.

Etimologia

La regione linguistica venne anticamente e grossolanamente riconosciuta nel X secolo come Óucitanìo, tratto dalla parola Aquitania,Joseph Anglade, Grammaire de l'ancien provençal ou ancienne langue d'oc, 1921, Parte I, Cap. 1, p. 9 abbracciando i seguenti territori francesi: Aquitania: fu il nome latino dell'omonima provincia romana, ma fu nome utilizzato anche durante l'Alto Medioevo (fino all'XI secolo circa) per indicare anche le zone della Provenza, la Linguadoca, la Guascogna e il Delfinato francesi. Provenza: fu indicato, già nel X secolo, l'insieme dei paesi di lingua d'Oc che, tendenzialmente, stanno a sud della Loira Guascogna: dopo l'ordinanza di Villers-Cotterêts, fu indicata nell'XI secolo come terra a sinistra della Loira, "dove si parla ancora l'antico provenzale" (Dom Vaissette). Il termine venne usato dall'amministrazione francese, in seguito all'annessione al Regno di Francia della Contea di Tolosa e dei territori limitrofi di lingua occitana (1271); si ritiene fosse già utilizzato dall'amministrazione capetingia, come risultato della combinazione di oc (sì) e "Aquitania", secondo la tradizione di indicare le lingue con la parola usata per affermare (come per la lingua d'oïl). Il termine "Occitania" è quindi d'uso nel Basso Medioevo, attestato già nel 1290.Robèrt Lafont (1986) La nominacion indirècta dels païses, Revue des langues romanes nº2, tome XC, pp. 161-171

Venne coniata nel 1298 l'espressione latina patria linguae occitanae. Il re di Francia Filippo il bello, durante un concistoro a Poitiers nel 28 maggio del 1308 afferma di regnare su due nazioni, una di lingua gallica e l'altra di lingua occitana; nel 1309, in un contesto basso-latino della Cancelleria di Parigi, lingue occitane: lingua di notai, in tardo latino, non in francese. Ancora nel 1381 Carlo VI di Francia osserva "Quas in nostro Regno occupare solebar tam in linguae Occitanae quam Ouytanae". In un testo del 1331 rinvenuto a Lione compare l'espressione "lingua hoquotina" (da pronunciarsi preferibilmente «oquitana»).

Ricompare, altrettanto casualmente e con la medesima valenza di sotto-gergo notarile, nel 1600, sempre ad uso della cancelleria parigina.

La parola "Occitania" rimane in vigore fino alla rivoluzione francese, e viene riabilitata dal movimento letterario nazionalista Félibrige. Fu con l'Ottocento, che rilesse la storia del Midi francese, che ritroviamo il termine "occitano": nei testi di Fabre d’Olivet, Les Troubadours, poesies occitaniques, nel 1802 si trovano, in francese, i termini occitanique, oscitanique; occitanien, occitanie usati da Amiral de Rochegude nel 1819 nel suo Le Parnasse occitanien; e L'occitanienne di Chateaubriand. Frédéric Mistral (1879-1886), il maggior esponente, compilò un dizionario, Lou Tresor dóu Felibrige, Dictionnaire provençal-français.consultabile online .

In lingua italiana Alcuni casi di citazioni da testi italiani:

nel 1549 “Ocitania”, riferita alle terre visigotiche: "Egli tutto pien d'ira Carlo attacò il fuoco, e spianò Narbona, Agate, Nemauso, e Biterra nobile Colonia de' Settumani, onde pare che hauesse tutta quella contrada il nome, che alhora si chiamava Settimania, & hora (come s'è gia detto) in uece di Gotticana, è chiamata Ocitania."Paolo Emili, . nel 1647 "Occitania", riferita alle terre della Crociata il vescovo di Béziers Sant'Afrodisio, nel redigere i suoi Acta sanctorum nel XVII secolo scrisse: “Occitaniâ seu Lengadociâ inferiore …” (trad.: “ occitania ossia Linguadoca inferiore”).A. S., Martii, III, col. 376 nel 1678 “Ocitania”Sebastiano Fantoni Castrucci, Istoria della città d'Avignone e del contado Venesino, stati della sede apostolica nella Gallia, co'lumi di molte principali materie dell'istoria universale ecclesiastica e laica, Gio. G. Hertz, 1678.: "Beraldo di Baux era de' Principi d'Orange, Guglielmo Laudun di Caſa potente nell'Occitania" (p. 95) "Laſciato pertanto in ſuo luogo nell'Occitania" (p. 96) "Guglielmo di Lauduno di caſa potentiſſima nell'Occitania" (p. 354) nel 1701 "Pur ecco al fin giunto ſul mar mi vidi, / Che Mare interno io nominai dal ſito / (Or non più nò, che a l'altro Mare è vnito) / E d'Occitania riconobbi i Lidi."Filippo Sampieri, Fasti di Lodovico XIV Il Grande esposti in versi In Occasione dell'esser Levato al Sacro Fonte il primogenito del marchese Filippo cavalier Sampieri in nome di S. M. Cristianissima, Costantino Pisarri, 1701, pagina 36

Storia Alla fine del XII secolo la Francia non era l'entità statale che è attualmente: numerose regioni appartenevano all'Inghilterra, la Bretagna era un regno autonomo, la Provenza faceva parte del Sacro Romano Impero. Parte delle regioni nelle quali era diffusa la lingua occitana costituiva un insieme di feudi autonomi che per alcuni decenni (fra il XII e il XIII secolo) integrarono, insieme ai territori d'Aragona, uno Stato economicamente prospero e forte, guidato dal re Pietro II di Aragona e appoggiato dalla Santa Sede nella persona di papa Innocenzo III.

