Nella religione romana il camillo (latino camillus, femminile camilla) era il giovane che assisteva il sacerdote durante il sacrificioFerrari, p. 138..
I camilli dovevano essere scelti tra i giovani in età pre-puberale, talvolta figli dei sacerdoti stessi; dovevano avere entrambi i genitori viventi (pueri patrimi et matrimi) e dovevano essere di condizione liberaHammond-Scullard, p. 368. Fino al III secolo a.C. però dovevano essere nobili, e comunque erano sempre scelti ragazzi di grande bellezza.
Nelle fonti iconografiche, i camilli sono spesso rappresentati con una tunica corta e in una mano l'incenso o la patera, nell'altra una piccola brocca, elementi caratterizzanti il rito sacrificale.
La statua bronzea di un camillo è conservata nel Musei Capitolini a RomaStatua di un camillo ai Musei Capitolini di Roma..
Analogamente ai camilli, le camille erano le ragazzine che assistevano le sacerdotesse durante i riti e dovevano rispondere agli stessi requisiti previsti per i camilli.
Nel messale romano, il "Camillus" è l'assistente alla celebrazione eucaristica, detto anche ministrante.
Note
Bibliografia Anna Ferrari. Camillo, in Dizionario di mitologia greca e latina. Torino, UTET, 1999, p. 138. ISBN 8877507543. Nicholas Hammond, Howard Scullard. Camillo, in Dizionario di antichità classiche. Milano, Edizioni San Paolo, 1995, p. 368. ISBN 8821530248. Kurt Latte. Römische Religionsgeschichte. 1960, p. 407-8. Joachim Marquardt. Römische Staatsverwaltung. 1881-5, III, 2, p. 227.
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