È importante sottolineare come in queste regioni era diffusa un'eresia cristiana, il catarismo, con una propria organizzazione ecclesiastica, parallela a quella ufficiale romana presente sul territorio. I catari erano ovviamente avversati dalla Santa Sede.

Agli inizi del XIII secolo, sovrano d'Aragona era Pietro II, vassallo della Santa Sede e apertamente sostenuto dal papato per aver ripetutamente sconfitto i musulmani nella penisola iberica; egli fu sempre molto tollerante nei confronti degli eretici. La costituzione di un'unica amministrazione centralizzata sulle terre dove vivevano i catari era per costoro un sogno che si stava trasformando in realtà.

La prematura scomparsa di Pietro II segnò l'apice della parabola càtara. La tattica militare che lo rese famoso per avergli permesso di sbaragliare gli invasori berberi risultò inadeguata a battere le truppe di Filippo II di Francia: nel difendere infatti i territori occitani dall'invasione delle truppe reali francesi, guidate da Simone IV di Montfort, Pietro II, che nel frattempo aveva valicato i Pirenei, subì una tremenda sconfitta perdendo egli stesso la vita in combattimento. Nel XVII secolo, moltissimi ugonotti occitani furono massacrati nelle Dragonate ad opera delle truppe reali.

Storia moderna Le comunità occitane, che si rifanno alla storia occitana, sono numerose e molto attive, dal Piemonte alla Catalogna.

Come unione di più liste regionaliste locali, nel 1987 viene fondato a Tolosa il Partito Occitano che si impegna, dal punto di vista politico, a raggiungere un maggior grado di autonomia per l'occitania.

Il 30 agosto 2008 (anno internazionale delle lingue, voluto dall'ONU) è partita una lunga marcia che dalle valli occitane piemontesi (Pietraporzio in valle Stura) deve raggiungere Vielha, in Catalogna, per chiedere che la lingua occitana diventi patrimonio dell'umanità. La marcia è di 1700 km e di 70 giorni, ed è stata chiamata Occitània a pè. L'evento è stato organizzato dall'associazione culturale Chambra d'Oc, piemontese, col sostegno degli enti pubblici.

Geografia

Secondo alcuni autori, l'Occitania fu un caso emblematico di "nazione senza stato" o di "nazione proibita", area esistente come realtà, che va al di là degli Stati legalmente costituiti che il suo territorio attraversa.

In particolare, l'area geografica occitana comprende tutta la Francia meridionale, che a nord termina nel Croissant, la zona di transizione linguistica con i paesi d'oil, cosiddetta per la particolare forma dei suoi confini linguistici.

Le aree storico-geografiche occitane, nello specifico, sono: tutta la regione della Provenza la regione dell'Aquitania, cioè le aree storiche di Périgord e Guienna, eccetto le zone dove si parla basco e saintongeais. gran parte della regione geografica di Midi-Pirenei la regione Linguadoca-Rossiglione, eccetto per la parte orientale, dove si parla soprattutto catalano. La regione nord-occidentale (Fenouillèdes) è invece maggiormente ricca di lingua e cultura occitana l'area detta del Velay, dell'Alta Loira, in Alvernia, eccetto il dipartimento dell'Allier in Rodano-Alpi (soprattutto l'area detta Vivarese, nell'Ardèche), escluse le frange storico-geografiche dove si parla l'arpitano tutta la regione del Poitou-Charentes, nel Charente l'area geografica delle Alpes du Sud la provincia Borbonese meridionale l'area storico-geografica detta Delfinato meridionale, nella regione Hautes-Alpes, che sconfina anche in una parte della Valle di Susa in Italia le aree storico-geografiche della Contea di Foix e del Couserans, nel dipartimento dell'Ariège tutta la regione della Guascogna l'area storico-geografica ai confini con la Germania, chiamata Contea di Mark la regione del Centre, in alcune cittadine della parte meridionale in piccole aree della Spagna, a ridosso dei Pirenei, nello specifico la Val d'Aran e zone circoscritte della Catalogna in Italia, molte parti delle cosiddette "valli occitane" del Piemonte sud-occidentale, a ridosso delle Alpi Cozie e delle Alpi Marittime, tra le quali Valle Stura, Valle Maira, Valle Grana, Valle Varaita, Valle Corsaglia, Valle Gesso, Valle Vermenagna, Valle Germanasca, Alta Valle Argentina. Inoltre, anche alcuni dialetti nei comuni liguri di Olivetta San Michele e di Triora (per le frazioni Realdo e Verdeggia, stabilita strumentalmente in base ai criteri della legge 482/1999); un'ampia bibliografia ragionata sull'argomento è riportata alla voce dialetto brigasco in Italia, solo in alcuni piccoli presidi di valli piemontesi quali Valle Orco, Valli di Lanzo e bassa Val di Susa), le quali sarebbero invece influenzate da un'area storico-linguistica più arpitana in Italia meridionale, per il solo comune di Guardia Piemontese in Calabria, fondato intorno al XIII secolo da profughi valdesi la parte della Contea di Nizza nella regione delle Alpi Marittime in Costa Azzurra-Principato di Monaco poi, esiste anche una sorta di variante occitana del monegasco, detta moneguier, o conosciuta più genericamente come patois monegasco (per distinguerlo dal patois generico francese o il patois valdostano). Fu parlato solo da alcune persone (immigrati, impiegati come operai nel porto), per un periodo di tempo relativamente breve